Lo sciopero della fame di Francesco e Manuel - Matrimonio gay? Sì, lo voglio! (3° parte)

L'introduzione all'inchiesta:
In nome dell'uomo, questo matrimonio s'ha da fare!

La storia di Enrico Oliari è una delle storie nate all'interno dell'azione di affermazione civile sostenuta dall'Associazione Radicale Certi Diritti. Ma la richiesta per il matrimonio tra persone dello stesso sesso non nasce a tavolino in uno scantinato radicale, come qualcuno ironizza. La richiesta risponde alle esigenze legittime di tante persone in carne ed ossa, di tanti amori che, per strade l'una diversa dall'altra, scoprono la necessità di lottare per vedere riconosciuto un diritto, quello appunto al matrimonio, che viene ingiustamente negato.

Sono tante le storie che potremmo raccontare. Abbiamo scelto quella che più ha fatto parlare di sé. Una scelta quasi paradossale, se non fosse per il fatto che siamo convinti che non se ne sia parlato abbastanza. Nonostante uno sciopero della fame massacrante. E allora ecco a voi Francesco Zanardi e Manuel Incorvaia.

"Ci siamo conosciuti nell'aprile 2008" racconta Francesco. Manuel è nato a Savona, ma allora viveva a Milano: "Era sceso a trovare la famiglia. In quell'occasione ci incontrammo". E fu un colpo di fulmine: "Ci siamo subito innamorati". Francesco appare agli occhi di Manuel come una promessa di vita, di felicità: "La vita di Manuel a Milano non era delle migliori. E aveva tanta voglia di avere una persona vicino che lo aiutasse a crescere". E Francesco era lì, non desiderava altro. "Ci siamo trovati".

Inizia così la loro storia d'amore: "Il nostro amore si è sviluppato in modo molto costruttivo. Eravamo entrambi senza famiglia e io, essendo più grande e con un passato simile a quello di Manuel, ho potuto aiutarlo molto a crescere, a trovare la sua stabilità".

Tutto scorre come in tante storie, gioie e dolori da affrontare insieme. Poi la tragedia: "Il 15 settembre 2009 subisco un'aggressione omofoba, vengo ridotto in fin di vita. In quei momenti mi accorgo che Manuel non conta proprio nulla giuridicamente: se fossi morto, lui sarebbe tornato a Savona senza fidanzato e senza nemmeno più una casa".

Sono giorni terribili. Allo shock dell'aggressione, alla paura per la salute di Francesco, si somma l'angoscia di rendersi conto che loro due, per la legge italiana, non sono nessuno. Il loro amore, costruito con devozione giorno per giorno, per la legge italiana, è un castello di sabbia. Ma basta davvero l'onda omofoba di un'aggressione per non lasciarne traccia?

No, non può essere giusto. Manuel e Francesco, tornati in Italia, si danno subito da fare: "Iniziamo ad informarci come sia possibile tutelarsi nel nostro paese, ma scopriamo che non c'è modo. Allo stesso tempo apprendiamo che, invece, in tutta Europa esistono diverse forme di unione civile".

Francesco e Manuel bussano a parecchie porte, con scarsi risultati: "Proviamo a contattare le varie associazioni, che però si dimostrano molto schive e non offrono concretamente nessuna via utilizzabile". Tutte tranne una, Certi Diritti: "Con un programma che si chiama Affermazione Civile, Certi Diritti combatte molto attivamente questa grave discriminazione. Abbiamo deciso di aderire a questa campagna".

Lottano con convinzione, Manuel e Francesco. Iniziano uno sciopero della fame per richiamare l'attenzione sulla propria battaglia, sul proprio diritto a sposarsi che viene loro negato. 35 giorni di sciopero, niente cibo, fino a star male. "35 giorni nel più totale silenzio". In Italia, almeno: "All'estero invece se n'è parlato molto". Paradossi di un paese dove la politica è assolutamente sorda: "Questa politica non rappresenta nessuno di noi, non la si può certo affrontare a colpi di lettere, serve una maggiore coscienza da parte di tutta la comunità".

Un paese dove i media, come al solito, di queste cose se ne fregano. E le principali associazioni *qtlgb non si sbattono troppo, anzi: "Purtroppo il quadro che ci siamo trovati davanti è stato triste, in alcune occasioni sembrava quasi che l'obiettivo di alcune associazioni fosse boicottare qualunque iniziativa".

Qualche segnale positivo, però, arriva. Il cambio della dirigenza in Arcigay, ad esempio: "Ho avuto più volte l'occasione di parlare con Paolo Patané e mi è sembrato una persona all'altezza, con tanta voglia di fare". E soprattutto l'interessamento di alcuni partiti politici, sempre i soliti, tra l'altro.

Un interessamento che si porta con sé, però, "una valanga di polemiche", scatenata proprio da chi, fino a pochi giorni prima, non aveva mostrato alcun interesse: "Faccio solo notare che ho avuto due proposte di candidatura in Liguria dai Verdi e dai Radicali, partiti modesti con poche possibilità, tant'è che non sono più candidato: coi Radicali non siamo riusciti a raccogliere le firme a causa dei tempi troppo stretti. Ma poteva essere un'occasione per intervenire con più forza nella lotta per i diritti".

Ma Francesco e Manuel sono scesi in campo e vogliono vincere. Per se stessi, per gli altri. "Di sicuro non ci arrenderemo. Anzi, bolle già in pentola qualche novità". Sì, vogliono vincere. E la loro vittoria ha un solo nome: matrimonio. "Indipendentemente dalle nostre preferenze penso che si debba proporre il matrimonio, come per gli etero, poi saranno i coniugi a scegliere un'eventuale forma più adeguata alle loro esigenze. Per quanto ci riguarda, noi viviamo l'uno per l'altro, vogliamo una famiglia vera".

Little Prince(ss)

Le altre interviste dell'inchiesta:
* Sergio Rovasio: "Ecco come siamo arrivati al 23 marzo"
* Enrico Oliari: "I confetti per le nozze sono quasi pronti"
* Persio Tincani: "La legge non vieta il matrimonio gay"
* Chiara Saraceno: "Il matrimonio e la famiglia"
* Porpora Marcasciano: "Non si perda la bussola!"
* Sciltian Gastaldi: "Farà felice tanti. E allora ben venga"
* Dario Gay: "Io ti sposerò e amandoci saremo liberi"

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Leggi anche:
* Paolo Patanè, candidato presidente dell'Arcigay in crisi: "Voglio una politica a tutto tondo"
* Gay, lesbiche, trans e queer di tutto il mondo, unitevi! Ma anche no...

3 commenti:

  1. Certo di farti cosa gradita ti riporto il link al video
    con le foto della manifestazione antirazzista tenutasi Sabato scorso a Milano

    ciao,
    Mimmo

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  2. spero proprio che la corte il 23 si esprima positivamente anche se non ho molte speranze. questa Italia le speranze me la ha tolte.

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  3. Sappiamo benissimo chi ringraziare per questa situazione:

    http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2010/03/08/visualizza_new.html_1731173422.html

    gente come questa.

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Il grande colibrì