Transgender, lesbiche e gay in Indonesia: l'omofobia si nasconde dietro la lotta al porno

"Ho promesso a tutti i miei figli che avrei accettato loro e i loro problemi, non importa quali fossero, basta che non mi nascondessero nulla. E così ho accettato anche la sessualità di mio figlio". Forse Prita non è proprio orgogliosa del "problema" di suo figlio, della sua omosessualità. Ma alla fine ha avuto il coraggio di andare a parlarne pubblicamente.

Ci vuole coraggio a parlare pubblicamente dell'omosessualità propria o dei propri cari in un paese musulmano, anche nella contradditoria Indonesia. Siamo lontani dalla pena di morte iraniana, dalla prigionia algerina o dalla condanna ai lavori forzati della Guinea Bissau, ma comunque anche qui la società discrimina e non è facile trovare casa e lavoro. Molti genitori, poi, hanno reazioni decisamente più negative di Prita di fronte al coming out dei figli. Essere transgender è anche più difficile: non ci si può nascondere e nel 70 per cento dei casi si finisce per ricorrere alla prostituzione per sopravvivere.

Geografia femminile - L'antica arte del cunnilingus (1° parte)

Dove eravamo rimasti...
* Introduzione

1° parte - Geografia femminile

L’ossessione è una gran brutta bestia. Ammazza il desiderio e lo infila dentro binari morti, popolati da vagoni fantasma. Generalmente, il culto vaginale crea questo effetto. Tuttavia, per parlare di cunnilingus, occorre tirare indietro la testa, non solo in senso figurato.

Piercing genitali, tatuaggi, subincisioni e impianti - Vagina e pene si fan belli? (1° parte)

Decorazioni indecorose, che nascondono, svelano, mostrano, enfatizzano... Gioco, sfida, vanità, voglia di raggiungere un nuovo equilibrio tra corpo e mente. O semplice desiderio di ingioiellarsi i gioielli di famiglia. Scelta di vita irreversibile o momento passeggero. Argomento poco discusso quello degli ornamenti genitali, ma ricco di spunti...

PIERCING

Sul fusto o sul glande, il piercing al pene non è più un tabù, mentre quello ai genitali femminili (sulle piccole o grandi labbra o sulla clitoride) è per ora molto meno conosciuto, anche se si racconta, senza prove convincenti, che nel mondo antico i piercing alle labbra vaginali delle schiave erano diffusi come sostegni di lucchetti atti ad impedire a quelle donne di avere rapporti sessuali. Ironia della sorte, oggi hanno sempre più successo i piercing alla clitoride, che offrono una stimolazione sessuale profonda.

Il re dei piercing al pene, invece, è in realtà un principe: si tratta, infatti, del Prince Albert, un anello metallico alla base del glande che passa attraverso l'uretra e un buco appositamente aperto sul frenulo. Leggenda vuole che sia stata inventato dal principe Alberto, marito della regina Vittoria, per fissare il proprio enorme sesso tra le gambe ed evitare che fosse troppo oscenamente in evidenza negli abiti attillati del tempo...

Il sesso gay svelato senza ipocrisie: l'erotismo schietto delle fotografie di Luigi y Luca

O la si ama o la si odia, ma certo la fotografia di Luigi y Luca, una giovane coppia di artisti gay italiani, non lascia indifferenti. Evoca, disturba, racconta, provoca... C'è chi, estasiato, ne magnifica la genialità e chi, irritato, ne denuncia la pretenziosità. Ognuno può farsene un'idea visitando il loro sito, ma nessuno può negare la grande capacità comunicativa di certe immagini. Noi abbiamo intervistato Luigi.

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Come vi siete conosciuti?

Ci siamo incontrati a Firenze nel 2005, entrambi studiavamo lì, io mi stavo laureando in storia della fotografia e Luca frequentava il corso di pittura all'Accademia di belle arti. A dirla tutta, ci siamo conosciuti in un cruising club. Il luogo galeotto è stato lo storico Tabasco - dico storico perché è stato il primo locale gay in Italia. All'epoca io organizzavo una serata settimanale che si chiamava "Milked". Una sera che suonavo, Luca si avvicinò alla consolle e si presentò.

Non scopammo in darkroom, ma a casa, dopo alcuni giorni. Ricordo che non avevo lubrificante in casa e allora usammo una crema Nivea per le mani. Eravamo così presi che venimmo in un secondo! Non fu il massimo del romanticismo ma ridemmo parecchio quella notte. Quella con me fu la prima volta di Luca, mentre io ero sicuramente un po' più navigato.

Poi diventammo amici e ci vollero alcuni mesi prima che ci avvicinassimo e decidemmo di stare insieme. D'altra parte c'era una strana forza magnetica tra di noi ed immagino avesse senso che ci mettessimo insieme senza porci troppe domande.


Com'è iniziato il vostro percorso artistico comune?

E' dovuto passare un anno prima che decidessimo di lavorare insieme. Io avevo i miei vari progetti di fotografia, Luca per di più era quello che chiamerei la mia musa: lo fotografavo di continuo. Inoltre in quel periodo lavoravamo entrambi come modelli per vari fotografi o artisti, spesso in coppia, per via del nostro affiatamento e della nostra somiglianza. Volendo essere più autonomi nella nostra rappresentazione decidemmo di produrre da soli le nostre immagini, imponendo un nostro punto di vista e uno stile che si avvicinava di più ai nostri gusti ed alla nostra personalità.

Fumetti porno per i bambini di Genova? Ecco l'ennesima polemica stupida del Giornale...

Diciamoci la verità. I disegni non sono granché. Idem la sceneggiatura. Se uno non consiglia la lettura delle avventure della dottoressa Wan lo capisco pure. E poco importa che il fumetto sia pubblicato anche dalla prestigiosa BeccoGiallo Editore, che propone spesso piccoli capolavori come "Peppino Impastato - Un giullare contro la mafia".

Ma diciamoci tutta la verità: definire quei fumetti come pornografici serve solo a montare una polemica contro il movimento *qtlgb (dal momento che le avventure della dottoressa Wan sono contenute in un sito, BeYourself.it, proposto all'interno di una bibliografia per ragazzi presentata in una biblioteca di Genova in occasione di festeggiamenti organizzati dal Comune con la partecipazione delle associazioni organizzatrici del Pride... e complimenti se non vi siete persi).

Peppino Impastato, "giullare" a fumetti, raccontato da Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso

Vi abbiamo già presentato in anteprima il bellissimo fumetto "Peppino Impastato - Un giullare contro la mafia". Oggi vogliamo tornare a parlarne con i due autori, lo sceneggiatore Marco Rizzo e il disegnatore Lelio Bonaccorso.

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Marco Rizzo, trapanese, oltre che giornalista professionista, traduce fumetti e scrive sceneggiature; in particolare, è noto per aver scritto il fumetto "Ilaria Alpi, il prezzo della verità".

Peppino Impastato, con il giornale "L'Idea Socialista" e Radio Aut, cosa ha fatto di nuovo rispetto ai mass media del tempo?

Peppino ha semplicemente sfruttato quei mezzi che già altri utilizzavano, come, ad esempio, le radio libere, applicando metodi innovativi soprattutto rispetto al contesto. Pensiamo a Radio Aut: a nessuno era mai venuto in mente di fare della satira sulla mafia! O di usare la carta stampata di prodotti come "L'Idea" non solo per proporre riflessioni e appunti, come già accadeva, ma anche per lanciare quel messaggio diretto e senza esclusioni di colpi: "La mafia è una montagna di merda".


Da questo punto di vista, il sottotitolo del vostro libro ("Un giullare contro a mafia"), nella sua semplicità, offre una definizione di Peppino capace di mettere in luce uno dei tratti più significativi della sua battaglia: l'uso costante della fantasia, del sarcasmo, dell'irriverenza.

Ci tengo a precisarlo: "Un giullare contro la mafia" non vuole affatto sminuire la figura di Peppino. Era un "giullare" giocoso e irriverente, sia con gli amici sia in alcune espressioni della sua lotta, in particolare in quelle più note attraverso la radio. Ma Peppino era anche un poeta malinconico ed efficace, un comunista vicino alla base, un rivoluzionario convinto, un uomo del popolo e - altro aspetto importantissimo - un outsider per la sua stessa famiglia, quindi doppiamente rivoluzionario.

"Io non accetto": i migranti al Pride di Torino per pretendere uguaglianza e parità. Per tutt*

"Io non accetto": parole che suonano arroganti nella conversazione quotidiana. Parole che diventano necessarie quando si parla della negazione dei diritti umani. Parole che ritroviamo nel testo di un volantino anonimo distribuito nel corso del Torino Pride del 16 maggio. Perché, nel campo dei diritti umani, non esistono ospiti e padroni di casa, ma solo persone.

Little Prince(ss)

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Siamo un gruppo di immigrati di Torino... Siamo immigrati in Italia e particolarmente a Torino per dirigere le nostre barche verso un mondo di nuove esperienze, speranze e realizzazioni e ci aspettiamo di poter convivere insieme agli altri immigrati ed ai cittadini italiani in una quotidianità ed in un futuro fatto di uguaglianza di fronte alla legge, parità di diritti e doveri, rispetto.

Accettiamo che ognuno di noi sia diverso nel suo modo di pensare, credere e vivere e nelle sue scelte personali e sessuali. L’essere diverso dalla “maggioranza” in questo mondo e in questo Paese non deve impedirci di avere accesso a diritti, libertà ed una vita dignitosa.

L'antica arte del cunnilingus - Introduzione

Poi a letto penso a te,
la tua lingua metà oceano, metà cioccolata,
alle case dove entri con disinvoltura,
ai tuoi capelli di lana d’acciaio,
alle tue mani ostinate e
come rosicchiamo la barriera perché siamo due.
Come vieni e afferri la coppa di sangue,
mi ricompatti e bevi la mia acqua salata.
Siamo nudi. Ci siamo denudati fino all’osso
e insieme nuotando risaliamo
il fiume, l’identico fiume chiamato Possesso
e si profonda. Nessuno e’ solo.

(Anne Sexton - 11 Dicembre)


Si racconta che Tiresia, vecchio indovino figlio di Evereo, passeggiando su un sentiero di montagna vide due serpenti attorcigliati mentre facevano l’amore. Infastidito dalla scena, prese in mano il serpente femmina e lo uccise. In quel momento, l’anziano si vide trasformato in donna. Per sette anni, Tiresia girovagò per il mondo, provando tutte le emozioni di un corpo femminile, finché un giorno si ritrovò di fronte alla stessa scena dei serpenti. Questa volta, uccise il serpente maschio e subito l’indovino ritornò ad essere uomo.

Passò altro tempo finché la vita non lo portò di fronte a Zeus ed Hera, impegnati in una disputa. Le due Divinità stavano infatti litigando su chi, fra uomo e donna, potesse provare più piacere. Zeus credeva fosse la donna, mentre Hera sosteneva che era l’uomo. L’indovino, dall’alto della sua esperienza, affermò che il piacere era un cerchio composto di dieci parti. L’uomo poteva gustare solo la prima, mentre era la donna ad avere il privilegio di sentire un piacere nove volte più intenso. Con la sua spiegazione diede quindi ragione a Zeus. Hera, arrabbiata per la rivelazione del segreto, rese cieco l’indovino ma Zeus, per contro e per ringraziarlo del suo appoggio, gli diede la facoltà di prevedere il futuro e di vivere per altre sette generazioni.

L'arcobaleno scaccia la tempesta: combattere l'omofobia, vincere ogni paura... e vivere

La paura è un sentimento umano. La paura è utile in certi momenti. La paura può evitarti parecchi guai. La paura può farti sentire vivo. Ma la paura non può farti vivere. Deve essere un momento, non uno stile di vita...

L'omofobia è una paura che diventa stile di vita. E' vero, non sempre si riesce a cogliere subito la paura che sta dietro l'omofobia e non sempre l'omofobia si manifesta in maniera preponderante come paura. Ma l'omofobo è sostanzialmente quella persona che, nel diverso orientamento sessuale altrui, vede esplodere il proprio disorientamento. Davanti agli occhi dell'omofobo ogni persona transessuale, lesbica e gay è una dimostrazione della falsità del modello dominante di rappresentazione della realtà.

Di fronte a una persona che fa crollare il tuo modo di vedere il mondo, le reazioni possibili diventano due: chi è culturalmente più forte, flessibile e sensibile inizia a interrogarsi sul mondo, sugli altri e su se stesso; chi è culturalmente più debole, goffo e arido cerca in ogni modo di negare e distruggere, distruggere e negare. Incapace di nuotare, si aggrappa proprio al legno che sta affondando. Esiste poi la terza strada, quella dell'indifferenza...

Ma oggi, Giornata mondiale contro l'omofobia, non vorrei parlare di omofobia. Lo fanno già in tanti e lo fanno spesso molto bene. Vorrei parlare, invece, delle paure che ruotano intorno all'omofobia - e alla transfobia - e delle reazioni irrazionali che queste paure producono.

Le foto del Torino Pride 2009: sfilano le vite di queer, trans, lesbiche, gay, bisex ed etero

Guerra ai clandestini, guerra di razza: Maroni e le idee che non osano dire il proprio nome

A quelli del "Giornale" bisogna riconoscere una grande capacità ironica: con piccoli particolari, sono capaci di svelare aspetti complessi e scomodi della realtà che ci circonda. Prendiamo, ad esempio, l'apertura di queste ore del loro sito web, dedicata alle parole minacciose di Maroni e al severo monito di Napolitano sulla questione dei respingimenti.

Come presentare questi pericolosi criminali che vengono in Italia per delinquere, per impiantare cellule terroristiche, per sradicare le nostre salde radici giudaico-cristiane e per insozzare il nostro patrimonio genetico? "Il Giornale" sceglie la foto di due donne, ad occhi bassi, che scendono stanche dalla passerella di qualche vedetta dell'esercito. Si aggrappano allo scorrimano per non cadere - o forse per nascondere il fatto che sono perfettamente in grado di effettuare il triplo salto mortale ninja. Intorno a loro tre soldati, anche loro con gli occhi bassi. Di vergogna?

Un giullare contro la mafia: con Bonaccorso e Rizzo, Peppino Impastato diventa un fumetto

"Assassino!". Si apre con un urlo e si chiude con tre tavole di silenzio - silenzio coraggioso, orgoglioso, per nulla omertoso - "Peppino Impastato - Un giullare contro la mafia" (edito da Beccogiallo, sceneggiatura del trapanese Marco Rizzo e disegni del messinese Lelio Bonaccorso, in uscita domani in tutte le librerie, ma che abbiamo letto per voi in anteprima), biografia a fumetti del giovane militante antimafia reso famoso dal film "I cento passi" di Marco Tullio Giordana e dalle canzoni di numerosi artisti, come Pippo Pollina, i Modena City Ramblers e tanti altri.

La storia dell'antimafia è piena di nomi caduti nell'oblio e potrebbe sembrare ridondante dedicare l'ennesima opera al personaggio più conosciuto. Perché raccontare ancora la stessa storia, perché ripercorrere ancora gli stessi passi? Non è inutile?

La masturbazione migliora il mondo: oggi si celebra l'autoerotismo, arte pacifica del piacere

Rimedio eccezionale contro la depressione e lo stress, aumenta l'autostima, combatte la pressione alta, il cancro alla prostata e le malattie cardiovascolari, rilassa e distende, permette di conoscere meglio il proprio corpo. Insomma, è una cosa che ti dà una grossa mano!

E' naturale e divertente come poche cose al mondo, non ha alcun effetto collaterale fisiologico o psicologico negativo, è assolutamente gratuita. E' il trionfo assoluto del potere dell'immaginazione, è un inno alla libertà umana. E' un diritto umano, a pensarci bene!

Avvenire contro Berlusconi: quando la Chiesa perdona proprio tutto, tranne le scappatelle...

E alla fine si sono resi conto che qualche problemino c'è... Avvenire, il giornale dei vescovi italiani, pubblica parole molto severe contro il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in un editoriale in prima pagina: "La politica e lo spettacolo, in un abbraccio mortifero, hanno dato nell'occasione il peggio di sé". E ancora: "La stoffa umana di un leader, il suo stile e i valori di cui riempie concretamente la sua vita non sono indifferenti: non possono esserlo. Per questo noi continuiamo a coltivare la richiesta di un presidente che con sobrietà sappia essere specchio, il meno deforme, all'anima del Paese".

Il grande colibrì