"Forse solo leggermente bisex": il desiderio senza nome degli eterosessuali a caccia... di maschi!

"Sono eterosessuale al 100%". Ma hai incontri sessuali con altri uomini... "Lo faccio solo se la situazione è eccitante e trasgressiva, ma non sono gay". Però magari non sei proprio etero al 100%, no? "Sì, sono etero, forse solo leggermente bisex". Guido, milanese di 27 anni, è, se non lo avete già capito, un ragazzo eterosessuale. Come Giulio, 39 anni, da Novara: "Non sono gay, ma credo che mi ecciti la trasgressione di farlo con un ragazzo. Ma è solo un gioco". Se un "eterosessuale al 100%" va a letto con altri maschietti è "solo un gioco", ovviamente.

D'altra parte, come dice Riccardo, 35enne romano, "se ti piace la fica non è che all'improvviso la molli per il cazzo" e, per passare dalla teoria alla pratica, racconta: "Io, per esempio, ho un paio di amici che un po' di anni fa mi succhiavano per gioco e ora sono sposati, quindi...". Un etero che incontra altri maschi? "E' eccitante, dà una strana sensazione di appagamento e trasgressione" spiega Giorgio, 21 anni, da Pesaro. Anche lui non è gay "perché l’ho solo leccato e toccato, nient'altro".

Per Alessandro, 43 anni, di Parma, sono solo fantasie: "Non sono gay e infatti con maschi non ho mai avuto esperienze, anche se mi piacerebbe provare a dedicarmi al pene di un uomo maturo, attivo, virile… Fin da ragazzino ho sempre avuto una forma di attrazione per le persone molto mature. Le donne mi eccitavano sia giovani che mature, ma i maschi solo maturi. Invece un giovane non mi attrae minimamente".

Luca, da Roma, ha 54 anni e spiega: "Ho avuto solo normali esperienze tra maschi: ci si tocca, ci si bacia, ci si masturba, ecc... Le pompe sono fondamentali: bellissime, eccitanti, splendide... Mi eccitano molto perché ti riempie la bocca. Per me è un gioco, un'evasione, una diversità. Finito di giocare si torna alla normalità. E' facile da comprendere, no?". No, forse non è così facile. Qualcuno definirebbe le sue "esperienze tra maschi" non come "normali" ma come perverse. E, dalla barricata opposta, l'eterosessuale Luca verrebbe bollato come checca repressa - e chiuso lì il discorso. Ma cos'è e dov'è la normalità?

Luigi, 42 anni, milanese, ama masturbarsi osservando gli incontri di un suo amico gay di 24 anni, Stefano, con altri ragazzi. "Io ovviamente non mi faccio toccare", sottolinea con decisione, "al massimo faccio qualche carezza alle chiappe". Gli incontri finiscono sempre nello stesso modo, con l'amante di Stefano che si scarica nella bocca del ragazzo, seguito subito dopo da Luigi: "Gli schizzo in bocca, ma senza che ci sfioriamo neppure". E' normale o anormale la vita sessuale di Luigi? Sono normali o anormali i suoi dubbi ("E' molto eccitante, ma essendo sposato, ho un po' di sensi di colpa. Ma poi passano...")?

Il matrimonio, se è un ostacolo per Luigi, è un'ottima occasione per Lorenzo, 51 anni, da Bologna. Con la moglie pratica il cuckolding e spesso succhia i bull, gli amanti della moglie: "E' come se lo facessi a te stesso, quindi dedichi attenzioni che dedicheresti a te". A volte non si limita al sesso orale: "L'ho preso, ma solo se troviamo un toro di colore". Lorenzo non è gay: "Lo sarei se facessi queste cose da solo, ma con mia moglie è differente. Se la tua lei è complice è un piacere immenso che non c'entra nulla con la femmina o il gay. Credimi, si va oltre questi pregiudizi idioti".

"Pregiudizi idioti": sotto lo sguardo di questi uomini certi della propria identità, ma dall'identità incerta, il possente muro che divide eterosessualità e omosessualità, normalità e perversione, libertà e repressione si rimpicciolisce, quasi scompare, diventa un velo con cui velarsi o con cui svelare l'assurdità di una società che ha imprigionato la morbida duttilità del desiderio nella rigida forma monolitica dell'identità (etero o omosessuale che sia, poco importa).

Fermo restando l'ovvio diritto per qualsiasi forma di piacere consapevole e consensale di poter pronunciare il proprio nome, bisogna sospendere il giudizio - il pregiudizio, la condanna - e riconoscere che a volte il piacere non può pronunciare il proprio nome semplicemente perché un nome non ce l'ha...

Little Prince(ss)

Leggi anche:
* Sotto le foglie del sesso: eros, amore e battuage
* Luca era etero, Luca era gay: la canzone di Povia, gli "ex-gay" e anche gli "ex-etero"...
* Travestiti resistenti e fascisti illuminati: quel che resta delle graziose di Fabrizio De Andrè

22 commenti:

  1. A me questi "etero" fanno solo schifo: sono il simbolo della repressione sessuale e dell'eterosessismo, non possiamo giustificarli nè compatirli nè approvarli, ma abbattere il loro modo di agire che permette, attraverso la repressione, di non far esplodere la contraddizione tra il desiderio omosessuale e l'omofobia.

    RispondiElimina
  2. caro Tiziano, non sono d'accordo con te. non esistono etero e gay ma solo passione e sentimento. uno è libero di definirsi come vuole. se un uomo ama le donne e va con dei ragazzi ogni tanto non è gay ne etero. è uno a cui piace fare sesso con donne e uomini. siamo tutti diversi l'uno dall'altro in tal senso e ogni definizione è irreale e forzata. continuare a contrapporre etero e gay significa continuare a sposare quel grezzo, stupido, banale e spesso violento immaginario eterocentrico che la nostra società impone. lo spazio qui è poco per discuterne ma se vuoi ho del materiale interessante a tal proposito. enricoproserpio@gmail.com

    RispondiElimina
  3. però gli etero a caccia di maschi sono spesso sposati o fidanzati: per me sono solo ipocriti e fanno del male alle loro compagne

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ho avuto una storia con un uomo che mi piaceva molto, con cui c'era un'ottima intesa sessuale. Era sposato, e questo sembrava il vero ostacolo. E' finita, ma siamo rimasti amici.
      Ho quindi scoperto che ha rapporti sessuali anche con uomini, trans e travestiti. Il dolore, l'umiliazione di essere stata così ingannata mi hanno fatto diventare omofoba. Se si è tolleranti con la sfera emotiva dei gay e dei bisessuali, perché non esserlo con quella di una donna che prova sincero disgusto al pensiero di essere stata parte di un'orgia senza amore??

      Elimina
  4. Sono esattamente in sintonia con quanto dice l'Anonimo. Tralasciando quelli che si definiscono "etero curiosi" e/o "bsx" solo per camuffare solo un'omosessualità vissuta male, è effettivamente vero che se due maschi fanno sesso non è detto che siano gay. Per lo meno, non è detto che lo siano tutti e due per ragioni che l'Anonimo ha già spiegato. Inoltre, non perché io voglia fare il romantico, ma ricorda, caro Tiziano, che la sessualità dipende non solo da un fattore ormonale, ma anche e soprattutto da uno emotivo. Un ragazzo etero è tale perché SI INNAMORA di una donna, di conseguenza ci va a letto. Ma un corpo è un corpo, e può piacere a prescindere dal sesso. Insomma, è l'amour a fare la differenza :)
    Mi rendo conto che è un pensiero "non popolare", ma tant'è.

    Giancarlo

    RispondiElimina
  5. "a volte il piacere non può pronunciare il proprio nome semplicemente perché un nome non ce l'ha"
    Non poteva esserci frase migliore =)
    Personalmente credo che definirsi, soprattutto nell'ambito della sessualità, sia limitativo e dannoso. A cosa serve dire di essere etero, gay, lesbiche, trans? Come definizioni di soggetti politici lo capisco benissimo, perchè anch’io non saprei creare un discorso senza usarli, eciò non vuol dire che siano indispensabili, ma più semplicemente che ce lo hanno fatto credere... comunque per la sessualità io sono più propensa alla non definizione, alla teoria queer della Butler che apre le porte a più e svariate realtà. Essere queer vuol dire non essere nessuna categoria nello specifico ed esserlo tutte contemporaneamente. Se tutti/e lo fossimo non ci sarebbero più discriminazioni e soprattutto non sentiremmo più gente che dice “io sono etero ma avvolte vado con uomini”. La paura di definirsi bisessuali, omosessuali o altro sta nel fatto che nell'ammetterlo si viene meno automaticamente alla definizione di maschio che non deve chiedere mai. Ammettere di provare attrazione per soggetti diversi vorrebbe dire rimettere in discussione la propria soggettività/sessualità, il proprio io precostituito a cui tutti/e, almeno una volta, abbiamo fatto affidamento per creare una nostra identità. Non è facile rompere gli stereotipi, uscire dai ruoli e crearsi un'identità partendo dal nulla... avvolte fa paura, ma con questo non dico che non bisogni farlo, anzi. Però bisognerebbe iniziare anche tra di noi, gay, lesbiche, bisex a non creare limiti alla nostra sessualità... c'è normativismo anche tra di noi e questo è sbagliato, perchè credendo di liberarci in realtà riutilizziamo e riproduciamo schemi vecchi e discriminanti. Quindi se da una parte bisognerebbe portare a far comprende a questi uomini che l'eterosessualità non è la norma, dall'altra si dovrebbe evitare l'errore di imporre delle altre, che, seppur più "libere", sono sempre norme che limitano e discriminano e ci ritroveremmo poi con uomini che dichiarerebbero "io sono gay ma avvolte vado con donne"

    RispondiElimina
  6. Io penso che siano tutti bisessuali, solo che non lo sanno oppure non riescono ad ammetterlo.

    RispondiElimina
  7. Mi sembrano "leggermente" fuori di testa, Riccardo 35enne romano ha studiato a Oxford vero?

    RispondiElimina
  8. Ma queste testimonianze dove le trovi? (invidia!).

    Io sono completamente d'accordo con quanto scrivi. Completamente. A volte, molte volte (troppe) ci roviniamo o complichiamo la nostra vita per delle etichette.

    Ed è piuttosto curioso che questa rigidità duale di "sei etero o sei gay?" (tu fatti i cazzi tuoi che io mi faccio i cazzi miei! cit.) venga da chi poi combatte per l'abolizione degli stereotipi.

    La sessualità È un concetto fluido. Non si tratta di un'opinione: è un dato di fatto. E allora basta col gioco del "secondo me..." in stile De Filippi. La sessualità è un costrutto fluido. Partendo da questo dato di fatto poi si può discutere di finti gay, di finti etero e di finti bisex...

    Un'ultima annotazione: non è divertente che la teoria della "paura" venga da chi è ancora oggi accusato di essere gay perché ha paura delle donne e ha paura di essere maschio?

    RispondiElimina
  9. Vadano a farsi fottere questi "etero curiosi", tanto ci godono! E basta con queste stronzate!

    RispondiElimina
  10. Questi finti eteri sono i peggiori nemici dei gay e non possiamo giustificarli per essere politicamente corretti. Comunque articolo interessante, ma non condivisibile.

    RispondiElimina
  11. io sono uno di "quelli"... ed è vero all'inizio mi dicevo sempre "io non sono gay!"; perchè avevo paura di vedermi non solo etero, di mettere in dubbio il mio essere maschio, che gli altri mi vedessero debole e che potessero dominarmi psicologicamente.
    Ora che continuo ad essere represso , ma con desideri/fantasie sessuali gay irrinunciabili , mi definisco bisex e non mi fa più paura la parola , ma mi dà forza per continuare a cercare.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Cercare???ma cosa Cerchi?mettiti in gioco..e ammetti quello che sei...basta favole del lupo....ma a chi la raccontate ancora.ipocrisia..

      Elimina
  12. Giusto per capire...ma a noi domme, fidanzate e mogli cnprensive ed innamorate, non ci pensate??? per non parlare quando ci sono di mezzo dei figli!
    Quello che dico uno ha la libertà di espimersi come vuole. etero, gay, bisex, trans, ecc...ma che sia chiaro con la sua compagna o il suo compagno.
    Agire così nell'ombra mi sembra da malati del sesso estremo, e per me il sesso in qualsiasi maniera venga fatto deve essere un atto di amore.

    RispondiElimina
  13. Anonima, concordo con te: il tradimento è tradimento con chiunque si faccia, uomo donna pecora o qualunque altra cosa sia.

    Sul fatto invece che il sesso DOVE essere un atto d'amore si può discutere. Anche perché i fatti ci dicono che non sempre lo è. Siamo onesti: nemmeno in coppia si fa sesso SEMPRE come atto d'amore.

    RispondiElimina
  14. Non mi piacciono i dettagli sessuali che riporti.

    Non sono necessari e connotano negativamente l'omoerotismo.

    Non è neanche vero che non esistono parole per descrivere questi comportamenti, perchè in psicologia si distingue tra orientamento sessuale (come mi identifico e come voglio essere identificato se gay, etero o bisex categoria che tu ti dimentichi di menzionare...) e comportamento sessuale (con chi faccio sesso).

    Visto che tutte le etichette sono descrittive e non prescrittive io posso percepirmi come etero e fare sesso con altri uomini e avere dunque un comportamento bisessuale .

    Condizione nella quale tutt* ci troviamo, Kinsey docet.

    L'orientamento sessuale comunque non si esaurisce nel sesso (poco importa se per amore o per piacere) ma implica anche anche i sentimenti, l'affettività e la spiritualità.

    Per questo trovo offensiva questa sequela di rapporti sessuali spacciati per omosessualità.

    RispondiElimina
  15. Anche io mi reputo etero però con mia moglie facciamo dei giocchini gay.per esempio ogni tanto mi mette il dito in culo oppure mi spalma della crema e poi mi mette un cetriolo in culo.a me piace molto che ne dite sto diventando gay o capita anche a voi

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non stai diventando gay,ti piace godere con la tua donna e come lo fai sono solo fatti vostri,che fanno sesso come te sono tanti e altrettanti ti invidiano perchè vorrebbero farlo

      Elimina
  16. L'amore è un sentimento umano e universale, difficilmente esso può causare del male.

    Il sesso, come la vera fame, se la provi e la senti crescere in tè ti convince che l'importante è mangiare, così come diventa importante per il sesso poterti sfogare con chi e come non sempre lo puoi prevedere ma solo immaginare.

    RispondiElimina
  17. Io non amo le etichette. Io amo le donne e mi vedo in coppia con una donna, ma da quando provai anni fa, scoprii che mi piace anche succhiare il cazzo. Non sono represso e infatti faccio entrambe le cose. Se una cosa è piacevole è piacevole. Punto.

    RispondiElimina
  18. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  19. lasciate stare chi dice,ci sono solo i gay,ci sono solo i bisex o e ci sono solo gli etero,cazzate cazzate cazzate,concordo con Anonimo,anche io amo le donne,mi attizzano dalle elementari,faccio fantasie eterosessuali 24 ore su 24 su di loro,e mi innamoro di loro,ma da piccolo ho fatto esperienze omosessuali con un mio cugino,un pò mi è piaciuto,poi ho smesso,perchè comunque i maschi non mi interessavano,non mi attraevano,eppure ogni tanto facevo del sesso orale a quel mio cugino,in un momento di trasgressione,perchè non avevo tanta figa a quei tempi,poi tutto cambio'perchè la mia parte eterosessuale voleva sfociare.Vedete esistono tante sfumature,gradi di sessualità,ma io l'ho accetto,non lo reprimo,esistono questi etero un po curiosi,esistono queste trasgressioni,non si parla di omosessualità vissuta male,vive male colui che sa al 100percento di essere omosessuale,che non è attratto dalle donne,ma dagli uomini,ma svolge una vita sessuale forzata,quella e omosessualità repressa,no un uomo che si sposa perchè si innamora di una donna e si eccita guardando donne,ma ogni tanto va con i transessuali per eccitarsi di più,io mi considero etero,perchè non li calcolo proprio gli uomini,li vedo come amici,ma questo non vuol dire che debba farmelo succhiare da un transessuale.

    RispondiElimina

Il grande colibrì