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Quando il marito si "scopre" omosessuale... - Il curioso caso dell'etero curioso (3° parte)

Dove eravamo rimasti...
* Nord, sud, ovest, est: disorientamenti sessuali? (1° parte)
* Una sola etichetta per tutti: quella del rispetto (2° parte)

"Finti etero", "gay repressi", "bisessuali ipocriti"... Sono tante le etichette che vengono scagliate con la massima faciloneria contro quegli uomini che si definiscono eterosessuali pur avendo una vita sessuale, reale o anche solo immaginata, con altri uomini. Etichette usate come armi contundenti senza tenere conto che le stesse etichette "originali" (etero, omo, bisex...) hanno confini instabili, ambigui, difficili da cogliere e da definire. Per questo, nel rispetto della libertà di ciascuno di auto-determinarsi e di auto-definirsi, sarebbe più corretto sostituire ai giudizi le domande, alle certezze i dubbi.

Peccato, però, che l'auto-definirsi non sia un processo che trova inizio, sviluppo e fine unicamente nella sfera intima della persona, dal momento che coinvolge, direttamente o indirettamente, altre persone. Un uomo che si auto-definisce eterosessuale magari cercherà una compagna di vita, la sposerà, creerà una famiglia in senso "tradizionale"; lo stesso uomo, se si definisse gay, forse cercherebbe un compagno di vita, con cui difficilmente potrebbe progettare matrimoni o paternità...

Se mi tradisci ti sposo: tra cuckold e bull, come vivere per sempre cornuti e contenti (o no?)

La violence qu'on se fait pour demeurer fidèle
à ce qu'on aime ne vaut guère mieux qu'une infidélité
François de La Rochefoucauld

"La fedeltà è un raro ospite: se ti capita in casa, non lo lasciar più uscire" dice un proverbio italiano. E dice bene: la fedeltà è davvero rara, come ci insegnano gli scandali sempre più frequenti e soprattutto le statistiche. A quanto dicono gli studi più recenti, se metà dei matrimoni naufraga in un divorzio, nell'altra metà la fedeltà non è di casa: meno di un terzo delle persone sposate non ha mai commesso adulterio.

Nonostante tutto, la nostra cultura vede ancora, a torto o a ragione, la fedeltà sessuale come un elemento imprescindibile dell'amore sentimentale. E così i rapporti al di fuori della coppia vengono interpretati come un sintomo di mancanza di amore o per lo meno come la dimostrazione che qualcosa non funziona: l'adulterio, così, rientra culturalmente e simbolicamente nell'ambito del patologico, mentre i dati delle ricerche statistiche lo dipingono come un fenomeno decisamente fisiologico.

Non appendete l'anello nuziale arcobaleno al chiodo: intervista a Sergio Rovasio (Certi Diritti)

E' innegabile che in Italia esistano discriminazioni molto più brutali rispetto a quella subita dalle coppie dello stesso sesso biologico che non possono sposarsi. E' altrettanto innegabile che quest'ultima discriminazione non si limita a drammatici effetti tangibili sulla vita delle persone (impossibilità di visitare il partner in ospedale, problemi di eredità, esclusione dal godimento di diritti sociali, ecc...), ma rappresenta un feroce tentativo simbolico di disconoscere tutta la vita affettiva e relazionale dell'individuo omosessuale.

E' infine innegabile che si tratta dell'unico ambito in cui le sabbie mobili italiane, grazie alla caparbietà dell'Associazione Radicale Certi Diritti, alla bravura degli avvocati di Rete Lenford e al coraggio di alcune coppie, rischiano di trasformare il paese da fanalino di coda dell'Europa a realtà decisamente progredita.

"Do começo ao fim" di Aluisio Abranches: l'incesto gay tra fratelli e l'amoralità dell'amore


Ti amo perché per capire il nostro amore
dovrebbero mettere a soqquadro il mondo.
Ti amo perché tu potresti amare
un'altra persona, e invece ami me. Solo me.

Il film fino a quel punto è stato bello, intenso, emozionante. Poi arriva quella dannata domanda: "Perché mi ami?". Oddio, è il tuo primo pensiero, ora arriva il vento freddo della banalità o, forse persino peggio, il vento gelido di qualche astratta frase da Bacio Perugina. Oddio, è il secondo pensiero, tra poco rimpiangerai il prezzo del biglietto. Il corpo ti si accascia sulla poltrona del cinema, ormai rassegnato al peggio...

Barbara Pezzini: "La sentenza sui matrimoni gay: alcune aperture, ma manca l'uguaglianza"

La sentenza della Corte Costituzionale sui matrimoni tra persone dello stesso sesso ha aperto un dibattito acceso all'interno del movimento *qtlgb: c'è chi, come l'Associazione Radicale Certi Diritti, continua a voler lottare per questo diritto, cercando la strada per allargare gli spiragli presenti nella sentenza; e c'è chi invece enfatizza le chiusure e va ripetendo, magari sfregandosi le mani: "Ve lo avevo detto, meglio combattere per i Dico o i Didoré!". I primi dimostrano maggiore coerenza, mentre i secondi a volte hanno interessi politici personali da tutelare... ma non basta certo questo a determinare chi abbia davvero ragione!

Per capire meglio la situazione e dare giudizi giuridicamente fondati ci siamo rivolti a Barbara Pezzini, docente di diritto costituzionale presso l'Università degli Studi di Bergamo, grande esperta di pari opportunità e curatrice del volume "Tra famiglie, matrimoni e unioni di fatto. Un itinerario di ricerca plurale" (Jovene, 2009), per il quale ha anche redatto il saggio "Uguaglianza e matrimonio. Considerazioni sui rapporti di genere e sul paradigma eterosessuale nel matrimonio secondo la Costituzione italiana".

L'omogenitorialità oltre il luogo comune: Chiara Lalli racconta i buoni genitori omosessuali

Ci sono argomenti su cui a trionfare è il luogo comune, il sentito dire, quel presunto buon senso che però, se solo volessimo guardare meglio, sarebbe immediatamente smentito dalle esperienze di vita quotidiana e dalle ricerche scientifiche. Uno di questi argomenti è quello dell'omogenitorialità, cioè dell'esistenza di famiglie in cui i genitori sono due persone dello stesso sesso.

La società non è pronta, i bambini hanno bisogno di un padre e di una madre, i figli di coppie omosessuali non cresceranno in modo equilibrato, gay e lesbiche che vogliono adottare sono solo degli egoisti, "E' meglio che un bambino stia in Africa piuttosto che cresca con due uomini o due donne", come disse Rosy Bindi: queste e altre giustificazioni vengono avanzate con abbondanza, anche nella stessa comunità *qtlgb, perché suonano vagamente sensate e poco importa che i genitori omosessuali raccontino storie ben diverse o che esistano fior fiori di studi che escludono conseguenze negative sui bambini.

Due ragazzini troppo precoci fanno l'amore? "Dateci un orrore come spiegazione!"

Le ricerche lo dicono da tempo: sempre più ragazzini sperimentano il loro primo rapporto sessuale intorno ai 12-13 anni. Non sono pochi quelli per cui la mitica prima volta è ancor più precoce. E gli adulti, scimmiette mute cieche e sorde di fronte alla sessualità dei propri figli, preferiscono auto-convincersi che a quell'età pensano ancora solo alle bambole e alle macchinine...

Insomma, la notizia dei due fidanzatini, 11 anni lei e 13 lui, scoperti dai genitori durante un rapporto sessuale è assolutamente una non-notizia, un fatto che rientra perfettamente nella norma (norma che può piacerci o spaventarci, ma che solo gli ipocriti possono continuare a negare). E' tuttavia molto interessante analizzare la reazione dei genitori, delle istituzioni e della società a questa non-notizia.

Matrimonio gay: le motivazioni della sentenza della Corte Costituzionale

SENTENZA N. 138

ANNO 2010




REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE COSTITUZIONALE

composta dai signori: Presidente: Francesco AMIRANTE; Giudici : Ugo DE SIERVO, Paolo MADDALENA, Alfio FINOCCHIARO, Alfonso QUARANTA, Franco GALLO, Luigi MAZZELLA, Gaetano SILVESTRI, Sabino CASSESE, Maria Rita SAULLE, Giuseppe TESAURO, Paolo Maria NAPOLITANO, Giuseppe FRIGO, Alessandro CRISCUOLO, Paolo GROSSI,

ha pronunciato la seguente

SENTENZA

Non è Francesca? Guarda meglio, abbracciata in quel vestito rosso è proprio lei...

Luca, nome di fantasia, è riuscito a finire con un giorno di anticipo il lavoro che lo aveva portato qualche giorno lontano da Francesca, la mogliettina adorata. Decide di farle una sorpresa, immaginandola triste e sola senza il suo marituccio (lei è sempre a casa che aspetta me): arriverà di notte e la sveglierà con un dolce bacio sulle labbra - sì, lo so che avete già capito come va a finire, ma aspettate, lasciatemi finire la storia, perché è una storia che chiede di essere raccontata...

Dunque, dicevamo. Luca è lì davanti all'uscio di casa. Apre la serratura delicatamente, per non far rumore. Si toglie le scarpe appena entrato, posa la valigia accanto alla porta d'ingresso e, piano piano, in punta di piedi, si dirige verso la camera da letto nel buio più totale. E' ormai quasi arrivato alla meta - se allungasse la mano forse potrebbe sfiorare la sua dolce metà - quando il suo piede si posa su uno strano oggetto dalla consistenza gommosa. Si china, lo raccoglie, lo tasta... e proprio mentre un liquido vischioso inizia a bagnargli le dita capisce che si tratta proprio di un preservativo. Un preservativo??

Dario Gay: "Io ti sposerò e amandoci saremo liberi" - Matrimonio gay? Sì, lo voglio! (8° parte)

L'introduzione all'inchiesta:
In nome dell'uomo, questo matrimonio s'ha da fare!

Dario Gay è un artista dalla carriera quasi trentennale, famoso cantante, conosciuto anche per le sue collaborazioni con Enrico Ruggeri, e scrittore di bellissimi testi, per sé e per altri artisti, da Milva a Rita Pavone. In molti ricordano anche lo scandalo provocato a Sanremo nel 1990 con il brano "Sorelle d'Italia", dedicato agli incontri tra prostitute transessuali e camionisti.

Nel 2001 Dario dichiara pubblicamente la propria omosessualità e nel 2005 canta "Ti sposerò": il brano è una vera e propria promessa fatta al compagno Marco, con il quale ha celebrato un simbolico Pacs nel maggio di quello stesso anno. Chissà se dopo la pronuncia della Corte Costituzionale del 23 marzo sarà una promessa realizzabile... Ne abbiamo parlato con lui.

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Canti "Ti sposerò", canzone che per molti è diventata l'inno a favore del "matrimonio gay" in Italia. Ma perché una coppia omosessuale dovrebbe voler sposarsi proprio in questi anni in cui, tra divorzi, scandali, convivenze e famiglie allargate, il matrimonio sembra un'istituzione sempre più in crisi?

Sciltian Gastaldi: "Farà felice tanti. E allora ben venga" - Matrimonio gay? Sì, lo voglio! (7° parte)

L'introduzione all'inchiesta:
In nome dell'uomo, questo matrimonio s'ha da fare!

Giornalista, italianista, scrittore di narrativa (il suo romanzo più noto è "Angeli da un'ala soltanto"), saggista, autore di uno dei blog gay più conosciuti d'Italia (AnelliDiFum0), Sciltian Gastaldi ha una posizione privilegiata per raccontare e "sentire" la comunità (o l'ambiente, come preferisce dire lui) *qtlgb italiana. Una posizione che sa sfruttare con intelligenza e vivacità, come dimostrano le risposte alle domande che gli abbiamo posto.

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Si avvicina la sentenza della Corte sulla costituzionalità del divieto opposto ai matrimoni tra persone dello stesso sesso: come credi che la comunità stia vivendo questo importante momento? C'è entusiasmo, disillusione, attesa, disinteresse?

Mi pare che il 90-95% della cosiddetta "comunità" glbt (che purtroppo in Italia è più corretto definire "ambiente glbt" proprio per il deficit comunitario) non ne sappia nulla oppure non ne sia proprio interessata. Parlando di quella piccola élite di blogger, giornalisti, militanti, intellettuali glbt che invece seguono questa vicenda con passione, registro un grande senso di attesa e un malcelato ottimismo. Tendo a essere d'accordo con questi ottimisti: mi pare un passo avanti già il mero fatto che la Corte vada a pronunciarsi su questo tema per noi fondamentale, a prescindere da quale che sarà il giudizio.

Porpora Marcasciano: "Non si perda la bussola!" - Matrimonio gay? Sì, lo voglio! (6° parte)

L'introduzione all'inchiesta:
In nome dell'uomo, questo matrimonio s'ha da fare!

Esisteva un tempo - che poi era l'altroieri, in fondo - in cui si diceva che l'immaginazione doveva andare al potere. C'era chi questa frase la proclama e basta - e in genere è finito al potere per reprimere l'immaginazione delle generazioni future. E chi invece l'immaginazione l'ha portata davvero al potere - magari non al potere dell'intera società, ma al potere della propria vita senza dubbio.

Tra queste individualità fuori dal comune, regine dell'immaginazione governate dall'immaginazione stessa, spicca la sociologa Porpora Marcasciano, vice-presidente del MIT (Movimento Identità Transessuale), autrice di capolavori (da "Tra le rose e le viole" a "Favolose narranti", passando per "AntoloGaia", una sorta di autobiografia di un decennio, gli anni '70), una delle personalità più ariose e originali del movimento *qtlgb italiano. L'abbiamo intervistata.

Chiara Saraceno: "Il matrimonio e la famiglia" - Matrimonio gay? Sì, lo voglio! (5° parte)

L'introduzione all'inchiesta:
In nome dell'uomo, questo matrimonio s'ha da fare!

Si avvicina il 23 marzo, quando la Corte Costituzionale si pronuncerà sulla incostituzionalità della preclusione al matrimonio per persone dello stesso sesso. Abbiamo esaminato con Persio Tincani le questioni giuridiche legate a questo pronunciamento, che inciderà profondamente sulle modalità di rapportarsi con i concetti di famiglia e di matrimonio in Italia. Concetti che usiamo costantemente, come se fossero banalità. Eppure proviamo a darne una definizione: in molti ci troveremmo in difficoltà.

Per fare un po' di chiarezza, capire più profondamente di cosa stiamo parlando e analizzare cosa significhi davvero il riconoscimento del diritto al matrimonio anche per le coppie dello stesso sesso, abbiamo intervistato Chiara Saraceno, una delle voci più importanti della sociologia e degli studi di genere in Italia, grande esperta anche delle strutture familiari e dei loro cambiamenti nel corso del tempo.

Persio Tincani: "La legge non vieta il matrimonio gay" - Matrimonio gay? Sì, lo voglio! (4° parte)

L'introduzione all'inchiesta:
In nome dell'uomo, questo matrimonio s'ha da fare!

Il 23 marzo, dunque, la Corte Costituzionale si pronuncerà sull’incostituzionalità del divieto di matrimonio tra persone dello stesso sesso. E' facile prevedere che, qualsiasi cosa dirà la Corte, si leveranno innumerevoli voci di condanna, fondate per lo più su luoghi comuni e pseudo-conoscenze. Ci siamo allora rivolti a uno dei più autorevoli e più appassionati studiosi della questione, Persio Tincani, professore di filosofia del diritto all'Università di Bergamo e autore dell'interessantissimo libro "Le nozze di Sodoma - La morale e il diritto del matrimonio omosessuale", per capire meglio i risvolti etico-giuridici della questione.

* * *

C'è chi sostiene che il verdetto del 23 marzo della Corte Costituzionale sia del tutto scontato, dal momento che l'articolo 29 della Costituzione, riconoscendo "i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio", escluderebbe in modo chiaro il riconoscimento di forme di matrimonio e di famiglia diverse da quelle eterosessuali. Lei concorda con queste posizioni?

No. Sostenere che non vi siano dubbi che l'articolo 29 della Costituzione stabilisca che il solo matrimonio ammesso dalla Costituzione è quello eterosessuale significa mentire in maniera spudorata, oppure far sfoggio di una abissale ignoranza. Qualunque cosa significhi "famiglia naturale" - e i clericali sostengono significhi "famiglia composta da un uomo e da una donna" - nell'articolo 29 questa espressione non compare.

Lo sciopero della fame di Francesco e Manuel - Matrimonio gay? Sì, lo voglio! (3° parte)

L'introduzione all'inchiesta:
In nome dell'uomo, questo matrimonio s'ha da fare!

La storia di Enrico Oliari è una delle storie nate all'interno dell'azione di affermazione civile sostenuta dall'Associazione Radicale Certi Diritti. Ma la richiesta per il matrimonio tra persone dello stesso sesso non nasce a tavolino in uno scantinato radicale, come qualcuno ironizza. La richiesta risponde alle esigenze legittime di tante persone in carne ed ossa, di tanti amori che, per strade l'una diversa dall'altra, scoprono la necessità di lottare per vedere riconosciuto un diritto, quello appunto al matrimonio, che viene ingiustamente negato.

Sono tante le storie che potremmo raccontare. Abbiamo scelto quella che più ha fatto parlare di sé. Una scelta quasi paradossale, se non fosse per il fatto che siamo convinti che non se ne sia parlato abbastanza. Nonostante uno sciopero della fame massacrante. E allora ecco a voi Francesco Zanardi e Manuel Incorvaia.

Enrico Oliari: "I confetti per le nozze sono quasi pronti" - Matrimonio gay? Sì, lo voglio! (2° parte)

L'introduzione all'inchiesta:
In nome dell'uomo, questo matrimonio s'ha da fare!

"Siamo in trepidazione: è la prima volta che avviene una discussione a questi livelli. Dopo 7 anni di fidanzamento abbiamo finalmente l'opportunità di vedere riconosciuta la nostra unione e questo è importante, dal momento che siamo una cosa sola". Si avvicina a rapidi passi il 23 marzo, giorno in cui la Corte Costituzionale si pronuncerà sulla legittimità o meno di impedire alle coppie omosessuali di sposarsi. Un data da segnare sul calendario. Una data che suscita emozione in tante persone, figurarsi nelle coppie di "sposi negati" le cui lotte processuali hanno portato all'attuale ricorso alla Corte.

Una di queste coppie è formata da Enrico Oliari e dal suo Lorenzo. Enrico non è certo uno sconosciuto nel movimento *qtlgb, dal momento che è il fondatore e il presidente di GayLib, l'associazione che riunisce gli omosessuali di centro-destra.

Sergio Rovasio: "Ecco come siamo arrivati al 23 marzo" - Matrimonio gay? Sì, lo voglio! (1° parte)

L'introduzione all'inchiesta:
In nome dell'uomo, questo matrimonio s'ha da fare!

La Corte Costituzionale il 23 marzo si pronuncerà sulla costituzionalità del divieto a sposarsi opposto a coppie dello stesso sesso. Una sentenza storica, qualunque sarà il suo esito, frutto della determinazione e del coraggio di alcune coppie omosessuali, di Rete Lenford, che riunisce alcuni avvocati per i diritti lgbt, e dell'Associazione Radicale Certi Diritti. E proprio con il segretario di Certi Diritti, Sergio Rovasio, che avevamo già sentito in ottobre, abbiamo ricostruito come si è arrivati a questo risultato straordinario.

* * *

Vi aspettavate di raggiungere un risultato così importante in così poco tempo?

Quando abbiamo avuto l'intuizione di promuovere questa campagna di Affermazione Civile nella primavera del 2008, credevamo effettivamente che i tempi per arrivare alla Corte Costituzionale fossero molto più lunghi e ritenevamo che avremmo trovato la disponibilità di molte più coppie dello stesso sesso disposte a mettere in discussione lo status quo riguardo i loro diritti.

In nome dell'uomo, questo matrimonio s'ha da fare! - Matrimonio gay? Sì, lo voglio! (intro)

"Qual è l'animale che al mattino avanza con quattro zampe, a mezzodì procede con due e quand'è sera cammina con tre?". Sta tutta nella domanda della Sfinge ad Edipo la questione. Si nasce, si cresce, si invecchia e si muore. E nel frattempo si mangia, si caga, si ama e si dorme. E' tutta qui l'essenza di un essere umano. Un uomo è un uomo è un uomo è un uomo, esattamente come una rosa è una rosa è una rosa è una rosa, per dirla alla Gertrude Stein. E' inutile girarci attorno, come è inutile tentare di far tacere tutto quello che il solo citare l'essere umano evoca alla mente.

Perché la vita dell'essere umano è tutta lì - si nasce, si cresce, si invecchia e si muore -, il resto - il come si nasce, si cresce, si invecchia e si muore - sono dettagli, sfumature d'esistenza. Sfumature essenziali e preziose, certo, che danno senso, grandezza e bellezza alla vita dell'essere umano, ma che non prescindono comunque mai dalla comune essenza.

Il latte del capezzolo di papà: anche gli uomini possono allattare al seno i propri figli

Allattare al seno i neonati ha un'infinità di benefici, dicono i medici: fa bene alla salute della madre e del figlio, rafforza il rapporto tra i due ed il latte materno è l'alimento più completo e adatto per il nutrimento del bimbo, almeno nei primi mesi di vita. L'esaltazione dell'allattamento materno, replica qualche studiosa femminista, in realtà è una trappola per imprigionare le donne nel loro ruolo di custodi del focolare, tutte prese a crescere i figli nel privato mentre gli uomini si occupano della vita pubblica, del lavoro, della politica...

Non è facile capire dove la scienza inizia ad essere inquinata dall'ideologia e dove l'ideologia inizia a diventare anti-scientifica. Fatto sta che, in un caso e nell'altro, tutti sembrano ignorare l'esistenza di un fenomeno che, per quanto strano e raro possa apparire, esiste: l'allattamento da parte dell'uomo.

Il caso più conosciuto è quello di un padre di Walapore, nello Sri Lanka: i media di mezzo mondo raccontarono nel 2002 la storia di quest'uomo che, avendo perso la moglie durante il parto, da mesi ormai allattava al seno le due figliole. Un fatto strano per tutti, ma non per il padre, che raccontò con la massima naturalezza l'inizio della sua esperienza: "Mia figlia maggiore rifiutava di essere nutrita col latte in polvere dal biberon. Una sera ero così affranto che, pur di farla smettere di piangere, le offrii il mio capezzolo. Allora mi resi conto che ero in grado di allattarla al seno" [Iol].

L'ultimo dei casti è stato... segato! Tutti i ragazzi consumano pornografia, senza eccezioni

Ecco, ti distrai un attimo per farti una masturbazione veloce e loro, senza neppure avvisarti, si sono già definitivamente estinti. Gli scienziati canadesi li hanno cercati in lungo e in largo, per mari e monti, ma non ne hanno trovato più neppure un esemplare. Nessuno tra le migliaia di giovani ventenni del paese dell'acero ha potuto affermare di non aver mai visto un film porno. Nessuno. Zero.

Simon Louis Lajeunesse, sessuologo e sociologo dell'Università di Montreal, voleva confrontare le abitudini dei giovani consumatori abituali di pornografia con quelle dei loro coetanei ancora "pornograficamente vergini", ma di fronte all'evidenza dell'estinzione totale del secondo gruppo ha dovuto cambiare il tema della propria ricerca, puntando banalmente a inquadrare come i ragazzi utilizzino la pornografia per scoprire quella che ormai è acqua calda (i ragazzi, in media, iniziano a consumare pornografia a 10 anni, guardano film tramite internet 3 volte alla settimana, ecc...) [The Sun].

Il grande colibrì