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Mia mamma mi ha detto che... C'è un'Italia buona che abita dentro l'Italia: per questo si festeggia

Mia mamma mi aveva detto che in Italia il capo è un signore egoista, che pensa solo a fare i soldi per sé e a spendere i soldi per fare delle feste dove invita solo lupi e cappuccetti rossi e in queste feste i lupi mangiano i cappuccetti rossi e invece le nonne no, perché loro non sono invitate. Mia mamma mi aveva detto che sono gli italiani che hanno scelto questo signore egoista come capo, anche se non ho capito bene perché.

Mia mamma mi aveva detto che dall'altra parte del mare ci sono tanti bambini e anche grandi che non solo non hanno la Playstation e i giocattoli e le caramelle e il cioccolato, ma neanche la pasta e i pomodori per fare il sugo e neanche i piatti e le pentole; però a volte hanno la pasta e il sugo e i piatti, ma i loro capi, che però non hanno scelto loro perché non sono stupidi come gli italiani, non li fanno giocare e andare in giro e essere felici.

Non è una scuola per negri: Kelly, la criminale che pretendeva un'istruzione migliore per le figlie

Kelly Williams-Bolar vive a Akron, nell'Ohio, in quegli Stati Uniti ammirati da tutto il mondo per avere eletto un presidente nero. Anche Kelly è nera, ma non vive in una Casa Bianca: vive nelle case popolari. E anche le due figlie di Kelly sono nere e anche loro vivono nelle case popolari. Kelly, però, ha dichiarato che le due bimbe abitano con il nonno, poco distante da lì, ma abbastanza distante da rientrare in un altro distretto scolastico.

E così Kelly riesce a far frequentare alle figlie la scuola pubblica del quartiere più ricco della città: una scuola frequentata dai bianchi della classe media (dai ricchi no, quelli scelgono le scuole private), tranquilla, con buoni insegnanti, strutture sicure. Così diversa dalla scuola del quartiere delle case popolari, una scuola fatiscente, mal funzionante, per la quale la città investe il minimo indispensabile - anzi, molto meno: tanto è destinata ai neri...

Immigrazione e omosessualità, tutti i colori della pelle nello stesso arcobaleno: parla Dell'Amico

Se ne vedono di tutti i colori in questi giorni per le strade delle nostre città. Tutti i colori della pelle, tutti i colori dell'arcobaleno. L'Italia - la squallida, retrograda, provinciale Italia di cui tutti ci lamentiamo - può essere una promessa di paradiso, una garanzia di vita per tante persone che fuggono dalle torture, dalle guerre, dalle persecuzioni politiche e religiose. E anche dalla condanna penale (dal carcere alla pena di morte) dell'omosessualità.

E questa è una grande sfida. Una grande sfida per chi fugge per cercare di raggiungere l'Italia e di richiedere asilo e poi tenta di integrarsi. E per chi abita già questo paese, che deve scegliere se essere amico delle vittime o complice dei carnefici. E' una sfida anche per la comunità *qtlgb e per le associazioni, poste sul bivio tra il rinsecchire come puro gruppo di interesse a difesa della posizione di una categoria e lo sbocciare come motore per la diffusione del rispetto di tutti i diritti per tutti gli esseri umani.

La maratona di Padova, Giovannoni e le mutande degli africani; ovvero dell'invidia del celodurista

Mica vorremo finanziare con soldi padani una corsa dove "a vincere sono sempre atleti africani o comunque extracomunitari in mutande"? Pietro Giovannoni, consigliere provinciale leghista (ma va'?) di Padova, ha chiesto di non dare un soldo alla maratona di Sant'Antonio perché vincono quasi sempre donne e uomini dalla pelle troppo scura (nell'ultima edizione hanno trionfato i keniani, conquistando il podio sia maschile che femminile).

Certe affermazioni, di così evidente pochezza e rozzezza, sarebbero da lasciar marcire in un angolo della coscienza collettiva, come un residuato fastidioso e forse ineliminabile di un progresso umano che, fatto da esseri imperfetti, non può che essere esso stesso viziato da forti imperfezioni. Ma forse conviene tornare ancora un secondo su quelle parole.

La scalata al cielo

Qualcuno ha detto, e sembrava sincero, che non bastano tre metri sopra il cielo per trovare un po' di felicità. E allora eccomi alla fine qua, in cima a tanti metri che non so più contare - ma certo era più profondo il mare che ho saputo attraversare, che ho dovuto navigare...

Nonostante le vertigini, questa altezza spaventosa, che trasforma tutto in formica e in piccola cosa, mi dà speranza e mi rincuora, perché significa che posso salire, salire ancora - salire, salire fino a dio (e poco importa che sia il loro o che sia il mio) e prenderlo per il collo e sbatterlo sulla terra, per fargli assaggiare la fame e la guerra, il sapore salato del sudore, e delle lacrime, e della fine di un amore.

Non è un paese per attivisti: "Chi difende i diritti umani viene perseguitato" denuncia EveryOne

Abbiamo conosciuto Roberto Malini, fondatore e co-presidente di Gruppo EveryOne, prima con l'appello lanciato per salvare oltre 200 profughi eritrei in Libia e poi con l'analisi sulle persecuzioni vissute dai rom in Francia e in Italia. Gli abbiamo chiesto allora di presentare in modo più completo la sua associazione per i diritti umani e di parlarci della persecuzione che, come denunciano da tempo, stanno subendo da parte delle istituzioni italiane. Il quadro è cupissimo...

Little Prince(ss)

Il Gruppo EveryOne ha condotto importanti campagne per il diritto di asilo in tutto il mondo, raggiungendo risultati di assoluto rilievo e salvando decine di vite umane. I nomi più noti sono quelli di Pegah Emambakhsh, Mehdi Kazemi, Annociate Nimpagaritze, Kiana Firouz e, per l'Italia, Vahid Kiani Motlagh, ma le nostre azioni a tutela dei richiedenti asilo hanno portato all'approvazione di Risoluzioni europee, documenti delle Nazioni Unite, nonché alla modifica delle leggi sull'immigrazione del Regno Unito e di altri paesi.

La persecuzione dei rom in Francia e in Italia: l'analisi di Roberto Malini (EveryOne)

L'attenzione e la memoria della stampa e della politica è davvero molto ondivaga. Se i profughi eritrei in Libia, per i quali abbiamo lanciato una campagna di sostegno, sono stati velocemente dimenticati, i rom, invece, rimangono avvolti nel silenzio per mesi e mesi, per riconquistare il centro della discussione pubblica ogniqualvolta ci sia da seminare paura per raccogliere consenso, e poi ripiombare nell'oblio in una ciclicità cinica e infinita.

In questi giorni la cacciata dei rom dalla Francia ha conquistato - giustamente - le prime pagine, con l'Europa scandalizzata (ma non basta certo scandalizzarsi...) e Berlusconi che esprime solidarietà a Sarkozy. Abbiamo allora chiesto a Roberto Malini, fondatore e co-presidente di Gruppo EveryOne, di fare il punto su quello che sta succedendo Oltralpe e di ricordarci quello che troppo spesso vorremmo non vedere: la persecuzione contro i rom, seppur nel silenzio generale, continua anche in Italia...

Little Prince(ss)

L'estrema destra svedese terrorizza l'Europa. Ma è "solo" una versione moderata della Lega Nord

L'Europa trema per l'avanzata degli Sverigedemokraterna (Democratici Svedesi) di Jimmie Akesson, una formazione di estrema destra che, ottenendo circa il 6% delle preferenze alle elezioni politiche del paese scandinavo, per la prima volta è riuscita a superare il quorum e a far eleggere propri rappresentanti in parlamento. L'Europa è sotto shock e anche i giornali italiani hanno dato grande risalto a questa sinistra notizia.

Andiamo allora ad esaminare più da vicino il programma di questa formazione estremista, che negli ultimi anni ha espulso le persone più discusse e più vicine ai movimenti neonazisti, con quella che, però, per molti osservatori sarebbe stata solo un'operazione di facciata. Per questo è lecito dubitare di alcune proposte e c'è chi suppone che le reali intenzioni del partito siano persino più estremistiche di quelle che manifesta esplicitamente (come, d'altra parte, succede in molti altri casi).

Il dito è Maroni, la luna è la mattanza: contro la strage di migranti nel Mediterraneo ora agiamo!

Una motovedetta libica, dono dell'Italia e con militari italiani a bordo, spara contro un peschereccio italiano. Spara ad altezza d'uomo, con la possibilità - ed evidentemente la volontà - di uccidere. Il ministro dell'Interno italo-padano Roberto Maroni (il volto intelligente e moderato della Lega Nord, secondo alcuni) afferma: "Io immagino che abbiano scambiato il peschereccio per una nave di clandestini". Indignazione generale: non ci vuole molto per capire che per Maroni sparare contro un'imbarcazione che trasporta migranti sarebbe cosa buona e giusta (sai che novità...).

Forse, invece che sforzarsi di leggere tra le righe delle parole di un ministro che esprime un concetto fondante e ormai ovvio dell'ideologia leghista, sarebbe il caso di indignarsi di più e più a lungo per i fatti concreti, per quello che avviene in modo documentato e senza necessità di interpretazioni e di esegesi nelle acque del Mediterraneo. Forse, invece che fissare lo sguardo sul dito di Maroni, sarebbe opportuno rimanere concentrati sulla luna che quel dito indica, perché è una luna che gronda sangue, morte e dolore. E' una luna-mattanza.

I profughi eritrei in Libia che fine hanno fatto? Intervista a Roberto Malini (EveryOne)

Well, well, well, let's realize
That one change can only come
When we stand together as one
Michael Jackson e Lionel Richie, "We Are the World"

"La situazione che riguarda i profughi in Libia è di una gravità assoluta, che di fatto rappresenta un'altra fase dell'opera di annientamento - perpetrata dall'Italia e tollerata finora dall'Unione europea, la cui ignavia è colpevole e inspiegabile alla luce del diritto internazionale - della Convenzione di Ginevra e della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

"Non è un'esagerazione: l'accordo Italia-Libia sui flussi di profughi da paesi in crisi umanitaria, infatti, vanifica le normative internazionali che proteggono gli esseri umani che abbandonano situazioni di persecuzione, guerra o grave emergenza, negando loro la possibilità di accedere agli istituti dell'asilo politico e della protezione umanitaria internazionale".

Le deportazioni non cambiano mai: gli eritrei respinti in Libia, gli interessi elettorali in Italia

E' rasserenante vedere come certe cose non cambino mai. Il sole sorge all'alba e cala al tramonto, la forza di gravità spinge le cose verso il basso e le deportazioni di massa avvengono sempre allo stesso modo: donne uomini e bambini ammassati in vagoni metallici, senza aria né luce, senza acqua né cibo, con i vestiti laceri o senza vestiti, con la puzza del sangue del piscio della merda e della paura, con la memoria e la prospettiva di bastonate, manganellate, stupri, degradazioni a non finire.

Certo, cambiano le vittime e cambiano le motivazioni che dobbiamo inventarci per giustificare tutto questo. Gli ebrei son passati di moda (non del tutto, ma vabbè), con i loro nasi sporgenti, la loro natura di strozzini e la loro voglia di rubarci le ostie per fare riti strani. Ora al mercato della paura e della sicurezza sono quotati gli eritrei: nasi schiacciati da africani, natura di violentatori da negri e voglia di farci tutti musulmani (e se Wikipedia dice che sono per metà cristiani mente di sicuro).

L'omogenitorialità oltre il luogo comune: Chiara Lalli racconta i buoni genitori omosessuali

Ci sono argomenti su cui a trionfare è il luogo comune, il sentito dire, quel presunto buon senso che però, se solo volessimo guardare meglio, sarebbe immediatamente smentito dalle esperienze di vita quotidiana e dalle ricerche scientifiche. Uno di questi argomenti è quello dell'omogenitorialità, cioè dell'esistenza di famiglie in cui i genitori sono due persone dello stesso sesso.

La società non è pronta, i bambini hanno bisogno di un padre e di una madre, i figli di coppie omosessuali non cresceranno in modo equilibrato, gay e lesbiche che vogliono adottare sono solo degli egoisti, "E' meglio che un bambino stia in Africa piuttosto che cresca con due uomini o due donne", come disse Rosy Bindi: queste e altre giustificazioni vengono avanzate con abbondanza, anche nella stessa comunità *qtlgb, perché suonano vagamente sensate e poco importa che i genitori omosessuali raccontino storie ben diverse o che esistano fior fiori di studi che escludono conseguenze negative sui bambini.

Niente sotto il mantello splendente: rifiutare il privilegio anche quando sembra convenirci

Scusi se mi intrometto, ma il signore ha ragione: in stazione di obliteratrici non ne funziona neppure una - spiego al capotreno che vorrebbe verbalizzare una multa a un tizio che ha un biglietto non obliterato. "Ah, ma anche se funzionavano questo qui non obliterava". In assenza di macchinette e con le macchinette rotte il regolamento permette di obliterare sul treno, quindi applichi il regolamento e non faccia supposizioni psicologiche che lasciano il tempo che trovano.

La discussione prosegue un po', coinvolgendo anche una ragazza e una checca attempata, le uniche due persone che reagiscono all'evidente ingiustizia che si sta svolgendo sotto i nostri occhi. "Ma voi che volete, siete i suoi avvocati?" chiede tra l'irato e lo sbigottito il capotreno. Siamo cittadini, gli rispondo. "Ma questo qui sarà pure clandestino!". Ecco il problema: il signore con il biglietto non obliterato ha la pelle scura e non parla un italiano fluente. Non sarà mica razzista, chiede la ragazza, signor capotreno? "Assolutamente no! Comunque se avete problemi nell'altra carrozza c'è un poliziotto amico mio".

Patto di sangue nero a Milano: l'estrema destra italiana si riunisce in ricordo di Sergio Ramelli

"Ecco, forse c'è qualcuno che come al solito ha parlato troppo. Il solito chiaccherone [sic]. Spero che non pregiudichi tutto". Commenta così Brivio, in uno dei forum dell'estrema destra italica, la fuga di notizie che ha portato, grazie soprattutto alla denuncia pubblica del consigliere comunale di Rifondazione Comunista Luciano Muhlbauer, alla diffusione della notizia sui preparativi per una "settimana nera" a Milano in ricordo di Carlo Borsani (militare fascista ucciso dai partigiani nel 1945) e dei due militanti dell'MSI Sergio Ramelli e Enrico Pedenovi vittime del terrorismo rosso degli anni Settanta.

Quello che l'estrema destra italiana, dai gruppi più estremisti e dichiaratamente sovversivi ai grandi nomi del nazifascismo targato PdL (Roberto Longhi Lavarini e altri), sta preparando nel capoluogo lombardo dal 24 aprile al 1° maggio a prima vista può sembrare molto semplice: uno spettacolo teatrale, un torneo di calcio, una veglia, i concerti dei DDT e degli Amici del vento...

La Lega Nord non mangia i bambini, li uccide e basta (e infierisce pure sui loro cadaveri)

"Proprio perché la storia friulana è sempre stata aperta all’ospitalità"... una bambina musulmana non può essere seppellita nel cimitero di Paderno, frazione di Udine, dice Loris Michelini, PdL, al Giornale del Friuli. E, parlando con il Gazzettino, aggiunge, riferendosi alla sepoltura della bimba: "Mi sconvolge questo modo di iniziare un'epoca all'insegna dell'integrazione". Lo ricordavamo ieri, il senso delle parole sembra davvero scomparso, insieme al senso della pietà, dell'umanità, tutto svenduto per una manciata di voti.

A Udine, amministrazione di centro-sinistra, la giunta comunale ha concesso la possibilità alle persone di religione islamica di essere seppellite in fosse orientate verso la Mecca. Fosse scavate in un senso invece che nell'altro, è questo l'affronto che indigna le destre, che metterebbe a repentaglio la convivenza civile. La Lega si straccia le vesti, il PdL pure (con l'eccezione ponziopilatesca dei finiani che si astengono), il parroco accompagna la messa razzista (e scrive contro i musulmani sul Giornale).

Nella compravendita del senso delle parole nulla è ovvio: firma l'appello di Emergency!

Si perde il Piemonte, si perde il Lazio, si perde la Campania e pure la Calabria. E poi si perde Mantova e una sfilza infinita di comuni. Però si vince a Matera, addirittura con il 50,3% dei voti. Ovviamente si festeggia: "Alla fine, nonostante tutto, abbiamo tenuto" si rallegra Pierluigi Bersani. "Il Pd ha dato segnali di ripresa" si inorgoglisce il partito [l'Unità]. Matera resiste, e con lei pure Macerata (altro clamoroso 50,3%), e pazienza se nel resto del paese trionfano Bossi e Berlusconi che, collezionando ville e vulcani artificiali, è ovviamente il presidente operaio.

Si tagliano le risorse ai Comuni, si centralizzano le decisioni, si annullano i poteri reali esercitabili autonomamente dagli enti locali, si usano i soldi di Roma per pagare le campagne elettorali regionali a Bassano del Grappa, si progettano ad Arcore le centrali atomiche in Piemonte senza consultare le Regioni. Ovviamente tutto grazie ai paladini del federalismo!

Un giorno senza di noi. Ma con la nostra voce

Il banner di NoirPink - modello Pandemonium per il 1° marzo


Origini diverse per un futuro comune! Anche noi ci siamo nell'Italia del futuro! Combattiamo insieme il razzismo mediatico e politico!

Foad Aodi
presidente dell'
Amsi (Associazione medici di origine straniera in Italia) e della Co-Mai (Comunità del mondo arabo in Italia)

* * *

Il primo marzo, giornata di sciopero degli immigrati, sarò triste: quando andrò a fare benzina sotto casa non ci sarà Micky, l'immigrato del Bangladesh, che lavora per mandare nel suo paese i soldi alla moglie e ai suoi due figli; quando andrò a prendere il caffè al bar non ci sarà Alain, cittadino immigrato delle Filippine; quando in ufficio dovrò spostare una scrivania non ci sarà Alem l'etiope ad aiutarmi... Quando andrò a trovare la mia amica 78enne non ci sarà la badante ucraina ad assisterla.

Ma che mondo è quello senza immigrati? Sono la nostra ricchezza, le nostre colonne, i nostri eroi. Spero di vederne al più presto qualcuno a dirigere il nostro disgraziato e franante paese. Con loro avremo la certezza di serietà e rigore.

Siamo stati noi emigranti, ora altri sono immigrati da noi perchè ci sono molti lavori che non vogliamo più fare. Sarò sempre al loro fianco perchè li amo davvero. Quando li incontro al semaforo mi sorridono, quando diventi amico loro ti donano sincera amicizia. Per questo li amo.

Sergio Rovasio

Invictus di Clint Eastwood

Out of the night that covers me,
Black as the Pit from pole to pole,
I thank whatever gods may be
For my unconquerable soul.

In the fell clutch of circumstance
I have not winced nor cried aloud.
Under the bludgeonings of chance
My head is bloody, but unbowed.

Beyond this place of wrath and tears
Looms but the Horror of the shade,
And yet the menace of the years
Finds, and shall find, me unafraid.

It matters not how strait the gate,
How charged with punishments the scroll.
I am the master of my fate:
I am the captain of my soul.

William Ernest Henley


Le cose non riescono mai ad arrivare dall'alto come per magia. Occorre impegno, sacrificio, capacità di posporre il bisogno immediato per concentrarsi sull'obiettivo finale, anche se questo vuol dire incertezza e rischio. Spesso occorre anche puntare sulle cose più inaspettate per raggiungere uno scopo, specie se quello è qualcosa di grande.

La corruzione come sistema: Silvio il bifolco e l'abisso nascosto del cattivo governo

Io non so quale sia la verità, ma so riconoscere le cattive parole dalle buone parole. Io non so se una parola è giusta, ma so riconoscere se è solo un detrito di una noiosa cantilena o se è l'infioritura di un pensiero vivo. Io non so se una parola è sbagliata, ma so riconoscere se essa mi lega e immobilizza o se mi fa crescere e pensare. Io sono so se nella mia bocca germogli il giglio o l'orchidea, ma so riconoscere da dove provengono i semi delle mie parole.

Io non so se Berlusconi sia un corrotto e corruttore dal punto di vista penale, ma so che ha fatto della corruzione - come pervertimento di ogni regola, come esaltazione dell'immoralità, come ridicolizzazione dell'innocenza, come ostentazione della volgarità - la cifra della sua politica. E ha usato la sua ridicola cafonaggine, la sua pomposa rozzezza, i suoi modi da chiassoso bifolco, il suo essere caricatura degradata di se stesso per nascondere le sue azioni agli occhi di un popolo che non chiedeva altro che essere accecato.

Il giallo dei diritti scomparsi: arriva il 1° marzo, sciopero degli immigrati e di chi difende i diritti

L'Italia senza le immigrate e senza gli immigrati andrebbe incontro al collasso economico? Lo sanno proprio tutti, ma per troppi è più conveniente far finta di niente. L'Italia senza immigrati e senza immigrate vivrebbe una crisi civile, sociale, culturale ed umana ancor più grave dell'attuale e irreversibile? Su questo punto, anche se altrettanto vero e altrettanto importante, già c'è minore consapevolezza.

I diritti fondamentali (la casa, il lavoro, la libertà di culto e di espressione, la sicurezza, l'istruzione...) devono essere garantiti a tutti gli esseri umani, al di là delle conseguenze che ciò comporta? Questa è la base del concetto di democrazia liberale, ma è questione ormai dimenticata, additata come slogan per pericolosi estremisti o per ancor più pericolosi idealisti.

Il grande colibrì