Abbiamo da poco raccontato come, secondo l'Office for National Statistics (l'Istat inglese, per intenderci), gli omosessuali sarebbero solo l'1'% della popolazione ed ecco che, questa volta dagli Stati Uniti, arriva un'altra stima destinata a far discutere: secondo la Kaiser Family Foundation ben il 20% degli uomini che fanno sesso con altri uomini, almeno nelle grandi città, sarebbe infettato dall'Hiv e, tra coloro che sono sieropositivi, quasi la metà (il 44%) lo ignorerebbe [CBC].
Certo, il dato può essere messo in discussione, dal momento che il solo fatto di creare un campione realmente rappresentativo degli uomini sessualmente attivi con altri uomini è di per sé impresa non facile, tanto dal punto di vista pratico quanto da quello teorico. Insomma, due studi sui quali dubitare, da superare alzando le spalle?
Il film fino a quel punto è stato bello, intenso, emozionante. Poi arriva quella dannata domanda: "Perché mi ami?". Oddio, è il tuo primo pensiero, ora arriva il vento freddo della banalità o, forse persino peggio, il vento gelido di qualche astratta frase da Bacio Perugina. Oddio, è il secondo pensiero, tra poco rimpiangerai il prezzo del biglietto. Il corpo ti si accascia sulla poltrona del cinema, ormai rassegnato al peggio...
Allora, facciamo l'elenco: i pennarelli, i dildo, le carote, le palline cinesi, quella bella melanzana... E sì, certo, i cazzi, alcuni anche grossi. Ecco quello che è entrato nel buco del mio culo. Un bel culo, lasciatemelo dire senza fingere modestia. Un culo che piace, nudo, avvolto da boxer aderenti o sfiorato dal pizzo delle mie calze a rete preferite. Un culo che fa sognare qualcuno e che ad altri - quelli che non sognano - fa fare cattivi pensieri: "Chissà come lo usa quel culo..." si chiedono e, con un misto di orrore e piacere (in una parola: scandalo), si rispondono che sì, lo uso proprio in quel modo lì...
Penso al mio culo - al mio bel culo -, a quelli a cui fa perdere la testa, a quelli per i quali è solo fonte di scandalo - a quelli, cioè, che il culo vorrebbero rompermelo, ma non nel modo che piace a me - mentre vedo lo spot del ministero per le Pari Opportunità contro l'omofobia. E non perché sia uno spot fatto col culo - col culo si possono fare cose indimenticabili, capolavori che innalzano il corpo, la mente e l'anima, ve lo assicuro.
Due ragazzi si conoscono in chat. Uno (Pepe Torres) è subito pronto a scopare, l'altro (Marcos Garcia) si è "portato dietro" i due genitori, la madre (Isabel Gadea) che non ha accettato l'orientamento sessuale del figlio e il padre (Joan Manuel Gurillo) che sembra non aver accettato... il suo proprio orientamento sessuale!
Corto surreale spagnolo per la regia di Vicente Bonet, "A cuestas con mis padres" (grande successo al Jameson Notodo Filmfest) mostra come i più grossi problemi sessuali non sono quelli dei ragazzi omosessuali, ma quelli dei genitori omofobi. In lingua originale, con sottotitoli in inglese.
94° giorno: creato lo scudo di difesa dai meteoriti
100° giorno: passeggiata nel parco
Non ci aspettiamo l'impossibile nei suoi primi 100 giorni in carica. Ma il Presidente Barack Obama può: * annunciare un piano e stabilire una data per chiudere Guantanamo; * proibire la tortura e gli altri maltrattamenti come definiti dall'ordinamento internazionale; * garantire l'istituzione di una commissione indipendente sugli abusi Usa della "guerra al terrorismo".
Certa gente ha solo voglia di raccontare invece di ascoltare. Così, in uscita dell'album The Crying Light di Antony And The Johnsons, dedicato al ballerino Kazuo Ohno, ci si ricorda di tante parole. In effetti, sembra che abbia detto fin troppo.
Piccola raccolta delle pubblicità africane dei preservativi Trust: piccoli capolavori di ironia e di seduzione... E comunque ricordate: che sia Trust o che sia qualsiasi altra marca, avere un preservativo in tasca può essere sempre utile. Fosse mai che ti si rompe la bottiglietta dell'acqua...
"Al lupo! Al lupo!" gridava il giovane pastorello, mentre la belva feroce gli sgozzava una dopo l'altra le sue adorate pecorelle. Ma, stanchi di sentirlo gridare quella frase ogni giorno senza che ci fosse mai un reale pericolo, i pastori più grandi, che stavano più a valle, non andarono ad aiutarlo. Anzi, si dissero tra loro: "Uffa uffa, sempre la stessa storia", racconta la fiaba (ma, più probabilmente, la frase reale fu: "Eccheppalle!").
Mi fa pensare a questa storia la mitragliata di comunicati stampa che, ormai da settimane, Arcigay ci sta propinando su quell'evento di capitale importanza che sembra essere il Festival di Sanremo.
Prima si è pensato bene di minacciare la marcia sulla Riviera perché si è scoperto che un certo Povia (sì, quello dei "Bambini fanno ohh" che riemerge dal nulla) canterà un brano dal titolo "Luca era gay". Ommioddio, una canzone omofoba! Peccato che si conosca solo il titolo e alcune passate dichiarazioni un po' sceme di Povia stesso sull'omosessualità. Insomma, indizi ci sono, prove no, ma il processo si svolge comunque senza esitazioni e arriva la condanna: quella canzone non s'ha da fare.
S'ha da fare un'altra canzone, invece. Si tratta di "Perfetti" di Niccolò Agliardi. Tanti si sono scandalizzati che questa canzone su un amore gay non verrà cantata sul palco dell'Ariston. Ommioddio, censura omofoba!
Ma cos'è successo? Semplice: Agliardi ha proposto la canzone per un duetto a un "big", un cantante conosciutissimo. Chi sia non si sa, noi lo chiameremo Mister X. E Mister X ha rifiutato. Il motivo del Gran Rifiuto? Alcuni gridano all'omofobia, ma forse è più probabile che Mister X non abbia trovato il brano di suo gusto. Anzi, ora che si ascolta la canzone (eccovela qui sotto), è molto più probabile...
Tuttavia ecco proprio oggi l'ultimo comunicato di Arcigay, che chiede un grande gesto riparatore a Bonolis: verrà (forse) perdonato per la canzone (forse) omofoba di Povia se farà esibire anche Niccolò Agliardi, ovviamente fuori concorso. Sarebbe, scrive Aurelio Mancuso, presidente nazionale di Arcigay, "una grande occasione per dare voce attraverso la canzone popolare alla denuncia delle disciminazioni, dei soprusi e delle violenze che purtroppo ancora oggi migliaia di gay e lesbiche subiscono in Italia e si prefigurerebbe come un atto di vera attenzione da parte di Bonolis rispetto alla nostra dignità di cittadini italiani". Santo Bonolis, libera nos a malo...
Bum!
Sia chiaro, l'intento è buono, anzi ottimo: "Come Arcigay proponiamo che i proventi del ricavato delle vendite siano utilizzati per aprire una casa protetta per i giovani gay maltrattati e violentati, che attualmente purtroppo non trovano rifugio quando vengono cacciati di casa e/o subiscono violenze e abusi di tutti i generi".
Sono i toni ad essere un tantino eccessivi, non trovate? Il rischio è che tutto questo si trasformi nel classico "Al lupo! Al lupo!" e che gli schiamazzi su due semplici lagne... ehm, canzoni... coprano i passi felpati del lupo che si avvicina davvero.
"Les Guignols de l'Info", programma seguitissimo del canale francese Canal+, ha mandato in onda l'intervista di Patrick Poivre d'Arvor a Silvio Berlusconi (Duce Gabbana). Si è parlato della censura subita dal film "Brokeback Mountain" su RaiDue (sono state tagliate le scene di sesso gay e il bacio tra i due cowboy).
Ecco il video, in francese.
Per chi non conosce il francese, ecco lo scambio di battute più esilarante.
Patrick: Ma è inaccettabile, è omofobia!
Silvio: No, in Italia non siamo omofobi. Solo che non ci piacciono i froci. A noi piacciono le donne.
Patrick: Ma nel 2008 è allucinante!
Silvio: Ah, ma nel 2007 facevamo lo stesso! Perché cambiare nel 2008? Il papa è diventato finocchio? E allora vaffanculo!
Torniamo un attimo sugli scontri di Piazza Navona del 29 ottobre. Io non c'ero e non potrei fare altro che riportarvi la mia interpretazione dell'interpretazione dei fatti data da altri. Sui fatti, insomma, non posso dire granché (ma guardate il video qui sotto, suggerito da il Russo: è molto interessante). Sulle interpretazioni di quei fatti forse sì.
Consideriamo ora un interessante video proposto da Casa Pound, il centro sociale fascista di Roma. Ricordo che il Blocco Studentesco di estrema destra è collegato proprio con Casa Pound.
E' interessante notare come gli studenti di estrema destra cerchino di apparire come gli agnellini della situazione. La frase "Il Blocco Studentesco mette musica e prova a riportare gioia e allegria..." fa vagamente pensare a Winnie The Pooh. Interessante anche notare il modo in cui "il Blocco Studentesco si prepara a tutelare il proprio diritto di essere in piazza a manifestare!": nel giro di pochi secondi gli agnellini di cui sopra si trasformano in lupi e si armano di caschi e mazze tricolori. Bene, chiaramente i giovani fascisti erano lì con tanta voglia di menar le mani. Nulla di nuovo sotto il sole, purtroppo...
Ma è interessante notare anche l'arrivo degli studenti di sinistra, che si possono dividere in due gruppi: quelli con caschi e cappucci e oggetti da lanciare; e quelli che, disperati, si sbracciano per fermarli.
E sono i primi i più interessanti. Sono probabilmente gli antifascisti (?) arrabbiati che nelle settimane scorse hanno invaso il web con la loro indignazione perché "i fascisti ci hanno rubato la testa del corteo" e che scrivevano che "il movimento studentesco di Sinistra ha bisogno di riprendersi da questo torpore pseudo democratico che imperversa. La vera democrazia è difendere attraverso una dura e precisa reazione queste situazioni perverse e al limite dell'assurdo" (e queste situazioni "intollerabili" erano, appunto, la presenza di fascisti alla testa del corto, nulla di più...).
L'antifascismo di questi bambocci col casco o col cappuccio è esattamente speculare al fascismo dei bambocci con le mazze tricolori: voglia di fare a botte, di far casino, di avere qualcuno da odiare. Voglia di violenza, fisica, psicologica, verbale.
"Ma anche i partigiani hanno usato metodi violenti". E qui ti domandi se faccia più male alla memoria della Resistenza certo revisionismo bastardo di destra o certa banalizzazione cretina di sinistra.
"Ma siamo arrivati in casco e cappuccio perché loro, i fascisti, avevano aggredito due dei nostri in mattinata". Un pensiero molto di sinistra, davvero. Come quelli che vanno a bruciare i campi rom "perché due zingari c'hanno rubato la macchina in mattinata".
Sì, perché lo scontro tra i ragazzi con le mazze tricolori e i ragazzi coi cappucci è puro odio identitario. I neri contro i rossi, i rossi contro i neri, il male contro il bene, il bene contro il male. E come tutti gli odi identitari non può che sfociare nel desiderio di pulizia etnica. Magari solo metaforica o simbolica, ma pur sempre pulizia etnica.
Ma l'antifascismo può trasformarsi in identità e proporre la propria superiorità identitaria? Tutto questo processo non è, in sé stesso, profondamente fascista? Antifascismo è poter dire "io sono antifascista" o poter dire "io penso e agisco secondo modalità estranee a quelle fasciste"?
Il mio antifascismo non c'entra nulla con l'antifascismo dei bambocci in casco o in cappuccio, non c'entra nulla con l'antifascismo dei "fascisti rossi". Il mio antifascismo è una non-identità aperta alle identità e alle non-identità altrui, è voglia non di chiudersi in gruppo ma di aprirsi in gruppo. E di lottare a viso aperto e senza violenza (perché il fascismo è violenza!) contro chi si infila il casco per far guerra all'identità altrui. Qualsiasi sia il nome dietro cui nasconde il suo desiderio di sangue.
Sì, va bene, tifiamo tutti per Obama, però... Insomma, anche lei ce la può fare. In fondo "guardate Bush, non dev'essere difficile". E poi anche lei, come George W., da giovane (cioè pochi mesi fa) è stata fermata per guida in stato di ebbrezza...
Sì, la candidatura di Paris Hilton, "il vostro comandante in capo in bikini", alla Presidenza degli Stati Uniti d'America in fondo convince. E se non lo fa politicamente (solo in Italia si eleggono certi personaggi...), lo fa senza dubbio satiricamente: quello che vi proponiamo è infatti un pezzo di satira anti-repubblicana favoloso, a tratti del tutto demenziale, a tratti perfido (nei confronti del più volte citato Bush, ma anche nei riferimenti ben poco velati a McCain, "vecchio cliché"), a tratti persino quasi "serio" (quando cita la tortura del waterboarding o il tema del surriscaldamento e del protocollo di Kyoto), a tratti progressista quanto neppure Obama sa fare (vedi il chiaro appoggio ai matrimoni gay)!
E poi, davvero: la ascolti una volta e non la dimentichi più...
Little Prince(ss)
Traduzione:
Paris for president Al Palms a raffreddarsi con un Martini Paris for president Il vostro comandante in capo in bikini
Lasciatemi parlare delle mie proposte politiche In modo che si smetta di odiare gli Usa
Bisogna incentivare la non-proliferazione nucleare E ratificare il protocollo di Kyoto sin da oggi
Unitevi al corteo delle mie auto Nella mia Escalade [modello di Cadillac] ibrida [che non inquina] rosa
Paris for president Basta con i vecchi cliché Paris for president Potete sposarvi se siete etero o gay
Se volete mettere il rossetto ad un maiale [riferimento a una frase di Obama] Accertatevi che la sfumatura si intoni al colorito della pelle
Potete fidarvi di me con il dito sul bottone [delle bombe nucleari] "Nucular" [come Bush pronunciare "nuclear"]: un lessico deplorevole, vero?
Baratterò il consiglio dei ministri Con una passeggiata nell'armadio
Paris for president L'America dovrebbe mettermi al comando Paris for president Guardate Bush, non deve essere difficile
Simon Cowell [talent scout tv] forse è cattivello Ma quando uno dei giudici tira le cuoia metterò lui alla Corte Suprema
Poi dipingerò di rosa la Casa Bianca E studierò un viaggio a Maui [isola delle Hawaii]
Paris for president Una sostenitrice dell'energia pulita Paris fo president La vera ribelle a Washington
Il "waterboarding" è una tortura e Il riscaldamento globale non è per nulla hot [figo, ma anche caldo!]
Creerò un dipartimento chiamato "polizia della moda" E aggiusterò l'economia con ogni tipo di nuovo lavoro
Rifarò il look della Statua della Libertà Con Donna, Tommy e Calvin Klein
Paris for president Portate fuori i vostri bei culetti e votate Paris for president Distribuisce consigli di bellezza e speranza Paris for president...
Basta poco per commuoversi andando magari a ricordare i momenti in cui si faceva la colazione prima della scuola. O si tornava a casa e si cenava. Tanti baccani, tante parole, tante cose inutili. E ci si dimentica dei sogni
Superato lo scoglio della decima compilation, Stéphane Pompoungac ritrova in questo undicesimo volume della serie Hotel Costes, una delle migliori per quanto riguarda la musica lounge, sonorità distese, floreali, colorate, da tutte le parti del mondo. Ma soprattutto: allegre. Lasciandosi alle spalle suoni più propriamente elettronici puri e duri, riscoprendo note sensuali. Si incomincia con musiche leggermente Pinkfloydiane in certi aspetti per proseguire con richiami al Brasile, all'Europa, ma in specie alla vera essenza della musica lounge: lo scorrimento sonoro, musica che passa accompagnando le orecchie. Ambient per gusti raffinati, colonna sonora per vari momenti, in particolar modo notturni. L'undicesimo volume è senza dubbio uno dei più belli, non solo per questi aspetti, ma soprattutto per la selezione, sulla quale spiccano senza dubbio i Waldeck, Naomi, e un duetto inedito Vanessa da Mata/Ben Harper. Più vari brani in escusiva per questa compilation. Senza però riconoscere: e non solo per il mixaggio. Ma perchè passa.
Tracklist: 1. Marsmobil – Magnetising 2. Naomi – How Many Loves 3. Variety Lab – Soda Pop Confusion 4. Pacha Massive – Don’t Let Go 5. Club Des Belugas – Skip To The Bip 6. Lena Horne – I Want A Little Doggie 7. Duplex Inc. Ft. Asley Slater – The Game 8. Villa Black Ft. Juanita Grande – Broken Wings (Pompougnac & Schillings Remix) 9. Kraak And Smaak – Enzo (Costes Edit) 10. Waldeck – Why Did We Fire The Gun? 11. Stephane Pompougnac Ft. Nicole Graham – Eden 12. Dj Farrapo & Yanes – Avisado 13. Vanessa Da Mata & Ben Harper – Boa Sorte 14. Tom Eno – Tijuana 15. Morten Varano – Dead And Street (Trentemoller Remix) 16. Gerrit Van Der Meer – A Suitcase Of Light 17. Shazz Ft. Michael Robinson – Mirage
Questo sito belga (Alles Over Seks, Tutto sul sesso) offre un servizio, rivolto soprattutto ai più giovani, per rispondere ai loro dubbi sul tema della sessualità. Ha prodotto questa pubblicità molto divertente, ma poco affidabile: il rischio maggiore non è quello di inghiottire o meno lo sperma, ma è quello di prenderlo semplicemente in bocca!