L'articolo 377 del Codice Penale indiano è stato introdotto 148 anni fa dal governo britannico. Un'eredità infame, dal momento che la norma prevede pene fino a dieci anni di carcere per tutti quegli atti sessuali classificati come "innaturali", comprendendo con questo aggettivo sesso orale, anale, tra persone dello stesso sesso o con animali. Una norma, quindi, che pesa soprattutto sulle persone omosessuali.Ma per fortuna le cose starebbero per cambiare: nelle prossime ore il governo della più popolosa democrazia del mondo dovrebbe abrogare la norma. L'annuncio era già stato fatto ad agosto alla conferenza internazionale sull'Aids di Città del Messico da parte del ministro della Sanità indiano, Anbumani Ramadoss.
Sì, proprio dal ministro della Sanità. Non perché il governo indiano associ l'omosessualità ad una malattia, ma perché tra gli effetti più nefasti prodotti dall'articolo 377 c'è la mancanza di una seria politica di prevenzione verso l'Aids.
In India si stima che vivano quasi sei milioni di persone hiv-positive (di cui tra i due e i tre milioni di persone affette da Aids) e, come afferma il fondatore di Humsafar Trust, la principale associazione per la difesa dei diritti degli omosessuali: "I gay sono il più ampio gruppo vulnerabile all'Aids, ma il governo non sembra capirlo". A dire il vero, secondo le stime sanitarie l'85% dei contagi avverrebbe per via eterosessuale [Times of India].
La notizia, comunque, è molto positiva. Chissà come si dice "pride" in hindi?
Little Prince(ss)
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