"Metti incinta mia moglie": paga il vicino per fargli un figlio... ma ecco invece la sorpresa!

Chissà gli amici come invidiavano Demetrius Soupolos per quella moglie tanto incantevole da aver vinto un concorso di bellezza. Chissà quante volte Demetrius deve essersi sentito orgoglioso di farsi vedere con Traute per le strade di Stoccarda, nel sud della Germania.

Poi, però, si avvicinano i 30 anni e si inizia a volere qualche cosa di più: un figlio. Beh, perché no? Provare a fare un figlio con Traute è senza dubbio un piacere, bella com'è. E tuttavia, prova oggi e prova domani, quando non ottieni dei risultati la cosa inizia a diventare frustrante. Mi spiace, caro mio, ma sei sterile.

Si può rinunciare ad avere un figlio? Qualcuno ci riesce, qualcun altro no. Demetrius per un figlio è disposto a fare tutto, persino a chiedere alla moglie di provare a farlo con il vicino di casa, Frank Maus, 34 anni. E poco importa se lei proprio non ne ha voglia: alla fine, insisti oggi e insisti domani, accetterà.

E così Demetrius chiama Frank e gli dice: "Vai a letto con mia moglie e mettimela incinta. Io sono disposto a pagarti". Sarà pure un lavoro strano andare a casa del vicino tre sere a settimana per cercare di ingravidargli la moglie, ma in tempi di crisi si può rifiutare? E poi, anche se Frank giura il contrario alla propria moglie, ci son lavori ben peggiori di far l'amore con la bella Traute...

Insomma, inizia una strana routine: settimana dopo settimana, Demetrius vede il vicino arrivare a casa per fare il proprio lavoro con la moglie. E mentre i due sono impegnati a faticare, Demetrius si consola pensando al figlio che verrà... Un figlio vale bene un sacrificio, no?

Il pensiero del figlio all'inizio funziona, ma poi Demetrius inizia a fare qualche calcolo: sono passati già 6 mesi, 72 incontri e - cosa da non sottovalutare - 2500 euro, finiti nelle tasche di Frank. E Traute non è ancora incinta. Insomma, c'è poco da essere soddisfatti...

"Frank, son sei mesi che... ehm... lavori con mia moglie e di un bambino neppure l'ombra... Non ti sembra strano?"

"Non so che dirti, Demetrius..."

"Non è che hai qualche problemino? Vorrei farti vedere da un andrologo..."

"Ma che dici, Demetrius? Siamo vicini di casa da anni, conosci bene me e la mia famiglia... Insomma, i miei due bimbi non li abbiamo certo trovati sotto un cavolo!"

Però è Demetrius quello che paga e Frank sa fare bene i suoi conti: meglio una visita medica che la rescissione del contratto, no?

Beh, non sempre: il medico scopre che Frank è sterile e, di conseguenza, Frank scopre che la moglie ha trovato i figli sotto il cavolo del giardino di un altro uomo... Mater semper certa est, pater numquam, dicevano gli antichi... Povero Frank! E, come se non bastasse, Demetrius gli fa causa per riavere indietro i soldi spesi per le sue prestazioni. Al giudice l'ardua sentenza... [Yahoo!]


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A lezione di criminalità con Loretta Napoleoni

La “Fine della storia” è un concetto che piace. Affermare che la storia sia arrivata al capolinea vuol dire lavarsi le mani dalle proprie responsabilità, infischiarsene del presente e continuare a sbagliare nella consapevolezza che siamo arrivati al massimo sviluppo possibile.
Non c’è scampo però: la storia non è solo una successione di fatti. E’ molto di più. Nel mondo contemporaneo diventa sempre più complicato riuscire a tracciare e tessere le fila degli avvenimenti, capire le conseguenze di ogni azione e trovare un senso di responsabilità. Le notizie di piccoli accadimenti si susseguono a ritmo forsennato, la memoria è piccola e quindi dimentica. Facendo un esempio, diventa difficile riuscire a vedere il nesso tra il crollo del muro di Berlino con l’esplosione della criminalità ittica la quale, coinvolgendo anche aziende importanti come la Findus, porta sulle tavole, nostrane o internazionali, la maggioranza del pesce che i consumatori mangiano abitualmente.
Per questo motivo, è sempre utile fare ordine fra le migliaia di notizie quotidiane per poter continuare a scrivere la storia. Si esce dall’ambito del semplice giornalismo.
Loretta Napoleoni, economista e giornalista presso varie testate internazionali, tenta questa impresa partendo dal suo specifico campo di studi: le forme degenerate dell'economia. Criminalità e manager amorali, finanziamenti diretti o indiretti al terrorismo, crisi economiche strutturali dai contorni sempre meno definibili in cause dirette e univoche.
Nel suo ultimo libro, "La Morsa", Napoleoni descrive l’intreccio sempre più correlato tra gli attacchi dell’11 settembre 2001 e la crisi finanziaria odierna, generata da una forte politica deflazionistica che ha aiutato l’esplosione dei mutui sub-prime. Ma, oltre a questo, anche il connubio tra l’emendamento del Patriot Act che, se da un lato ha reso l’Europa la ricicleria mondiale dei capitali criminali, dall’altro ha anche aiutato lo sviluppo sempre maggiore della nuova e sperimentale finanza islamica. In più, ha contribuito ad alimentare il mito della paura, il terrorismo e gli scontri di civiltà, mentre il mondo, la politica e l’economia affossano nei deliri di onnipotenza. Il timore diventa il sovrano padrone. Non solo per lo straniero e l’Islam, ma anche per la crisi economica. Come uscirne? La risposta sarebbe rimettere tutto in piedi, partendo dallo Stato. Quindi, rimettendo in primo piano l’aspetto della legalità. Analizzare il crimine diventa fondamentale per capire come fare. Il crimine organizzato è, a questo proposito, talmente addentrato nelle pieghe della cosiddetta realtà normale che diventa un compito primario riuscire a stanarlo.
Per questo motivo, l’autrice ci ha concesso una breve intervista su questi temi. Lasciamo quindi a lei la parola.

Nonostante i dati e le inchieste lasciano intravedere un fenomeno estremamente allargato, ancora oggi si tende a parlare di mafia e crimine organizzato come un fenomeno prettamente locale e territoriale. Lei riuscirebbe a dare una fotografia concisa delle infiltrazioni della criminalità nell'economia globale?

E’ proprio questo il problema, considerare il crimine organizzato come un fenomeno locale quando invece è diventato parte integrante della globalizzazione. Pensare poi che appartenga solo all’Italia è uno sbaglio che l’Europa potrebbe pagare caro. Mancano in Europa le leggi ad hoc per combattere il crimine organizzato che invece noi in Italia abbiamo da decenni.
Il crimine organizzato ormai si è infiltrato dovunque, non esiste settore economico o finanziario che non sia stato contaminato. E questa contaminazione è stata facilitata proprio dalla globalizzazione

In precedenti interventi, Lei ha criticato la continua emissione di cartamoneta da parte degli Stati per sostenere le Banche durante la crisi. Critica che mira a posizionare l'obiettivo su una possibile inflazione futura a causa della grossa quantità di liquidità monetaria. Secondo Lei, i gruppi mafiosi potrebbero approfittare di questa falla per i loro investimenti illeciti? Se si, quali potrebbero essere i rischi per l'economia legale?

Il crimine organizzato in questa situazione di crisi ci sguazza, basta ricordare la crescita esponenziale della criminalità organizzata negli Stati Uniti durante gli anni ’30. E’ vero che il proibizionismo era il velano principale ma quando la crisi è scoppiata i soldi dei boss mafiosi hanno iniziato a circolare nell’economia nazionale. Il grande salto è avvenuto durante la crisi, non prima. Noi rischiamo di trovarci in una situazione analoga: già al sud d’Italia lo strozzinaggio del crimine organizzato ha rimpiazzato le banche che si trovano in crisi di liquidità. Quando poi partirà l’inflazione allora inizierà la corsa ad accaparrarsi beni rifugio, dal settore immobiliare all’oro. E qui l’investitore tradizionale entrerà in concorrenza con il crimine organizzato perché l’economia diventerà sempre più orientata verso l’uso del contante.

Ecomafia è un termine relativamente nuovo e poco noto a livello pubblico. In Italia, la recente esplosione dell'emergenza rifiuti a Napoli ha portato alla luce un traffico di criminalità che ha fatto della spazzatura un tesoro. Tuttavia, anche se meno "pubblicizzati" a livello mass mediatico, i crimini ambientali sono diversificati e presenti in ogni angolo del pianeta. Attività come la pesca abusiva o gli incendi dolosi, giusto per citarne alcune, fatturano per la criminalità quasi quanto il commercio degli stupefacenti, con la conseguenza però che i danni provocati dalle stesse diventano globali e irreversibili. Riuscirebbe a descrivere quanto i crimini ambientali impattano sul nostro pianeta, da un punto di vista sociale ma anche sotto un profilo economico?

Il crimine ha sempre distrutto l'ambiente perché non gli interessa l'estetica, la bellezza, la natura ecc. Il mondo della criminalità è per la maggioranza rozzo ed ignorante, il crimine non paga e questo le persone intelligenti lo sanno bene.
Oggi però l'impatto della criminalità sulla distruzione dell'ambiente è in netto aumento e le conseguenze sono disastrose.
Dal punto di vista economico ciò vuol dire che costerà sempre di più 'ripulire' il pianeta dallo scempio ecologico del crimine, basta pensare al Baltico ormai trasformato in una pozzanghera dai pirati del pesce.
E poi ci sono i pirati della spazzatura che trasportano nei paesi poveri e nelle acque territoriali di questi stessi scorie elettroniche e prodotti contaminati.

Nel libro "Economia Canaglia", Lei intraprende un viaggio attorno al mondo indagando i vari aspetti corrotti dell'economia odierna, passando da pratiche legali e amorali come gli hedge funds, a veri e propri traffici illeciti e/o violenti, come la 'ndrangheta o i vari gruppi criminali dell'Asia Orientale impegnati in diverse attività. A fronte della Sua indagine, sarebbe utile ridisegnare dal principio una teoria della mafia e del crimine organizzato, integrando e facendo leva su tutti gli elementi contemporanei del nuovo sistema economico e politico?

Sicuramente il crimine organizzato è cambiato grazie all’avvento dell’economia canaglia, è diventato più maturo e più scaltro. Sì, penso proprio che bisognerebbe ridefinire la natura di questo fenomeno in relazione ai cambiamenti in corso nel nostro mondo. Ma questo richiede molto coraggio perché pensare che la realtà della Camorra sia circoscritta a Napoli ed ai traffici della città è per tutti noi meno traumatico che accettare il fatto che quando andiamo in pizzeria a Berlino, a Milano come a Madrid senza saperlo facciamo parte della rete del crimine organizzato. Napoli è quindi solo la punta dell’Iceberg, sotto c’è il pianeta intero. Ecco, questa verità nessuno la vuole accettare.

Il crollo del muro di Berlino ha dato una fortissima accellerazione alla criminalità organizzata, grazie allo sviluppo di numerose attività illecite. Per contro, gli attentati dell'11 settembre hanno dato una spinta alla finanza islamica. In questi due casi si nota come la concezione del sistema economico occidentale sia entrato in crisi. Potrebbe spiegare come una disciplina così complessa come l'economia dovrebbe rifondarsi sulla base di questi nuovi scenari?

Lo sviluppo della finanza islamica non è negativo ma positivo, mostra come un sistema alternativo al nostro che poggia sull'etica e la cooperazione funzioni bene ed abbia evitato grazie a questi principi la crisi in cui ci troviamo. La crescita della criminalità invece è un fenomeno negativo legato alla deregulation, l'abbattimento dei controlli finanziari ha dato grande impeto all'economia illegale.
Tutti e due i fenomeni ci dicono che il sistema così come è strutturato non funziona, ha bisogno di essere rinnovato.

http://www.lorettanapoleoni.org/

Rosso, giallo, verde e... rosa: in Danimarca fallisce la battaglia contro i semafori maschilisti

"L'idea, profondamente radicata, che uomini e donne non sono uguali ci viene presentata già da quando siamo bambini" afferma Manu Sareen, della Sinistra Radicale (Det Radikale Venstre) di Copenhagen. Ed è difficile contestare quanto dice.

Seguiamo allora questo politico di origini indiane nel suo percorso logico. Dunque: ai bambini viene proposta un'immagine discriminatoria dei generi. Quale soluzione adottare? Interventi nelle scuole? Incentivi per la realizzazione di cartoni animati sulla parità? Azioni positive per l'empowerment delle donne e la promozione delle loro carriere? Facilitazioni per i congedi di paternità?

No, no... Manu Sareen vuole andare alla radice del problema: "Possiamo fare un piccolo passo avanti se i bambini vedranno entrambi i sessi sui segnali di attraversamento pedonale". E quindi propone di mettere la gonna a qualche abitante dei semafori pedonali della capitale danese.

La municipalità, però, risponde picche. Non tanto perché la gonna renderebbe più difficile capire se il personaggio è fermo in piedi o sta camminando, come fanno notare dalla Direzione del Traffico, quanto perché le priorità sul fronte della parità sarebbero altre [Copenhagen Post].

Come possono esistere priorità al di fuori degli omini (e delle donnine) dei semafori? Speriamo che le nuove candidate alle Europee del Popolo della Libertà (dalla letteronza Barbara Matera ad Angela Sozio del Grande Fratello) sappiano portare avanti questa fondamentale battaglia di civiltà in tutto il continente [Repubblica].



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L'arte pornografica gay di Loran: Lorenzo Ridolfi e i suoi corpi di carne e acquerello

Una sessualità esuberante, mostrata senza pudori. Ed uno stile particolarissimo e immediatamente riconoscibile: campiture di colore uniforme, contorni neri e ben marcati, occhi privi di pupilla, indumenti particolareggiati, ambientazioni spesso storiche. E immensi, iperbolici geyser di sperma.

Lorenzo Ridolfi (mail), 42 anni, è un pittore di acquerelli su tela di Roma. "Ho sempre disegnato, ma col tempo l'ho fatto con maggiore impegno. E, grazie ai consigli di un'amica, intorno ai 20 anni ho iniziato anche a dipingere su tela". Uno dei suoi ultimi interessi è il nudo maschile ed il disegno erotico gay: le sue illustrazioni compaiono spesso in alcuni siti web di pornografia omosessuale.

* * *

Dai lettori omosessuali sei conosciuto soprattutto per i tuoi disegni omoerotici. Eppure questi sono solo una parte del tuo lavoro, vero?

Sì, dipingo anche altri soggetti, i disegni erotici sono venuti solo dopo. Comunque ultimamente il nudo maschile è tra i miei principali interessi e ho scoperto una lunga tradizione in questo specifico settore: ci sono artisti molto interessanti sin dai primi anni del Novecento!


Come è nata questa passione per il disegno erotico?

Una decina di anni fa ho passato un periodo a letto per colpa di un forte mal di schiena, con dolorose contrazioni muscolari. Disegnare mi rilassava, ma, non potendo stare seduto, ho iniziato a fare degli schizzi erotici su un quaderno. All'inizio disegnavo dei profili, mentre i corpi sono venuti solo in seguito. Alla fine ho sviluppato questi schizzi su fogli di carta separati. Ora faccio i disegni a matita e li coloro con Photoshop.


Il tuo stile è molto originale: cosa lo ha ispirato?

Chi ha visto i miei lavori dice che assomigliano all'arte dell'antico Egitto, che è sicuramente una fonte di ispirazione.


Ieri, con Diego Tolomelli, abbiamo ricordato Tom of Finland, il quale raccontava di avere un'erezione ogni volta che disegnava le sue scene di sesso. L'eccitazione dell'artista è così importante anche nel tuo caso?

Sì, anche a me succede lo stesso: quando disegno, l'eccitazione - anche quella sessuale - è importante per la buona riuscita dell'opera. Non riuscirei a disegnare qualcosa che non mi ecciti. E poi cosa c'è di più eccitante, anche quando si disegna, di una scena di sesso dove si noti l'amore ed il piacere che i soggetti provano con i propri corpi, l'unione di sessualità ed affettività?


Come descriveresti le tue opere? Arte? Pornografia? O entrambe le cose?

Nei miei disegni le posizioni sessuali sono spesso ispirate da fotografie viste su internet, mentre io aggiungo il mio stile nel rappresentare i volti e le espressioni. Per questo direi che i miei disegni presentano entrambe le componenti: sono pornografici nelle scene rappresentate e artistici nello stile.


Qual è, allora, la differenza tra arte e pornografia?

La pornografia può diventare arte quando in essa ci sia un po' di originalità, andando oltre il semplice scopo di far eccitare sessualmente chi la guarda. Insomma, nella pornografia il sesso serve solo a generare l'eccitazione, mentre nell'arte il sesso offre anche uno spunto di riflessione.


E quale spunto di riflessione vorresti trasmettere?

Vorrei trasmettere la gioia di fare sesso, con un gusto mediterraneo nella nudità dei corpi. Questa cosa in Occidente viene a volte negata, come se ci dovessimo sempre vergognare un po' del sesso non a scopo riproduttivo!


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E lo sperma si fece luce: il sesso conquista le vetrate erotiche di Diego Tolomelli (in arte IKO)

Erezioni, seni nudi, tenute fetish, corpetti sexy, perizomini che a fatica coprono i peli pubici... Immagini non rare su riviste patinate e siti Internet, ma che certo non mancano di stupire quando le ritrovi nei colori cangianti di una vetrata.

L'idea delle porno-vetrate è di un originale artista di Pavia, Diego Tolomelli (in arte IKO), che, dopo tanti anni di attività all'estero, oggi opera a Roma. Nel suo curriculum compaiono importanti commissioni internazionali, come la realizzazione di vetrate per il palazzo di Westminster, sede del parlamento inglese, e per la cattedrale di Abuja ed il restauro delle vetrate della collezione privata Sam Fogg, una delle raccolte di arte medievale, islamica e indiana più importanti del mondo.

* * *

Oggi sei un artista affermato, ma hai iniziato con un piccolo corso a Pavia. Cosa ti spinse ad iscriverti?

Ho sempre avuto una passione per l'arte e fin dai primi tempi mi piaceva moltissimo disegnare. Ma, finita la scuola dell'obbligo, la piccola città di Pavia poteva offrire solo licei artistici a pagamento, che purtroppo erano troppo cari per la mia famiglia, dal momento che lavorava solo mio padre. Così optai per la scuola di geometra. Quando la finii - con un po' di fatica, lo ammetto - mi ritrovai in un momento in cui non sapevo veramente cosa fare del mio futuro.

Proprio in quel periodo passai davanti ad uno studio di vetrate e vidi la locandina pubblicitaria per un corso. Decisi di iscrivermi per imparare quest'arte a livello di hobby. Finito il corso, trasformai il salotto di casa mia in un piccolo laboratorio e continuai a perfezionare il poco che avevo imparato. Solo molto più avanti e in Inghilterra diventò un vero e proprio lavoro.


In genere, quando parliamo di vetrate, pensiamo subito alle decorazioni degli edifici religiosi. Ma il committente più importante è davvero la Chiesa o sono gli enti pubblici ed i privati?

Il più grande committente di vetrate artistiche è tuttora la Chiesa: nuove chiese vengono costruite e adornate con nuove vetrate e chiese già esistenti richiedono costantemente che le vetrate vengano restaurate...


Una parte rilevante del tuo lavoro è però dedicata alle vetrate erotiche, nelle quali compaiono persone nude, baci appassionati, atti di feticismo...

L'erotismo che di solito rappresento nelle mie vetrate è molto soft, anche se non escludo in futuro di sperimentare qualcosa di più hard. D'altra parte il sesso è una parte della vita e non vedo perché debba essere escluso nelle rappresentazioni artistiche: si rischia l'effetto di quei film dove i preliminari al rapporto sessuale vengono ripresi nei minimi particolari, saltando subito dopo alla "sigaretta del dopo sesso" e lasciando gli spettatori a bocca aperta!


Ma allora, secondo te, cosa cambia maggiormente nel sesso rappresentato dall'arte erotica (o pornografica) e dalla pornografia commerciale?

Beh, penso che anche la pornografia possa essere un'arte, dipende da come la si fa. La differenza principale tra commerciale e artistico, che si può analizzare in tantissimi campi (il cinema, la musica...), la fa soprattutto lo scopo finale: in alcuni casi l'opera è motivata da una profonda passione, in altri invece è realizzata solo con lo scopo di venderla.


Immagino che per le vetrate erotiche il committente non sia la Chiesa...

Purtroppo non mi è ancora capitato di produrre una vetrata erotica per una chiesa: come tutti sappiamo, l'idea ecclesiastica della sessualità è completamente diversa da quella della gente comune. Visitando il mio sito, si respira un'aria di libertà sessuale che sicuramente alle chiese - ed in particolare a quella cattolica - non piace. Così io di commissioni religiose non vedo neppure l'ombra.

Comunque la cosa non mi preoccupa più di tanto: avrei potuto esibire la mia produzione erotica su un sito separato, ma preferisco godermi la mia arte ed essere coerente con le mie idee. Tuttavia non escludo che qualche membro del clero visiti il mio sito per occasionali masturbazioni!


E quindi chi acquista le vetrate erotiche? E per collocarle dove?

I committenti delle mie vetrate erotiche sono di solito collezionisti privati, ma non solo: ad esempio, in questo momento sto realizzando un grande progetto per un museo di arte erotica di Edimburgo. Generalmente questo tipo di vetrate non è istallato in una finestra, ma viene montato in light-box come pezzo d'arte unico.


I soggetti vengono scelti dai committenti o da te? E da dove trai ispirazione?

Nella maggior parte dei casi, i soggetti sono scelti dal committente stesso e in alcuni casi sono ritratti. Altre volte scelgo io i soggetti, ispirandomi a foto di amici o di modelli recuperati su Internet. Spesso il design è ricavato direttamente da una fotografia rielaborata, in altri casi si tratta di un bozzetto fatto a mano libera.


Tom of Finland, uno dei più famosi disegnatori erotici gay, raccontava che per disegnare bene le scene di sesso doveva avere un'erezione... Nella realizzazione delle tue vetrate erotiche, invece, l'eccitazione dell'artista quanto conta?

Mi è capitato più volte che l'opera stessa mi eccitasse, soprattutto nella fase delle pittura. D'altra parte si dice che quando si disegna non si faccia altro che seguire le linee di un'immagine che ci si rappresenta nella mente e penso che ciò possa portare un artista di arte erotica all'eccitazione.

Certo, la realizzazione di una vetrata artistica richiede un periodo di lavoro molto lungo e se dovessi lavorare con una costante erezione avrei bisogno di quantità industriali di Viagra! Per fortuna Tom of Finland non realizzava vetrate!



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Il bello è la bestia: Frrrk Guys, la bellezza freak mette in mostra le sue modificazioni corporali

Il bisturi affonda per pochi millimetri nella pelle, si muove lentamente, seguendo il disegno predefinito. Poi torna sulla ferita, l'allarga con piccoli tagli perpendicolari alla linea del disegno. La ferita viene massaggiata con inchiostro da tatuaggi e poi, per giorni e giorni, verrà irritata continuamente, per evitare una guarigione troppo veloce e, quindi, per rendere più evidente la cicatrice che si formerà alla fine.

Il cutting è la tecnica più semplice della scarificazione, cioè della produzione volontaria di cicatrici per decorare il proprio corpo. A dire il vero, originariamente questa pratica, nata nelle tribù africane per scopi religiosi e rituali, prevede tagli molto più profondi (e molto più pericolosi!), con strumenti molto più rudimentali del bisturi... e, ciononostante, si raggiungono risultati di incredibile precisione grafica.

Disgustati? Eppure la scarificazione è solo una delle molteplici pratiche di modificazione corporale (body modification, in inglese). Con alcune di queste pratiche condividiamo quotidianamente senza problemi: pensate ai buchi nei lobi delle orecchie, ai seni siliconati, alle circoncisioni, per non parlare degli interventi a scopo medico...

Altre pratiche, invece, sono accettate con molta maggiore difficoltà, come, ad esempio, i piercing, le marchiature a fuoco, i tatuaggi, gli impianti subdermali e transdermali, le lingue biforcute... E anche le scarificazioni. Di queste pratiche parliamo con T. Angel, direttore generale di Frrrk Guys, un interessantissimo progetto brasiliano sulla bellezza maschile freak.

* * *

Come nasce Frrrk Guys?

Nel 2006 stavo cercando un sito Internet con dei bei ragazzi che si fossero sottoposti a modificazioni del corpo, come i siti che esistono per le ragazze (SuicideGirls.com e altri), ma, con mia grande sorpresa... niente! E così ho aperto una pagina su Fotolog e ho potuto vedere come tante persone avessero il mio stesso desiderio. La cosa ha iniziato a svilupparsi da sola: si è trasformata in un incontro, poi in una festa e alla fine in un sito Internet, FrrrkGuys.com.

In realtà il sito di Frrrk Guys è nato solo per parlare di bellezza maschile freak, ma in Brasile non esisteva nessun sito dedicato alla modificazione corporale. E così abbiamo fatto un altro passo avanti... Abbiamo iniziato a dedicarci a convegni, esposizioni, spettacoli, interviste... Oggi sono solito dire che Frrrk Guys è più di un semplice sito Internet: è un concetto.


Quali sono i vostri obiettivi?

Vogliamo solo condividere bellezza e conoscenza con ogni persona che sia interessata alla modificazione del corpo, alla body art, all'arte, alla cultura, alla moda, alla fotografia, eccetera... La partecipazione è libera e abbiamo bisogno di tutti per far funzionare le cose!


Quando parli di "freak", cosa intendi? Chi è un freak?

Il freak è qualcuno che si sente freak [in inglese, "bizzarro", "eccentrico", "scherzo della natura"; NdR]. A qualche persona non piace questa parola né il fatto di essere chiamato freak. Ma io adoro essere freak! E poi, dai, la normalità non esiste! Ahahah!


Perché una persona sceglie di modificare il proprio corpo, sottoponendosi a impianti, facendosi lacerare in due la lingua, tatuandosi, eccetera?

Beh, modifichiamo il nostro corpo fin dal momento in cui nasciamo. Le persone modificano il proprio corpo per un milione di ragioni: per sentirsi a proprio agio, per fare arte, per essere più belle, per sentirsi complete, per essere diverse, per celebrare un momento speciale, per dire qualcosa, per provare dolore, per sentirsi vive. E' una cosa semplice, bella e sana!


Di fronte alle modificazioni corporali le persone manifestano repulsione, attrazione, disgusto, orrore, ammirazione... Insomma, reagiscono in modi molto diversi, ma non rimangono mai indifferenti. Come mai?

Le modificazioni corporali sono proprio questo: una sottile linea tra il dolore ed il piacere, tra l'ammirazione e l'orrore, tra la realtà e la finzione.


Possiamo dire che esiste un tabù culturale sulle modificazioni corporali?

Sì, ma il tabù non è solo sulle modificazioni del corpo, ma sul corpo in sé. Viviamo in una società occidentale cristiana e questa è la mentalità - chiusa - della gente. La nudità, il pene, la vagina, il sedere... sono ancora tutti dei tabù e a me vien da ridere. Credo che abbiamo ancora un luuuungo cammino da percorrere!


Credi che dovrebbe esistere un limite etico nel modificare il proprio corpo? Ad esempio le amputazioni, la castrazione, eccetera...

No! Credo che le persone debbano essere libere di fare ciò che vogliono con i propri rispettivi corpi.


Frrrk Guys è contro il sessismo e l'omofobia...

Noi siamo contro il sessismo e l'omofobia, ma anche contro il razzismo, la xenofobia, le violenze sugli animali, eccetera.


Ok. Ma che cos'è per te un uomo? E cos'è la virilità?

Un uomo è un essere umano, niente di più e niente di meno. Per me la virilità è quando un uomo vive la sua vita con la massima apertura mentale. Pensi che ci possa essere più virilità di questo?


Secondo te esiste una sessualità freak?

Certo che esiste! Sessualità, sensualità, eccetera...


E quali sono le principali peculiarità di questa sessualità freak?

Mmh... Credo che le modificazioni ai genitali e alla bocca rendano ogni cosa migliore e più eccitante! Un bacio con la lingua biforcuta, ad esempio... o il sesso orale... o gli impianti o i piercing ai genitali... Oh sì, esiste decisamente una sessualità freak!


Pensi che le persone freak siano più interessate delle altre al feticismo e al sadomasochismo?

No. So che esiste qualche relazione tra freak, feticismo e sadomaso. Ma non credo che le persone freak siano più interessate delle altre. Voglio dire, ci sono freak che praticano il sadomaso e freak che non lo praticano. Insomma, non è una regola.

* * *

Frrrk Guys è raggiungibile anche su Twitter. Le immagini di questo post sono proprietà di FrrrkGuys.com.


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Le targhe del peccato: vietate le allusioni sessuali sulle targhe automobilistiche saudite

Sin. In inglese significa peccato. In arabo no, è solo il nome di una lettera. Non che il peccato non c'entri nulla in questa storia, anzi: prendi due Sin e mettici davanti una Alif. In arabo non significa nulla. Ma prova a traslitterare in caratteri latini: viene fuori "ASS", che in inglese vuol dire culo. Non proprio una scelta raffinata per la targa di un'automobile...

Eppure migliaia di giovani sauditi benestanti hanno deciso di pagare per personalizzare la targa della propria auto (composta da tre numeri e da tre lettere arabe, che possono essere affiancate dalla traslitterazione latina) e ottenere quella scritta scurrile.

Altri hanno optato per il più esplicito SEX (sesso), mentre c'è chi ha preferito girare con la scritta BAD (cattivo) o per l'alcolico BAR. E davvero non sono stati pochi: le targhe oscene o provocatorie sono addirittura 90mila. Nulla di strano: pensate al successo qui da noi delle magliette con scritte come "Hijo de puta" ("figlio di puttana") o "Colombia narcotraffico".

Le autorità saudite, però hanno deciso di darci un taglio e di fare una lista delle combinazioni vietate, infilando tra le altre sigle, per motivi poco chiari, anche gli USA (Waw, Sin, Alif): il solito strano rapporto di amore e odio...

Ma proibite sono anche le lettere Ba, Waw e Ta, che traslitterate formano BUT: la censura è scattata per il richiamo a "butt" (culo) o per il ben più pericoloso accenno al dubbio e alla contestazione? [Ansa].


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Invito alla lettura: Sophieboop's


Si bagnava nella vita come una puttana nello champagne. Con la gioia sfacciata di chi non ha niente da perdere.

Parlare di sesso è difficile. Si rischia di passare dall'ovvio al volgare in meno di uno sbadiglio. Più complicato ancora se l'argomento è la sessualità femminile. Il passo da puttana a frigida è breve in questo caso. Sophieboop parla delle sue fantasie, delle sue avventure reali o immaginarie che siano senza preoccuparsene. Ama gli uomini e ama godere. La vagina non è uno strano essere venuto da lontano che quando si bagna c'è da spaventarsi. Tutt'altro: è il momento più eccitante.
E così è la scrittura del suo blog. Senza giri di parole. O giri di lingue ridondanti. Come un corpo di donna contratto dagli spasmi di un orgasmo.

Una donna felice è unica, una donna infelice è uguale a tutte le altre.

Se la famiglia ti condanna a morte: suicida a 13 anni a Villaricca, il padre è legato alla camorra

Si è suicidato a 13 anni. Le circostanze non sono chiare, Corriere e Repubblica offrono ricostruzioni molto diverse.

Solo due cose sono chiare: si è suicidato a 13 anni e ce l'aveva col padre, legato a un clan camorristico, forse per la morte del fratello, 15 anni, ucciso a pistolettate mentre tentava una rapina.

Non sappiamo cosa girava per la testa di Vittorio Maglione, in quella casa di Villaricca, periferia di Napoli. E solo in un eccesso di enfasi potremmo concludere subito che Vittorio sia da incoronare eroe dell'antimafia perché avrebbe compiuto il più estremo dei gesti di ribellione contro la camorra. E invece non sappiamo nulla sul senso reale di questo gesto.

Sappiamo solo che Vittorio è una nuova vittima della camorra e del pensiero mafioso. Sappiamo solo che questa è una morte di mafia e che, come in tutti le morti di mafia, pesanti responsabilità risiedono nelle famiglie.

Al di là di tutte le retoriche mafiose sull'onore e sulla famiglia, il mafioso è una persona che sta condannando a morte prima di tutto i propri familiari. Li sta vendendo in cambio di denaro e di potere.

Il familiare del mafioso che non denuncia direttamente il proprio familiare compie una scelta che, al di là di ogni retorica, non è giustificabile in nessuna famiglia: sta scegliendo di vedere il proprio familiare morto piuttosto che in prigione. La denuncia del familiare mafioso non ha nulla a che fare con il tradimento, ma, al contrario, è l'unica scelta - per quanto dolorosa - di reale amore familiare.

Ma non esiste famiglia, non esiste onore, non esiste amore, affetto, rispetto nella cultura mafiosa. Esiste solo una morte che, come il denaro, non ha odore.

E così la morte di Vittorio sarà una morte di nessun valore, come migliaia di altre morti. Passeranno sul suo cadavere e lo divoreranno, si ciberanno della sua carne e sputeranno le sue ossa. Finché arriverà il giorno - se mai arriverà - in cui le famiglie dei mafiosi si ribelleranno, decidendo di essere luoghi in cui proteggere i propri cari invece che condannarli a morte.


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A lezione di economia da Deodato Scanderebech (Udc): sfruttare il no profit per risparmiare

"La Nostra Voce". Questa l'unica indicazione come mittente sulla busta che ho ricevuto qualche giorno fa. Testimoni di Geova? Gruppo di volontariato? No. Aperta la busta, ho trovato solo il santino elettorale di un certo Deodato Scanderebech, dell'Udc.

Deodato, che "è sposato ed ha una figlia" (Federica, consigliera comunale a Torino) e "ora è Capogruppo dell'Udc in Consiglio Regionale" del Piemonte (il gruppo è costituito unicamente dallo stesso Scanderebech), promette di "creare nuovi posti di lavoro, restituire fiducia ai nostri giovani e incrementare il potere d'acquisto delle pensioni, degli stipendi e dei salari".

"Scanderebech: difficile da scrivere, ma facile da trovare" proclama il volantino. Si avvicinano le elezioni europee e parte la campagna elettorale, quindi nulla di strano, no?

Qualcosa di strano invece c'è. La spedizione è stata fatta, come si può leggere in una minuscola scritta in fondo al santino, a nome di "La Nostra Voce - Rivista di Cultura e Formazione politica", periodico registrato presso il Tribunale di Torino (reg. n. 5284 del 22 marzo 1999), proprietà dell'associazione culturale Pensiero Coerente (sede in via Arbe 19 a Torino) e diretto dallo stesso Scanderebech insieme al consigliere regionale di Forza Italia Marco Fontana.

In tal modo, Scanderebeh ha goduto del regime tariffario agevolato previsto per le "pubblicazioni informative di enti, enti locali, associazioni ed altre organizzazioni senza fini di lucro" dalla lettera c del 20° comma dell'articolo 2 della legge 662 del 1996 (e non del 1999, come erroneamente indicato sul volantino).

Ricapitoliamo: Scanderebech presenta il proprio santino elettorale come pubblicazione di una fantomatica associazione che nessuna pagina web sembra mai neppure citare (almeno secondo i risultati di ricerca di Google) e che nel volantino scompare, per lasciare il posto all'Udc. Scanderebech risparmia, l'Udc risparmia, lo Stato paga. Facile no?

"Ma come - chiederà qualcuno - non faceva prima a spedire tutto come materiale elettorale, per il quale avrebbe comunque potuto godere di agevolazioni tariffarie?". No: l'invio di materiale elettorale è disciplinato dall'articolo 17 della legge 515 del 1993, che prevede limiti sia quantitativi (ponendo un tetto al numero di spedizioni agevolate) sia temporali (la tariffa agevolata è valida solo nei 30 giorni precedenti la data delle elezioni). Scanderebech aggira entrambi i limiti: il suo monte-invii di materiale elettorale rimane intatto, mentre lui gode degli sconti ben prima dei 30 giorni stabiliti dalla legge.

Rimane ancora un grosso problema relativo alla normativa sulla privacy: come fa la fantomatica associazione culturale PensieroCoerente ad avere i miei dati? Se si trattasse di propaganda elettorale, nessun problema: in questo caso si sarebbero potuti estrarre i dati dalle liste degli aventi diritto al voto presenti in ogni Comune. Ma, come abbiamo visto, per aggirare gli ostacoli previsti dalla legge, Scanderebech presenta il proprio santino elettorale come pubblicazione di un'associazione no profit. E allora come fa Pensiero Coerente, associazione di cui mai avevo sentito parlare, a detenere ed utilizzare i miei dati senza il mio consenso?

Ho espresso tutti questi dubbi allo stesso Deodato Scanderebech, chiedendo gentilmente delucidazioni (mail del 6 aprile, ore 16.30 e 3 secondi). Risposte? Nessuna. Forse la risposta sarebbe difficile da scrivere, ma anche difficile da trovare...


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Topolino baluardo della società interetnica: una poesia (e un'intera classe) contro il razzismo

Fortunato il popolo che non ha bisogno di eroi, diceva Brecht. E il popolo italiano sembra abbastanza sfigato se teniamo conto che ha un bisogno molto urgente di eroi, ma che non riesce a trovarne manco mezzo.

Beh, forse uno c'è, a dire il vero. E' basso, ha orecchie enormi e non è neppure nato in Italia. Sì, è mister Mickey "Topolino" Mouse. Che, sul suo giornale, sta portando avanti l'iniziativa contro il razzismo più progredita e seria del Paese: già da settimane pubblicizza il concorso di poesia per ragazzi "Il razzismo è una brutta storia" e ora, con il numero in edicola domani, propone 4 pagine dedicate alla 1° C della scuola media Teodoro Ciresola di Milano.

Chi altri, oggi, ha il coraggio di dire che la società interculturale non è solo complessa e problematica, non è solo inevitabile ed economicamente conveniente, ma è anche una fortuna intrinsecamente bella?

Organizziamo una maxi-colletta per regalare una copia del Manuale delle Giovani Marmotte ad ogni politico? Anzi, risparmiamo i soldi, tanto gran parte di loro non ha letto neppure la Costituzione...


p.s.: Allegato a Topolino, anche il poster Disney - Regione Piemonte che presenta la Carta Etica per lo Sport Piemontese, sviluppata nell'ambito dell'interessantissimo progetto Etica e Sport del Piemonte. Ah, se non ci fosse il piccolo topo dalle grandi orecchie... e anche qualche raro ottimo esempio di Pubblica Amministrazione!

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Quando l'Antimafia è inutile: Milano e la Commissione che non s'ha da fà

Parole pesanti e intenzioni poco chiare. E' questo il panorama che circonda la città di Milano, e non solo, nei confronti dell'impegno contro la mafia.
Poche parole, poche azioni, molti insulti. Nonostante un continuo bailamme di contratti a termine, inchieste, appalti, soldi che scompaiono dalla finestra, molti interventi rivolti per un maggior rigore nel controllo di possibli infiltrazioni mafiose nella gestione dell'Expo 2015 sono caduti nel vuoto. Anzi, criticati con la solita accusa di strumentalizzazione politica del fenomeno. Quindi, diventano strumentali gli avvertimenti del Procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia, il quale denuncia che nessun imprenditore milanese si sia mai informato sul serio riguardo alle possibili ingerenze mafiose nella pianificazione Expo. In particolare, Ingroia avverte del rischio 'ndrangheta, ossia il gruppo criminal-imprenditoriale che maggiormente è riuscito ad immettersi nel tessuto legale dell'economia lombarda, e italiana in generale.
Tuttavia Formigoni, governatore della Lombardia, fa i suoi soliti bla bla bla ciellini e accusa lo stesso Ingroia di essere calunnioso. Altri, come Fidanza di An, utilizzano la parola inutile perchè demagogia. Gallera, portavoce del Pdl, attacca non solo l'istituzione, poi fallita, di una Commissione comunale antimafia voluta fra gli altri dallo stesso sindaco Moratti, ma anche il giudice Salvini, il quale ha criticato aspramente il fallimento della detta Commissione, definendo tale affondo un favore alla mafia. Gallera non ci sta e attacca, accusando direttamente la magistratura la quale tenta, con i suoi insuccessi, di favorire la mafia. Sebbene il passaggio logico di questa affermazione sia piuttosto carente, questo è lo specchio regionale della situazione nazionale, ossia una sottovalutazione completa del fenomeno mafia, relegata ad opera di repressione giudiziaria.
Ma oltre a questo c'è di più in tutta questa vicenda, che va oltre la semplice anedottica milanese. Il fatto, già conclamato, dell'incapacità delle istituzioni di voler veramente affrontare il fenomeno mafia, assumendosi la propria responsabilità politica di ristabilire un determinato equilibrio sociale, in modo da impedire che un certo grado di violenza privata si possa trasformare in violenza pubblica. Questo, ben inteso, oltre il facile populismo di certa antipolitica che cavalca l'onda senza arrivare da nessuna parte. Riuscendo ad andare oltre le parole di Fini. Perchè ci viene spiegato che la mafia non è una dittatura. Si infiltra nelle istituzioni ed è da li che agisce.

Antony e il diverso - Antony è diverso - Noi siamo diversi


MI SONO INNAMORAT* DI UN RAGAZZO MORTO

Ti trovo con lacrime rosse negli occhi
Ti chiedo come ti chiami
Non mi dai risposta
Prima dovrei chiamare un dottore
Ho paura che tu possa essere morto
Invece mi stendo accanto a te
E ti tengo la mano

Mi sono innamorat* di te
Ora sei mio, solo mio
Perché per tutta la vita sono stat* così triste
Ma in quell'istante hai esaudito i miei sogni

Ora dirò a tutti gli amici
Mi sono innamorat* di un ragazzo morto
Ora dirò alla mia famiglia
Mi sarebbe piaciuto farvelo conoscere

Ora mando lettere in Australia
Ora getto bottiglie in mare
Sussurro il segreto alla terra
Nessuno ti porterà via da me

Mi sono innamorat* di un ragazzo morto
Oh, un ragazzo così bello
Mi sono innamorat* di un ragazzo morto
Oh, un ragazzo così bello

Oh, un ragazzo così bello
Mi chiedo
Sei un ragazzo o una ragazza
Sei un ragazzo o una ragazza
Sei un ragazzo o una ragazza

Sei un ragazzo
Sei una ragazza
Sei un ragazzo
Sei una ragazza
Sei un ragazzo




MANCIATA D'AMORE

Ero stes* nel mio letto l'altra notte
E fissavo un soffitto pieno di stelle
Quando all'improvviso ho capito
Che devo solo farti sapere come mi sento

Viviamo insieme in un fotogramma di tempo
Guardo nei tuoi occhi
E i mari si aprono davanti a me
Ti dico che ti amo
E ti amerò per sempre
E so che tu non puoi dirmelo
So che non puoi

Così non mi resta che raccogliere
Gli indizi, i piccoli segni della tua devozione
Così non mi resta che raccogliere
Gli indizi, i piccoli segni della tua devozione

E sento i tuoi pugni
E so che non è amore
E sento la frusta
E so che non è amore
E sento i tuoi occhi ardenti fori ardenti
Che trapassano il mio cuore
Non è amore
Non è amore

Accolgo e colleziono sul mio corpo
I ricordi della tua devozione
Accolgo e colleziono sul mio corpo
I ricordi della tua devozione

E sento i tuoi pugni
E so che non è amore
E sento la frusta
E so che non è amore
E sento i tuoi occhi ardenti fori ardenti
Che trapassano il mio cuore
Non è amore, ooh hoo
Non è amore

Dammi un amore un po' più serio
Dammi un amore più completo
Sii pieno d'amore

Pugni, pugni, pugni pieni di amore*...

* intraducibile gioco di parole per assonanza tra il titolo fistful of love [manciata d'amore] e fists full of love [pugni pieni d'amore]

Vedi anche:

*
Antony And The Johnsons

Il grande colibrì