Sesso, amore, natura e cultura: ognuno metta nel proprio minestrone gli ingredienti che vuole!

"Sì, incontro anche altre donne oltre a mia moglie, ma non mi sento in colpa: l'infedeltà fisica è solo sesso, non è amore, non c'è un'implicazione sentimentale che renderebbe grave il mio comportamento". Un ragionamento molto diffuso, detto - o solo pensato - da molti uomini (e da altrettante donne). Una giustificazione ipocrita per un comportamento animalesco, secondo alcuni. La scoperta di una dimensione di libertà prima negata, controbattono altri.

Ripetiamo allora quello che ormai è risaputo: la fedeltà non ha nessuna base biologica, non ha nulla di naturale per la specie Homo Sapiens Sapiens. Anzi, praticamente nessuna specie animale pratica davvero la monogamia: persino nelle specie di uccelli generalmente indicati come più fedeli, compresi i cigni e i pinguini, in realtà fino al 60% dei nuovi nati hanno un padre diverso dal compagno della madre. Insomma, la natura sembra riproporre con insistenza la contrapposizione tra amore e "solo sesso".

Dal grasso ai reni: quando il crimine trasforma il corpo umano in un supermarket

Evidentemente non uno scoop come le attività sessuali dei politici, la notizia che in Perù è stato arrestato un gruppo criminale che commercializzava grasso umano da rivendere ad aziende cosmetiche è passata in sordina. Il clan agiva secondo uno schema prestabilito, che passava dal rapimento delle persone fino all’antropofagia, secondo la tradizione del pishtaco del popolo quechua delle Ande. Per la leggenda, il pishtaco è un fattucchiere che, per far parlare gli idoli, cuoceva il grasso umano assieme a mais e oro per poi soffiarci dentro. Simbolo del male, rappresentazione del sangue reclamato dagli invasori esterni, l’evoluzione del mito ha poi trasformato la storia in realtà, con la nascita di gruppi di predoni che assaltano viandanti solitari sulle Ande per prelevarne poi, per l’appunto, il grasso da rivendere.

L’arresto di questo gruppo, in cui sono coinvolti anche due italiani ancora a piede libero, apre molti collegamenti con l’emergenza sempre più grande e invisibile del traffico degli esseri umani con scopo l’espropriazione di organi, tessuti e cellule. In questo caso, la vicenda peruviana si collega con la cornice dei crimini dei colletti bianchi, grazie alla compravendita di parti umane con aziende europee allo scopo di fabbricazione di cosmetici. Tuttavia, lo smercio mondiale di organi è fortemente intrecciato con il mondo della sanità. La forte domanda di trapianti, non sostenuta da un’altrettante offerta di donatori, ha spinto i gruppi criminali a mettere su un commercio che fa della disperazione della gente la sua forza.

Sfruttando le debolezze di chi è in lista di attesa le organizzazioni criminali hanno infatti tratto a loro vantaggio la proibizione per i donatori di vendere i propri organi. Infatti, a parte l’esempio di qualche Stato come Iran, Singapore o Giappone, è vietato trarre un vantaggio economico dalla compravendita di proprie parti anatomiche. Ad esempio, nel 1997 fu firmata la Convenzione del Consiglio d’Europa sui Diritti dell’uomo e sulla biomedicina in cui si vieta espressamente tale pratica, equiparata di fatto a una vera e propria tratta di esseri umani.

Brenda e le migliori armi del delitto: le parole

Le parole sono le migliori armi del delitto.
Amelie Nothomb

Titoloni da prime pagine internettiane trasformate in vetrine da cronaca nera per un giorno. Lei, Brenda, morta, ne diventa ancora vittima. Non ne basta la morte atroce, il fuoco che le ha distrutto il corpo carbonizzandolo. Non si tratta nemmeno delle ennesime parole declinate al genere sbagliato per martoriare ancora più una morte che assume i contorni di mandanti organizzati.

E' morta nel giorno stesso del suo ricordo, 20 novembre 2009. Oggi, giornata mondiale di commemorazione di tutte le vittime di transfobia nel mondo, si tiene il Tdor (Transgender day of remembrance), evento laico che ricorda quanto sia ancora difficile poter disporre del proprio e personalissimo corpo.

Necrotizzazione di parole. Non sono evidentemente bastate le storie su cui si speculava sopra, costruendo ipotesi, intravedendo scandali che non esistono. Al riparo, nascosti dietro schermi, si consumava tutto, in silenzio. L'Italia che diventa complice mandante, creatrice di un finto sistema culturale che non esiste perché non ha più vita. In cui si ha bisogno di morte per giustificare l'esistente. Questo lato inquietante è lo specchio dell'oggi.

Brenda uccisa all'alba del Tdor: continua la strage di persone transgender e l'Italia se ne fotte

Hanno pure scelto il giorno giusto. Proprio oggi, 20 novembre, si celebra il Transgender Day of Remembrance (Tdor), la giornata mondiale in ricordo delle vittime di transfobia. Ricorderemo anche lei, Brenda [Unità], tra il luccicare triste delle fiammelle di tante candele, una per ogni vittima di una "pulizia etnica" che vede l'Italia in prima fila nel mondo, nel silenzio di un popolo che mangia pasta e pregiudizi, reclama solo marciapiedi liberi e bianchi Natali [Repubblica] e del resto se ne fotte.

L'amore è più bello sulle ruote: il sesso in automobile e gli incontri gay dei camionisti

Di sabato il traffico di carrelli al supermercato è peggio del peggiore ingorgo in centro a Milano. E non c'è neppure un vigile urbano a tentare di dare un po' di ordine al caos. In mezzo a tutta quella gente affannata e stressata non si può fare a meno di desiderare un attimo di tranquillità. C'è chi si accontenta dei pasticcini del banco panetteria e chi, invece, sceglie forme di relax più complete. Come la coppia che faceva sesso nel parcheggio di un centro commerciale di Fermo, senza curarsi dei curiosi che si accalcavano attorno all'automobile, mandando definitivamente in tilt il traffico dei carrelli della spesa [Yahoo!].

Nulla di strano fare sesso in macchina nel parcheggio di un supermercato. I parcheggi, come abbiamo visto nella nostra inchiesta, diventano ogni notte il regno degli esibizionisti. Ogni notte, però. La cosa curiosa è farlo di giorno, all'ora di punta, con tutta la gente che sciama intorno. Una scena degna della fantasia di Bruce LaBruce e della sua idea di libertà sessuale come strumento per abbattere il capitalismo consumista. Sesso in mezzo ai carrelli della spesa. Una cosa geniale.

C'era una volta in Iraq: l'Abu Ghraib inglese e i bambini malformati dai cristiani brava gente...

Hussain, 35 anni, mentre pregava era costretto a vedere i soldati che scopavano tra loro. Innocente o colpevole? Yanar, appena nata, ha già parecchi tumori. Innocente o colpevole? Khaula, 14 anni, è stata stuprata dai soldati che hanno fatto irruzione in casa sua. Innocente o colpevole? Amour, appena nato, ha un sistema nervoso da buttar via. Innocente o colpevole?

Natale

Sta già arrivando Natale. Me ne accorgo guardando dei tizi addobbare con poche luminarie un angolo al buio nel centro di Milano. Le guardo scendere dal muro, accostate e silenziose, accese e senza fronzoli. Probabilmente da bambino sarei impazzito di gioia. Le luci volevano dire regali, cioccolate calde con biscotti alla crema da prendere durante lunghe passeggiate sotto la neve, salutando tutti i Babbi Natale ad ogni angolo delle strade e sbarrando gli occhi davanti alle vetrine dei negozi di giocattoli. Sicuramente, fossi stato bambino, avrei tirato la manica della giacca di mia madre e, indicando le luci, le avrei chiesto quando avremmo messo le palline sull’albero e se Babbo Natale mi avrebbe portato il castello dei Lego. Ma ora quelle filiformi luci gialle, ingrigite dalla polvere del magazzino in cui erano sprofondate, mi portano solo una pena enorme. Identiche a un anno fa, due anni fa, tre anni fa, quattro anni fa, trascinano la via indietro nel tempo fermandolo senza spirito, identica a se stessa e incapace di spogliarsi dal grigio ammuffito.

Sta già arrivando Natale. Penso alla Moratti che taglierà i fondi per le luminarie e immagino la città di neve senza pastelli. Trafugo nella sua lista dei desideri da chiedere a Babbo Natale, la lettera mai spedita, accartocciata sotto le pratiche. Come un bambino la rubo per disegnarci sopra la casa innevata, senza rendermi conto dell’arrivo del funzionario che, sgridandomi, me la toglie da sotto il naso. “Cosa combini?”, mi sgrida. E scappo spaventato. La città rimane vestita di stress, tra il dolore lento e untuoso che cola tra vetrine e lampioni gracchianti.

Elogio del mio culo: lo spot contro l'omofobia della Carfagna offende la diversità *qtlgb

Allora, facciamo l'elenco: i pennarelli, i dildo, le carote, le palline cinesi, quella bella melanzana... E sì, certo, i cazzi, alcuni anche grossi. Ecco quello che è entrato nel buco del mio culo. Un bel culo, lasciatemelo dire senza fingere modestia. Un culo che piace, nudo, avvolto da boxer aderenti o sfiorato dal pizzo delle mie calze a rete preferite. Un culo che fa sognare qualcuno e che ad altri - quelli che non sognano - fa fare cattivi pensieri: "Chissà come lo usa quel culo..." si chiedono e, con un misto di orrore e piacere (in una parola: scandalo), si rispondono che sì, lo uso proprio in quel modo lì...

Penso al mio culo - al mio bel culo -, a quelli a cui fa perdere la testa, a quelli per i quali è solo fonte di scandalo - a quelli, cioè, che il culo vorrebbero rompermelo, ma non nel modo che piace a me - mentre vedo lo spot del ministero per le Pari Opportunità contro l'omofobia. E non perché sia uno spot fatto col culo - col culo si possono fare cose indimenticabili, capolavori che innalzano il corpo, la mente e l'anima, ve lo assicuro.

Saviano o Cosentino for president? Ma la politica è pronta a combattere le mafie e a volare alto?

Non so se Nicola Cosentino sia un mafioso. So che cinque collaboratori di giustizia lo accusano di essere legato a doppio filo con la camorra e con i mafiosi di Casal di Principe, sua città natale. So che lo accusano di essere uno dei protagonisti del riciclaggio abusivo dei rifiuti tossici in Campania. Non so se tutto questo sia vero, ma so che questo signore è sottosegretario all'Economia e alle Finanze, esponente di spicco del Pdl campano e probabile candidato alla guida della regione Campania nelle prossime elezioni. So che è stato salvato dalle dimissioni anche grazie al Pd [L'Espresso].

Privati nell'acqua, privati dell'acqua: ecco perché privatizzare i servizi idrici è un'assurdità

Privato è davvero sempre meglio? L'idea è talmente sciocca e ha talmente poche basi teoriche ed empiriche da non essere appoggiata neppure dal New Public Management, quell'insieme di pratiche e teorie che è alla base dei processi di privatizzazione di tutto il mondo. Il privato (esattamente come il pubblico) - si dice - non è in sé più efficace, efficiente, sostenibile o equo. Tutto dipende dalla natura del bene o del servizio che si vuole produrre e distribuire.

I servizi idrici sono un tipico bene per il quale è preferibile una gestione pubblica. Questo non solo per le infinite connessioni tra l'acqua e il rispetto dei diritti umani (primo tra tutti quello alla sopravvivenza), le condizioni di vita e di lavoro, la salute e l'igiene, la produzione agricola e industriale, l'ambiente e altri mille aspetti sui quali l'autorità pubblica non può permettersi di fare un passo indietro; ma anche perché la privatizzazione dell'acqua ha dimostrato, in Europa come nei paesi meno sviluppati, di produrre effetti economici negativi, inefficienze, sprechi, mancanza di investimenti, carenza di qualità...

Il grande colibrì