Ragazzi con la pistola: il lato oscuro e sexy dei cattivi ragazzi nelle fotografie di Andy Houghton

Immagini dall'ispirazione dirompente, cariche di una tensione e di un'intensità fortissime, fotografie che ti travolgono emotivamente ed eroticamente. I ragazzi "belli e dannati" di Andy Houghton sono apparsi su numerose riviste di moda internazionali, ma nulla hanno a che fare con le pose atteggiate di tanti burattini palestrati, che spesso mimano violenze patinate. I modelli fotografati da Andy Houghton non sono figurine di carte, ma uomini in cui scorre aggressività, indifferenza, fragilità, vita. Abbiamo intervistato questo importante artista.

Via il prof inglese esibizionista, via l'avvocatessa milanese "bocca di rosa"... Ma Silvio rimane!

"Questo ragazzo etero non ha alcuna timidezza a mostrare il proprio corpo e vi consente di guardare anche il suo buco; ben presto si stende sulla schiena per sparare un bel carico bianco sui propri addominali". Chissà se Sam Handley, professore 25enne di educazione fisica alla Harvey Grammar School di Folkestone (Kent), userebbe ancora queste parole o sarebbe più timido nel presentare le proprie foto e i propri video su un sito porno gay.

Anzi, chissà se tornerebbe a esibire il suo "impressive piece of meat" (impressionante pezzo di carne), "almost 8 inches" (quasi 8 pollici, circa 20 centimetri), e il suo "hairy hole" (buco peloso) su un sito porno gay. Perché uno dei suoi alunni ha scoperto quelle foto di nudo su Facebook - o così almeno dice lui... - e ha pensato bene di diffonderle tra i compagni.

Arriva all'Onu Ali Treki, il diplomatico di Gheddafi che ignora i migranti e odia i gay

Ali Abdussalam Treki è, dal 15 settembre, il nuovo presidente dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Per anni ministro degli Esteri della dittatura militare libica, ha pronunciato parole molto toccanti davanti all'Assemblea: "Dobbiamo porre fine alle guerre, alle loro cause e alle loro conseguenze. Il dialogo e la comprensione reciproca sono gli strumenti per risolvere i nostri problemi. Gli embarghi e i blocchi sono inutili: esacerbano antagonismo e ribellione, minando, allo stesso tempo, il rispetto per la comunità internazionale" [New York Times].

Belle parole, a cui però non se n'è aggiunta neppure una sul trattamento dei migranti clandestini respinti dal governo italiano e spediti nei lager libici. Durante una conferenza stampa, invece, il neo-presidente dell'Assemblea Generale dell'Onu ha invece proposto il suo illuminato pensiero sulla risoluzione per la depenalizzazione universale dell'omosessualità.

Esibizionismo, voyeurismo e dogging: riflessioni per l'uso... - Il sesso che si mostra (3° parte)

Ladro....?
Lei mi dà stimoli
Sensazioni
Io posseggo la sua gioia

Il permesso è assente, il consenso non desiderato
La paura mi invade
Se lei sapesse...
Io godo di lei
Sono colpevole
Sono un voyeur

Carey


Dove eravamo rimasti...
* 1° parte - I parcheggi degli esibizionisti? Cinema a luci rosse dal vivo!
* 2° parte - Parchi (e spiagge) per porci: esibizionismo nella natura

3° parte - Esibizionismo, voyeurismo e dogging: riflessioni per l'uso...

Esibizionismo, voyeurismo, esposizone pubblica delle proprie nudità... Fenomeni vecchi come il mondo, come ricordano leggende e miti antichissimi (Candaule che mostra la moglie nuda a Gige, Atteone che spia Diana nuda, Mikal che apostrofa re Davide di aver ballato tutta notte quasi nudo...) e opere artistiche (come l'esibizionista che alza la tunica per mostrare i genitali rappresentato nella Chiesa di San Wulfram a Grantham).

Fenomeni che oggi sono sempre più diffusi, grazie all'avanzamento tecnologico (quasi tutti possono permettersi l'acquisto di macchine fotografiche digitali, videofonini e webcam), a Internet (che permette di mettere in collegamento migliaia di esibizionisti e di voyeur e di comunicare facilmente i luoghi di ritrovo in tutto il mondo) e alla tv, che, tra veline e tronisti, esalta le pulsioni esibizioniste.

Onore ai caduti. E al pieno di benzina. Il centro-destra ringrazia i soldati calcolatrice alla mano

Il fatto inquietante è che c'ha pure ragione. "Quei soldati muoiono anche per difendere il pieno di benzina degli operai. E' questo il punto". Morti per la libertà degli afghani? Sì, forse... Ma soprattutto morti per il pieno di benzina. "E' questo il punto".

Se di là qualcuno fa spallucce di fronte alle bare dei soldati ("Tanto erano solo la lunga mano di Bush, Blair e Berlusconi, no?"), di qua si versa qualche lacrima. Non troppe però, altrimenti la vista si annebbia e non si vede lo schermo della calcolatrice che trionfante illustra quanti centesimi ci farà risparmiare al distributore ogni singolo soldato ammazzato.

Parchi (e spiagge) per porci: esibizionismo nella natura - Il sesso che si mostra (2° parte)

Dove eravamo rimasti...
* 1° parte - I parcheggi degli esibizionisti? Cinema a luci rosse dal vivo!

2° parte - Parchi (e spiagge) per porci: esibizionismo nella natura

Come abbiamo potuto constatare nella prima parte di questa inchiesta, esibizionisti e voyeur non si fermano davanti a nulla e a nessuno. E, di notte come di giorno, popolano i luoghi più diversi delle nostre città: cinema, negozi, strade, parcheggi...

Ma c'è anche chi alla città preferisce la natura: spiagge, boschi, fiumi, parchi… Luoghi dove ci si può trasformare in guardoni (quasi) per caso, come è capitato al 33enne romano Mirko: “C'era una coppia su una panchina in una zona un po' appartata del parco. Prima si baciavano solo, ma poi piano piano sono andati oltre. Poi lei si è messa sopra di lui, levando le mutandine. La gonna copriva, ma i movimenti erano inequivocabili. Io li ho spiati da dietro un cespuglio, è stato molto eccitante. All'inizio non mi masturbavo... ma alla fine ho ceduto!”.

Le malattie dei poveri: quando economia e religione si coalizzano contro l'Africa che muore

In troppe zone mancano i farmaci di prima necessità, le prestazioni di base che garantiscono la difesa primaria. Spesso, per motivi economici, vengono trascurate le malattie tipiche dei paesi in via di sviluppo perché, sebbene colpiscano ed uccidano milioni di persone, non costituiscono un mercato abbastanza ricco. Alcuni di questi medicamenti potrebbero essere facilmente realizzati sulla base delle conoscenze scientifiche correnti, ma non vedono la luce per motivi esclusivamente economici.
Zygmunt Zimowski, presidente del Pontificio Consiglio
per la Pastorale della Salute [Repubblica]

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Parole da sottoscrivere in pieno.
Ma un preservativo costa pochi centesimi. E salva molte vite.

Il sesso anale è un dono di Dio? Le chiese contro la sodomia e un'esegesi biblica poco ortodossa...

"La Parola di Dio contro la sodomia": sono queste le parole, scritte tutte in maiuscolo e a caratteri cubitali, che aprono una pubblicità a tutta pagina della Libera Chiesa Presbiteriana di Sandown. Una pubblicità dedicata al Gay Pride che propone frasi come: "L'atto della sodomia è una grave offesa a chiunque creda nella Bibbia che, accettando il puro messaggio della preziosa parola di Dio, esprime la volontà di Dio di definire ciò un abominio (Levitico 18:22: 'Non avrai con maschio relazioni come si hanno con donna: è abominio'). [...] Provoca dispiacere il fatto che una parte della comunità desideri essere conosciuta per una forma perversa di sessualità. [...] Siamo obbligati a sfidare pubblicamente i vizi di questa generazione".

Nulla di nuovo, in definitiva. Ma, dopo aver ricevuto più di una lamentela, l'authority per la pubblicità ha negato la riproposizione di questa campagna accusata di omofobia... Omofobia? Ma quando mai! La chiesa di Sandown ha tenuto a precisare che la sua è la classica posizione evangelica "tra l'amore per il peccatore e l'odio per il peccato". E che ce l'ha con la sodomia in sé, non con gli omosessuali in particolare. La controversia è finita al centro di un'intricata vicenda giudiziaria, ancora lontana dalla soluzione [BBC].

I vestiti nuovi del Redentore: se Gesù senza veli mette a nudo la sessuofobia dei cristiani...

Non se ne sentiva la mancanza, ma i braghettoni sono tornati. Daniele da Volterra, nel Cinquecento, copriva con mutandoni e foglie di fico le pudenda così scandalosamente esposte nel "Giudizio Universale" di Michelangelo, nella Cappella Sistina. Oggi sono i fedeli moscoviti a chiedere la rimozione del Cristo crocifisso e nudo di Iuri Orekhov (foto in alto), esposto al Museo di Arti Moderne: "La statua colpisce i sentimenti religiosi dei credenti!" denunciano i cristiani, mentre la direzione del museo non ha migliori parole di difesa rispetto a queste: "Non si può dire che il soggetto rappresentato sia Cristo" [Tiscali]. Certo, come no...

Gesù senza veli? Non sia mai! E poco importa se questo comportamento di esasperata censura offenda più il senso del ridicolo, il lavoro divino (visto che esprime un profondo disgusto verso il corpo umano, plasmato dal Creatore, per chi ci crede) o la stessa tradizione iconografica cristiana, nella quale abbondano i Cristi completamente nudi.

I parcheggi degli esibizionisti? Cinema a luci rosse dal vivo! - Il sesso che si mostra (1° parte)

1° parte - I parcheggi degli esibizionisti? Cinema a luci rosse dal vivo!

Lo Standard Hotel di New York: ecco il nuovo paese dei balocchi per gli esibizionisti di tutto il mondo, con le sue enormi vetrate, il folto pubblico e la direzione esplicitamente “exhibitionist-friendly” [La Stampa]. Un luogo che ha scalzato nelle fantasie esibizioniste il cartello di benvenuto della città austriaca di Fucking, meta di generazioni di esibizionisti che hanno dato il meglio di sé davanti a macchine fotografiche e cineprese, tanto da costringere l’amministrazione comunale a installare delle telecamere a circuito chiuso [Bild]. E che dire dello scandalo scoppiato a Barcellona, con decine di ragazzi che consumano le prestazioni offerte dalle prostitute direttamente nelle strade del famosissimo mercato della Boqueria [El Pais]?

Ma gli esibizionisti non mancano neppure in Italia. C’è chi si rifugia nei privé (“Sopra è una normale discoteca per guardarsi. Poi le coppie vanno in un'altra sala con divanetti dove fanno sesso per conto loro o con altre coppie oppure assieme ai singoli. Nessuno ti obbliga a fare questo o quello” dice Mauro, 63 anni, da Milano) e chi ha la sfacciataggine di giocare nei negozi, come il vicentino Sergio: “Di solito vado senza slip e faccio in modo che qualche commessa possa vedermi mentre mi cambio”.

"Videocracy - Basta apparire" di Erik Gandini: denuncia (banale) sulla malignità del banale

In Italia la tv è controllata da Silvio Berlusconi. Le ballerine sono mezze nude. Lele Mora è viscido. A Berlusconi piacciono le belle donne e le feste a Villa Certosa. Ai provini tv si presentano in tantissimi. Fabrizio Corona è affamato di soldi. I paparazzi inseguono i Vip. Il mondo colorato e allegro è falso e serve solo a far dimenticare agli spettatori i problemi reali.

Tutto già visto, detto, sentito, ripetuto. "Videocracy - Basta apparire", il documentario di Erik Gandini che, dopo il rifiuto di trasmetterne il trailer da parte di Mediaset e Rai, è diventato il nuovo feticcio dell'anti-berlusconismo, non presenta né analisi né fatti nuovi, se non due "chicche": Lele Mora, come già ben si sapeva orgogliosamente mussoliniano, colleziona - udite udite! - canti fascisti sul cellulare; e Fabrizio Corona, come già ben si sapeva orgogliosamente narcisista, si spalma - guardate guardate! - creme di bellezza anche sull'enorme pisello. Due chicche di puro gossip - e porno-gossip - la cui presenza è un po' paradossale in un film che vorrebbe denunciare lo strapotere del gossip stesso...

La Massoneria, l'amore, il fascismo: "Il ramo d'acacia", un romanzo di Enrico Proserpio

Enrico Proserpio non ha mai letto un manuale di scrittura creativa, a quanto sembra. Prendete, ad esempio, il consiglio più frequentemente contenuto in quei manuali: "Scrivete un incipit che conquisti subito il lettore, che sia un fuoco d'artificio". E invece il suo "Il ramo d'acacia" (18,55 €; 5 € in formato elettronico) ha un inizio spiazzante. Perché non sembra un inizio, ma la continuazione di un discorso che va avanti, per conto suo, da chissà quanto.

Ma non è solo l'incipit a spiazzare. E' il tono di tutto il romanzo, che non tenta mai di sedurre il lettore con stupefacenti acrobazie verbali, con forti sensazioni. Il racconto mantiene una placidità, una tranquillità, un'atarassia sorprendenti. Eppure racconta la storia di Ettore Marchi, un giovane massone in fuga dall'Italia fascista e dal comandante Giulio Di Giovanni. Insomma, omicidi, passioni, intrighi e colpi di scena certo non mancano, ma il tono non si infiamma mai.

E' senza dubbio un libro molto particolare e originale "Il ramo d'acacia". Spiazzante, ripeto. Noioso, starete già pensando. E invece no. Perché è una finestra su una visione del mondo inconsueta (forse perduta?), ma molto affascinante. Una visione solo all'apparenza fredda e impassibile, ma in realtà ricca di un calore umano delicato, sussurrato, quasi ritroso. Che non offre al lettore facili doni su un piatto d'argento, ma lo sfida a scovare profonde riflessioni sulla natura umana nelle increspature delle parole.

Frocio che balla non merita rispetto? La disco-manifestazione anti-omofobia indigna i gay

"Infastidito, incazzato, basito, sconvolto, allucinato, inorridito, incredulo, imbarazzato" per "una baracconata impietosa, una vergogna inaudita, uno scempio al buonsenso, un autogoal clamoroso". Perché "per una volta avevamo la possibilità concreta di farci sentire, di alzare la voce, di ribellarci, di far vedere all'Italia intera che non abbiamo paura, che meritiamo rispetto, sicurezza, in nome della nostra dignità e dei nostri diritti, teoricamente garantiti e certificati dalla Costituzione italiana. E invece no. Dinanzi al mondo dei media nazionali abbiamo ancora una volta dimostrato la nostra credibilità, che è pari a zero".

Spetteguless, ripreso da Gay.tv, NotizieGay e altri, grida allo scandalo sulla manifestazione contro l'omofobia di Roma indetta dopo i sempre più violenti attacchi alla comunità qtlgb* Dieci minuti di discorso di Luxuria e poi - orrore! - arriva la musica! Anzi, la "discoteca"! Anzi, la "solita poracciata discotecara"!

I festini dei mercenari: alcool e umiliazioni omoerotiche tra i contractors in Afghanistan

Dovete servirli, dovete rubare quello che vi chiedono e lavare i loro cessi coi vostri spazzolini da denti. Dovete camminare a quattro zampe, mangiare cibo per cani nelle ciotole, leccare i loro piedi. Quasi sempre nudi, perché così funzionano gli umilianti riti di iniziazione per entrare nelle famose "Fraternities" (o "Greek letter organizations") delle università americane.

Poi vi fanno docce gelate, vi fanno foto e video mentre abbassate i pantaloni per mostrare le chiappe al vento, vi abbandonano nudi in qualche strada cittadina. Vi pisciano addosso, vi vomitano in bocca, vi lavano la bocca col sapone. Vi costringono a leccarvi i capezzoli, a masturbarvi a vicenda e a venire davanti a tutti, a simulare un rapporto anale, a infilarvi un dildo nel sedere. E magari vi prendono a calci, pugni e sputi, vi sculacciano con racchette da ping pong, vi frustano con le cinture, vi spengono sigarette sulla pelle...

Mi toglieranno mio figlio? - La mamma è sempre la mamma. Anche quando raddoppia (4° parte)

Dove eravamo rimasti...
* 1° parte - Due mamme tenaci
* 2° parte - In viaggio per un figlio
* 3° parte - Famiglie Arcobaleno

ELETTRA

Due bombe carta contro la Gay Street romana (Repubblica). Ultimo, ma non ultimo, clamoroso atto di omofobia terroristica in questa Italia allo sbando. Chissà se qualcuno farà finta di scoprire l'emergenza solo oggi. Come se l'omofobia non dominasse tanti piccoli gesti, tante piccole parole, tante piccole e sconosciute storie. Come quella di Elettra Diversity (nome di fantasia), una madre lesbica che ci ha scritto sconfortata dopo aver letto l'inchiesta "La mamma è sempre la mamma. Anche quando raddoppia". Ecco il suo racconto, seguito dai consigli legali dell'avvocato Stefania Santilli, che da sempre è vicina all'associazione Famiglie Arcobaleno e che ha già collaborato con noi parlando di atti osceni in luogo pubblico.

Little Prince(ss)

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Sono Elettra Diversity, nome ovviamente falso, ma per la storia che vi sto raccontando ho dovuto farlo. Ho 32 anni e dal 31 gennaio 2007 ho trovato il vero amore, quello che solo una donna mi ha saputo dare. Non avrei mai immaginato di trovarmi così impantanata!

Quando l'ho conosciuta, nella primavera del 2006, vivevo un rapporto in crisi con il mio compagno da 7 anni. Eravamo in una sede distaccata della nostra università, lei finiva la triennale ed io avevo appena vinto una borsa di studio di un anno in microbiologia. La guardavo come mai ho guardato un uomo... e non mi sono mai mancati! Mi venivano i brividi e pensavo: "Non sono lesbica, ma se mai lo fossi, LEI sarebbe la mia donna!". La trovavo bellissima e mi affascinavano la sua timidezza ed il suo essere introversa.

Darfur, il fiume di sangue e violenza che nessuno vuole chiamare con il nome di genocidio

Il genocidio come crimine contro l’umanità lascia aperti numerosi pensieri. I morti, l’odio, il fallimento di qualunque istituzione. Non è solo brutalità, non è solo guerra: diventa l’arma per distruggere le radici stesse del sentire umano. Si uccide su larga scala attraverso programmi politici solo con l’obiettivo di redimere identità, come se queste diventassero l’emblema stendardo della persona.

Per questo, fa riflettere la decisione dell’ONU di non indicare la situazione del Darfur come genocidio. Come si sa, il Darfur, la zona occidentale del Sudan situata nel deserto del Sahara, è dal 2003 al centro di un conflitto tremendo che ha portato a seppellire circa 400.000 morti secondo le stime avanzate dalla Coalition For International Justice. Le fazioni contrapposte comprendono due popolazioni islamiche che fin da tempi lontani sono protagoniste di numerosi scontri a causa della scarsità di risorse.

In particolare, le diverse provenienze delle due etnie, dall’Arabia le popolazioni nomadi e dall’Africa quelle stazionarie, ha sempre comportato un diverso utilizzo delle risorse, caratterizzando anche l’opportunismo sia dell’Impero Britannico durante la colonizzazione del Sudan, che favorì l’allargamento della parte più orientale e aumentò maggiormente l’influenza della capitale Khartoum, sia degli stessi governi indipendenti che, facendo leva sulla faziosità delle due popolazioni, hanno sempre additato la colpa della miseria del Darfur a una delle due parti nel tentativo di attirare i voti dell’altra.

Il grande colibrì