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Due ragazzini troppo precoci fanno l'amore? "Dateci un orrore come spiegazione!"

Le ricerche lo dicono da tempo: sempre più ragazzini sperimentano il loro primo rapporto sessuale intorno ai 12-13 anni. Non sono pochi quelli per cui la mitica prima volta è ancor più precoce. E gli adulti, scimmiette mute cieche e sorde di fronte alla sessualità dei propri figli, preferiscono auto-convincersi che a quell'età pensano ancora solo alle bambole e alle macchinine...

Insomma, la notizia dei due fidanzatini, 11 anni lei e 13 lui, scoperti dai genitori durante un rapporto sessuale è assolutamente una non-notizia, un fatto che rientra perfettamente nella norma (norma che può piacerci o spaventarci, ma che solo gli ipocriti possono continuare a negare). E' tuttavia molto interessante analizzare la reazione dei genitori, delle istituzioni e della società a questa non-notizia.

Sesso e pornografia: quello che i bambini di oggi sanno, ma che nessun adulto vuole spiegare loro

Ma davvero "c'è un'intera generazione di giovani che pensa che il sesso finisca con una sborrata (money shot) in faccia", come sostiene Eric Spitznagel nel suo interessante - e sboccatissimo - articolo su Style.com? La risposta forse la dà Cody, 22 anni, quando così descrive la prima volta in cui ha eiaculato sul viso di una ragazza: "E' stato il momento più felice della mia giovane vita. Ci sono ben poche cose che ti fanno sentire un uomo come schizzare sulla faccia di una tipa".

Lo scandalo nato dalla scoperta che tra le 10 parole-chiave più usate dai bambini nei motori di ricerca figurano anche "sesso" e "porno" dimostra quando poco gli adulti riescano a vedere - e soprattutto vogliano vedere - del rapporto dei più piccoli con la sessualità e la pornografia. Eppure esistono innumerevoli indagini che offrono un'immagine inequivocabile ed univoca.

Internet, i bambini e la pornografia: per un ragazzino, è peggio il porno-web o la galera?

Quando ci si deve confrontare con bambini e ragazzini il discorso si fa spesso complesso. Per questioni reali, ma anche per tabù sociali e culturali che spesso sfociano in scelte del tutto irrazionali.

In Inghilterra sta destando scandalo una ricerca condotta da un servizio di sorveglianza per i bambini che navigano in rete (uno di quei programmi che sostanzialmente danno ai genitori la sicurezza di avere il controllo sulle attività dei figli, i quali, invece, possono fare praticamente tutto quel che vogliono). La grande sorpresa è che tra le 10 parole più cercate dai bambini sui motori di ricerca compaiono "sex" (sesso) e "porn" (porno) [BBC]. Chi lo avrebbe mai pensato?

Fumetti porno per i bambini di Genova? Ecco l'ennesima polemica stupida del Giornale...

Diciamoci la verità. I disegni non sono granché. Idem la sceneggiatura. Se uno non consiglia la lettura delle avventure della dottoressa Wan lo capisco pure. E poco importa che il fumetto sia pubblicato anche dalla prestigiosa BeccoGiallo Editore, che propone spesso piccoli capolavori come "Peppino Impastato - Un giullare contro la mafia".

Ma diciamoci tutta la verità: definire quei fumetti come pornografici serve solo a montare una polemica contro il movimento *qtlgb (dal momento che le avventure della dottoressa Wan sono contenute in un sito, BeYourself.it, proposto all'interno di una bibliografia per ragazzi presentata in una biblioteca di Genova in occasione di festeggiamenti organizzati dal Comune con la partecipazione delle associazioni organizzatrici del Pride... e complimenti se non vi siete persi).

I bambini e la scoperta del sesso: se il porno ha il monopolio dell'educazione sessuale nazionale...

In una quinta elementare della scuola Bollini di Novara i bambini pongono alla propria maestra alcune domande sul sesso. Masturbazione, sesso orale, sadomaso...: la curiosità degli alunni è davvero ampia e la maestra risponde a tutto, forse in modo troppo dettagliato. Scoppia la bufera: i genitori vogliono che l'insegnante venga cacciata [Corriere].

Gli esperti di educazione sessuale danno tre consigli base per parlare di sessualità ai più piccoli: evitare di non rispondere alle loro domande ("Te lo spiegherò quando sarai più grande"), di dire cose non vere ("Ti ha portato la cicogna") e di usare un linguaggio non appropriato o non comprensibile ("Si sbatte il battacchio nella passera", ma anche "Si inserisce il pene, a partire dal glande, nella vulva, situata nella parte anteriore del perineo"). In poche parole: rispondere sempre, rispondere il vero, rispondere bene.

Il silenzio crea solo danni, anche perché i bambini le risposte le trovano comunque: quando frequentavo le elementari c'era chi provava le posizioni del Kamasutra con Barbie e Ken nudi, chi si guardava col fratello maggiore le videocassette a luci rosse del padre prima di venire a scuola, chi si nascondeva nelle aule dell'oratorio a leggere fumetti pornografici... In terza elementare tutti sapevano come ci si masturba e molti già lo facevano. E, in quei tempi non troppo lontani, di Internet e di videofonini nessuno aveva ancora mai sentito parlare...

Insomma, il problema, in fin dei conti, è piuttosto semplice: in un modo o nell'altro i bambini scoprono il sesso sempre prima e, a meno di chiuderli a chiave in una stanza senza tv, telefono e computer (e tuttavia rimane loro a disposizione il proprio corpo con tutte le sue mirabili sensazioni), tutto questo è inevitabile. Che fare, allora? Affidare la loro educazione sessuale esclusivamente alla pornografia o chiedere a genitori e insegnanti di rimboccarsi le maniche e spiegare - il che, insegna il dizionario, è diverso da pubblicizzare - il sesso a figli e alunni?

E qui sorge il secondo problema: gli italiani adulti sono cresciuti come stanno crescendo i loro bambini, senza nessuno che parlasse loro tranquillamente di sessualità e affidando quindi le proprie conoscenze alla sola pornografia, di cui sono avidi fruitori [Repubblica]. Insomma, il rischio è che trasmettano ai propri figli solo tabù e ignoranza.

Prendiamo ad esempio un titolo del Corriere della Sera di oggi: "I rapporti sadomaso uniscono le coppie - Sul New Scientist i risultati di due ricerche sul sesso estremo: funziona se i partner sono consenzienti". Ommamma, ecco sul principale quotidiano nazionale il trionfo del luogo comune, con la confusione tra sadomaso e violenza sessuale! Chi ha scritto quel titolo non ha pensato che è tutto il sesso a funzionare se i partner sono consenzienti, perché se non si è consenzienti non funziona né la frusta né il pompino?

Lo studio, comunque, si occupa dell'analisi della produzione di ormoni durante rapporti sadomasochistici. Un concetto troppo complesso per chi magari è cresciuto tra i silenziosi tabù della famiglia e della scuola e le riviste porno nascoste nei libri di testo di matematica...


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Sesso prematrimoniale? Sì grazie! 10mila euro a chi rinuncia... ma non si presenta nessuno

Le hanno dato quasi 2 milioni e mezzo di dollari per andare a spiegare nelle scuole che chi fa sesso prima del matrimonio rimane incinta, si prende tutte le malattie a trasmissione sessuale e diventa impuro e triste. Questa la chiamano "educazione sessuale" ad Atlanta, negli Stati Uniti.

Lei si chiama Philipia Faust ed è la direttrice del "Programma educativo in favore dell'astinenza". La vagonata di dollari le è arrivata non da qualche chiesa, ma dallo stato. Che in piena crisi finanziaria, evidentemente, non sapeva proprio come spendere meglio tutto quel denaro.

Comunque la Faust ha pensato, giustamente, che non poteva limitarsi a organizzare incontri nelle scuole. E così ha inventato un concorso a dir poco geniale: "Marriage for a Lifelong wedding essay contest". Alla coppia vincitrice andranno ben 10mila dollari.

Ma chi può partecipare? Tutte le coppie eterosessuali (ne dubitavate?) che accettino queste tre semplici condizioni:
  1. seguire un corso pre-matrimoniale;
  2. non servire alcolici durante il ricevimento matrimoniale;
  3. non fare sesso prima del matrimonio.

Faust, soddisfatta della propria magnifica idea, si è messa ad aspettare che arrivassero i numerosi concorrenti. Ma, aspetta oggi e aspetta domani, si è accorta che i partecipanti non erano affatto numerosi. Anzi, a dire il vero, non si è presentata neppure una coppia...

Il concorso è stato annullato? No, una donna come Faust non si dà certo per vinta. Piuttosto fa un patto col diavolo. E infatti ecco che le maglie moralizzatrici del concorso si sono allargate: potranno partecipare anche quelle coppie che fanno sesso pre-matrimoniale, a patto che riconoscano che sarebbe meglio non farlo [Atlanta Journal-Constitution].

E speriamo che a questo punto si presenti qualcuno. Altrimenti finirà che la Faust premierà una coppia di pornostar alcolizzate. Che riconoscono però come proprio modello di vita la Santa Vergine Maria...

Little Prince(ss)

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Il grande colibrì