Mamma Ileana Minnoia: "Che emozione il Pride con mio figlio!"

Ileana Minoia (nella foto con Vladimir Luxuria e il figlio Steven) è una mamma di 57 anni. Essendo da qualche anno in pensione, ha avuto in questo periodo più tempo per informarsi e dedicarsi a eventi di carattere sociale.



Come madre di un ragazzo gay, cosa rappresenta per te il Pride?
Il Pride per me rappresenta un momento di festa/d' incontro con persone che devono sempre stare nell'ombra e che in questa occasione possono finalmente dire che esistono, ma soprattutto perchè è un momento  politico/sociale dove il mondo/la comunità GLBT può rivendicare i propri diritti. Comunque è fantastico esserci provando emozioni e sentimenti grandi,immensi.

Ma il Pride è davvero utile? E a cosa serve?
Per ciò che ho scritto sopra, è sicuramente utile. Dovrebbe essere pubblicizzato nella maniera giusta, facendo vedere in TV non solo gli eccessi, che possono creare rifiuti e ancora di più un muro invalicabile, ma sensibilizzando la gente, magari intervistando persone che soffrono, facendo vedere che sono presenti anche i genitori con il loro carro e le loro storie di vita.

Qual è stato il tuo primo Pride? Cosa è cambiato da allora?
Il mio primo Pride è stato nel 2004 a Milano. In generale non mi sembra sia cambiato tanto, ma per me sono cambiate tante cose, ho imparato a conoscere, a essere meno ignorante a tal proposito, entrando a piccoli passi in un mondo a me sino ad allora sconosciuto, cercando di aiutare dando il mio contributo, provando quindi fortissime emozioni.

C'è mai stato qualcosa, in un Pride, che ti ha fatta sentire a disagio? Oppure ti sei sentita sempre coinvolta?
La prima volta non ero solamente a disagio, di più! Non sapevo, non comprendevo. Avevo paura del giudizio delle persone ai bordi del corteo.  Adesso le sfido! Avevo paura per mio figlio, che era sul carro dell'Arcigay. Io dalla strada lo curavo a vista, pronta ad intervenire in sua difesa come una tigre in agguato. Inoltre mi davano molto fastidio tutti quei atteggiamenti goliardici di esibizionismo forti, ad esempio  le trans a seno scoperto o ragazzi/e completamente nudi/e con il corpo dipinto di colore. Adesso mi disturbano meno, però penso che l'eccesso estremo si potrebbe evitare. Il rispetto è sempre utile ovunque. Mentre i vestiti sgargianti, i costumi, i travestitimenti sono bellissimi. Adesso mi sento viva  e ovviamente sono super coinvolta. Guai se mi perdo un Pride!

Gay, lesbiche, trans e queer di tutto il mondo, unitevi! Ma anche no...

Il Pride è finito e a Bologna i coriandoli sono già stati spazzati via. Dalle strade, non certo dai cuori. Nei cuori rimarranno ancora a lungo i baci e i sorrisi, le borchie sadomaso e le pailettes, la felicità del trenino delle Famiglie Arcobaleno e la libertà degli slip attillatissimi, la meraviglia dei trampolieri e i colori delle piume, le coppie lesbo, etero, gay e indefinibili, le amiche e gli amici, le tette con e senza reggiseno...

No, per chi l'ha visto e vissuto davvero non è possibile parlar male del Pride. Il che, ovviamente, non significa che sia tutto perfetto (ci mancherebbe altro!). Comunque, quello che risulta meno perfetto, almeno secondo me (ma per fortuna qualcuno dissentirà), è proprio ciò che più segue il sentiero del pensiero comune della cultura dominante nella nostra società. Insomma, ciò che è meno "diverso".

Prendete ad esempio certi slogan "anti", che spesso adottano le stesse identiche logiche delle entità contro cui vengono lanciati. Ad esempio, che senso ha arrivare a un Pride solo per dire che i preti sono pedofili? Si tratta di una semplificazione cretina che serve solo a dire che "loro" sono peggio di "noi". Di più non si dice. Per non parlare delle prese di posizione contro la Carfagna, bersagliata per i calendari osé di qualche anno fa con slogan insignificanti o anche machisti. A cosa servono? A dire che "lei" è più "puttana" (sic...) di noi? Ma ha senso in un Pride indicare come sostanzialmente immorali certi comportamenti legati alla sessualità (e/o all'onanismo)? Dire che, in fondo, "loro" sono peggio di "noi", a mio modo di vedere, non mi rende granché orgoglioso. Nè mi pare molto costruttivo.

La logica non è certo nuova: chi non ha una propria identità, cerca di rimediare costruendosi una pseudo-identità contro. Crolla il comunismo e diventiamo anti-berlusconiani, scompare la cultura locale e diventiamo anti-stranieri, evapora il cattolicesimo e (ri)diventiamo anti-gay.... E quando, per sensi di colpa o chissà che altro, non abbiamo un'identità propria, diventa facile sfogarci ricordando al mondo che "loro" sono peggio di "noi", appunto, facendo nostri i loro criteri di giudizio, facendo di "loro" il centro dei nostri interessi. Sia chiaro: va bene tutto, tutti sono e devono essere liberi di vivere il Pride come meglio desiderano, anche solo per sfogare le proprie frustrazioni.

Insomma, ognuno segua la sua strada... Ma così l'unità del movimento *qtblg dove va a finire? Beh, forse è il caso di riflettere seriamente anche su questo punto, anche per evitare la noia annuale delle lamentele sempre uguali perchè "non esiste una vera comunità" e delle invocazioni sempre identiche alla santa "unità".

Diciamolo, unità è una parola che piace molto, che va parecchio di moda: unità del movimento arcobaleno, unità della Sinistra Arcobaleno, unità dei cristiani, unità nazionale, unità della razza contro l'invasore... Ma per essere uniti (nelle lotte, nelle strategie, negli intenti...) partendo da una situazione di profonda differenza, è necessario un minimo di omologazione e di "normalizzazione". È necessario trovare una linea comune e rispettarla. E farla rispettare.

Ma tutto questo è davvero concepibile in un movimento, come quello *qtblg, che ha come proprio principale motivo d'esistere il raggiungimento del rispetto nei confronti della diversità, se non addirittura l'esaltazione della diversità? E allora forse non solo il pluralismo, ma anche la stessa disunità (quando non è motivata da odi razzistici, da semplici interessi personali o da micro-orgogli secessionistici) potrebbe essere considerato un elemento di valore per il movimento *qtblg. Disunità nel senso di esaltazione della propria irriducibile unicità, di massima libertà di espressione di sé, di resistenza alle spinte di chiusura nelle comunità che percorrono questi anni tristi.

L'unico elemento di unità, secondo me, dovrebbe essere il rispetto della libertà di autodeterminazione, con il Pride inteso come festa in cui dare massima visibilità a tale libertà. Chi vive questo rispetto, si troverà bene; chi non lo vive (vedi certe femministe transfobe...), semplicemente si sentirà un pochetto a disagio.

Ovviamente tanti di voi non saranno d'accordo con quello che ho scritto. Non posso che esserne felice.

Little Prince(ss)


P.S.: leggete bene il cartello della foto ("Amici, siamo dalla vostra parte, ma se cambiate idea, siamo qui che vi aspettiamo! Le amiche etero"). La condivisione, l'amicizia, il sovvertimento dei ruoli, l'ironia, il desiderio: c'era forse un cartello più bello (e, in fondo, più rivoluzionariamente politico) di questo?

Leggi anche:
* Mara Carfagna, Silvio Berlusconi ed il macho che c'è dentro di noi
* Erik Uffredi: "Al Pride per esserci"
* Mamma Ileana Minnoia: "Che emozione il Pride con mio figlio!"
* Adriano Disabella: "Car* *qtblg, Dio ci ama e ci vuole liberi"
* Marco Volante: "Al Pride per esprimere liberamente sé stessi"

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Il sorriso di Ruslana

"Non c'era nessun motivo per cui si sarebbe dovuta uccidere".
Chi è morta? Ruslana Korshunova... Top Model che ha prestato il suo volto e corpo per le maggiori case di moda du monde. E' morta gettandosi dal suo appartamento di New York. Aveva 21 anni. Ed è morta, suicida.
C'è incredulità fra chi la conosceva. Non poteva, era felice, era sul tetto del mondo, uno dei più bei momenti della sua vita. Si, ok, ma è morta. Si è gettata dalla finestra della sua casa. Incredulità, perchè sorrideva sempre. Come si può pensare che una ragazza che ha tutto, che è felice, che è milionaria, che ha il mondo ai suoi piedi si possa togliere la vita? Si, ok, ma è morta. Forse, occorrerebbe chiedersi se fra tutto quello che aveva e che poteva avere in termini di oggetti c'era la sua felicità. Forse, era troppo abituata a lanciare sorrisi stampati che nella sua vera vita venivano confusi con felicità. Chissà. Ora è morta. Gli articoli dei giornali faranno a gara per alludere ipotesi e raccontare dichiarazioni. Specie quelle degli Amici, che di sicuro l'avranno conosciuta bene. I pareri degli esperti, quelle ragazze che hanno tutto etc etc... Chissà se qualcuno si chiederà com'era il vero sorriso di Ruslana. Se l'avrà mai fatto vedere. Chissà. Ora è morta, fra l'incredulità perchè non era pensabile. Non dava segnali. Era felice.
Se basta avere tutto questo per essere felici.... se attraverso i soldi si raggiunge la felicità... o se attraverso uno spazio di riflessione nei desideri degli altri la si ottiene questa benedetta felicità.... chissà.... chissà come lei si vedeva allo specchio... non solo attraverso la bellezza che gli altri le volevano vedere addosso, perchè certo, Top Model. Emblema dell'essere donna. Doveva essere solo bella. Da qui scaturiva la sua felicità. Per cui, con tutto il mondo ai suoi piedi, come poteva, come ha potuto passarle per quella sua testa il pensiero stesso di togliersi la vita? No, è impensabile.
Ma è morta.
Chissà com'era il suo vero sorriso. Le foto di moda non ce lo daranno mai. E di sicuro, sarà un altro spreco. L'ennesimo spreco. Con così tante foto. Il sorriso di Ruslana si è perso. Fra l'incredulità.

Milesmood

Gli zingari rubano: i luoghi comuni del razzismo conquistano i tribunali

I siciliani sono dei mafiosi. I napoletani sono degli scippatori. I milanesi dei truffatori. I neri degli stupratori. Gli ebrei degli usurai. I gay, ma anche i preti, dei pedofili. Gli albanesi degli sfruttatori di prostitute. I cinesi dei cannibali. I politici dei tangentari. I giudici truccano i processi. E, ovviamente, gli zingari rubano. E per questo è giusto dire che devono essere mandati via.

Meno male che da oggi, con l'assoluzione del sindaco leghista di Verona Flavio Tosi, possiamo sparare tutte le castronerie entrate nel luogo comune e nelle leggende metropolitane. Perché, secondo certe menti illuminate della Cassazione, "la discriminazione per l'altrui diversità è cosa diversa dalla discriminazione per l'altrui criminosità". Quindi affermare che "gli zingari devono essere mandati via perché dove arrivano ci sono furti" va benissimo. Allo stesso modo, andrà benissimo chiedere la cacciata dei siciliani perché si portano dietro la mafia, ecc.

Ma soprattutto andrà bene chiedere che i giudici della Cassazione se ne vadano perché, schiavi del luogo comune e delle generalizzazioni imbecilli, incitano all'odio.

Fila tutto liscio, no?

Little Prince(ss)

Le foto del Bologna Pride 2008. Prima parte: ritratti e scene

Altro che bambini! Piccoli diavoli zingari crescono (e vengono schedati)

L'errore era davvero marchiano, ma non me ne ero accorto. Avevo scritto un post in cui sostenevo che non tutti i bambini sono sacri. E avevo fatto l'esempio dei due ragazzini rom pestati da due adulti di pura razza italica nel silenzio tombale di tutti i principali (e non principali) media.

Ora, il ragionamento poteva anche filare se non ci fosse stato, appunto, quell'errore marchiano. Perchè i "bambini" rom mica sono bambini. Sono piccoli mostri, gnomi crudeli che scippano vecchine e torturano gatti, genietti malefici con la violenza, la ruberia e la cattiveria scritte nel sangue. E se non possiamo fargli fare la fine di tanti Astianatte gettati dalle mura di Troia (perchè le mura non sono più di moda nelle nostre città, mica per altro), allora ben venga schedarli, fotografarli, prendergli le impronte digitali e, perchè no?, riempire archivi con i loro dati biometrici: Dna, pattern della voce, pattern della retina, topografia della faccia...

Tutto un po' complicato, ma ne vale la pena, almeno finchè non riusciremo a sbatterli fuori uno per uno. E chi se ne frega dei piagnistei dell'Unicef, del Garante per la privacy e di qualche altro sfigato: pensino a proteggere davvero i bambini... I bambini veri, voglio dire.

L'unico vero, grande problema è scegliere il segno identificativo per riconoscere anche da lontano queste piccole bestiole rom. Hanno proposto la stella gialla, ma, a quanto pare, c'è un problema di copyright...


Little Prince(ss)


Leggi anche:
I bambini (qualche volta) sono sacri: due adulti picchiano due piccoli rom. E la stampa tace

Fabio Pellegatta: "Al Pride per vivere quello che penso"

Fabio Pellegatta è il responsabile della sezione Cultura del Cig - Centro di Iniziativa Gay - Arcigay Milano.

Cosa è il Pride per te?
La volontà di libertà e un suo modo di esplicarsi.

Serve ancora il Pride?
Serve essere liberi di essere? Sarà questa volontà a decidere come vuole esprimersi.

Se pensi al tuo primo Pride e quello di questi giorni, quanto sei cambiato da allora?
Ho sempre meno voglia di scrivere e sempre più voglia di vivere quello che penso.

Cosa diresti ad una persona che quest'anno partecipa per la sua pima volta al pride?
Niente. Lo guarderei solo negli occhi.


Debbie Van der Putten, la Barbie con un braccio rotto di Playboy: due parole sulla perfezione

Nella mia infanzia, passavo molto tempo con una mia amichetta, Vanessa. Mi ricordo che lei, molto raramente e solo con altre bambine, giocava con le Barbie (a dire il vero era una versione tarocca di cui ho dimenticato il nome). E ricordo ancora bene che una di queste bamboline, finita contesa tra Vanessa e una cuginetta, a forza di tira e molla si era rotta: le si erano staccate le braccia. Vanessa, a quel punto, avrebbe voluto buttarla e comprarne una nuova. La madre, donna di grande risparmi, si rifutò e le disse di tenersi quella bambola lì. Glielo disse urlando in malo modo, non era una donna dotata di particolare grazia e gusto.

Comunque quel suo "no" ci sembrò totalmente ingiusto (e non era certo motivato dalla volontà di offrire particolari insegnamenti morali). Vanessa si tenne quella bambola rotta e senza più alcuna attrattiva ai suoi occhi. Credo che non ci abbia mai più giocato.

Forse non è politically correct dirlo, ma ho ripensato a quella bambola vedendo le foto di Debbie Van der Putten su Playboy. Bella, elegante, giovane con i suoi 22 anni. Perfetta come una bambola. Senza un braccio, come quella bambola. Ma allora, è anche lei una bambola rotta?

No. Da quando ero bambino a oggi ho cambiato idea sulla perfezione. E mi sembra di capire che la perfezione non passa sempre dal due. Si può essere bellissimi con due braccia, ma anche con una sola o con tre. Si può essere amati all'interno di una coppia, ma anche in mezzo a un'orgia o rimanendo single. Ci si può annoiare guardando RaiDue, ma anche RaiUno, RaiTre e tutte le trashate targate Mediaset.

E a proposito del "due", sotto trovate un bel cortometraggio animato francese, "Queer Attaque" (sulla musica di Danny Elfman per il film "Mars Attacks!" di Tim Burton).

Little Prince(ss)

La maionese fa male. L'omofobia pure. Storia della pubblicità della Heinza

Figlio, figlia, padre e madre. Una famiglia tipicamente da spot, se non fosse che la "mum" è uno chef.

Una pubblicità che non ha avuto vita facile quella della Heinz, come ricorda anche il Corriere della Sera: "Proibita la programmazione nelle fasce orarie «protette», quelle in cui si presume che i bambini possano essere di fronte alla tv. Non per il messaggio gay, ma perché la maionese è ricca di grassi e la Gran Bretagna sta combattendo una grande battaglia di retroguardia sul fronte dell'obesità."

Ma soprattutto 200 lettere di protesta di telespettatori omofobi disgustati dal bacio della durata di qualche nanosecondo tra il padre e la mamma-chef. E la Heinz ha deciso di ritirare lo spot.

Per una volta, almeno, chi deciderà di boicottare avrà anche vantaggi per la propria salute.

Little Prince(ss)

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la notizia sul Corriere della Sera:
http://www.corriere.it/esteri/08_giugno_26/spot_gay_0907a6e4-4347-11dd-bb33-00144f02aabc.shtml

Marco Volante: "Al Pride per esprimere liberamente sé stessi"

Marco Volante, 45 anni, è il portavoce milanese del tavolo LGBT del PD. Dal 1996 militante gay a tempo pieno, liberal, fondatore di GayLib, poi approdato ai DS e al coordinamento degli omosessuali del partito, oggi critico costituente del PD. Nella vita sarebbe un avvocato, ma preferisce l’informazione, la comunicazione e le pubbliche relazioni.

Che cos'è, per te, il Pride?
Il Pride è una commemorazione, la più significativa commemorazione per la comunità LGBT mondiale, perché ricorda i giorni di guerriglia urbana scatenata dai soprusi della polizia nei confronti della comunità omosessuale di New York. Il 28 giugno per la comunità LGBT equivale al 1° maggio per i lavoratori e all'8 marzo per le donne.

A cosa serve il Pride? E serve ancora?
Come tutte le commemorazioni il Pride ha una funzione di collante della comunità cui si riferisce e di momento di visibilità dei messaggi di quella comunità. Il Pride serve a riunire la comunità LGBT nel ricordo di un evento storico che ha segnato uno spartiacque tra la vergogna e l’oppressione e l’inizio della liberazione e della presa di coscienza civile da parte delle persone LGBT. Il Pride è anche storicamente un momento rivendicativo, in cui si chiede alla Politica di riconoscere la pari dignità e soggettività giudirica di tutti i cittadini a prescindere dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere e dal modo che hanno di regolare i propri rapporti affettivi.  Pride significa orgoglio, ma anche fierezza, l’opposto di vergogna. Non dobbiamo chiederci se serve ancora ma quanto ce ne serve di più per proseguire una battaglia di civiltà che non sembra dover finire mai.

Secondo GayLib, associazione che hai fondato e di cui in passato sei stato il principale esponente, il Pride andrebbe fatto "in giacca e cravatta": tu cosa ne pensi?
Penso sia giusto che ognuno esprima la propria personalità. Sarei pronto a combattere in ogni sede perché GayLib possa sfilare in giacca e cravatta, se fosse necessario, così come sarei pronto a combattere perché chi vuole vestirsi da caramella possa continuare a farlo, dentro e fuori dal corteo del Pride, che è, e deve restare, il luogo simbolo del culto della libera espressione di sé stessi, l’esatto contrario di quel conformismo in cui molti dei nostri detrattori vorrebbero cacciarci.

Qual è stato il tuo primo Pride? Cos'è cambiato da allora ad oggi?
:-S   Accidenti non ricordo, forse il pride del 96… Comunque il Pride è sempre lo stesso e sarà sempre così. La vera differenza è che anno per anno aumentano le persone che vi partecipano e ci sono sempre più giovani e giovanissimi, il che fa sperare in un futuro ancora migliore.

28 giugno, Bologna Pride 2008. Ancora orgoglio *qtblg, per fortuna!

Ormai sabato 28 giugno è sempre più vicino... Cosa succede sabato 28 giugno? Ma come, c'è il Pride nazionale a Bologna! Per tutte le info, potete consultare il sito: http://www.BolognaPride.it.

NoirPink - Modello PANDEMONIUM ovviamente ci sarà (e ve lo documenteremo con tante foto). Per ora ci prepariamo con alcune piccole interviste con le quali, tra oggi e i prossimi giorni, cercheremo di capire cosa sia il Pride nella mente e nel cuore di persone molto diverse tra loro, alcune più lontane e altre più vicine alle idee di questo blog.

Che altro dire se non darvi appuntamento a Bologna?

Morire di carcere: Ristretti Orizzonti lancia l'allarme. Ma fuori dalle mura c'è solo silenzio

Il primo quest'anno è stato Fabrizio, 26 anni: era il 4 gennaio. Nove giorni dopo è stata la volta di Andrea, 32 anni. Altri cinque giorni, e tocca a Claudio, 31 anni. Passano solo due giorni e muoiono anche Walid, 39 anni, e Dimitri, 37 anni; se i primi tre si sono tutti suicidati, la morte di questi ultimi due è avvenuta per cause non accertate. Nove giorni dopo: Vincenzo, 35 anni, un altro suicidio. Lo stesso giorno muore anche Mija, 40 anni, per malattia.

Fino al 10 maggio di quest'anno sono stati trenta i casi di morte raccolti da "Ristretti orizzonti", il giornale delle persone che nella Casa di Reclusione di Padova e nell'Istituto di Pena Femminile della Giudecca sono detenute o prestano volontariato. Trenta casi di morti avvenute nel silenzio, quasi in un mondo parallelo a quello che vive fuori da quelle mura. E ben quattordici suicidi, quattordici moniti nei confronti del "quadro doloroso ed inquietante della detenzione nelle galere italiane: dalla detenuta colombiana incinta di sei mesi morta nel carcere della Giudecca di Venezia (arrestata per aver fatto da 'corriera' della cocaina in cambio di 1.400 euro), al tossicodipendente che si suicida preso dallo sconforto perché gli sono rifiutati gli arresti domiciliari, all'internato in Ospedale Psichiatrico Giudiziario che 'riesce' ad uccidersi dopo decine di tentativi, e via dicendo."

Secondo la Costituzione (articolo 27, comma 3) "le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato." E invece, denuncia "Ristretti orizzonti", "in tante carceri, spesso proprio quelle dove sono più frequenti i suicidi, il tempo della pena è tempo vuoto, dissipato lentamente aspettando il fine pena."

Mancano i soldi e le strutture per sviluppare laboratori, scuole, attività creative, solidali e utili all'intera comunità (dentro e fuori quelle mura). Ma manca soprattutto la volontà e l'impegno a fare qualcosa. Nel clima giustizialista in cui viviamo, il condannato (anzi, sempre più spesso il semplice sospettato) perde la propria dignità umana, perde ogni diritto al rispetto. Perde tutto. Spesso, troppo spesso, ben diciannove volte più spesso che "fuori", perde anche la vita.

Little Prince(ss)

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il sito di "Ristretti orizzonti":
http://www.ristretti.it/index.htm

Caro frocio, se non vuoi morire basta essere discreto. Parola di ministro inglese

Gay e lesbiche in Iran: discrezione o morte.
L'articolo su "The Indipendent":
http://www.independent.co.uk/news/uk/politics/iran-is-safe-for-discreet-gays-says-jacqui-smith-852336.html

La traduzione in italiano.

L'Iran è sicuro per i gay "discreti", secondo Jacqui Smith

di Robert Verkaik
su "The Indipendent" del 23 giugno 2008

I gay e le lesbiche richiedenti asilo possono essere deportati in Iran fintanto che vivano in modo "discreto". Lo ha detto Jacqui Smith, il ministro degli Interni [inglese].
In una lettera a un pari liberal-democratico, vista dall'Indipendent, la signora Smith ha detto che non si sarebbe alcun "rischio reale" che uomini gay e lesbiche siano scoperti dalle autorità iraniane né che alcuna "azione avversa" venga presa conto coloro i quali siano "discreti" nei propri comportamenti.
I suoi commenti sono stati condannati dagli attivisti per i diritti umani. Ben Summerskill, amminitratore delegato di Stonewall, descrive come insensata la nozione di gay che sfuggano dalla persecuzione rimanendo discreti. Ha detto: "Basta ascoltare le persone che sono state terrorizzate dalla polizia metropolitana negli anni Cinquanta e Sessanta per capire che dire alle persone gay di vivere in modo discreto è donchisciottesco."
Smith ha emesso il suo verdetto dopo che alcuni parlamentari e alcuni pari avevano chiesto al governo di cambiare la propria politica sull'immigrazione e di terminare immediatamente la deportazione di coloro a cui sia stato rifiutato l'asilo, ma che temono persecuzioni in Iran.
Questa richiesta di una moratoria sui rifiuti d'asilo era sta una reazione alla situazione di Mehdi Kazemi, un teenager iraniano gay che avrebbe dovuto affrontare l'esecuzione se fosse tornato in Iran, il cui caso era stato sollevato dall'Indipendent. Hanno detto che il caso di Kazemi, il quale nel frattempo ha ottenuto asilo, dimostrava come un cambio di politica fosse la "unica condotta morale" per il governo.
Ma nella sua lettera a lord Roberts of Llandudno, Smith ha rigettato l'appello per uno stop immediato alla deportazione di gay e lesbiche richiedenti asilo. "Riconosciamo che le condizioni per le persone gay e lesbiche in Iran - e in molti altri paesi - sono tali da permettere ad alcuni singoli individui di dimostrare la necessità di una protezione internazionale" ha scritto: "Tuttavia, non accettiamo di dover assumere la presunzione che ogni singolo richiedente asilo che dichiari di essere di una particolare nazionalità o sessualità, indipendentemente dalle particolari circostanze in cui si trovi, possa essere automaticamente autorizzato a rimanere nel Regno Unito".
Ha aggiunto: "Facendo riferimento in particolare all'Iran, un caso recente sottoposto al Tribunale per l'Asilo e l'Immigrazione conclude che l'evidenza non dimostra un reale rischio di scoperta di, o di azione avversa contro, gay e lesbiche che vivano con discrezione il proprio orientamento sessuale."
Secondo le stime dei gruppi di attivisti gay, 4mila iraniano sarebbero stati giustiziati a causa della propria sessualità a partire dalla fine degli anni Settanta. Secondo Smith sarebbero molti di meno.
Lord Roberts, che ha raccolto il sostegno di più di venti altri pari e parlamentari, ha detto: "Non è molto buono se il governo dice che le persone saranno al sicuro dalla punizione se si comporteranno con discrezione. L'unica condotta d'azione morale è quella di dichiarare una moratoria sulle deportazioni in Iran per tutti quanti temano di finire giustiziati."
Mehdi Kazemi si è trasferito in Gran Bretagna nel 2005 per studiare inglese a Brighton. Nell'aprile 2006 il suo ex fidanzato è stato giustiziato dopo aver affermato, durante un interrogatorio, che Kazemi era il suo partner.

Cruciverba



Clicca sull'immagine e stampa lo schema. Le definizioni in neretto fanno riferimento a post di NoirPink - Modello PANDEMONIUM della settimana scorsa.


ORIZZONTALI
1. Lo sono anche le Caretta caretta! (vedi post)
- 5. Ne sono stati segretari Gianfranco Fini e Pino Rauti. - 8. Cantante esplosiva. - 11. Scuola dove si studia economia aziendale e diritto commerciale. - 12. Lo provoca una mazzata in testa... - 14. Il centro di Trento. - 15. Aprono il matrimonio. - 17. Colla ricavata dai pini. - 19. Valle del Trentino. - 20. Saranno vietate per proteggere politici e clero (vedi post). - 22. Breve dottore. - 23. Coperta di spine. - 24. Tuca tuca anche a 65 anni (vedi post). - 29. La moneta rumena. - 30. Forza Nuova. - 31. Locale per cappuccini. - 32. Iniziali della Ruggiero. - 33. Qualche volta sono sacri (vedi post). - 36. Città Usa in cui è stata picchiata una trans (vedi post). - 38. I confini dell'Algeria. - 39. Dichiararsi responsabile di un reato.


VERTICALI
1. Possono essere carichi di frutta. - 2. Metà giro. - 3. Quello di Eolo conteneva venti. - 4. Hanno la stelletta sul petto. - 5. Dedicava poesia anche a uomini... (vedi post). - 6. Machine mangia-soldi. - 7. A... abbondantemente. - 8. Gli estremi del male. - 9. Gas per insegne. - 10. Essere presenti nell'intimo. - 12. Regimi alimentari. - 13. Il bel Degan israeliano. - 16. Nome... contro il pensiero binario (vedi post). - 18. Sedie, sgabelli. - 19. Con Pink... fa blog! (vedi...) - 21. Violento turbamento. - 25. Ferrara regista. - 26. Filosofia kitsch. - 27. Sonante... quasi come la lira! - 28. In Iraq, lo era Saddam. - 29. Logical Block Addressing. - 34. La fine dell'Elba. - 35. La domenica di RaiUno. - 36. Medio Oriente. - 37. Le risorse umane negli Usa.

Little Prince(ss)

Soluzione del cruciverba

La chiave del cruciverba del 17 giugno.

Atmosfera mille, impatto zero: le piccolo sagre tra tradizione e modernità

Le orchestrine delle sagre si fanno perdonare anche i Pooh. Anzi, ti fanno amare i Pooh, perchè capisci che lì, in quel momento, non si può che cantare i Pooh.

Ma questo sono capaci di farlo solo le vere orchestrine (quelle in cui almeno uno dei componenti è piuttosto stonato - deve essere stonato, per fare atmosfera) nelle vere sagre. Quelle con le signore che impastano le focaccine, con i volontari sorridenti con la festa nel cuore, con il fritto di calamari e gamberi (con, ovviamente, un gambero solo), con il bambino che spilla la birra sotto gli occhi fieri del padre, con le tavolate tutti insieme, con le torte caserecce...

Solo vecchia Italia? Beh, alla sagra organizzata lo scorso week-end dalla Croce Verde di Finalborgo (bellissima frazione di Finale Ligure, in provincia di Savona) hanno saputo unire alla perfezione "antico" e moderno. L'evento, infatti, è stato il primo a impatto zero (vedi: http://www.impattozero.it/) in Liguria: raccolta differenziata capillare, piatti biodegradabili che verranno trasformati in vasi per piante, raccolta separata per l'olio di frittura...

Un connubio riuscitissimo tra il meglio della tradizione e le esigenze del presente, insomma. Qualcosa di quasi perfetto. E senza quel "quasi" se ti trovi di fronte la persona che ami.

A me che abito a Milano quella sagra ha messo su anche un po' di malinconia. Qui, nella Grande Città, abbiamo le Grandi Feste di sinistra, in cui cantano solo i (soliti) Grandi Nomi della "musica alternativa". Grandi feste in cui si sa cosa sia l'impatto zero, ma si fa finta di non saperlo (business is business...). In cui non si sa più cosa sia l'atmosfera delle sagre, ma si fa finta di saperlo (fa così alternative-chic...).

Quello che mi chiedo è: ma la maggior parte di questi che si stracciano le vesti per la scomparsa delle sinistra dal Parlamento, perché hanno continuato a tacere mentre la sinistra evaporava pian piano dai propri partiti, dalle proprie associazioni, dalle proprie menti? Ma davvero credono che le finte feste di paese siano più genuine dei pomeriggi alla Buona Domenica?

Little Prince(ss)

Il Divo di Paolo Sorrentino

"La verità no; è la fine del mondo. E noi non possiamo consentire la fine del mondo per una cosa giusta. Abbiamo un mandato divino. Bisogna amare così tanto Dio per capire quanto sia necessario il male per avere il bene. Questo Dio lo sa. E lo so anch'io".

Diventa difficile poter raccontare una delle figure più strane della scena politica italiana dell'ultimo mezzo secolo. Una persona che entra in ogni pagina ed avvenimento politico. Dal rapimento di Moro all'omicidio Pecorelli, la loggia P2, gli omicidi di Dalla Chiesa, Sindona, Lima, Tangentopoli, la strage di Piazza Fontana, il maxiprocesso contro Riina....
Diventa difficile farne un film, specie se di quest'uomo non si sa nulla. Soprattutto se risulta sempre impassibile. Ovviamente, il personaggio in questione è Giulio Andreotti. Il film che tenta di tracciare un filo narrativo è Il Divo, diretto da Paolo Sorrentino (Gran Premio della Giuria a Cannes 2008). Con il sottotitolo La spettacolare vita di Giulio Andreotti, il film narra le vicende de Il Divo Giulio a partire dall'elezione del suo VII Governo, per proseguire con l'elezzione del Presidente della Repubblica, Tangentopoli, e il maxiprocesso ai capi di Cosa Nostra, in cui viene imputato Andreotti.
Eppure, il film è come se si estraniasse dalle vicende politiche e storiche. I personaggi, soprattutto lo stesso Andreotti, si muovono come se fossero delle maschere. Impassibili. Artefatti. Andreotti, per rispettare il suo personaggio (ma nel film o nella realtà), parla solo attraverso massime. I suoi dialoghi sono solo frasi estrapolate. Battute. Parla di politica (Rivolgendosi a Evangelisti: "Ti sbagli: non esiste niente al di fuori della politica"), di morte ("Alla visita di leva il medico mi disse che avevo sei mesi di vita. Anni dopo l'ho cercato per dirgli che ero ancora vivo. Era morto lui"), di strategia ("I preti votano, Dio no"), e altro.... Ma nella sua aura di ricerca politica, appare vuoto, freddo. Non basta nemmeno il fantasma di Moro a smuoverlo. Ogni gesto è una pantomima, e chi gli gira intorno altre marionette. Come nella scena iniziale, dove si presenta la Corrente andreottiana della DC, al rallentatore, in modo che ogni gesto estremo venga enfatizzato.
E ogni frase è un richiamo: realtà anni 90 come realtà contemporanea. Andreotti che afferma come la magistratura stia invadendo per prendere il potere politico. E' un eco che si adatta perfettamente all'uomo che in questi giorni sta usando il potere legislativo al fine di mettere sotto controllo quello giudiziario per permettere di liberare quello esecutivo.
Per queste ragioni, il film non è solo la narrazione della Spettacolare Vita di Giulio Andreotti, ma diventa una farsa dove la protagonista è la ricerca del potere, il potere politico. O potere personale. Che si esplica all'interno della politica. Per avere un potere su di sé attraverso il potere sugli altri. E qui allora diventiamo tutti protagonisti, forse, perchè ognuno è in cuor suo andreottiano. Ogni movimento e ogni persona all'interno di quel dato movimento. Chissà se pure quello lgbt.... In fin dei conti, è solo il gesto eclatante di baciare Riina a far dividere e a dire: quello no, proprio no. Ma la base concettuale di ricerca di potere è sempre quella. Il potere di dire Io Sono attraverso la politica.

Milesmood
Link: http://www.luckyred.it/ildivo/


Scena tagliata del film

Auguri 33 Giri!


Questo è un anno speciale per chi è appassionato di musica. Il diso 33 giri, ormai un classico, compie la storica età di 60 anni. Da quando fu creato nel 1948 negli Usa, il vinile è stato il protagonista e il compagno di avventura per tutti i musicisti, da quelli jazz ai gruppi rock, classici o progressive. Miles Davis, The Beatles, I Rolling Stones, Bruce Springsteen, Elvis Prestley, Pete Townshand, Pat Metheny, Keith Jarrett.... Sono solo alcuni dei più importanti musicisti che hanno fatto la storia della musica moderna. Il cui strumento principale è stato proprio il vinile. Oggi, attraverso il download da internet, si perde un pò il senso dell'entusiasmo che nasce per un coso tondo, nero lucido, pieno di solchi. Si perde anche l'interesse per il suo erede, il compact disc. I prezzi troppo alti. E' vero, ma non è necessario possedere ogni singola canzone che esce. Per cui, non è necessario comprare o scaricare ogni brano che magari non si ascolterà. Una canzone è qualcosa di più che un file. Attraverso una canzone si danno voce a sentimenti ed emozioni, si trovano strade per la sperimentazione musicale.
Il 33 giri per The Dark Side Of The Moon dei Pink Floyd è qualcosa che ha aperto una nuova concezione di concepire un disco, portandolo a livelli mai raggiunti.
Il fruscio.... diventa insopprimibile.....


La lista degli album su 33 giri più venduti di sempre:

1) Michael Jackson - Thriller (1982)
2) Ac/Dc - Back In Black (1980)
3) The Eagles - Their Greatest Hits 1971/75 (1976)
4) Bee Gees, A.a. V.v. - Saturday Night Fever (1977)
5) Pink Floyd - The Dark Side Of The Moon (1973)
6) Meat Loaf - Bat Out Of Hell (1977)
7) The Beatles - Stg Pepper's Lonely Hearts Club Band (1967)
8) Led Zeppelin - IV (1971)
9) The Beatles - Abbey Road (1969)
10)Bee Gees - Spirits Having Flown (1979)

Milesmood

Link per ascoltare samples dei dischi:

http://tv.repubblica.it/home_page.php?playmode=player&cont_id=21468

Caretta Caretta...

















Scoperto un nido di uova della tartarga Caretta caretta sulle coste calabresi. Il Wwf ha spostato il nido al fine di proteggere i piccoli. Dato che la specie è a rischio estinzione a causa della caccia dell'uomo. Ma perchè gli esseri umani non possono lasciare stare gli animali? A volte, bastano solo le immagini, senza le parole.....
Milesmood








Nazismi gay? - Capitolo 1 - Nazi è sexy?

Eravamo rimasti che...
Nessun dubbio: il nazismo è una delle ideologie più aggressive e inumane mai nate su questo pianeta. Anzi, a quanto ne so, è proprio l'ideologia più aggressiva e inumana. Anche se il nazismo ci ha insegnato che al peggio davvero non c'è mai fine...

Sulla presunta omosessualità di alcuni leader nazisti si è già scritto molto. Spesso in opere dallo spessore storiografico praticamente nullo. Il libro più famoso e citato è "The Pink Swastika" di Scott Lively e Kevin Abrams, in cui i due autori, appartenenti all'estrema destra nord-americana (ma che piacciono tanto anche ai revisionisti di estrema sinistra...), affermano che il nazismo sarebbe il prodotto di una sorta di "setta omosessuale" (per chi sa l'inglese, consiglio la lettura di: The annoted Pink Swastika).

Quello che vogliamo indagare qui, invece, è la realtà attuale dei gay che "diventano" nazisti. Per gioco, per sesso o per convinzione.

Cliccami...
Premessa

Capitolo 1 - Nazi è sexy?
Avviso: i contenuti di questo post possono urtare la vostra sensibilità. Potete scegliere di non proseguire la lettura.

Reinhard Heydrich. Braccio destro di Himmler nella Gestapo, molto apprezzato da Hitler, fece rapidamente carriera e divenne uno dei principali gerarchi nazisti. Nel 1941 fu nominato governatore del Protettorato di Boemia e Moravia, terrorizzando la popolazione con esecuzioni continue e feroci repressioni. Fu lui a organizzare la conferenza di Wannsee in cui si decise come attuare la cosiddetta “soluzione finale”.

Reinhard Heydrich, conosciuto anche come “der Henker” (il boia), è stato anche l'ufficiale nazista ad indossare l'uniforme nel modo più sexy. Almeno questa è l'opinione espressa in un sondaggio dagli iscritti di un un sito internet di gay feticisti del nazismo. Hitler, in questa “strana” classifica, deve accontentarsi del quarto posto.

L'erotizzazione del nazismo non è certo una novità. Né una prerogativa degli omosessuali. Senza scomodare il recentissimo scandalo di un festino orgiastico che ha visto protagonista Max Mosley o gli "stalag" (i fumetti porno-nazi israeliani), potremmo parlare di cinema e ricordare “La caduta degli dei” di Luchino Visconti, “Il portiere di notte” di Liliana Cavani, “Salò o le 120 giornate di Sodoma” di Pier Paolo Pasolini, “Salon Kitty” di Tinto Brass... Tutti film che hanno fatto discutere e che hanno trovato grandi appassionati tanto quanto nette stroncature (come, ad esempio, il giudizio di Roger Ebert sul film della Cavani: “Un desecrabile intento di titillare un'area oscura della nostra mente, servendosi delle memorie di persecuzione e sofferenza”).

Questi film ispirarono un vero e proprio filone della pornografia eterosessuale che prese il
nome di “nazi-(s)exploitation”. Nel giro di pochi anni vennero girate decine di film negli Stati Uniti, in Inghilterra, in Francia, ma soprattutto in Italia, paese in cui nacquero perfino due case di produzione specializzate nel “porno nazista”: la Fulvia e la Sefi. A quanto racconta chi ha visto quei film (la cui vendita è stata proibita in alcuni stati), la trama di queste opere è sempre la stessa: in campi di concentramento femminili, soldati nazisti violentano e seviziano le prigioniere (esattamente il contrario di quanto avviene negli stalag, in cui sono soldatesse del Reich a torturare detenuti ebrei di sesso maschile). I titoli di questi film sono davvero sorprendenti: “Le deportate della sezione speciale SS”, “Le lunghe notti della Gestapo”, “Holocaust – I ricordi, i deliri, la vendetta”... E quest'ultimo titolo potrebbe forse essere quello più disturbante, se non ci fosse un altro porno dal nome “Lager di sterminio”.

Nessuna casa di produzione porno gay si è mai specializzata in questo genere di pornografia. Anzi, a quanto ci risulta, nessuna delle principali case pornografiche gay ha mai prodotto nulla di paragonabile (se ci sono smentite, vi prego di segnalarle nei commenti). Ciononostante, anche alcuni uomini omosessuali hanno subito e subiscono una sorta di “fascino erotico” nei confronti del nazismo – o meglio, nella maggior parte dei casi, nei confronti della sua "estetica" – nonostante il fatto che questa ideologia abbia condotto alla morte di migliaia di omosessuali (oltre a milioni di ebrei, rom, persone diversamente abili, oppositori politici, ecc...).

Quali sono i motivi che stanno alla base di questa fascinazione? La seduzione del potere, in cui il potere supremo viene identificato con la capacità di sterminare milioni di persone? Una volontà sado-masochistica portata alle estreme conseguenze? Il millenario connubio tra eros e thanatos? Omofobia interiorizzata? Il fascino del male e del proibito?

Dobbiamo esprimere o no un giudizio morale su questa forma di feticismo? E cosa cambia quando questi giochi da privati diventano collettivi, con siti internet dedicati, web-community organizzate, serate...?

E infine la domanda più importante: tutto ciò può insegnarci qualcosa sui meccanismi che governano l'eros umano in generale?

Cercheremo di capire qualcosa di tutto questo, scoprendo chi sono i feticisti del nazismo.

La mafia è silenzio, l'Antimafia (Duemila) è parola. E, da oggi, anche newsletter

ANTIMAFIADuemila ha compiuto da non molto otto anni di vita. Si tratta di una rivista, la cui redazione ha sede presso l'Associazione Culturale no profit Falcone e Borsellino di Sant'Elpidio a Mare (AP), che combatte il muro di silenzio e di omertà che, in Italia e non solo, circonda le vicende di mafia. L'impegno a portare alla luce gli affari, gli interessi, le strategie e le connessioni di Cosa Nostra, 'Ndrangheta, Camorra, Sacra Corona Unita e delle mafie cosiddette "minori" ora si avvarrà anche di una newsletter, che può essere scaricata direttamente dal sito o che si può ricevere tramite e-mail.

Little Prince(ss)

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http://www.antimafiaduemila.com/content/view/7616/48/

Giornata mondiale dei rifugiati. I quali, però, un rifugio proprio non ce l'hanno

"Proteggere i rifugiati è un dovere. Essere protetti è un diritto". Lo slogan della Giornata mondiale dei rifugiati, che si celebra oggi grazie all'Alto commissariato ONU per i rifugiati, è davvero semplice semplice. Sarebbe perfino banale in un altro mondo.
Ma in questo mondo no. Parole buoniste piovono da tutti gli angoli, anche quando il sole spacca le pietre. E intanto si prendono decisioni terribili, anche se "caramellate", ricoperte di una glassa dolciastra e opaca.
In un mondo scosso da guerre, da carestie, dall'aumento vertiginoso dei prezzi dei prodotti alimentari, come si fa a essere a favore dei diritti umani e, al tempo stesso una direttiva sul rimpatrio dei migranti irregolari come quella votata ieri dal Parlamento Europeo?
Una direttiva ingiustamente repressiva, che colpisce con tempi di detenzione amministrativa assurdamente lunghi (fino a un anno e mezzo) i migranti irregolari (compresi i richiedenti asilo), con il divieto di reingresso per cinque anni, con il rinvio in paesi in cui i diritti umani non sono minimamente rispettati... Perfino i minori potranno essere cacciati, se non accompagnati, e detenuti nei "campi di permanenza temporanea" (temporanea a parole... 18 mesi di prigionia sono un'eternità).
Strano mondo. Le banalità suonano come promesse altisonanti, mentre il peggio dell'odio umano suona come una banalità.

Little Prince(ss)

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http://www.corriere.it/esteri/08_giugno_18/parlamento_ue_direttiva_5dafe74c-3d20-11dd-bfea-00144f02aabc.shtml

Privilegi al clero in caso di reato? I valdesi dicono no. Per motivi sia laici che teologici

Dunque... Se un magistrato svolgerà indagini su reati attribuiti a un appartenente al clero cattolico, dovrà prima informarne il vescovo. O, nel caso in cui ad essere indagato sia un vescovo, dovrà informare la Segreteria di Stato del Vaticano.
Una norma che vuole favorire la Chiesa cattolica? Ma cosa andate a pensare! Gianni Letta, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, precisa che questa norma si applicherà a tutte le confessioni che abbiano stipulato un'intesa con lo Stato.
Maria Bonafede, moderatore della Tavola valdese, dice "no" a Letta. Un no fondato su basi sia laiche che teologiche.

http://www.chiesavaldese.org/pages/archivi/index_commenti.php?id=738

I bambini (qualche volta) sono sacri: due adulti picchiano due piccoli rom. E la stampa tace

I bambini non sono sacri. Non lo sono più, se mai un tempo lo sono stati. Non lo sono tutti, almeno. Dipende che razza di bambini sono. O, meglio: dipende di che razza sono, i bambini.
Se, mettiamo il caso, una maestra tappa la bocca con lo scotch a un bambino italiano che frigna, ne parleranno per i giorni i TG, i GR, i talk show, gli editoriali dei quotidiani, mobilitando tutti i più grandi esperti. Grande allarme e angoscia in tutta Italia. E va bene così, anche se i nostri vecchi direbbero che il troppo stroppia.
E allora cosa dovremmo aspettarci se due bambini venissero violentemente malmenati da due adulti?
Se sono rom, ovviamente il silenzio. E infatti la notizia del pestaggio di Rebecca, 12 anni, e di Ioni, 14 anni, non è stata ritenuta degna della home page de "il Corriere della Sera". Ma neppure di quelle di "la Repubblica", "la Stampa", "il Messaggero", "il Sole 24 Ore", "il Giornale"... Anche i giornali di sinistra hanno dedicato la prima pagina ad altro.
Silenzio complice? Silenzio compiaciuto? Che nelle redazioni si faccia festa quando giungono notizie come questa, mi risulta difficile crederlo. Almeno, non penso proprio che succeda in tutte le redazioni (su qualcuna, però, è lecito sospettare). Nella maggior parte dei casi, mi sa, semplicemente la cosa non frega niente. Tanto i bimbi rom mica sono importanti, no? Non voglio dire che li considerino erbaccia da estirpare, l'espressione sarebbe troppo forte. Magari li ritengono semi di erbaccia non ancora cresciuti del tutto (sì, questo è più probabile).
Ma, per fortuna, qualcuno crede ancora che i bambini - tutti i bambini - siano sacri: Save The Children e il Garante dell'Infanzia e dell'Adolescenza del Lazio hanno riunito dodici ragazzini, alcuni "stranieri" di varia origine e altri rom con cittadinanza italiana, per discutere insieme a loro dell'accoglienza, della sicurezza e delle garanzie dei minori. Le conclusioni le potete leggere sul sito: http://www.savethechildren.it/2003/comunicati.asp?id=525

Little Prince(ss)

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http://www.socialpress.it/breve.php3?id_breve=1829

Leggi anche:
Altro che bambini! Piccoli diavoli zingari crescono (e vengono schedati)

Tanti auguri, Aung San Suu Kyi. Anche se la tua lotta per la Birmania non è più di moda

Ripartono sabato le sfilate di moda a Milano. Siamo tutti (più o meno...) in trepida attesa che le "grandi firme" ci svelino come dovremo vestirci nel futuro prossimo venturo. L'unica cosa che, per il momento, è dato sapere è che il porpora non è più di moda.
Lo era mesi fa, quando tutto il mondo tifava per la rivolta dei monaci birmani che sfilavano contro il regime militare. Poi i monaci sono stati zittiti, mentre noi ci siamo auto-zittiti. C'era altro di cui parlare: le sfilate di moda di febbraio, ad esempio.
E così Aung San Suu Kyi, il premio Nobel per la pace agli arresti domiciliari da ormai 18 anni, festeggia oggi i suoi 63 anni in solitudine e nel silenzio del pianeta.
Più che un augurio di buon compleanno, le vorrei fare un augurio di libertà. Per lei e per il suo popolo.

Little Prince(ss)

Esami di maturità corretti

Può capitare a tutti di prendere un abbaglio. Di scambiare una cosa con un'altra. Di dimenticarsi una lettera in una parola. Di confondere un autore. Ma cosa succede se questo succede nella commissione a monte di chi decide le tracce della prima prova dell'esame di stato, quella di italiano? E' quello che si domandano gli studenti che ieri, trovandosi di fronte ad una poco nota poesia di Montale, hanno sviluppato l'analisi del testo partendo dall'assunto esposto nella traccia che la poesia fosse dedicata ad una donna. Riflessioni sul ruolo del femminile della poesia montaliana: questa l'elaborazione finale. Problema: "Ripenso il tuo sorriso", dedicata "A K.", non parla affatto di una donna, ma del ballerino russo Boris Kniaseff, conosciuto da un giovane Montale in un salotto letterario. La Ministra Gelmini assicura: i temi verranno comunque considerati validi.

E' vero, un errore può capitare a tutti. E' vero, Montale non è un poeta facile. Insomma, anche lui, poteva essere più chiaro: se doveva dedicare una poesia ad un uomo poteva spiegarlo meglio.

Link per la traccia: http://www.repubblica.it/2008/05/speciale/altri/2008maturita/prova-italiano2/prova-italiano2.html

Milesmood

Nazirock di Claudio Lazzaro

Che cosa è il fascismo? E il nazismo?
Fondamentalmente, sono solo due parole, come lo possono essere comunismo, socialismo, democristiano, ciellino, giustizialismo, garantismo, populismo, repubblichino, conservatorismo, monarchico... e tanto altro. Parole che nascondono altre parole, dietro le quali inizia a costruirsi un pensiero. E poi, da qui, la nascita di pensieri contrapposti, di legittimità e di estrazione per un nuovo concetto alla cui base c'è la pretesa di poter insegnare la vita. Di stabilire cosa è giusto e cosa è sbagliato.
Nazirock di Claudio Lazzaro, secondo capitolo di una trilogia documentaristica iniziata nel 2006 con Camicie verdi - viaggio all'interno della Lega Nord, tenta di dare una parola a chi si cela dietro le parole fascismo e nazismo. Si apre un mondo, come era nelle intenzioni del regista, popolato da contraddizioni e mistificazioni, ignoranza, forme identitarie celebrate nell'uso massiccio della violenza, repressioni di sé (come il ragazzino gay che preferisce vendere una frase educativa di Mussolini od una bandiera con la croce celtica piuttosto che una con la svastica).
A scorrere di sottofondo, la musica dei gruppi cosidetti alternativi perchè senza mercato musicale (viene da domandarsi se per le parole dei testi o per il livello scarso degli arrangiamenti indipendentemente dal messaggio trasmesso dalle canzoni): i Legittima Offesa, gli Hobbit, la Contea... Popolazioni fantasy mischiate con parametri di riferimento cristiani, Patria, Famiglia, Dio; forse solo un milione di morti nelle camere a gas; il lavoro del revisionista può essere noioso perchè tecnico; l'immigrazione che uccide; ho difeso quelle due o tre cose buone che ha fatto il fascismo, e ne sono orgoglioso; quello che ha visto la morte in faccia; frana la curva frana su quei figli di puttana (nda: la polizia); l'ora della verità per dare giustizia alle vere vittime di Bologna, certo non solo quelle che sono morte; più nazifascismo... Sono solo alcune frasi espresse dai ragazzi intervistati in questo documentario. Alla fine, le immagini dai campi di sterminio. Affinchè ogni parola venga zittita.
Tuttavia, come ogni documentario, ciò che emerge veramente è il pensiero che nasce dopo la visione. Ossia, le riflessioni suscitate. Perchè possono far nascere confronti. E si osserva, ad esempio, che molte frasi trovano posto anche all'interno di altri piani riflessivi di matrici ideologiche diverse.
Ma questa è un'altra storia....


Milesmood

Negli Stati Uniti l'hanno violentemente picchiata. E in Italia il Giornale la insulta

La notizia è questa: una donna transessuale, Duanna Johnson, di Memphis (Usa) è stata picchiata brutalmente da un agente di polizia nello Shelby County Criminal Justice Center, dove si trovava in arresto con l'accusa di prostituzione.
"Lui stava cercando di farmi avvicinare a lui e io ho risposto dicendogli che quello che stava usando non era il mio nome, che mia madre non mi aveva dato il nome di 'frocio' o 'lui-lei'. Allora lui si è incavolato e si è avvicinato" racconta Duanna. E quando si è avvicinato ha iniziato a colpirla ferocemente sul volto più e più volte con il metallo del distintivo. Poi, dopo essersi allontanato un attimo, è tornato e l'ha colpita di nuovo e di nuovo. Alla fine l'ha ammanettata e lasciata a contorcersi di dolore sul pavimento.
A osservare la scena altri agenti (nessuno ha reagito...), ma soprattutto una videocamera. E le immagini sono finite nelle mani di Action News 5. Scoppia lo scandalo. FBI e polizia di Memphis aprono inchieste.
La notizia arriva anche sull'edizione internet de "il Giornale". Un titolo in prima pagina (riportato nell'immagine in alto): "Memphis, agente picchia viados: video". Ci clicchi sopra e parte il video del pestaggio. Neppure una parola, detta o scritta, di spiegazione.
Evidentemente per gli pseudo-liberali de "il Giornale" la violenza è solo uno show, un atto voyeuristico. E una donna transessuale è solo un viados. Parola che suona come un nuovo schiaffo sul volto della vittima.

Little Prince(ss)

Tanti auguri a Raffaella Carrà, la diva davvero alla portata di tutti

Dea della tv, inossidabile come soltanto Mina è riuscita ad essere. Un mito. Per intere generazioni di italiani e spagnoli. Amata e venerata dalla "plebe". Odiata e disprezzata da qualche intellettuale che giudica le donne tutte di poco valore se non sono al livello di Giovanna D'Arco.
Raffaella Carrà compie oggi 65 anni. Sessantacinque anni che hanno fatto la storia della televisione e soprattutto del costume italiani.
Raffa. Sobriamente scandalosa, con le sue storie d'amore, le sue convivenze, il suo ombelico di fuori, i suoi "Tuca tuca" e "Com'è bello far l'amore da Trieste in giù" (celeberrimo ritornello di "Tanti auguri"). Sempre elegante ma mai distaccata, sempre composta anche in occasione delle sue tante e splendide gaffe.
Una diva della tv, della musica e del cinema, ma una diva a portata di mano. Viva, pulsante, ricca di una generosità e di un calore umani che oltrepassano con naturalezza lo schermo luminoso. Raffa vive in mezzo a noi, non se ne sta in una torre d'avorio. Le sue lacrime, sempre abbondanti, lo dimostrano. Solo chi è in cattiva fede non vede quanto siano vere.
Icona insostituibile per milioni di gay, travestiti e drag queen, odiata da schiere d femministe: ma Raffaella che donna è? Certo, non ha mai manifestato vicinanza ideologica al femminismo "duro e puro". No, non è mai stata un'indottrinatrice. Però è stata, per lungo tempo, l'unica grande conduttrice d'Europa, un esempio a portata davvero di tutti e tutte di donna indipendente, forte, determinata (doti, a quanto ci raccontano in giro, tipicamente maschili), ma sempre estremamente femminile. Una donna che ha saputo mostrare come la cravatta - e non solo quella - non sia una prerogativa solo degli uomini.
E allora, con tutto il cuore, tanti auguri Raffa!

Little Prince(ss)

Barathrum nostrum? L'Italia vista dall'altra sponda del Mediterraneo

A Mohamed, algerino di 33 anni, quando si parla di Italia viene in mente: "vaffanculo", "cornuto", "grazie", Ramazzotti, Pavarotti, Cosa Nostra, la Camorra, Al Capone, Totò Riina, Bagarella. E poi, beh, anche Falcone. Grandi assenti, chissà come mai, gli spaghetti e il mandolino. La monnezza c'è, anche se indicata con altri nomi (ricordate la "montagna di merda" di Peppino Impastato?).
Chissà cosa avrebbe prodotto la stessa domanda all'inverso, a cosa avrebbe fatto pensare l'Algeria al primo Marco 33enne che fosse passato per strada. Dubito che l'esito sarebbe stato molto migliore. Probabilmente non ci sarebbe stata neppure una parola in arabo o in cabilo (cabilo? e che è??), neppure un nome proprio. Forse solo quello di Bin Laden, che non c'entra niente.
"Mare Nostrum" lo chiamavano gli antichi Romani. Ora sembra che non ci sia più nulla di "nostro" o di "loro". Sembra che ci sia solo un baratro. Un baratro di nessuno.

Little Prince(ss)

Il grande colibrì