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Non appendete l'anello nuziale arcobaleno al chiodo: intervista a Sergio Rovasio (Certi Diritti)

E' innegabile che in Italia esistano discriminazioni molto più brutali rispetto a quella subita dalle coppie dello stesso sesso biologico che non possono sposarsi. E' altrettanto innegabile che quest'ultima discriminazione non si limita a drammatici effetti tangibili sulla vita delle persone (impossibilità di visitare il partner in ospedale, problemi di eredità, esclusione dal godimento di diritti sociali, ecc...), ma rappresenta un feroce tentativo simbolico di disconoscere tutta la vita affettiva e relazionale dell'individuo omosessuale.

E' infine innegabile che si tratta dell'unico ambito in cui le sabbie mobili italiane, grazie alla caparbietà dell'Associazione Radicale Certi Diritti, alla bravura degli avvocati di Rete Lenford e al coraggio di alcune coppie, rischiano di trasformare il paese da fanalino di coda dell'Europa a realtà decisamente progredita.

Barbara Pezzini: "La sentenza sui matrimoni gay: alcune aperture, ma manca l'uguaglianza"

La sentenza della Corte Costituzionale sui matrimoni tra persone dello stesso sesso ha aperto un dibattito acceso all'interno del movimento *qtlgb: c'è chi, come l'Associazione Radicale Certi Diritti, continua a voler lottare per questo diritto, cercando la strada per allargare gli spiragli presenti nella sentenza; e c'è chi invece enfatizza le chiusure e va ripetendo, magari sfregandosi le mani: "Ve lo avevo detto, meglio combattere per i Dico o i Didoré!". I primi dimostrano maggiore coerenza, mentre i secondi a volte hanno interessi politici personali da tutelare... ma non basta certo questo a determinare chi abbia davvero ragione!

Per capire meglio la situazione e dare giudizi giuridicamente fondati ci siamo rivolti a Barbara Pezzini, docente di diritto costituzionale presso l'Università degli Studi di Bergamo, grande esperta di pari opportunità e curatrice del volume "Tra famiglie, matrimoni e unioni di fatto. Un itinerario di ricerca plurale" (Jovene, 2009), per il quale ha anche redatto il saggio "Uguaglianza e matrimonio. Considerazioni sui rapporti di genere e sul paradigma eterosessuale nel matrimonio secondo la Costituzione italiana".

Matrimonio gay: le motivazioni della sentenza della Corte Costituzionale

SENTENZA N. 138

ANNO 2010




REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE COSTITUZIONALE

composta dai signori: Presidente: Francesco AMIRANTE; Giudici : Ugo DE SIERVO, Paolo MADDALENA, Alfio FINOCCHIARO, Alfonso QUARANTA, Franco GALLO, Luigi MAZZELLA, Gaetano SILVESTRI, Sabino CASSESE, Maria Rita SAULLE, Giuseppe TESAURO, Paolo Maria NAPOLITANO, Giuseppe FRIGO, Alessandro CRISCUOLO, Paolo GROSSI,

ha pronunciato la seguente

SENTENZA

Dario Gay: "Io ti sposerò e amandoci saremo liberi" - Matrimonio gay? Sì, lo voglio! (8° parte)

L'introduzione all'inchiesta:
In nome dell'uomo, questo matrimonio s'ha da fare!

Dario Gay è un artista dalla carriera quasi trentennale, famoso cantante, conosciuto anche per le sue collaborazioni con Enrico Ruggeri, e scrittore di bellissimi testi, per sé e per altri artisti, da Milva a Rita Pavone. In molti ricordano anche lo scandalo provocato a Sanremo nel 1990 con il brano "Sorelle d'Italia", dedicato agli incontri tra prostitute transessuali e camionisti.

Nel 2001 Dario dichiara pubblicamente la propria omosessualità e nel 2005 canta "Ti sposerò": il brano è una vera e propria promessa fatta al compagno Marco, con il quale ha celebrato un simbolico Pacs nel maggio di quello stesso anno. Chissà se dopo la pronuncia della Corte Costituzionale del 23 marzo sarà una promessa realizzabile... Ne abbiamo parlato con lui.

* * *

Canti "Ti sposerò", canzone che per molti è diventata l'inno a favore del "matrimonio gay" in Italia. Ma perché una coppia omosessuale dovrebbe voler sposarsi proprio in questi anni in cui, tra divorzi, scandali, convivenze e famiglie allargate, il matrimonio sembra un'istituzione sempre più in crisi?

Sciltian Gastaldi: "Farà felice tanti. E allora ben venga" - Matrimonio gay? Sì, lo voglio! (7° parte)

L'introduzione all'inchiesta:
In nome dell'uomo, questo matrimonio s'ha da fare!

Giornalista, italianista, scrittore di narrativa (il suo romanzo più noto è "Angeli da un'ala soltanto"), saggista, autore di uno dei blog gay più conosciuti d'Italia (AnelliDiFum0), Sciltian Gastaldi ha una posizione privilegiata per raccontare e "sentire" la comunità (o l'ambiente, come preferisce dire lui) *qtlgb italiana. Una posizione che sa sfruttare con intelligenza e vivacità, come dimostrano le risposte alle domande che gli abbiamo posto.

* * *

Si avvicina la sentenza della Corte sulla costituzionalità del divieto opposto ai matrimoni tra persone dello stesso sesso: come credi che la comunità stia vivendo questo importante momento? C'è entusiasmo, disillusione, attesa, disinteresse?

Mi pare che il 90-95% della cosiddetta "comunità" glbt (che purtroppo in Italia è più corretto definire "ambiente glbt" proprio per il deficit comunitario) non ne sappia nulla oppure non ne sia proprio interessata. Parlando di quella piccola élite di blogger, giornalisti, militanti, intellettuali glbt che invece seguono questa vicenda con passione, registro un grande senso di attesa e un malcelato ottimismo. Tendo a essere d'accordo con questi ottimisti: mi pare un passo avanti già il mero fatto che la Corte vada a pronunciarsi su questo tema per noi fondamentale, a prescindere da quale che sarà il giudizio.

Porpora Marcasciano: "Non si perda la bussola!" - Matrimonio gay? Sì, lo voglio! (6° parte)

L'introduzione all'inchiesta:
In nome dell'uomo, questo matrimonio s'ha da fare!

Esisteva un tempo - che poi era l'altroieri, in fondo - in cui si diceva che l'immaginazione doveva andare al potere. C'era chi questa frase la proclama e basta - e in genere è finito al potere per reprimere l'immaginazione delle generazioni future. E chi invece l'immaginazione l'ha portata davvero al potere - magari non al potere dell'intera società, ma al potere della propria vita senza dubbio.

Tra queste individualità fuori dal comune, regine dell'immaginazione governate dall'immaginazione stessa, spicca la sociologa Porpora Marcasciano, vice-presidente del MIT (Movimento Identità Transessuale), autrice di capolavori (da "Tra le rose e le viole" a "Favolose narranti", passando per "AntoloGaia", una sorta di autobiografia di un decennio, gli anni '70), una delle personalità più ariose e originali del movimento *qtlgb italiano. L'abbiamo intervistata.

Chiara Saraceno: "Il matrimonio e la famiglia" - Matrimonio gay? Sì, lo voglio! (5° parte)

L'introduzione all'inchiesta:
In nome dell'uomo, questo matrimonio s'ha da fare!

Si avvicina il 23 marzo, quando la Corte Costituzionale si pronuncerà sulla incostituzionalità della preclusione al matrimonio per persone dello stesso sesso. Abbiamo esaminato con Persio Tincani le questioni giuridiche legate a questo pronunciamento, che inciderà profondamente sulle modalità di rapportarsi con i concetti di famiglia e di matrimonio in Italia. Concetti che usiamo costantemente, come se fossero banalità. Eppure proviamo a darne una definizione: in molti ci troveremmo in difficoltà.

Per fare un po' di chiarezza, capire più profondamente di cosa stiamo parlando e analizzare cosa significhi davvero il riconoscimento del diritto al matrimonio anche per le coppie dello stesso sesso, abbiamo intervistato Chiara Saraceno, una delle voci più importanti della sociologia e degli studi di genere in Italia, grande esperta anche delle strutture familiari e dei loro cambiamenti nel corso del tempo.

Persio Tincani: "La legge non vieta il matrimonio gay" - Matrimonio gay? Sì, lo voglio! (4° parte)

L'introduzione all'inchiesta:
In nome dell'uomo, questo matrimonio s'ha da fare!

Il 23 marzo, dunque, la Corte Costituzionale si pronuncerà sull’incostituzionalità del divieto di matrimonio tra persone dello stesso sesso. E' facile prevedere che, qualsiasi cosa dirà la Corte, si leveranno innumerevoli voci di condanna, fondate per lo più su luoghi comuni e pseudo-conoscenze. Ci siamo allora rivolti a uno dei più autorevoli e più appassionati studiosi della questione, Persio Tincani, professore di filosofia del diritto all'Università di Bergamo e autore dell'interessantissimo libro "Le nozze di Sodoma - La morale e il diritto del matrimonio omosessuale", per capire meglio i risvolti etico-giuridici della questione.

* * *

C'è chi sostiene che il verdetto del 23 marzo della Corte Costituzionale sia del tutto scontato, dal momento che l'articolo 29 della Costituzione, riconoscendo "i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio", escluderebbe in modo chiaro il riconoscimento di forme di matrimonio e di famiglia diverse da quelle eterosessuali. Lei concorda con queste posizioni?

No. Sostenere che non vi siano dubbi che l'articolo 29 della Costituzione stabilisca che il solo matrimonio ammesso dalla Costituzione è quello eterosessuale significa mentire in maniera spudorata, oppure far sfoggio di una abissale ignoranza. Qualunque cosa significhi "famiglia naturale" - e i clericali sostengono significhi "famiglia composta da un uomo e da una donna" - nell'articolo 29 questa espressione non compare.

Lo sciopero della fame di Francesco e Manuel - Matrimonio gay? Sì, lo voglio! (3° parte)

L'introduzione all'inchiesta:
In nome dell'uomo, questo matrimonio s'ha da fare!

La storia di Enrico Oliari è una delle storie nate all'interno dell'azione di affermazione civile sostenuta dall'Associazione Radicale Certi Diritti. Ma la richiesta per il matrimonio tra persone dello stesso sesso non nasce a tavolino in uno scantinato radicale, come qualcuno ironizza. La richiesta risponde alle esigenze legittime di tante persone in carne ed ossa, di tanti amori che, per strade l'una diversa dall'altra, scoprono la necessità di lottare per vedere riconosciuto un diritto, quello appunto al matrimonio, che viene ingiustamente negato.

Sono tante le storie che potremmo raccontare. Abbiamo scelto quella che più ha fatto parlare di sé. Una scelta quasi paradossale, se non fosse per il fatto che siamo convinti che non se ne sia parlato abbastanza. Nonostante uno sciopero della fame massacrante. E allora ecco a voi Francesco Zanardi e Manuel Incorvaia.

Enrico Oliari: "I confetti per le nozze sono quasi pronti" - Matrimonio gay? Sì, lo voglio! (2° parte)

L'introduzione all'inchiesta:
In nome dell'uomo, questo matrimonio s'ha da fare!

"Siamo in trepidazione: è la prima volta che avviene una discussione a questi livelli. Dopo 7 anni di fidanzamento abbiamo finalmente l'opportunità di vedere riconosciuta la nostra unione e questo è importante, dal momento che siamo una cosa sola". Si avvicina a rapidi passi il 23 marzo, giorno in cui la Corte Costituzionale si pronuncerà sulla legittimità o meno di impedire alle coppie omosessuali di sposarsi. Un data da segnare sul calendario. Una data che suscita emozione in tante persone, figurarsi nelle coppie di "sposi negati" le cui lotte processuali hanno portato all'attuale ricorso alla Corte.

Una di queste coppie è formata da Enrico Oliari e dal suo Lorenzo. Enrico non è certo uno sconosciuto nel movimento *qtlgb, dal momento che è il fondatore e il presidente di GayLib, l'associazione che riunisce gli omosessuali di centro-destra.

Sergio Rovasio: "Ecco come siamo arrivati al 23 marzo" - Matrimonio gay? Sì, lo voglio! (1° parte)

L'introduzione all'inchiesta:
In nome dell'uomo, questo matrimonio s'ha da fare!

La Corte Costituzionale il 23 marzo si pronuncerà sulla costituzionalità del divieto a sposarsi opposto a coppie dello stesso sesso. Una sentenza storica, qualunque sarà il suo esito, frutto della determinazione e del coraggio di alcune coppie omosessuali, di Rete Lenford, che riunisce alcuni avvocati per i diritti lgbt, e dell'Associazione Radicale Certi Diritti. E proprio con il segretario di Certi Diritti, Sergio Rovasio, che avevamo già sentito in ottobre, abbiamo ricostruito come si è arrivati a questo risultato straordinario.

* * *

Vi aspettavate di raggiungere un risultato così importante in così poco tempo?

Quando abbiamo avuto l'intuizione di promuovere questa campagna di Affermazione Civile nella primavera del 2008, credevamo effettivamente che i tempi per arrivare alla Corte Costituzionale fossero molto più lunghi e ritenevamo che avremmo trovato la disponibilità di molte più coppie dello stesso sesso disposte a mettere in discussione lo status quo riguardo i loro diritti.

In nome dell'uomo, questo matrimonio s'ha da fare! - Matrimonio gay? Sì, lo voglio! (intro)

"Qual è l'animale che al mattino avanza con quattro zampe, a mezzodì procede con due e quand'è sera cammina con tre?". Sta tutta nella domanda della Sfinge ad Edipo la questione. Si nasce, si cresce, si invecchia e si muore. E nel frattempo si mangia, si caga, si ama e si dorme. E' tutta qui l'essenza di un essere umano. Un uomo è un uomo è un uomo è un uomo, esattamente come una rosa è una rosa è una rosa è una rosa, per dirla alla Gertrude Stein. E' inutile girarci attorno, come è inutile tentare di far tacere tutto quello che il solo citare l'essere umano evoca alla mente.

Perché la vita dell'essere umano è tutta lì - si nasce, si cresce, si invecchia e si muore -, il resto - il come si nasce, si cresce, si invecchia e si muore - sono dettagli, sfumature d'esistenza. Sfumature essenziali e preziose, certo, che danno senso, grandezza e bellezza alla vita dell'essere umano, ma che non prescindono comunque mai dalla comune essenza.

Matrimonio gay in Italia, dalla fantascienza alla realtà con l'Associazione Radicale Certi Diritti

Politica, giurisprudenza, cultura: la lotta dell'Associazione Radicale Certi Diritti per la promozione dei diritti civili in materia di identità di genere, scelte, comportamenti ed orientamenti sessuali è davvero a tutto campo. Certi Diritti, in pochissimo tempo e contro ogni aspettativa, è riuscita a smuovere le acque stagnanti della vita politica e sociale italiana.

E' merito suo, ad esempio, se il tema del matrimonio tra persone dello stesso sesso è passato d'improvviso in Italia dal campo della fantascienza a quello della concreta discussione in Corte costituzionale. Di questo e di altro abbiamo discusso con il segretario dell'associazione, Sergio Rovasio.

* * *

Domani 9 ottobre a Roma, presso la Camera dei deputati, l'associazione radicale Certi Diritti promuove il convegno "Matrimonio gay: traguardo di uguaglianza". Sembra molto interessante!

In Italia il matrimonio gay è considerato un tabù: quasi tutta la classe politica cita spesso questa idea come un qualcosa di dispregiativo, come se fosse una cosa da marziani. Per questo abbiamo deciso di fare questo convegno, in una sala del Parlamento italiano, nel cuore della politica, per dire appunto che il matrimonio gay è un traguardo di civiltà. Parteciperanno decine di associazioni LGBT, politici, esponenti impegnati nel campo dei diritti civili...

Matrimoni gay e dittatura della maggioranza: quando si vota sui diritti umani

L'Arizona, la Florida e persino la California hanno detto no alle nozze tra persone dello stesso sesso. O, meglio, hanno votato sì alla loro proibizione nelle carte costituzionali. E questo è un dato da analizzare con attenzione, vista anche la concomitante apertura al nuovo e all'eguaglianza che si è avuta con l'elezione di Barack Obama.

Ma una questione va affrontata con ancor più attenzione, perché è una questione che scava alle radici della concezione moderna di democrazia e di diritto: avevano senso e legittimità quei referendum?

In Italia, ad esempio, quei referendum non sarebbero stati possibili (nel caso in cui a qualcuno fosse saltato in mente di istituire i matrimoni gay, ovviamente). La Corte Costituzionale ha sottolineato con forza come la prima parte della Costituzione (quella che contiene i diritti riconosciuti e garantiti dalla Repubblica) non possa essere modificata in senso restrittivo, cioè riducendo garanzie e applicabilità dei diritti.

E la cosa è assolutamente sensata: come appunto recita la nostra Costituzione, in linea con il giusnaturalismo di tutte le democrazie moderne, la Repubblica si limita a riconoscere e garantire i diritti della persona, in quanto essi pre-esistono alla Costituzione stessa (questo il senso di "riconoscere") e in quanto la Repubblica ha il dovere di salvaguardarli (questo il senso di "garantire"): non è la Costituzione a creare i diritti e, quindi, neppure la Costituzione può revocarli.

I diritti della persona (o diritti umani) vengono generalmente definiti come:
  • fondamentali, in quanto corrispondono ai bisogni vitali della persona, sia a livello materiale che a livello morale, psicologico e spirituale;
  • universali, in quanto appartengono a ogni essere umano per il solo fatto di essere tale, senza che qualsiasi altro fattore possa incidere in senso negativo o positivo;
  • inviolabili, in quanto nessuno può privare di tali diritti altri individui, né direttamente né indirettamente;
  • indisponibili, in quanto nessuno vi può rinunciare, neppure volontariamente.

Quindi, i diritti umani, in teoria (ahimè), non potrebbero essere violati neppure da parte degli Stati, delle organizzazioni internazionali o di qualsiasi collettività. Nei tre referendum americani, invece, una collettività ha privato tutti i concittadini di un loro diritto, quello di sposarsi con persone del proprio stesso sesso.

"Sì, ma lo ha fatto con un voto democratico". E invece no: democrazia è governo del popolo, non dittatura della maggioranza. E la differenza tra le due cose sta tutta lì: il governo del popolo decide a maggioranza nel rispetto dei diritti di tutti, mentre nella dittatura della maggioranza "i più" si impongono sulle minoranze, calpestandone i diritti. In altre parole, in democrazia, la decisione a maggioranza è un metodo per governare e non il fine del governare.

Per questo i diritti umani non possono essere sottoposti ai desideri delle maggioranze, al gioco della conta e dell'inciucio partitico, ai referendum, ai sondaggi d'opinione: quanto sia nefasta l'idea di rendere i diritti disponibili alle scelte maggioritarie lo hanno dimostrato le dittature ed i totalitarismi che - mentre muovono le masse - uccidono, torturano, affamano, censurano, discriminano...

E' solo teoria? Forse. Ciò non toglie che qualsiasi pratica differente da questa teoria sia una pratica antidemocratica.

C'è poi la grande difficoltà a riconoscere il diritto a sposarsi tra persone dello stesso sesso come un diritto umano. Ma questa è una fesseria: da una parte, i diritti umani e il concetto di democrazia non esistono neppure senza il principio di eguaglianza, dall'altra proprio il diritto al matrimonio è senza dubbio annoverabile tra i diritti umani.

Ad esempio, il "diritto di sposarsi e di fondare una famiglia" è riconosciuto dall'articolo 16 della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, firmata a Parigi nel 1948, e dall'articolo 9 della Carta europea dei diritti fondamentali, proclamata a Nizza nel 1997. Mentre in nessun articolo viene affermato che tale diritto o qualsiasi altro diritto non debba essere attribuito alle persone omosessuali e bisessuali...

"Sì, ma le nozze gay sono contro natura". Se usiamo il termine "natura" in senso biologico, questa è una gran fesseria, come ampiamente dimostrato. Se invece usiamo il termine "natura" in senso filosofico o religioso, è il caso di ricordarsi che la democrazia rispetta le scelte etiche di tutti, ma non può far propria l'etica filosofica o religiosa di nessuno, neppure della maggioranza. L'unica etica della democrazia è l'etica dei diritti umani.

"Sì, ma per matrimonio si è sempre inteso il matrimonio tra un uomo e una donna!". A parte che anche questa affermazione è alquanto opinabile, ma vogliamo forse ricordare che fino a non molti anni fa non si concepiva neppure il matrimonio tra persone di diversa etnia?

Ognuno è libero di guardare male, disprezzare o odiare chi vuole, omosessuali e bisessuali compresi. Ognuno è libero di ritenere che due donne o due uomini non dovrebbero sposarsi, che è uno schifo, un'indecenza, un peccato. Ma questi devono rimanere sentimenti privati. Non sono temi sottoponibili all'opinione della maggioranza. Almeno non in democrazia.

Little Prince(ss)

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Quattro funerali e un matrimonio. Tra scimmie. Senza dimenticare gli elefanti...

Tanti auguri a Wukong e Xiaoya, oggi sposi. Un matrimonio in grande stile per questa coppia prima sconosciuta. Molto eleganti gli sposi. Lei, ritrosetta e timidina, ha indossato il classico velo bianco (classico per il mondo occidentale, ma di gran moda in tutto l'Oriente); lui, sguardo da figo e da playboy, sfoggiava un completo scuro.

Il matrimonio si è svolto in Cina, nello zoo di Wenling, nella provincia dello Zhejiang. Sì, nello zoo. Perché gli sposi sono due simpatiche scimmiette [Daily Telegraph].

Qualcosa di strano, di anormale, di offensivo nei confronti del sacro vincolo matrimoniale? No, per nulla. Tranquillizzatevi: le due scimmie sono un maschietto e una femminuccia.

Anche la Chiesa, quindi, può rasserenarsi: niente di innaturale! E può iniziare a pensare a come spiegare che, secondo la natura che i cattolici sembrano tanto amare e difendere, la morte cerebrale non è morte vera e che non bisogna sospendere l'alimentazione forzata a chi si trova in uno stato vegetativo irreversibile. Dovrebbe spiegarlo non solo a noi umani, ma, magari ingaggiando un nuovo San Francesco, alle altre specie animali. Quei cretini di elefanti, di talpe-ratto, di api e di gorilla non lo hanno ancora capito e vivono la morte ed il lutto fuori dai sacri dettami del Santo Padre [Corriere].

Forse perché sono meno disumani di certo clero?

Little Prince(ss)

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Il grande colibrì