Ama te stesso come il prossimo tuo: orgoglio, libertà e rispetto sfilano al Genova Pride 2009

Sia chiaro: non credo che ci sia nulla di cui essere orgogliosi nell'omosessualità. Né in altri orientamenti sessuali, come, allo stesso modo, non penso ci sia nulla di cui essere fieri in una qualsiasi delle tante identità di genere espresse dagli esseri umani. E però durante il Pride, nella sua marea enorme - ancora più enorme quest'anno a Genova - l'orgoglio si fa sentire eccome.

Ma è un orgoglio che con la "mera omosessualità" ha ben poco a che fare. E' l'orgoglio di saper ascoltare e rispettare i desideri della propria mente ed i bisogni del proprio corpo. E' l'orgoglio non di vivere fuori dagli schemi, ma di saper vivere dentro i propri schemi. E' l'orgoglio di rispettare se stessi e anche i propri limiti, perché solo in questo modo può nascere un rispetto sincero e totale nei confronti degli altri e anche dei loro limiti.

"Attenti al Berluscane" e a Verona si becca una multa. Ma non per maltrattamento d'animali...

Hai un amico a quattro zampe anzianotto, ma ancora sessualmente vivace, e non sai come chiamarlo? Il veronese Imerio Mariotto, padrone già della cagnolina Noemi, aveva il tuo stesso problema e ha optato per l'inconsueto nome di "Berluscane". Un nome che gli è piaciuto così tanto che ha deciso di sostituire il classico cartello "Attenti al cane" con un innovativo "Attenti al Berluscane".

I vicini di casa si sono subito giustamente indignati e hanno chiamato le forze dell'ordine. E arrivarono quattro gendarmi, con i pennacchi e con le armi. E con una multa di 55,60 euro. Facendo infuriare Mariotto, che ha subito presentato ricorso al giudice di pace [il Messaggero], e anche i vicini, che con ogni probabilità avevano segnalato il gravissimo fatto non per il cartello contraffatto, ma per l'evidente violazione dell'articolo 544-ter del codice penale (maltrattamento di animali).

Malato di SLA? Per lo Stato i 12mila euro per un computer a comando visivo sono uno spreco...

Una malattia autoimmunitaria non è roba da poco: il tuo sistema immunitario inizia a considerare il tuo stesso corpo come un nemico, come un pericoloso e nocivo agente esterno. Ed inizia ad attaccarlo, causandoti terribili dolori e provocando gravi danno al tuo organismo. Una malattia autoimmune, come tante altre forme di malattia o di disabilità, può toglierti tutto. Perché ai mille problemi causati dalla malattia stessa si somma troppo spesso la distruzione della tua vita sociale. Diventi un malato che merita da chi lo circonda - quando va bene - un rispetto impietosito ed una distanza pudica. E si arriva così all'isolamento, alla perdita di qualsiasi ruolo...

Ma tutto questo non è affatto inevitabile: si può reagire e rivendicare il mantenimento del proprio ruolo. Ad esempio,
Gabriella Fogli, autoimmune da alcuni anni, rivendica con un orgoglio solare il suo essere donna, mamma, nonna e - perché no? - rompistatole. Impegnatissima come volontaria ad "aiutare chi è in difficoltà, qualunque essa sia", e a richiamare le autorità al loro dovere costituzionale e morale di rispetto dei diritti delle persone diversamente abili, Gabriella è l'autrice dello scritto sottostante, che abbiamo il piacere e l'onore di pubblicare.

Little Prince(ss)

Il mondo urla che il Re Puttaniere è nudo: ma perché fino a ieri fingevano che fosse vestito?

"Ma sarà mica un puttaniere?": la domanda viene posta sempre più frequentemente, ora implicitamente ora esplicitamente, ora con angoscia ora in tono di scherno. L'Italia, il Vaticano e il mondo intero accarezzano quel punto di domanda, intorno al quale si intrecciano e si ingarbugliano satira, moralismo, politica, gossip, religione...

Che poi che problema c'è? Fa scandalo il fatto che un imprenditore che ha ricevuto finanziamenti di origine ignota, che ha (avuto?) rapporti con la mafia, che controlla dispoticamente la politica e l'informazione di un intero Paese, che ha fatto parte della loggia P2 per la sovversione dello Stato e ne sta attuando il programma, che piega la legge e le istituzioni per i propri affari privati, che guida un governo razzista in contrasto con tutta la storia dei diritti umani, che continua a devastare la credibilità italiana nel mondo... - fa scandalo, dicevo, il fatto, ancora da provare, che un uomo così avrebbe pagato delle ragazze, lanciate poi sulle sue tv e nei suoi partiti, per le prestazioni sessuali ricevute?

Femminismo, autocoscienza e letteratura - L'antica arte del cunnilingus (2° parte)

Dove eravamo rimasti...
* Introduzione
* 1° parte - Geografia femminile

2° parte - Femminismo, autocoscienza del corpo e di genere e letteratura

Come ogni arte, anche il cunnilingus ha una tradizione che affonda le proprie radici nell’antichità. In più, come qualsiasi altra cosa, il suo valore resta intrecciato con quello del linguaggio. Infatti, fu proprio il movimento femminista a svelare il rapporto patriarcale che si nasconde dietro il significato di certe parole, il cui uso rende manifesti certe modalità di pensiero o schemi mentali.

Ad esempio, si può prendere come riferimento il cinese cantonese. A livello ufficiale, i termini che descrivono i genitali sono yum per il genere femminile e yaung per quello maschile. Le parole si combinano poi con altre a formare specifici organi, ad esempio yum-to (vagina), yum-ti (clitoride), yeung-kui (pene) e così via. L’origine di tale forma linguistica deriva da antiche tradizioni religiose, cioè il noto yin e yang.

Tuttavia, queste parole vengono utilizzate solo nella terminologia medica. In questo modo, l’antico valore metafisico dedicato al sesso si è trasformato in un approccio più inquadrato. Di conseguenza, le persone snobbano queste parole, preferendo al loro posto termini come ha tai (la parte bassa), xi chu (la parte nascosta), shun shun (labbra labbra), e così via. Un linguaggio più pudico per riferirsi ai genitali femminili, diventando lo specchio di una società prettamente maschilista come è quella cinese di oggi.

Penislet, cock ring, clit clip, penis plug e body painting - Vagina e pene si fan belli? (2° parte)

Dove eravamo rimasti...
* 1° parte - Percing genitali, tatuaggi, subincisioni e impianti

Le decorazioni permanenti agli organi genitali non fanno per tutti: quante persone sono infatti disposte a farsi praticare un piercing, un tatuaggio o addirittura una subincisione al pene o alla vagina? E quanti trovano queste decorazioni davvero belle? Per fortuna esistono metodi decorativi molto meno invasivi...

GIOIELLERIA GENITALE

Si chiama "genital jewelry", gioielleria genitale, però si vende non in gioielleria ma nei sexy shop: si tratta di tutto quell'insieme di gioielli destinati non al collo, alle dita o alle orecchie, ma agli organi sessuali. La gioielleria genitale comprende anche i piercing, di cui abbiamo già parlato, ma ora ci dedichiamo a tutti quegli oggettini che possono essere indossati senza particolari interventi.

Le clit clip, "clip clitoridee", sono fermagli applicati alla clitoride e decorati da pendagli che ondeggiano fuori dalle labbra vaginali. Si tratta di oggetti raffinati, spesso realizzati in oro o in argento (attenzione alle allergie ai metalli ed ai costi!) e decorati con pietre preziose. Ma se questi gioielli sono molto eleganti, esistono oggetti ancor più geni(t)ali: c'è chi, ad esempio, ha ideato il dito d'argento che, tenuto fermo in posizione grazie a bande elastiche, preme continuamente sulla clitoride. Avete in mente un gioiello più originale e... stimolante?

"Bramadero" di Hernández e "Superm Highway" di Mogutin e Kenny: arte e porno, ma che noia!

Dolce, selvaggio, fedele, perverso, protetto, a rischio, bollente, sereno, in coppia, in gruppo, solitario, sfrenato, interraziale, intergenerazionale, orale, anale, vaginale, violento, tenero, strano, promiscuo... Moltissimi aggettivi possono accompagnarsi al buon sesso. Ma non tutti.

Ad esempio, il buon sesso non può essere semplicistico e banale, come appare di solito nella pornografia commerciale etero e gay: scopate, succhiate e porcate varie ripetute meccanicamente, con persino la perversità e lo squallore - elementi potenti dell'immaginario erotico - ormai omologati e di serie. Pissing, fisting, bukkake, medical sex...: tutto è replicato e banalizzato in miliardi di foto e di video, facilmente reperibili in milioni di sexy shop e di siti internet. Nella pornografia nulla ha mantenuto la propria stra-ordinarietà, cioè il fascino di ciò che non è ordinario - e magari neppure dicibile...

Giovane nero gay cerca bareback: "The young & evil" di Julian Breece e la seduzione dell'HIV

Che sia una pistola puntata in faccia o un cazzo puntato sul culo... che differenza fa? Che la pistola sia in mano ad un macho omofobo impazzito di rabbia perché ti stai segando sotto il suo muso e che il cazzo sia quello di un uomo sieropositivo... cambia qualcosa? No, anzi: rende tutto eccitante. Dimmi, c'è qualcosa che ti fa bagnare di più dell'autodistruzione?

Violenti e seducenti, bellissimi ed inquietanti, i 15 minuti del cortometraggio "The young & evil" di Julian Breece, proitettato al Festival Mix di Milano, non possono passare inosservati. E difficilmente possono essere dimenticati.

Un giovane nero (il modello Vaughin Lowery, dalla bellezza tanto incantevole quanto vunerabile) spompina un lecca lecca rosso e passa davanti ad un gruppo di gangster machi che gli lanciano insulti omofobi. Gli si ferma davanti, se lo tira fuori ed inizia a masturbarsi affascinato dal petto di uno di loro. Tirano fuori una pistola, lo minacciano. E lui è sempre più eccitato...

La dottoressa gli dice che, nonostante la sua vita sessuale fortemente a rischio, è risultato negativo al test dell'HIV. Lui è deluso e le spiega pure il perché: ama la "sborra infetta" come la dottoressa potrebbe amare Cristo. Forse anche di più...

"Muñeca" di Sebastián Arrau: tra maschere e bambole la vita ci dà ancora qualche possibilità?

E’ il 15 gennaio 2006. In Cile, Michelle Bachelet vince le elezioni presidenziali diventando la prima donna Capo di Stato del Paese. Un giorno storico, si volta pagina dagli stralci della dittatura di Pinochet. La città è in festa e lacrime scorrono sul volto di Pedro (Benjamin Vicuña) alle prese con un altro giorno estremamente difficile per lui.

Infatti, illuso all’inizio di essere al centro di un appuntamento al buio con l’uomo che gli cambierà la vita, gli viene presentata come sorpresa una donna, Gabriela (Ana Fernández), quarantenne alle prese con il ticchettio inesorabile dell’orologio biologico, arrivata in casa grazie a Manuel (Marcial Tagle), professore pancione, ubriaco, cocainomane, donnaiolo e perennemente arrapato, il quale vuole dare una svolta sessuale alla vita del suo amico Pedro.

Villa Certosa come un set porno? Il reality tedesco e l'Italia che si masturba su Berlusconi

7 donne - di cui 6, chissà come mai, bisessuali - e 4 uomini - tutti, chissà come mai, etero - chiusi per 14 giorni in una villa per starsene nudi e fare sesso. Intorno a loro, 43 telecamere, ansiose di seguire ogni loro gesto e accoppiamento.

No, non stiamo offrendo alcuna nuova clamorosa rivelazione sui fatti di Villa Certosa, dopo la pubblicazione delle "foto dello scandalo" da parte di El Pais. Stiamo semplicemente parlando del nuovo reality show porno di una tv pay-per-view tedesca che prende il via in questi giorni [Bild].

I pinguini gay adottano un pulcino: cosa c'è di più naturale di una famiglia fondata sull'affetto?

Un uovo abbandonato dai genitori: che fare? Allo zoo di Bremerhaven, città tedesca del land di Brema che si affaccia sul Mare del Nord, non ci hanno pensato due volte e lo hanno affidato a Z e Vielpunkt, la coppia di pinguini gay più famosa del mondo.

I due pinguini maschi hanno fatto salti di gioia e hanno adottato senza esitazioni quell'uovo solitario, covandolo per oltre un mese. Finalmente il pulcino - o la pulcina, visto che non è affatto facile determinare il sesso biologico di un piccolo di pinguino - è nato il 25 aprile. Insomma, non gli bastava essere figlio di omosessuali: pure l'antifascista vuole fare!

"The way I see things" di Brian Pera: mille seghe mentali per (non) raccontare la vita dopo il lutto

Inizio sotto tono per la 23° edizione del Festival MIX di Milano, dedicato al cinema gay, lesbico e transgender: un teatro Strehler pieno solo a metà si è dovuto sorbire prima la grande delicatezza di Daniela Benelli, assessore alla Cultura della giunta provinciale di Filippo Penati, la quale, in missione istituzionale, ha pensato bene di pubblicizzare la candidatura europea del PD Ivan Scalfarotto; e poi un film che ha raccolto ben pochi consensi...

"The way I see things" (che potremmo tradurre come "Il mio punto di vista sulle cose"), regia di Brian Pera, racconta le vicende di un ragazzo gay, Otto (interpretato dallo stesso Pera), che, dopo la morte del compagno Jody (Jonathan Ashford), rifiuta il fatto che "le cose devono andare avanti": si chiude in casa, si chiude in sé stesso, rifiuta l'aiuto dell'analista. Il migliore amico - o forse il "fantasma" - di Jody, Rob (ancora Ashford), decide allora di portarlo a fare un viaggio.

Festival Mix Milano, 23° edizione: il grande schermo si illumina dei colori dell'arcobaleno

Un festival di cinema che non si ferma al cinema. Un festival *qtlgb che sa parlare a tutti e di tutti. Organizzato dal Centro d'Iniziativa Gay - Arcigay Milano, giunge alla sua 23° edizione il Festival Mix Milano, dal 4 all'11 giugno al teatro Strehler in largo Greppi 1.

Con lo slogan "Lasciati immaginare", il festival rimane un momento in cui cinema, musica, teatro e letteratura diventano occasioni per parlare di identità, orientamenti e generi... e in cui identità, orientamenti e generi diventano pretesti per fare cinema, musica, teatro e letteratura.

Il grande colibrì