L'erotismo degli "uomini comuni": Michael Kirwan presenta i suoi disegni pornografici gay

Nani, ciccioni, uomini scheletrici, amputati, punk, baby gang, vecchi, ragazzi sulla sedia a rotelle. E anche ragazzi "normali", ma quasi sempre lontani mille miglia dal canone di bellezza classico, predominante, anche grazie al tratto quasi deformante che gonfia i visi e i corpi, ai colori spesso allucinati, ai coloriti a volte giallognoli, itterici. Sono questi gli uomini che popolano le intricatissime illustrazioni di Michael Kirwan, un disegnatore pornografico di New York tra i più interessanti al mondo.

I suoi personaggi si muovono in un mondo lontano dalle insegne scintillanti dei locali gay, lontano dalle romanticherie delle coppie omosessuali dei film per la tv. Si masturbano nei vicoli, dietro i bidoni della spazzatura. Battono i bagni pubblici, dove danno vita a immense orge. Si pisciano addosso in qualche scantinato. Si incontrano in appartamenti arredati con estrema modestia, con i mobili della nonna (non con le gaissime creazioni di Ikea), a volte con un certo gusto kitsch, lontanissimo dalla raffinatezza un po' snob di certe "ziette".

Qui ognuno può essere se stesso, fare quello che più gli piace, senza timore di giudizi e di moralismi. Il piacere è totalmente libero dai freni inibitori delle schematizzazioni imbecilli, del modello pornografico che appiattisce personaggi (il mister muscolo, il diciottenne imberbe, l'orso...) e ruoli (il nero attivo, l'ispanico dominante, il ragazzino sottomesso) riproducendoli all'infinito, rendendoli immodificabili, inesorabili, granitici, infine paradossalmente frigidi. Qui si gode in modo selvaggio e divertente, senza bisogno di sublimare questo godimento in corpi perfetti e in ambientazioni amene.

La libertà dei personaggi di Kirwan sembra una ribellione alle rappresentazioni edulcorate e fondamentalmente perbeniste della pornografia omosessuale, un elogio a tutto quello che generalmente verrebbe additato come indecente, squallido, osceno o sgradevole e che, sorprendentemente, riesce a muovere le corde più profonde dell'eccitazione. E invece l'autore, come potrete constatare nella nostra intervista, sembra non gradire affatto che si definiscano i suoi personaggi "brutti" e le sue illustrazioni "oscene"... come se si trattasse di offese!

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Che cos'è la bellezza fisica, secondo te?

Beh, la "bellezza fisica" è costituita da vari elementi. Innanzitutto c'è il viso, che dovrebbe essere il più perfettamente simmetrico possibile, per quanto la natura può concedere. Ogni lato del volto deve essere l'immagine speculare del lato opposto per raggiungere l'equilibrio armonico che caratterizza quella che viene considerata la struttura classica. E' una formula matematica. Il corpo dovrebbe essere ben definito e proporzionato e dovrebbe mostrare una certa grazia e fluidità nel movimento.

Dal mio punto di vista, le tipologie fisiche migliori per un uomo sono quelle che riflettono o un lavoro manuale pesante o, in alcuni casi, un impegno costante nel praticare qualche sport. Il rugby e l'hockey sembrano produrre la muscolatura davvero ideale, con gambe e cosce robuste e forti, ma anche con lo sviluppo di pari passo della parte superiore del corpo.


La bellezza però è un elemento culturalmente costruito, una fonte di potere e di esclusione...

L'essere belli concede senza dubbio un vantaggio notevole in varie aree, nel trovare un lavoro, nell'avere un gruppo più ampio di compagni con cui fare sesso o iniziare storie romantiche, nell'essere socialmente popolari. Tuttavia, indipendentemente da quanto l'aspetto fisico di una persona possa essere struggentemente perfetto, se una persona non possiede un certo grado di fascino, di intelligenza e di passione, i suoi ammiratori e le sue ammiratrici alla fine si stancheranno di perdere tempo dietro ad una scatola vuota superbamente impacchettata!


Comunque non è vero che solo gli uomini "belli" sono eccitanti...

Beh, se solo gli uomini "belli" fossero eccitati, il 99,2% della popolazione mondiale non scoperebbe mai. Insomma, no, non è vero, senza dubbio...


Nelle tue immagini visivamente molto potenti, rappresenti anche uomini grassi, vecchi, disabili... uomini che il senso comune dell'erotismo definirebbe "brutti" e "sgradevoli".

Beh, potrei dire che grossomodo l'80% dei miei protagonisti maschili sono semplicemente uomini e ragazzi comuni e forse il restante 20% potrebbe ricadere nella categoria dei brutti, vecchi e sgradevoli, ma per me non sono nulla di tutto ciò. Per me, sono l'approssimazione artistica di persone reali, di persone che esistono realmente, che sono sessualmente attive e con le quali molti spettatori potrebbero relazionarsi facilmente.

Quando ho iniziato a lavorare nel campo delle illustrazioni pornografiche, decisi di ritrarre tutti i tipi di persone che sarei riuscito a immaginare. 25 anni fa nutrivo una profonda ammirazione per l'abilità tecnica di Tom of Finland, per le sue rappresentazioni di gioiosi semidei che amoreggiavano in un universo omocentrico, che sviluppavano una nuova identità mascolina che tutti i froci in ogni angolo del mondo erano chiamati ad adottare. Però gli uomini con cui mi ritrovavo a scopare non somigliavano a quel modello, come non ci somigliava nessuno che conoscessi.

Bisognava rappresentare gli uomini comuni, semplici, che incontri tutti i giorni, e non solo gli adoni frutto della fantasia: è questo quello che ho cercato di fare in tutti questi anni. Io certamente avrei fatto sesso con tutti quanti gli uomini e i ragazzi che ho disegnato. Una persona non deve per forza essere bella per infilarti il suo cazzo su per il culo, basta che sia abbastanza esperta da farti godere, no?


Quali sono le tue fonti di ispirazione?

I ragazzi per strada. I ragazzi sugli autobus. I ragazzi che cazzeggiano nei bar. Li osservo e provo a immaginarli in una situazione sessuale. Non guardo fotografie o film né uso modelli dal vivo, preferisco che i miei personaggi siano completamente un riflesso della mia creatività.


I tuoi personaggi spesso fanno sesso in situazioni che possono apparire squallide e degradanti...

Ogni volta che posso, cerco di inserire i miei personaggi in scenari ricchissimi di dettagli per dare allo spettatore qualche idea di chi siano e di come vivano le persone che rappresento. Si tratta di informazioni biografiche che offrono indizi utili a capire il contesto socio-economico e mentale-emozionale in cui vivono le mie creazioni.

Comunque non mi sembra proprio che gli elementi di sfondo dei miei disegni siano particolarmente "squallidi". Io sono cresciuto povero e il più delle volte ho partecipato ad attività sessuali con gente dei gradini più bassi della scala sociale. Insomma, questi tipi di ambientazioni mi sono familiari, mi danno conforto.

E poi, ma forse è solo un mio peccatuccio personale, i ragazzi con appartamenti impeccabili, asettici e ossessivamente ordinati a) pensano evidentemente che pulire la merda sia qualcosa di importante e b) non sono a proprio agio con visitatori che possono scoprire molto della loro personalità attraverso un'osservazione casuale.


Eppure anche molti gay potrebbero ritenere ciò che rappresenti come troppo osceno...

Mmmm... Davvero non ho mai avuto la percezione che molti gay ritengano la mia opera "troppo oscena". Negli anni ho ricevuto decine di migliaia di messaggi sul mio sito web (VM18!) e la critica più dura che ho ricevuto, a parte qualche coglione religioso, è stata quella di un uomo che trovava piacevole solo il 45% delle immagini disponibili online. La maggior parte, invece, è felicissima di vedere finalmente uomini simili a sé stessi raffigurati in maniera amichevole durante attività sessuali.


In molti però ritengono che il sesso promiscuo nei cinema e nei bagni pubblici o le relazioni tra giovani e anziani siano pratiche moralmente da disapprovare. Qui in Italia, ad esempio, una piccola associazione associava la ricerca di sesso nei battuage (definiti "postacci") a squallore, disperazione, schiavitù...

La gente fa sesso nei bagni pubblici, nei parchi, sulle metropolitane, nei negozi porno e in una gran quantità di diversi posti simili, soprattutto se lo fanno di nascosto dal "mondo etero" o se vivono ancora con i genitori. Certa gente poi partecipa davvero con piacere a relazioni intergenerazionali: c'è forse una valida ragione per la quale un 17enne e un 55enne non dovrebbero farlo insieme? Succede nella vita reale e, in un certo senso, mi sembra di archiviare per la storia l'armamentario sessuale sperimentato dai costumi omosessuali che io ho capito nel corso della mia vita.

Molti degli scenari che creo vogliono indurre a pensare che l'accoppiamento sia casuale e accidentale: sono solo ragazzi arrapati che cercano di prendere al volo una piccola misura di intimità in qualsiasi circostanza si presenti loro.

Io disegno, lavoro e creo per dare ispirazione e piacere a degli uomini gay... e non me ne frega un'emerita minchia di quello che gli etero pensano del mio lavoro artistico o di quello che pensano dei froci e di sicuro non porrò limiti o censure a quel che produco perché un mucchio di fottuti etero (che non contribuiscono in niente ai miei guadagni) possa essere rassicurato del fatto che i gay siano noiosi come lo sono loro.


Eppure c'è appunto chi se la prende con i gay che frequentano "squallide cantine" e "postacci" invece di scendere in piazza per i propri diritti... come se, a fare certe cose, non ci si meritasse certi diritti...

Ci meritiamo pari diritti perché siamo esseri umani e il fatto che facciamo sesso occasionale, che abbiamo molti partner o che ci facciamo pisciare in faccia non ha nessuna incidenza su questa realtà.


La cultura gay sta diventando troppo conservatrice e castrante?

Non esiste nessuna "cultura gay" unica, proprio come non esiste una "cultura francese" unica o una "cultura americana" unica: alcune espressioni della popolazione gay possono desiderare di apparire più conformiste e di fare il verso alle insapori relazioni eterosessuali, ma esiste anche un mondo sotterraneo palpitante di vita fatto di porci affamati di sesso, di arte deviante, di politica radicale e di gente ribelle molto contenta di virare assai lontano dalla corrente impetuosa dell'omogeneizzazione.


Nei tuoi disegni rappresenti spesso i preservativi: cosa ne pensi del barebacking?

Includo i preservativi nel mio lavoro perché fanno parte della realtà della vita di un uomo gay dai primi anni Ottanta. Non sono presenti in tutti i disegni e l'implicazione è che i partecipanti sono entrambi vergini oppure all'interno di una relazione esclusiva.

L'Aids è ancora tra noi e chiunque si assuma il rischio calcolato di fare sesso non protetto con un partner promiscuo è qualcuno che non sembra dare molto valore alla propria vita. Suppongo che i ragazzi che vedo nei film che non usano il profilattico siano già sieropositivi o che prendano altre precauzioni (sic!) per evitare di contrarre la malattia o che siano semplicemente talmente stupidi da pensare di essere magicamente immuni. Ho visto scene eccitanti sia con che senza preservativi...


La pornografia del barebacking sembra inquadrarsi in una ricerca di pratiche sessuali sempre più estreme...

Non è una questione che mi appassiona molto sapere fino a che punto si spinge il porno. E' in moto una ricerca accanita di una pornografia sempre più estrema? Ci sono prove di questo che mi sono sfuggite nonostante io sfogli un mucchio di siti queer (da JoeMyGod a AmericaBlog, da Queerty a Towleroad...) ogni giorno? Sinceramente non mi è giunta nessuna notizia di gay galvanizzati dall'idea di esplorare febbrilmente gli angoli più estremi e remoti della pornosfera.


Eppure è scoppiata una feroce polemica su Elijah e Milo Peters, i due gemelli, che abbiamo intervistato mesi fa, divenuti famosi perché fanno sesso insieme in alcuni film a luci rosse...

Non mi sembra che due fratelli o due gemelli che facciano sesso tra loro sia una cosa così strana. Ho conosciuto dozzine di fratelli che, a un certo punto della propria vita, hanno avuto relazioni sessuali tra di loro. Ma davvero, chi se ne frega? Un conto è se uno dei due potrebbe finire incinto e dare la luce a un bambino geneticamente difettoso (sic!), ma qui si tratta solo di pompini e inculate, nulla di così inusuale da essere degno di nota.


Little Prince(ss)

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Leggi anche:
* L'orso non ha Perdido né il pelo né il vizio: riflessioni di un disegnatore bear (intervista in 2 parti)
* L'arte pornografica gay di Loran: Lorenzo Ridolfi e i suoi corpi di carne e acquerello
* E lo sperma si fece luce: il sesso conquista le vetrate erotiche di Diego Tolomelli (in arte IKO)

6 commenti:

  1. Il concetto di "Bellezza", o peggio ancora di "bello" e "brutto" sono solo delle definizioni di comodo. Se si badasse di più al "mi piace", tutte le catalogazioni cadrebbero di sana pianta, per buona pace mia e di molti. Sai bene a cosa mi riferisco.

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  2. Ciao Passavo di qua adesso sono in blogger anch´io

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  3. È un disegnatore troppo eccitante: grazie per avermelo fatto scoprire ;-)

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  4. Concordo con porcello: non conoscevo questo autore, ma adesso è il mio preferito!

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  5. bellissimo, trovo i suoi disegni molto interessanti e sicuramente d'ispirazione per un immaginario erotico vario e variegato (così come dovrebbe essere). Una sola cosa non condivido, ovvero il parallelismo tra bellezza e simmetria. Sarà che sò di parte perchè il mio naso non è proprio simmetricamente perfetto, ma a me sono sempre piaciute le forme imperfette, perchè le trovo affascinanti e estremamente erotiche... ma appunto, forse parlo per partito preso =D
    Come al solito bel post ^^

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  6. @ Viviana:
    Forse ha ragione il mio amore a dire che dovrei andare dall'oculista... ma a me i ragazzi disegnati da Kirwan sembrano tutto fuorché simmetrici... Insomma, lui descrive un canone di bellezza, ma poi disegna ragazzi che non rientrano in quel canone (e personalmente credo che sia proprio qui il segreto della sua carica erotica)... e però nega questo fatto... Io rimango con un po' di perplessità!

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Il grande colibrì