
Le persone cambiano, col tempo.
Siamo esseri cangianti, mutevoli, strani e contraddittori, non dei monoliti. Siamo esseri in fieri, in viaggio, mai fermi, mai uguali a noi stessi. E' anche questo il nostro fascino.
Luca, ad esempio, era gay. Ora non lo è più, a quanto pare. Luca, per chi non lo sapesse, è un amico di Povia ed è il protagonista della canzone che presenterà a
Sanremo. Canzone di cui si sa poco, al momento, se non che ha suscitato un'enorme polemica e ottenuto una pubblicità ancora più grande.
Spero sinceramente che l'orientamento sessuale di Luca sia mutato serenamente, senza problemi o repressioni. E che viva la propria nuova eterosessualità felice e contento. Luca è cambiato, e va bene così. A meno che non si sia rivolto a uno di quegli pseudo-medici che,
in sfregio alla scienza, promettono di guarire dall'omosessualità, quasi come se questa fosse una malattia
(1)... In quel caso, caro Luca, ti saresti fatto inculare. E in senso, purtroppo, solo metaforico...

Ma, comunque sia, la storia di Luca non credo possa mettere in discussione l'omosessualità e il diritto a vivere serenamente la propria affettività e sessualità. Anche perché per un Luca che era gay è facile trovare
un sacco di Luchi che erano etero...
* * *
E, guarda caso, si chiama proprio Luca la prima persona che voglio presentarvi. Ha 25 anni e vive a Pisa. A 18 anni incontra una ragazza, se ne innamora, sente una forte attrazione fisica. E riesce a conquistarla: "
E' stata una relazione normalissima, intensa e sentita davvero. Non era una copertura".
Ma verso i vent'anni le cose cambiano: "
Non è che da un giorno all'altro mi sono svegliato gay. E' stato graduale. Pian piano mi sono accorto di guardare i ragazzi in modo diverso".
E' un periodo difficile: Luca inizia a pensare di essere bisessuale, perché il desiderio verso la sua ragazza cala sempre più e
l'attrazione nei confronti dei maschi si fa sempre più forte. La ragazza capisce che c'è qualcosa che non funziona più e chiede spiegazioni. Luca le racconta tutto: "
Le volevo bene e mi ha fatto male deluderla".
Luca oggi si sente attratto solo dagli uomini, non ha più provato desiderio verso le donne. Pensa di essere sempre stato gay, ma che
all'inizio non voleva ammetterlo.
* * *
Alessandro
(2) ha 34 anni, vive a Firenze. Ha vissuto un'adolescenza da eterosessuale, frequentava ragazze, aveva rapporti sessuali con loro.
Non era mai pienamente soddisfatto, a dire il vero...

Poi a 25 anni conosce in un locale Sandro: "
Mi piaceva fisicamente, mi ha fatto eccitare".
E' un sentimento che lo turba, lo agita...Rivede Sandro in palestra e ne subisce la corte. Un giorno poi Sandro lo invita a casa: "
Mi ha detto che avremmo iniziato con una sega insieme, ma alla fine abbiamo avuto un rapporto completo... e mi è piaciuto!".
Alessandro si fidanza con Sandro. Da allora
non ha più avuto rapporti con donne.
* * *
La storia di Federico, 18 anni, della provincia di Milano, potrebbe turbare qualcuno. Io ve la propongo
come me l'ha raccontata lui.
"
A 13 anni ero molto innamorato di una ragazza, ma lei non voleva storie o altro. Non mi voleva. Per me fu come una sconfitta, ho passato un terribile periodo di depressione e poi... puff!... come per magia, eccomi gay. Per me è successo tutto per quella delusione, ma sto bene così".
Credi di essere diventato gay a causa di quella delusione? "
Sì, penso di sì. Ne sono molto sicuro".
Ma secondo te si diventa gay
a causa di eventi traumatici? "
Sì, conosco molti che non hanno il papà, ma solo la mamma, e sono gay, ad esempio".
Io ne conosco tanti che sono gay senza esserlo diventati e senza aver subito traumi. Comunque dopo quella forte delusione Federico si è sentito attratto solo dai ragazzi. Per cercare di "tornare eterosessuale" questo ragazzo
sta frequentando uno psicologo...
* * *

Giovanni, 30 anni, vive in un piccolo paesino di mille abitanti in provincia di Cuneo. Da ragazzino frequentava i ragazzi del posto: "
Ovviamente avevo amiche che, come in ogni compagnia, ci provavano. Ci provavano loro, io no. Sono anche uscito con due ragazze, ma senza avere rapporti sessuali".
Secondo Giovanni già allora provava attrazione per i ragazzi, ma
reprimeva e negava questo suo sentimento: "
Mi conformavo allo schema eterosessuale per non sembrare diverso dagli altri".
Poi arrivano "
gli anni più belli, la mia accettazione, la mia libertà, il mio sfogo, il mio divertimento... e i miei primi amori!". Giovanni ha 18 anni e Fabrizio 29. Finiscono a letto... e ci torneranno per i due mesi seguenti: "
E' stato strano, ma bello". Un anno dopo Giovanni troverà anche l'amore, un coetaneo della provincia di Torino.
Oggi Giovanni dice: "
Il sesso gay non è diverso da quello etero. Idem il rapporto sentimentale. La diversità è nella bigotteria della società: o lo si vive bene o si fanno brutte scelte".
* * *
Potremmo raccontare altre mille storie, come quella del romano Riccardo, che ha avuto storie con donne fino ai 25 anni, compresa una relazione di anni, di cui dice: "
Ci siamo voluti bene, ma ho conosciuto l'amore solo dopo". Dopo... cioè dopo aver ammesso a sé stesso la propria attrazione nei confronti degli uomini.
Ma questa schiera di "ex-etero" - espressione un po' sciocca, come lo è quella di "ex-gay"
(3) - non dimostra certo che l'eterosessualità possa essere considerata una malattia da cui si debba guarire... Dimostra solo che le persone cambiano... e che a volte non riescono a esprimersi liberamente
per colpa di pressioni sociali fortissime.

E accanto a questi "ex etero", esistono poi schiere di omosessuali e bisessuali che
non hanno mai attraversato una "fase eterosessuale" ("
Io fin dalla materna baciavo ragazzi e ragazze, non cambiava niente per me. E anche adesso è così", racconta ad esempio Nicola, diciassettenne di Bologna).
Ed esistono, ovviamente, gli eterosessuali, che però
non sono tutti uguali.
Prendete Marco, 41 anni, di Torino. Si definisce eterosessuale,
anche se gli piacciono sia le donne che gli uomini. E questo non perché sia bisessuale, spiega, ma solo perché "
oggi le donne sono uomini sociali travestiti da donne e allora per prudenza me ne frego e cerco anche uomini".
Marco non ama i gay, anche se ne frequenta le chat: "
I gay sono condizionati da fattori sociali, quali famiglia, società, valori distorti e via dicendo. Il gay si crede tale perché ha mancanza di affetto e di coraggio e cerca un uomo a cui aggrapparsi: questa si chiama codardia. Per esempio, Leonardo era un uomo vincente, ma era gay perché il padre scopava con un'amante e lui ne rimase sconvolto". L'omosessualità è frutto di repressioni sociali e traumi familiari,
racconta l'eterosessuale a cui piacciono gli uomini...
* * *
Riccardo era etero, Luca era gay, Marco non lo sarà mai. E vissero tutti felici e contenti.
O almeno così si spera...Little Prince(ss)
(1) Nonostante l'omosessualità sia considerata dalla comunità scientifica mondiale come "una variante naturale del comportamento umano" (Organizzazione Mondiale della Sanità), esistono "psicologi", come Nicolosi, che propongono cosiddette "terapie riparative", in grado, a loro dire, di modificare l'orientamento sessuale delle persone da omosessuale a eterosessuale. Tali conclusioni sono smentite da ogni serio studio scientifico e dagli Ordini degli Psicologi di tutto il mondo.
(2) Questo è un nome di fantasia, come altri all'interno del post.
(3) Con ex-gay si indicano le persone (in genere di sesso maschile) che sono passate da un orientamento omosessuale o bisessuale a un orientamento eterosessuale, in modo spontaneo o tramite terapie o preghiere (metodi, questi ultimi, la cui efficacia è duramente contestata dal mondo scientifico). Il movimento degli ex-gay è un movimento di stampo religioso che propone la guarigione dall'omosessualità; tale movimento è diffuso soprattutto negli Stati Uniti, ma si sta espandendo anche in altri paesi occidentali, Italia compresa. Interessante è anche il fenomeno degli ex-ex-gay, che vede persone appartenute al movimento degli ex-gay tornare a praticare l'omosessualità; anche il fondatore del principale gruppo di ex-gay, John Paulk, è un ex-ex-gay.Leggi anche:*
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