Un pandemonio di idee. Schizzi di nero nel rosa. E rose che fioriscono dal buio. Un modello senza modelli, un modello impossibile. Arte, cultura, vita. Mail: noirpink@gmail.com

sabato 18 luglio 2009

Se lo Stato finanzia il demonio: la truffa di Gavin Paslow, l'uomo-diavolo che sogna la coda

Dio, raccontano, avrebbe fatto l'essere umano a sua immagine e somiglianza. Ma, a quanto pare, c'è qualcuno che avrebbe preferito essere fatto a immagine e somiglianza dell'Altro, del Diavolo (d'altra parte non era proprio lui l'angelo più bello?).

Questa è la storia vera di Diablo Delenfer [Sun], nato col nome di Gavin Paslow, un 39enne inglese affascinato, oltre che dagli archi medievali e dalle moto, anche dal diavolo. E visto che non poteva trasformarsi né in un arco né in una moto, ha pensato bene di trasformarsi in un demonio.

E così ha scoperto le infinite potenzialità delle modificazioni corporali: oggi ha la lingua biforcuta come un serpente, due canini da vampiro, 29 tatuaggi satanici e 11 piercing. Più il vero dettaglio di classe: due impianti subdermali in testa, che simulano le corna demoniache. A completare la trasformazione le lenti a contatto colorate come gli occhi di un rettile e il pizzetto satanico.

Pizzetto che, a dire il vero, è sparito da poco. L'ha rasato ("per apparire più rispettabile") prima di comparire davanti alla corte del proprio processo. Sì, perché la mente diabolica di Diablo ha pensato bene di farsi pagare queste trasformazioni con sovvenzioni statali, per un totale di 3500 sterline (oltre 4mila euro), ma non è riuscita a nascondere la truffa. Quando si dice far le pentole ma non i coperchi... Diablo così è stato condannato a svolgere 200 ore di lavoro non retribuito e a rintanarsi in casa dalle 5 del pomeriggio alle 5 della mattina, perché di notte potrebbe spaventare chiunque gli capiti vicino.

Nessuno però riuscirà a fermarlo. Non c'è riuscita la moglie, che - chissà come mai - lo ha lasciato, e neppure le figlie, che gli darebbero volentieri il titolo di "padre più imbarazzante del mondo", togliendolo a Silvio Berlusconi. Figurarsi se ci riuscirà lo scandalo che monta sui giornali britannici...

E infatti Diablo già progetta nuove trasformazioni: impianti subdermali dalla testa giù lungo tutta la schiena, a simulare una colonna spinale ipertrofica e mostruosa. E soprattutto la coda, "una vera e propria coda fatta di materia organica". Tutti i chirurgi gli hanno detto che è tecnicamente impossibile, ma si sa: le vie del demonio sono infinite...


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* Piercing genitali, tatuaggi, subincisioni e impianti
* Il bello è la bestia: Frrrk Guys, la bellezza freak mette in mostra le sue modificazioni corporali

mercoledì 15 luglio 2009

Alla luce del sole e della luna - Inchiesta sul sesso all'aperto

Su NoirPink Rosso - il sesso di NoirPink si è conclusa l'inchiesta "Alla luce del sole e della luna", dedicata al sesso all'aperto. Ecco i link alle sei parti dell'inchiesta:
* 1° parte - E' bello il sesso da Trieste in giù... ma all'aperto!
* 2° parte - Atti osceni in luogo pubblico: istruzioni per l'uso
* 3° parte - Sotto le foglie del sesso: eros, amore e battuage
* 4° parte - Orge gay e pompieri: l'outdoor sex in Inghilterra
* 5° parte - Feticismo nelle strade alla Folsom Street Fair
* 6° parte - Sesso senza fissa dimora: Sophieboop racconta

mercoledì 8 luglio 2009

"In Campania si è coperto il vero disastro". Viaggio con Nunzia Lombardi nel mondo delle ecomafie campane. Parte II



Dove eravamo rimasti:
Introduzione alle ecomafie

2a parte

Nunzia Lombardi, Presidente del Comitato per la tutela del diritto alla salute, si occupa dal 2005 di diffondere il più possibile notizie, informazioni e cifre che riguardano l'azione della camorra nella sua terra. Assieme ad un gruppo di cittadini, ha iniziato a tessere le fila di un'attività che dagli anni 70 cerca il guadagno illegale attraverso lo sversamento di rifiuti tossici nelle campagne campane.

Questo è il seguito dell'intervista:

Quali sono le condizioni dei terreni della tua zona?

Noi qui abbiamo un altissimo tasso di PCB nei terreni o di diossina e altre sostanze altamente tossiche che non possono derivare da attività industriali del posto, poiché non abbiamo attività industriali che producono questo tipo di scarti. O almeno, non le abbiamo ufficialmente. Quindi questi rifiuti sono arrivati necessariamente da attività esterne e sono state scaricate qui. La cosa interessante è che tutto questo sistema si manteneva in piedi grazie ad una imprenditoria locale che, assieme ad imprenditorie fuori regione, permetteva lo smistamento di questi rifiuti. La tecnica che qui è abbastanza nota anche alla magistratura è la cosiddetta giro di bolla.
Ossia, i rifiuti partono dal Nord, con ognuno avente un codice CER in cui si registra la tossicità del rifiuto e la categoria cui appartiene. I rifiuti partono dalla fonte con il loro codice originale. Dopodichè, attraverso solo passaggi formali, si permette di modificare il codice CER dei rifiuti, mentre questi prosegueno il loro viaggio verso il Sud. Arrivati in Campania si arriva a degli stabilimenti della zona che dovrebbero in qualche modo stoccarli, e invece questi li spandono sui campi. Ci sono inchieste ancora in corso che dimostrano che molti di questi rifiuti, provenienti da Porto Marghera e da altre zone abbastanza inquietanti per la tossicità, sono stati spalmati e venduti ai contadini come concime, come compost. Sono stati quindi letteralmente diffusi sui campi agricoli all’insaputa dei contadini o comunque con buona dose di omertà da parte di questi. In tutto questo c’entra sicuramente una imprenditoria corrotta sul territorio, una classe politica che sicuramente ha chiuso gli occhi, se vogliamo essere buoni, i colletti bianchi o comunque i dirigenti pubblici e degli uffici di controllo: mi riferisco all’Arpac, ai carabinieri, all’Asl. Ovviamente parliamo di qualche persona, non di tutti. Quindi si mette in moto tutto un meccanismo che sicuramente vede la camorra come ultimo braccio della catena. Tuttavia, da altre inchieste della magistratura, come l’Inchiesta Adelphi, è emerso che la massoneria ha avuto un ruolo importante proprio come regia di tutto questo disastro.

Tu hai descritto bene tutto questo sistema corrotto che lega Pubblica amministrazione, enti tecnici e camorra. Dal’altro lato c’è anche tutta la questione che lega la Fibe Impregilo con la faccenda del commissariamento e dell’emergenza rifiuti. Come questi due meccanismi paralleli hanno portato a questo disastro?

La questione quale è stata. Entrambe le situazioni, entrambe le emergenze poggiano sullo stesso strato sociale, culturale, politico e amministrativo. Cioè, la classe politica è la stessa, i colletti bianchi sono gli stessi, il substrato sociale e culturale della popolazione è lo stesso. Quindi stiamo parlando di una situazione che è comunque povera per quanto riguarda l’impegno e la partecipazione civile. Noi qui abbiamo un concetto dell’elezione come di un favore che noi facciamo all’eletto, non come un servizio che l’eletto fa alla cittadinanza. Questo la dice lunga rispetto al patto di fiducia con l’amministratore. La questione quale è stata: che l’emergenza rifiuti si è appoggiata sulla questione del disastro ambientale che già era in essere. Perché l’emergenza è iniziata nel 94 quando la questione del disastro ambientale era già presente. Ed era cominciata proprio perché il prefetto dichiarò allora che le discariche in Campania erano totalmente gestite dalla camorra. Allora furono chiuse le discariche e si trovò una situazione alternativa alla risoluzione del problema dei rifiuti solidi urbani. Su questo c’è un atto importante della DDA di Napoli del 2005, in cui si dice che la camorra aveva il controllo totale della gestione dei rifiuti solidi urbani in Campania. Inoltre, veniva portata avanti anche un’ipotesi secondo cui il clan dei Casalesi controllava anche le bonifiche del territorio. L’emergenza rifiuti si è quindi appoggiata sulla questione del disastro ambientale, sovrapponendo la questione dei RSU a quella dei rifiuti tossici. Mi spiego meglio facendo un esempio abbastanza preciso: la discarica di Lo Uttaro di Caserta. Li c’era una ex cava abbandonata già censita dalla Regione Campania come sito da bonificare perché appunto era stata riempita di rifiuti tossici. Era già oggetto di bonifiche. Il commissario per l’emergenza rifiuti Bertolaso individuò questa discarica come luogo che poteva accogliere la frazione organica stabilizzata del materiale proveniente dall’emergenza rifiuti, ossia dagli impianti CDR della Regione Campania. Quindi ha letteralmente coperto i rifiuti tossici che erano nella cava, mascherando le prove di un delitto. La questione dell’emergenza rifiuti, a mio parere ma anche secondo molti altri della Corte di Assise di Palazzo Marigliano e di altri esponenti napoletani, è stata creata per mascherare anche a livello mediatico il vero disastro. Per evitare che il vero disastro venisse fuori. E per creare confusione su questo tema.

Però come è adesso la situazione? Si è davvero risolta?

Allora la situazione è questa, cioè che l’inceneritore di Acerra ancora non è partito. Questa è una cosa da sottolineare tre volte. Perché nonostante il 26 marzo il premier sia venuto qui, abbia premuto il grande pulsante rosso e abbia messo in moto l’inceneritore, ancora ad oggi l’inceneritore non è in funzione. È stata solo una prova tecnica da quello che ci dicono le fonti ufficiali. Ci sono ancora le prove tecniche al collaudo che se tutto andrà bene finirà entro dicembre. Quindi questo è il primo dato, l’inceneritore ancora non è partito. Nulla è cambiato rispetto a prima. Semplicemente adesso c’è la volontà di far ridurre il clamore su questa vicenda, e quindi di tenere tutto sotto controllo. Per questo i nostri sospetti che questa vicenda sia stata creata ad arte per estorcere altri fondi alle amministrazioni pubbliche a noi sembra sempre più fondata.

Il ruolo dell’esercito che è stato molto enfatizzato dalla stampa voi cittadini come lo avete percepito?

Come una espropriazione propria. Noi non possiamo avvicinarci, noi non possiamo riprendere, non possiamo controllare direttamente tutto quello che accade direttamente negli impianti. Tutto è relegato all’esercito. Cosa che se da una parte può essere una garanzia in più rispetto a quello che accade, dall’altra ci chiediamo perché questi uomini devono stare a sorvegliare gli impianti e perché invece la stessa task force non si imponga sulle nostre campagne, dove il disastro si sta attuando veramente. È questo ciò che non riusciamo a spiegarci. Perché c’è tanta attenzione su questa faccenda dell’emergenza ma non sulla questione dei rifiuti tossici. Dove il disastro c’è stato e dove ormai è evidente. In più, quando se ne inizia a parlare siamo indicati come i soliti ambientalisti del no, come le solite persone che fanno un dramma di tutto. Ormai negli ultimi mesi si è creato un paradosso veramente incredibile. I cittadini che volevano denunciare la questione dei rifiuti tossici non sono stati messi nelle condizioni di poter denunciare. Abbiamo ormai testimonianze diffuse su tutto il territorio. Io stessa quando ho denunciato un evento, parlo del 2005, sono stata chiamata in Procura a Nola, dove sono stata tenuta sotto interrogatorio per due ore e accusata di falsa testimonianza. Siamo arrivati al paradosso. I carabinieri e gli enti di controllo, che dovrebbero in qualche modo controllare e garantire la cittadinanza, sono invece controllori e garanti delle lobby di forza. Quindi, anziché andare a verificare le dichiarazioni che i cittadini fanno rispetto al cattivo funzionamento degli impianti, si preferisce garantire le lobby economiche e finanziarie della regione, querelando chi denuncia. Questa è la tecnica che si sta adottando in Campania, ed è molto preoccupante, perché sul piano della democrazia è una cosa che avvilisce chiunque.

Link al blog di Nunzia:
http://nunzia1978.splinder.com/

lunedì 6 luglio 2009

NoirPink Rosso - Alla luce del sole e della luna (3° parte)

Dove eravamo rimasti:
* 1° parte - E' bello il sesso da Trieste in giù... ma all'aperto!
* 2° parte - Atti osceni in luogo pubblico: istruzioni per l'uso

3° parte - Sotto le foglie del sesso: eros, amore e battuage

Parchi, spiagge, bagni pubblici, parcheggi di Autogrill... Sono tanti i luoghi in cui gay, bisessuali, "etero curiosi", militari, camionisti, preti e marchette rinnovano ogni notte una delle più importanti manifestazioni della sessualità omosessuale: il battuage, ovvero la ricerca di incontri sessuali all'aperto. Se il successo di saune gay, sex club e community sul web hanno svuotato alcuni di questi posti, ancora molti angoli d'Italia e del mondo sono teatro ogni sera dello scambio di piaceri, amori e umori tra uomini.

domenica 5 luglio 2009

"In Campania si è coperto il vero disastro". Viaggio con Nunzia Lombardi nel mondo delle ecomafie campane. Parte I

Quello dei rifiuti non è un problema da poco. Si calcola che in media ogni abitante consumi circa 500/600 kg di rifiuti netti all’anno. Ciò è l’altra faccia del voler tutto e subito: per ogni cosa che si ottiene subito c’è il contraltare dell’immondizia. Si butta via il vecchio per il nuovo che diventa subito vecchio e va buttato. Questo alimenta un circolo vizioso che difficilmente riesce ad essere smaltito completamente. A questo si aggiunge anche la questione dei grossi quantitativi dei rifiuti industriali: liquami e altri veleni altamente tossici, pezzi di macchinari putrefatti ormai cadaveri dopo aver compiuto il loro scopo della vita. Sottovalutare questo problema sarebbe da pazzi. In qualche luogo devono finire, e pochi si domandano quale è la loro destinazione finale. Di certo, di questo gruppo non fanno parte le holding criminali. Sfruttando un business redditizio, dagli anni 70 circa i cartelli criminali hanno preso per il collo quello che era un problema altamente dispendioso per le aziende e lo hanno trasformato in una delle attività più feconde. Secondo molti analisti, ancora più lucroso rispetto al mercato della droga.

Questo problema è senza dubbio mondiale. Il traffico illecito dei rifiuti è diventato infatti uno dei principali servizi offerti dalla criminalità organizzata. Grazie all’azione delle Triadi, la Cina, ad esempio, sta diventando la pattumiera mondiale per quanto riguarda i materiali elettrici e tecnologici. Lì finiscono la loro vita telefonini fuori moda, computer troppo lenti e altre apparecchiature di cui c’è subito una contropartita ancora più moderna ed aggiornata. Il tutto avviene ovviamente nell’ombra. Ciò favorisce un sottobosco illegale che fa del disastro ambientale il business per eccellenza.

In Italia Pietro Grasso, Procuratore nazionale antimafia, ha calcolato con i dati di Legambiente che il fatturato per questa attività sia di circa venti miliardi di euro, circa un quinto degli affari delle mafie nostrane. Il giro criminale non conosce confini in questo caso. Infatti, la mappa dei rifiuti permette di scoprire un percorso che dal Nord Italia arriva fino alle campagne del Sud, da dove vengono poi estratti alimenti che possono poi ritornare a Nord.

Ovviamente, le conseguenze ambientali sono poi di facile immaginazione. Inquinamento ed emissione di gas velenosi; animali delle campagne morenti; persone ammalate di patologie tumorali grazie a quantitativi ingenti di diossina; infiltrazione nelle falde acquifere di percolato (sostanza liquida proveniente dalla fermentazione dei rifiuti organici). Non è necessario descrivere quali possono essere le conseguenze a medio e lungo termine: per questo molti preferiscono chiudere semplicemente gli occhi. Continuando a buttare via tutto.

Al contrario, Nunzia Lombardi si è opposta e continua a manifestare contro lo scempio che si sta attuando attorno alla sua zona, a Marigliano, in Campania. Ormai sono passati molti mesi da che ci si ricordava dell’emergenza rifiuti a Napoli. Poi, come per magia, ci si è ritrovati ad inseguire i sogni proibiti di Berlusconi, facendo del nulla attorno a tutto quello che accade in Italia. Nunzia ha 30 anni ed è Presidente del Comitato per la tutela del diritto alla salute, movimento cittadino nato con l’intento di informare e fermare il disastro ecologico che holding criminali, non solo camorristici, stanno perpetrando nella zona campana tra Acerra, Nola e Marigliano, denominato ormai “Triangolo della morte”. Infatti, questa zona presenta un altissimo tasso di patologie tumorali contratte dalla popolazione a seguito dello sversamento illegale di rifiuti tossici iniziato negli anni 70. Tuttavia, il pericolo per la salute e l’ambiente non si è arginato con la messa in piedi degli inceneritori e l’invio dei soldati. Anzi, il pericolo è ancora più grosso, perché è calato sulla vicenda il compagno più pericoloso delle attività criminali: il silenzio.

Lasciamo quindi la parola a Nunzia:

Ti andrebbe di parlare un po’ di te e del lavoro che svolgi in quanto rappresentante del tuo Comitato?

Noi abbiamo cominciato nel 2005, quando fu pubblicata una inchiesta su “The Lancet Oncology”. In questa ricerca vennero pubblicati dei dati dell’Asl che in qualche modo correlavano l’incidenza tumorale che c’è in questa zona, più alta rispetto a quella della media regionale, e la numerosità delle discariche legali ed illegali che vennero aperte. Probabilmente, si correlava il fatto che le discariche illegali erano la concausa di questo incremento delle malattie tumorali, le quali non avevano una spiegazione intrinseca. Dopo la pubblicazione abbiamo costituito questo comitato e abbiamo incominciato a lavorare. All’inizio abbiamo avuto parecchio riscontro da parte dei cittadini però, man mano che ci siamo trovati a lavorare contro gruppi di potere sempre più forti, il gruppo si è assottigliato fino ad arrivare ad una trentina di persone. Io sono stata il presidente di questo comitato, e lo sono ancora. Ero la più giovane e ciò è un dato abbastanza significativo anche dell’atteggiamento dei giovani da queste parti. Abbiamo cominciato a lavorare su diversi settori. Prima di tutto con l’andare un po’ alla scoperta e alla denuncia delle discariche o dei siti di stoccaggio abusivi dei rifiuti. Successivamente abbiamo incominciato a documentarci e a studiare. Come prima cosa, abbiamo cominciato a leggere i rapporti di Legambiente sulla questione Ecomafia e ad approfondire un po’ la questione in giro...

Continua...

Link al blog di Nunzia:
http://nunzia1978.splinder.com/

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A lezione di criminalità con Loretta Napoleoni