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Una geometria di peni e di ossessioni: le dimensioni del sesso maschile nel mondo

Se alla parola "superdotato" il pensiero corre subito a Rocco Siffredi e non ad Albert Einstein un motivo c'è: quella delle dimensioni del pene è l'ossessione più diffusa e più forte nella popolazione maschile di tutto il mondo. Si inizia da ragazzini a tormentarsi con il dubbio di essere "minidotati" e con il passare degli anni questo dubbio a volte tende a farsi persino più angoscioso, arrivando, in alcuni casi, a compromettere la vita sessuale e relazionale di alcune persone.

L'ossessione è talmente forte da colpire un po' tutti: spesso persino chi ha un organo sessuale decisamente più grande rispetto alla media della popolazione continua a ritenersi poco soddisfatto e, se avesse una bacchetta magica, si allungherebbe volentieri il pene di una decina di centimetri... C'è poi chi quella bacchetta magica la intravede in interventi e rimedi di varia natura, spesso pubblicizzati su internet: anche nei rari casi in cui non si tratti di vere e proprie truffe, i risultati sono comunque sempre inferiori alle aspettative.

Identità malleabili (per sopravvivere alla rigidità) - Il curioso caso dell'etero curioso (4° parte)

Dove eravamo rimasti...
* Nord, sud, ovest, est: disorientamenti sessuali? (1° parte)
* Una sola etichetta per tutti: quella del rispetto (2° parte)
* Quando il marito si "scopre" omosessuale... (3° parte)

Identità. Cioè assoluta uguaglianza. O, perlomeno, coincidenza di tutti gli elementi ritenuti rilevanti. E' attraverso questo meccanismo che ci sentiamo parti di un gruppo, di un'entità più grande di noi: una famiglia, un paese, un genere, un credo, una specie animale. E' attraverso questo meccanismo che sentiamo gli appartenenti ad altri gruppi (altre famiglie, altri paesi, altri generi, altri credi, altre specie...) come, appunto, "altri", diversi da noi per alcune caratteristiche fondamentali o in toto.

Questa relazione tra appartenenza e non appartenenza implica inevitabilmente una serie di norme, di prescrizioni positive e negative, più o meno complesse, più o meno stringenti. Non esiste identità senza norme. Perché sono proprio queste norme a costituire la colonna dorsale dell'identità. Tradire le regole del proprio gruppo di appartenenza significa tradire la propria identità. Abbandonare un'identità significa abbandonare le sue norme.

Bunga-Bunga 43, Pilu 17: in un sondaggio il nuovo trionfo di Berlusconi, re del sesso 2010

"I sondaggi puniscono Berlusconi" titolano i giornali. Dimostrando quanto siano davvero comunisti. Il nostro sondaggio decreta al contrario un nuovo, clamoroso trionfo del Cavaliere: per il 43% dei nostri lettori, infatti, il nostro amatissimo (e fidanzatissimo) Presidente del Consiglio è stato il protagonista dell'anno appena passato nell'ambito della sessualità. Il Bunga-Bunga, insomma, paga (e paga profumatamente, a quanto sembra).

Neppure il Partito du Pilu, che pure macinerebbe spettatori nei cinema italiani, riesce a resistere: la vagina è stata prescelta solo dal 17% dei votanti. Insomma, l'organo femminile per eccellenza neppure sfiora il numero di preferenze raccolta dal (testa di) fallo. E si fa quasi raggiungere dai preservativi (15%). La pornografia gay ottiene solo il quarto posto, con il 10% dei voti, mentre in fondo alla classifica si registra l'ex aequo tra le bambole e il turismo, fermi al 6%.

Quando il marito si "scopre" omosessuale... - Il curioso caso dell'etero curioso (3° parte)

Dove eravamo rimasti...
* Nord, sud, ovest, est: disorientamenti sessuali? (1° parte)
* Una sola etichetta per tutti: quella del rispetto (2° parte)

"Finti etero", "gay repressi", "bisessuali ipocriti"... Sono tante le etichette che vengono scagliate con la massima faciloneria contro quegli uomini che si definiscono eterosessuali pur avendo una vita sessuale, reale o anche solo immaginata, con altri uomini. Etichette usate come armi contundenti senza tenere conto che le stesse etichette "originali" (etero, omo, bisex...) hanno confini instabili, ambigui, difficili da cogliere e da definire. Per questo, nel rispetto della libertà di ciascuno di auto-determinarsi e di auto-definirsi, sarebbe più corretto sostituire ai giudizi le domande, alle certezze i dubbi.

Peccato, però, che l'auto-definirsi non sia un processo che trova inizio, sviluppo e fine unicamente nella sfera intima della persona, dal momento che coinvolge, direttamente o indirettamente, altre persone. Un uomo che si auto-definisce eterosessuale magari cercherà una compagna di vita, la sposerà, creerà una famiglia in senso "tradizionale"; lo stesso uomo, se si definisse gay, forse cercherebbe un compagno di vita, con cui difficilmente potrebbe progettare matrimoni o paternità...

Una sola etichetta per tutti: quella del rispetto - Il curioso caso dell'etero curioso (2° parte)

Dove eravamo rimasti...
Nord, sud, ovest, est: disorientamenti sessuali? (1° parte)

Alcuni uomini hanno rapporti sessuali con altri uomini e tuttavia si percepiscono e definiscono come eterosessuali. Questo atteggiamento provoca spesso accese reazioni da parte di molti omosessuali, che attribuiscono questo fatto al cedimento a pressioni sociali omofobe e quindi lanciano accuse di ipocrisia, codardia... e chi più ne ha più ne metta.

In realtà, come abbiamo notato nella prima parte di questa inchiesta, il confine tra eterosessualità, omosessualità e bisessualità è molto sfumato e ambiguo e quindi non si capisce perché dovrebbe prevalere la volontà di chi decide di tracciare una linea netta e collocare gli altri di qua o di là sulla libertà di ciascuno di collocarsi dove preferisce.

E' come dire che ciascuno dovrebbe decidere come vestirsi, se indossare una maglia a maniche lunghe o una t-shirt, in base al freddo o al caldo che sente. Certo, poi forse c'è qualcosa che non va se la necessità di mostrare i muscoli scolpiti in palestra ti spinge in canottiera sotto la neve o il ricordo delle raccomandazioni di tua madre sulle terribili correnti d'aria ti stringe la sciarpa di lana intorno al collo anche sotto il solleone ferragostano...

Nord, sud, ovest, est: disorientamenti sessuali? - Il curioso caso dell'etero curioso (1° parte)

"Sono etero, ma a volte mi piace il cazzo"
Simone, 25 anni, Milano

Chi è Simone? Un eterosessuale, un omosessuale, un bisessuale, un gay represso, un “finto etero”, un “bisessuale che non sa di esserlo”? Un “ipocrita”, un “simbolo della repressione sessuale e dell'eterosessismo”, “il peggiore nemico dei gay”, un confuso, un rivoluzionario, un reazionario? Quale etichetta sta meglio addosso a Simone tra quelle proposte a commento della breve inchiesta su quegli uomini che, pur definendosi eterosessuali, cercano rapporti sessuali con altri uomini?

Esiste un’etichetta adatta a Simone o a Stefano, 27enne bresciano (che racconta: "Mi incuriosisce il bel cazzo, lungo e dalla cappella bella grossa, da prendere in mano, segare e vederlo sborrare nella mia mano... Non sono gay, a me gli uomini mi fanno cacare, ma il cazzo è proprio bello... Secondo me è abbastanza normale: anche se non si dice, il cazzo piace a tutti")? O agli altri "eterosessuali forse solo leggermente bisex" ai quali abbiamo dato voce nella nostra breve inchiesta?

2010 odissea nel sesso: chi è stato il protagonista dell'anno nell'ambito della sessualità?

Un anno è finito e un altro è appena iniziato. Ed è, come sempre, tempo di bilanci e di classifiche. E allora oggi, in omaggio alla più buona e meno sexy di tutte le feste, la generosa e racchia Befana, vi proponiamo di scegliere con noi il protagonista del 2010 nell'ambito della sessualità.

Le nomination, proposte qui sotto in rigoroso ordine alfabetico, spaziano dalle bambole alla vagina, da Silvio Berlusconi e il suo Bunga-Bunga ai preservativi, dal turismo sessuale al preservativo. Ovviamente siete tutti chiamati a fare ulteriori proposte, aggiungendo un commento a questo post. Con un augurio di un nuovo anno felice e godereccio!

L'erotismo degli "uomini comuni": Michael Kirwan presenta i suoi disegni pornografici gay

Nani, ciccioni, uomini scheletrici, amputati, punk, baby gang, vecchi, ragazzi sulla sedia a rotelle. E anche ragazzi "normali", ma quasi sempre lontani mille miglia dal canone di bellezza classico, predominante, anche grazie al tratto quasi deformante che gonfia i visi e i corpi, ai colori spesso allucinati, ai coloriti a volte giallognoli, itterici. Sono questi gli uomini che popolano le intricatissime illustrazioni di Michael Kirwan, un disegnatore pornografico di New York tra i più interessanti al mondo.

I suoi personaggi si muovono in un mondo lontano dalle insegne scintillanti dei locali gay, lontano dalle romanticherie delle coppie omosessuali dei film per la tv. Si masturbano nei vicoli, dietro i bidoni della spazzatura. Battono i bagni pubblici, dove danno vita a immense orge. Si pisciano addosso in qualche scantinato. Si incontrano in appartamenti arredati con estrema modestia, con i mobili della nonna (non con le gaissime creazioni di Ikea), a volte con un certo gusto kitsch, lontanissimo dalla raffinatezza un po' snob di certe "ziette".

"Forse solo leggermente bisex": il desiderio senza nome degli eterosessuali a caccia... di maschi!

"Sono eterosessuale al 100%". Ma hai incontri sessuali con altri uomini... "Lo faccio solo se la situazione è eccitante e trasgressiva, ma non sono gay". Però magari non sei proprio etero al 100%, no? "Sì, sono etero, forse solo leggermente bisex". Guido, milanese di 27 anni, è, se non lo avete già capito, un ragazzo eterosessuale. Come Giulio, 39 anni, da Novara: "Non sono gay, ma credo che mi ecciti la trasgressione di farlo con un ragazzo. Ma è solo un gioco". Se un "eterosessuale al 100%" va a letto con altri maschietti è "solo un gioco", ovviamente.

D'altra parte, come dice Riccardo, 35enne romano, "se ti piace la fica non è che all'improvviso la molli per il cazzo" e, per passare dalla teoria alla pratica, racconta: "Io, per esempio, ho un paio di amici che un po' di anni fa mi succhiavano per gioco e ora sono sposati, quindi...". Un etero che incontra altri maschi? "E' eccitante, dà una strana sensazione di appagamento e trasgressione" spiega Giorgio, 21 anni, da Pesaro. Anche lui non è gay "perché l’ho solo leccato e toccato, nient'altro".

La maratona di Padova, Giovannoni e le mutande degli africani; ovvero dell'invidia del celodurista

Mica vorremo finanziare con soldi padani una corsa dove "a vincere sono sempre atleti africani o comunque extracomunitari in mutande"? Pietro Giovannoni, consigliere provinciale leghista (ma va'?) di Padova, ha chiesto di non dare un soldo alla maratona di Sant'Antonio perché vincono quasi sempre donne e uomini dalla pelle troppo scura (nell'ultima edizione hanno trionfato i keniani, conquistando il podio sia maschile che femminile).

Certe affermazioni, di così evidente pochezza e rozzezza, sarebbero da lasciar marcire in un angolo della coscienza collettiva, come un residuato fastidioso e forse ineliminabile di un progresso umano che, fatto da esseri imperfetti, non può che essere esso stesso viziato da forti imperfezioni. Ma forse conviene tornare ancora un secondo su quelle parole.

Orsi, orsi bi-polari e orsi bruni: i bear bisessuali e di colore raccontati da Ron Suresha

Continuano le nostre riflessioni sulla cultura bear, sulle sue potenzialità e sulle critiche che le vengono mosse. Oggi sentiamo Ron Suresha, autore di importanti ricerche sulla comunità ursina e su quella bisessuale (ha scritto "Bears on Bears" e "Bi Men" e un contributo per il libro a cura di Les K. Wright, "The Bear Book") e scrittore di fiction.

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Les K. Wright denuncia il "fascismo del corpo" e il "regime della mascolinità": la cultura bear è una cultura libera?

La nostra società sempre più interconnessa ha permesso a molti più tipi di uomini gay e bisessuali, prima repressi, di riconoscere la propria omosessualità, nonostante il fatto che la loro tipologia o immagine fisica non somigli a ciò che siamo portati a considerare come "tipicamente" femmineo o gay. Inoltre questi uomini hanno scoperti di non essere attratti da quello che in genere associamo mentalmente alla cultura gay o queer.

Panza, peli e rossetto: la sociologo Javier Sáez e l'elogio degli orsi maschioni ed effeminati

Continua il nostro dibattito sulla cultura bear, avviato con l'intervista al più importante studioso americano del tema, Les K. Wright, e proseguito con numerosi e ricchi interventi che possono essere letti lungo il nostro ___fil rose___ dedicato alla cultura ursina. Oggi discutiamo con il sociologo e psicanalista spagnolo Javier Sáez (nella foto), autore di libri e di saggi molto significativi sulle tematiche queer e bear (alcuni dei suoi scritti possono essere letti sulla rivista elettronica Hartza.com, da lui stesso fondata nel 1995), oltre che attivista per i diritti umani e antimilitarista.

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Qual è la relazione tra l'estetica bear e la mascolinità? Wright denuncia il "regime della mascolinità", mentre per gli Orsi Italiani la mascolinità esteriore può convivere senza problemi con la femminilità interna... L'esaltazione della mascolinità è un problema? O forse il problema vero è quello della riproposizione dello schema duale stereotipato del genere?

Fuori dalle gabbie: WARBEAR contro l'identità bear strumento di marketing del mercato gay

Non aspettatevi paroline dolci o concilianti da uno che ha come nome d'arte - anzi, come nome di battaglia - WARBEAR, tutte le lettere urlate in maiuscolo, una dopo l'altra, senza perdere fiato. WARBEAR, o se preferite Francesco Macarone Palmieri, interviene nel confronto sulla cultura bear che abbiamo inaugurato con Les K. Wright e continuato con Orsi Italiani e con Perdido e certo fa casino. Parecchio casino. Ma è inutile commentare, sotto potete leggere voi quello che ha da dire.

Qualche parola, invece, vale la pena di spenderla per presentare questo studioso e artista eclettico. WARBEAR è un antropologo sociale che si occupa di gender e queer studies, sessualità e pornografia (potete ad esempio leggere il suo saggio "21st Century Schizoid Bear: Masculine Transitions Through Net Pornography" in "C'lickme", libro molto interessante e liberamente scaricabile). Come attivista queer, ha fondato E.U.RO. Epicentro Ursino Romano, gruppo dallo slogan eloquente: "Uguali a nessuno".

L'orso non ha Perdido né il pelo né il vizio: riflessioni di un disegnatore bear (2° parte)

Dove eravamo rimasti...
La 1° parte dell'intervista!

Oggi torniamo a commentare con Perdido, l'autore del blog WOOF! e di tavole di fumetti molto note nella comunità bear, le prese di posizione, per nulla tenere, di Les K. Wright, il più importante studioso del movimento ursino americano. Nella prima parte dell'intervista abbiamo ricordato l'esperienza della fanzine WOOF!, abbiamo parlato di arte bear e di alcuni atteggiamenti anti-ursini che stanno emergendo. Adesso cerchiamo di ricostruire come è nato, si è sviluppato e che fine sta facendo il movimento degli orsi, soprattutto in Italia.

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"Qualcuno si accorse che il desiderio, la tenerezza e tutte quelle pulsioni che (per quanto negate) sono motore dell’esistenza umana, sfuggivano in realtà alle tipizzazioni ufficiali, mentre esisteva una vastissima regione emozionale ancora priva di voce": racconti così la molla che fece scattare la nascita del movimento ursino. Per Giambattista fu la "mera esigenza di condividere un ideale estetico ignorato o ridicolizzato dai mass-media".

Sanctum Bunga Bunga, intercede pro nobis: perché le porcate di Silvio fanno comodo a tutti

Io non so dove vivo, ma non conosco neppure una persona che sia pronta ad ammettere che gliene freghi qualcosa del Bunga Bunga. Al massimo della figuraccia fatta con l'Egitto, al massimo dei problemi di sicurezza per il Paese con le donnine che entrano ed escono dalle stanze del potere... ma del Bunga Bunga no, "quello proprio no". Certo, poi su Facebook migliaia di persone si sono iscritte a gruppi a tema, la lettura dei giornali ha fatto boom, Google è assaltato da digitatori seriali di quelle cinque lettere ripetute...

Insomma, pruderie a parte, il Bunga Bunga piace, entusiasma. Vogliamo tutti sapere qualche particolare in più, gustarci qualche dettaglio nuovo, e poco importa cosa sia vero, cosa sia verosimile e cosa altamente improbabile. E' una barzelletta il Bunga Bunga, una danza erotica, un rito tribale africano, una simulazione di stupro, un'orgia anale vestiti da tribù del Continente Nero, magari col totem incluso. E' tutto quello che si vuole il Bunga Bunga, tutto quello che si sogna, tutto quello che si immagina, nel bene e nel male, nel biasimo e nell'invidia.

Se mi tradisci ti sposo: tra cuckold e bull, come vivere per sempre cornuti e contenti (o no?)

La violence qu'on se fait pour demeurer fidèle
à ce qu'on aime ne vaut guère mieux qu'une infidélité
François de La Rochefoucauld

"La fedeltà è un raro ospite: se ti capita in casa, non lo lasciar più uscire" dice un proverbio italiano. E dice bene: la fedeltà è davvero rara, come ci insegnano gli scandali sempre più frequenti e soprattutto le statistiche. A quanto dicono gli studi più recenti, se metà dei matrimoni naufraga in un divorzio, nell'altra metà la fedeltà non è di casa: meno di un terzo delle persone sposate non ha mai commesso adulterio.

Nonostante tutto, la nostra cultura vede ancora, a torto o a ragione, la fedeltà sessuale come un elemento imprescindibile dell'amore sentimentale. E così i rapporti al di fuori della coppia vengono interpretati come un sintomo di mancanza di amore o per lo meno come la dimostrazione che qualcosa non funziona: l'adulterio, così, rientra culturalmente e simbolicamente nell'ambito del patologico, mentre i dati delle ricerche statistiche lo dipingono come un fenomeno decisamente fisiologico.

"Altro che letargo, facciamo ancora groar!": gli Orsi Italiani reagiscono all'intervista di Wright

Le parole molto dure e molto critiche sulla cultura bear - quasi una denuncia di fallimento per una rivoluzione annunciata e mai arrivata - pronunciate nella nostra intervista da Les K. Wright, il più importante studioso del fenomeno ursino in America, hanno suscitato curiosità in chi non conosceva questa realtà e hanno aperto un interessante dibattito tra gli orsi della Penisola. Segnalando l'interessante post di Woof! (n.b. V.M. 18!), sentiamo ora l'opinione di Giambattista, uno dei cofondatori di Orsi Italiani, il più importante gruppo bear del nostro paese, e attualmente webmaster del sito web dell'associazione.

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Cosa ti ha colpito di più nelle parole di Les K. Wright?

Ho letto con molto interesse l'intervista a Les Wright, lo storico del movimento bear che partendo dalla storia della comunità ursina statunitense arriva ad un'analisi abbastanza disillusa dell'attuale cultura bear. Non sono tuttavia del tutto d'accordo sul fatto che il movimento degli orsi non abbia saputo concretizzare quelle potenzialità "rivoluzionarie" associate all'estetica bear, almeno in Italia.

"So You Think You Can Fuck": il porno gay diventa un reality show. Ad alta tecnologia

Seguire l'evoluzione dell'industria pornografica non è solo una curiosità da sessuomani. Capire infatti lungo quali direzioni le case di produzione porno decidono di svilupparsi, quali scelte compiono, quali mode lanciano è utile per comprendere lungo quali binari correrà il treno dell'immaginario erotico, visto che in questo campo è praticamente solo la pornografia commerciale a dettar legge.

Inoltre, considerando il fatto che proprio la pornografia sta avendo da molti anni un ruolo di apripista per le principali innovazioni tecnologiche, significa anche farsi un'idea di quello che potrebbe diventare lo spettacolo, il cinema, la tv e internet in un futuro molto vicino.

Usa, un gay su cinque sarebbe sieropositivo: quando abbandoneremo il terrorismo sull'Aids?

Abbiamo da poco raccontato come, secondo l'Office for National Statistics (l'Istat inglese, per intenderci), gli omosessuali sarebbero solo l'1'% della popolazione ed ecco che, questa volta dagli Stati Uniti, arriva un'altra stima destinata a far discutere: secondo la Kaiser Family Foundation ben il 20% degli uomini che fanno sesso con altri uomini, almeno nelle grandi città, sarebbe infettato dall'Hiv e, tra coloro che sono sieropositivi, quasi la metà (il 44%) lo ignorerebbe [CBC].

Certo, il dato può essere messo in discussione, dal momento che il solo fatto di creare un campione realmente rappresentativo degli uomini sessualmente attivi con altri uomini è di per sé impresa non facile, tanto dal punto di vista pratico quanto da quello teorico. Insomma, due studi sui quali dubitare, da superare alzando le spalle?

Sotto le mani di Ulf si sgretolano i muri: storia di un incontro dove la vita supera la speranza

Ulf ridacchia e non è mai stato così bello. So che ridacchiare è un verbo che mal sembra conciliarsi con l'erotismo (sarà anche colpa di quella doppia "c" così dura), ma mentre mi sfiora le spalle e la schiena e mi osserva divertito che gemo e mi dimeno senza controllo come la coda decapitata di una lucertola, non posso fare a meno di aggrapparmi al suo collo, fare forza per avvicinare il mio volto al suo e finalmente riprendere a baciarlo.

Ulf è un ragazzone biondo, alto e ben messo. Un vichingo, come lo definirebbe un mio amico che sui "vichinghi" da sempre sbava. Ho un po' di pudore ad ammetterlo, ma Ulf è proprio bello. E' simpatico, dolce e assolutamente sfrontato. E bacia come chiunque vorrebbe essere baciato. Il suo inglese è stentato, ma questo è davvero poco importante. E poi è così bello dirsi le cose e non capirsi e per questo sorridersi e ridere e finire ancora a baciarsi: cos'hai detto non lo so, non l'ho capito, ma quel che umidamente si trasmette tra le labbra è certamente molto più essenziale.

Il grande colibrì