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L'erotismo degli "uomini comuni": Michael Kirwan presenta i suoi disegni pornografici gay

Nani, ciccioni, uomini scheletrici, amputati, punk, baby gang, vecchi, ragazzi sulla sedia a rotelle. E anche ragazzi "normali", ma quasi sempre lontani mille miglia dal canone di bellezza classico, predominante, anche grazie al tratto quasi deformante che gonfia i visi e i corpi, ai colori spesso allucinati, ai coloriti a volte giallognoli, itterici. Sono questi gli uomini che popolano le intricatissime illustrazioni di Michael Kirwan, un disegnatore pornografico di New York tra i più interessanti al mondo.

I suoi personaggi si muovono in un mondo lontano dalle insegne scintillanti dei locali gay, lontano dalle romanticherie delle coppie omosessuali dei film per la tv. Si masturbano nei vicoli, dietro i bidoni della spazzatura. Battono i bagni pubblici, dove danno vita a immense orge. Si pisciano addosso in qualche scantinato. Si incontrano in appartamenti arredati con estrema modestia, con i mobili della nonna (non con le gaissime creazioni di Ikea), a volte con un certo gusto kitsch, lontanissimo dalla raffinatezza un po' snob di certe "ziette".

Nel Paese delle Meraviglie di Steven Miller, dove la sessualità gay conquista ogni spazio

Le associazioni mentali non sono sempre facili da seguire e da spiegare, e forse non vanno neppure sempre spiegate e seguite. Fatto sta che appena ho visto le fotografie di Steven Miller, un artista di Seattle, ho pensato, senza capire perché, ad Alice. Ma quale strano collegamento aveva fatto la mia mente sbilenca tra la bionda protagonista della fiaba e quei maschi avviluppati in baci, quegli orsi (col)legati da corde, quell'uomo che leccava l'ano ad un altro alla fermata del bus?

Poi ho visto certi bianconigli tutti presi nel fornire una "prova dell'omosessualità in natura" e mi son detto: "Ah, ecco un collegamento!". Ma è stato solo con questa intervista che finalmente ho trovato la risposta: Steven Miller abita nel Paese delle Meraviglie. Ed è in questo paese che ci porta con i suoi scatti meravigliosi, bizzarri, divertenti e sconvenienti. E allora, allacciate le cinture... e buon viaggio!

Gli autoscatti di Sylvain Norget: il pudore non c'è più (e il messaggio non c'è mai stato...)

Nell'era dei videofonini e delle macchinette digitali quanti milioni di autoritratti di persone nude vengono scattati in tutto il mondo? A parte casi eclatanti di immagini senza veli di promesse miss (come Chiara Fantoni) o di VIP (come Jamie Foxx) circolate per errore lungo i fiumi carsici del web, raramente qualcuna di queste immagini autoprodotte ha raggiunto una qualche notorietà.

L'eccezione esiste, ovviamente: parliamo di Sylvain Norget, un fotografo francese che non si sa bene se definire semplice esibizionista o vero e proprio artista - sia ben chiaro, lui è il primo a dubitare che la sua sia davvero arte. Fatto sta che, senza essere una miss né un VIP, i suoi autoritratti erotici sono conosciuti in tutto il mondo, forse per la spudoratezza, forse per l'ironia, forse per l'originalità (basti pensare al Naked Rabbit Project, una raccolta di centinaia di fotografie in cui Norget, con indosso ben pochi veli e una maschera da coniglio, si fotografa nelle pose più bizzarre).

Una risata vi ecciterà: i mille colori della gayezza nelle divertenti foto erotiche di Karim Konrad

L'erotismo sembra essere diventato un affare davvero serio. La pornografia e la tv ci hanno abituati a donne e uomini che si accoppiano con espressioni professionali, a volte persino gravi e severe. Si piange sempre più mentre si fa sesso, tra dungeon sadomaso, frustini e simulazioni di stupro. E se il Corriere ci ammonisce che sorridere è vivamente sconsigliato nel gioco della seduzione, evocare la risata nell'erotismo diventa davvero una bestemmia.

E allora Karim Konrad, con le sue immagini colorate di colori e di ironia e di comicità, è davvero un bestemmiatore. Anzi, di più: è un iconoclasta, impegnato in una costante opera di sconsacrazione di tutti i simboli dell'ortodossia pornografica. Nato in Germania occidentale, a Heidelberg, "una bellissima e idilliaca cittadina universitaria", cresciuto tra "l'umorismo di mio padre, l'amore di mia madre e la creatività dei miei fratelli", oggi Konrad è uno dei fotografi omoerotici più famosi del mondo. E, probabilmente, il più divertente in assoluto. Lo abbiamo intervistato.

La libertà fotografata nuda in Israele: quando il dito indica la luna, il saggio guarda il culo

Parlando di sessualità e di libertà è semplice cadere nel tranello di trasformare in facile eroe chiunque sia colpito dalla sessuofobia dominante. Per esempio il discount erotico online SexyPrivé che, vistasi impedire la distribuzione gratuita di 6mila oggetti erotici per le vie di Parigi per - addirittura! - ragioni di ordine pubblico, ha pensato bene di inviare ai parlamentari d'oltralpe un pacco natalizio con sex toy, tanga e preservativi [le Parisien]. Raccogliendo due piccioni con una fava (di plastica): ha denunciato il provvedimento avverso e, soprattutto, ha ottenuto una pubblicità mondiale a costi davvero contenuti.

Distribuire orgasmi, magari con cinque ritmi di vibrazione, per la pubblica via sarebbe senza dubbio un gesto profondamente rivoluzionario (anche se già realizzato, proprio a Parigi, il giorno di San Valentino di quest'anno)... se non fosse per l'intento puramente commerciale e promozionale che ci sta dietro. E una vera rivoluzione sessuale, come ben ci insegna Bruce LaBruce con i suoi film (ad esempio "Otto; or Up with Dead People"), non può che passare attraverso il superamento degli stili di vita consumistici.

Fai della Terra la tua amante: l'ecologismo erotico di Elizabeth Stephens e Annie Sprinkle

Guerre, violenze, danni ambientali, odio. Se si iniziassero a contare tutti i mali del mondo si verrebbe facilmente presi dal desiderio di urlargli dietro che è una merda. Oppure, colti dalla spasmodica voglia di liberarsi da sensi di colpa, ci si tuffa sul telefonino per inviare sms al costo di un euro per qualche causa.

Elizabeth Stephens e Annie Sprinkle sono due artiste che, al contrario, non si buttano dietro a vetrate di pessimismo, vittimismo e altro per rilanciare un sentimento di appartenenza a questo mondo. Entrambe eco-sessuali, considerano l’amore verso la Terra il sentimento che può cambiare la rotta ormai segnata del pianeta. Contro cataclismi umani non serve a niente battersi i pugni sul petto, occorre riandare alle radici del senso di lealtà verso la terra, l’ambiente.

In sostanza, cambiare il modo stesso in cui si può, e si deve, lottare per migliorare le sorti del pianeta. Un nuovo ecologismo basato sull’erotismo della natura. Per queste ragioni, la coppia ha creato il Love Art Laboratory, un laboratorio artistico che si propone di realizzare questo impegno. Attraverso l’arte si può tentare di riscoprire questa sensazione persa, ritrovandola attraverso colori, gioia di vivere e, soprattutto, amore.

Ragazzi con la pistola: il lato oscuro e sexy dei cattivi ragazzi nelle fotografie di Andy Houghton

Immagini dall'ispirazione dirompente, cariche di una tensione e di un'intensità fortissime, fotografie che ti travolgono emotivamente ed eroticamente. I ragazzi "belli e dannati" di Andy Houghton sono apparsi su numerose riviste di moda internazionali, ma nulla hanno a che fare con le pose atteggiate di tanti burattini palestrati, che spesso mimano violenze patinate. I modelli fotografati da Andy Houghton non sono figurine di carte, ma uomini in cui scorre aggressività, indifferenza, fragilità, vita. Abbiamo intervistato questo importante artista.

Il sesso gay svelato senza ipocrisie: l'erotismo schietto delle fotografie di Luigi y Luca

O la si ama o la si odia, ma certo la fotografia di Luigi y Luca, una giovane coppia di artisti gay italiani, non lascia indifferenti. Evoca, disturba, racconta, provoca... C'è chi, estasiato, ne magnifica la genialità e chi, irritato, ne denuncia la pretenziosità. Ognuno può farsene un'idea visitando il loro sito, ma nessuno può negare la grande capacità comunicativa di certe immagini. Noi abbiamo intervistato Luigi.

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Come vi siete conosciuti?

Ci siamo incontrati a Firenze nel 2005, entrambi studiavamo lì, io mi stavo laureando in storia della fotografia e Luca frequentava il corso di pittura all'Accademia di belle arti. A dirla tutta, ci siamo conosciuti in un cruising club. Il luogo galeotto è stato lo storico Tabasco - dico storico perché è stato il primo locale gay in Italia. All'epoca io organizzavo una serata settimanale che si chiamava "Milked". Una sera che suonavo, Luca si avvicinò alla consolle e si presentò.

Non scopammo in darkroom, ma a casa, dopo alcuni giorni. Ricordo che non avevo lubrificante in casa e allora usammo una crema Nivea per le mani. Eravamo così presi che venimmo in un secondo! Non fu il massimo del romanticismo ma ridemmo parecchio quella notte. Quella con me fu la prima volta di Luca, mentre io ero sicuramente un po' più navigato.

Poi diventammo amici e ci vollero alcuni mesi prima che ci avvicinassimo e decidemmo di stare insieme. D'altra parte c'era una strana forza magnetica tra di noi ed immagino avesse senso che ci mettessimo insieme senza porci troppe domande.


Com'è iniziato il vostro percorso artistico comune?

E' dovuto passare un anno prima che decidessimo di lavorare insieme. Io avevo i miei vari progetti di fotografia, Luca per di più era quello che chiamerei la mia musa: lo fotografavo di continuo. Inoltre in quel periodo lavoravamo entrambi come modelli per vari fotografi o artisti, spesso in coppia, per via del nostro affiatamento e della nostra somiglianza. Volendo essere più autonomi nella nostra rappresentazione decidemmo di produrre da soli le nostre immagini, imponendo un nostro punto di vista e uno stile che si avvicinava di più ai nostri gusti ed alla nostra personalità.

L'arte pornografica gay di Loran: Lorenzo Ridolfi e i suoi corpi di carne e acquerello

Una sessualità esuberante, mostrata senza pudori. Ed uno stile particolarissimo e immediatamente riconoscibile: campiture di colore uniforme, contorni neri e ben marcati, occhi privi di pupilla, indumenti particolareggiati, ambientazioni spesso storiche. E immensi, iperbolici geyser di sperma.

Lorenzo Ridolfi (mail), 42 anni, è un pittore di acquerelli su tela di Roma. "Ho sempre disegnato, ma col tempo l'ho fatto con maggiore impegno. E, grazie ai consigli di un'amica, intorno ai 20 anni ho iniziato anche a dipingere su tela". Uno dei suoi ultimi interessi è il nudo maschile ed il disegno erotico gay: le sue illustrazioni compaiono spesso in alcuni siti web di pornografia omosessuale.

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Dai lettori omosessuali sei conosciuto soprattutto per i tuoi disegni omoerotici. Eppure questi sono solo una parte del tuo lavoro, vero?

Sì, dipingo anche altri soggetti, i disegni erotici sono venuti solo dopo. Comunque ultimamente il nudo maschile è tra i miei principali interessi e ho scoperto una lunga tradizione in questo specifico settore: ci sono artisti molto interessanti sin dai primi anni del Novecento!


Come è nata questa passione per il disegno erotico?

Una decina di anni fa ho passato un periodo a letto per colpa di un forte mal di schiena, con dolorose contrazioni muscolari. Disegnare mi rilassava, ma, non potendo stare seduto, ho iniziato a fare degli schizzi erotici su un quaderno. All'inizio disegnavo dei profili, mentre i corpi sono venuti solo in seguito. Alla fine ho sviluppato questi schizzi su fogli di carta separati. Ora faccio i disegni a matita e li coloro con Photoshop.


Il tuo stile è molto originale: cosa lo ha ispirato?

Chi ha visto i miei lavori dice che assomigliano all'arte dell'antico Egitto, che è sicuramente una fonte di ispirazione.


Ieri, con Diego Tolomelli, abbiamo ricordato Tom of Finland, il quale raccontava di avere un'erezione ogni volta che disegnava le sue scene di sesso. L'eccitazione dell'artista è così importante anche nel tuo caso?

Sì, anche a me succede lo stesso: quando disegno, l'eccitazione - anche quella sessuale - è importante per la buona riuscita dell'opera. Non riuscirei a disegnare qualcosa che non mi ecciti. E poi cosa c'è di più eccitante, anche quando si disegna, di una scena di sesso dove si noti l'amore ed il piacere che i soggetti provano con i propri corpi, l'unione di sessualità ed affettività?


Come descriveresti le tue opere? Arte? Pornografia? O entrambe le cose?

Nei miei disegni le posizioni sessuali sono spesso ispirate da fotografie viste su internet, mentre io aggiungo il mio stile nel rappresentare i volti e le espressioni. Per questo direi che i miei disegni presentano entrambe le componenti: sono pornografici nelle scene rappresentate e artistici nello stile.


Qual è, allora, la differenza tra arte e pornografia?

La pornografia può diventare arte quando in essa ci sia un po' di originalità, andando oltre il semplice scopo di far eccitare sessualmente chi la guarda. Insomma, nella pornografia il sesso serve solo a generare l'eccitazione, mentre nell'arte il sesso offre anche uno spunto di riflessione.


E quale spunto di riflessione vorresti trasmettere?

Vorrei trasmettere la gioia di fare sesso, con un gusto mediterraneo nella nudità dei corpi. Questa cosa in Occidente viene a volte negata, come se ci dovessimo sempre vergognare un po' del sesso non a scopo riproduttivo!


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E lo sperma si fece luce: il sesso conquista le vetrate erotiche di Diego Tolomelli (in arte IKO)

Erezioni, seni nudi, tenute fetish, corpetti sexy, perizomini che a fatica coprono i peli pubici... Immagini non rare su riviste patinate e siti Internet, ma che certo non mancano di stupire quando le ritrovi nei colori cangianti di una vetrata.

L'idea delle porno-vetrate è di un originale artista di Pavia, Diego Tolomelli (in arte IKO), che, dopo tanti anni di attività all'estero, oggi opera a Roma. Nel suo curriculum compaiono importanti commissioni internazionali, come la realizzazione di vetrate per il palazzo di Westminster, sede del parlamento inglese, e per la cattedrale di Abuja ed il restauro delle vetrate della collezione privata Sam Fogg, una delle raccolte di arte medievale, islamica e indiana più importanti del mondo.

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Oggi sei un artista affermato, ma hai iniziato con un piccolo corso a Pavia. Cosa ti spinse ad iscriverti?

Ho sempre avuto una passione per l'arte e fin dai primi tempi mi piaceva moltissimo disegnare. Ma, finita la scuola dell'obbligo, la piccola città di Pavia poteva offrire solo licei artistici a pagamento, che purtroppo erano troppo cari per la mia famiglia, dal momento che lavorava solo mio padre. Così optai per la scuola di geometra. Quando la finii - con un po' di fatica, lo ammetto - mi ritrovai in un momento in cui non sapevo veramente cosa fare del mio futuro.

Proprio in quel periodo passai davanti ad uno studio di vetrate e vidi la locandina pubblicitaria per un corso. Decisi di iscrivermi per imparare quest'arte a livello di hobby. Finito il corso, trasformai il salotto di casa mia in un piccolo laboratorio e continuai a perfezionare il poco che avevo imparato. Solo molto più avanti e in Inghilterra diventò un vero e proprio lavoro.


In genere, quando parliamo di vetrate, pensiamo subito alle decorazioni degli edifici religiosi. Ma il committente più importante è davvero la Chiesa o sono gli enti pubblici ed i privati?

Il più grande committente di vetrate artistiche è tuttora la Chiesa: nuove chiese vengono costruite e adornate con nuove vetrate e chiese già esistenti richiedono costantemente che le vetrate vengano restaurate...


Una parte rilevante del tuo lavoro è però dedicata alle vetrate erotiche, nelle quali compaiono persone nude, baci appassionati, atti di feticismo...

L'erotismo che di solito rappresento nelle mie vetrate è molto soft, anche se non escludo in futuro di sperimentare qualcosa di più hard. D'altra parte il sesso è una parte della vita e non vedo perché debba essere escluso nelle rappresentazioni artistiche: si rischia l'effetto di quei film dove i preliminari al rapporto sessuale vengono ripresi nei minimi particolari, saltando subito dopo alla "sigaretta del dopo sesso" e lasciando gli spettatori a bocca aperta!


Ma allora, secondo te, cosa cambia maggiormente nel sesso rappresentato dall'arte erotica (o pornografica) e dalla pornografia commerciale?

Beh, penso che anche la pornografia possa essere un'arte, dipende da come la si fa. La differenza principale tra commerciale e artistico, che si può analizzare in tantissimi campi (il cinema, la musica...), la fa soprattutto lo scopo finale: in alcuni casi l'opera è motivata da una profonda passione, in altri invece è realizzata solo con lo scopo di venderla.


Immagino che per le vetrate erotiche il committente non sia la Chiesa...

Purtroppo non mi è ancora capitato di produrre una vetrata erotica per una chiesa: come tutti sappiamo, l'idea ecclesiastica della sessualità è completamente diversa da quella della gente comune. Visitando il mio sito, si respira un'aria di libertà sessuale che sicuramente alle chiese - ed in particolare a quella cattolica - non piace. Così io di commissioni religiose non vedo neppure l'ombra.

Comunque la cosa non mi preoccupa più di tanto: avrei potuto esibire la mia produzione erotica su un sito separato, ma preferisco godermi la mia arte ed essere coerente con le mie idee. Tuttavia non escludo che qualche membro del clero visiti il mio sito per occasionali masturbazioni!


E quindi chi acquista le vetrate erotiche? E per collocarle dove?

I committenti delle mie vetrate erotiche sono di solito collezionisti privati, ma non solo: ad esempio, in questo momento sto realizzando un grande progetto per un museo di arte erotica di Edimburgo. Generalmente questo tipo di vetrate non è istallato in una finestra, ma viene montato in light-box come pezzo d'arte unico.


I soggetti vengono scelti dai committenti o da te? E da dove trai ispirazione?

Nella maggior parte dei casi, i soggetti sono scelti dal committente stesso e in alcuni casi sono ritratti. Altre volte scelgo io i soggetti, ispirandomi a foto di amici o di modelli recuperati su Internet. Spesso il design è ricavato direttamente da una fotografia rielaborata, in altri casi si tratta di un bozzetto fatto a mano libera.


Tom of Finland, uno dei più famosi disegnatori erotici gay, raccontava che per disegnare bene le scene di sesso doveva avere un'erezione... Nella realizzazione delle tue vetrate erotiche, invece, l'eccitazione dell'artista quanto conta?

Mi è capitato più volte che l'opera stessa mi eccitasse, soprattutto nella fase delle pittura. D'altra parte si dice che quando si disegna non si faccia altro che seguire le linee di un'immagine che ci si rappresenta nella mente e penso che ciò possa portare un artista di arte erotica all'eccitazione.

Certo, la realizzazione di una vetrata artistica richiede un periodo di lavoro molto lungo e se dovessi lavorare con una costante erezione avrei bisogno di quantità industriali di Viagra! Per fortuna Tom of Finland non realizzava vetrate!



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Il calendario Bad Behaviour 2009: le ironiche foto di Brownsdon e de Jonk sui feticismi gay

Ed è arrivata, di nuovo, la stagione dei calendari. Inutile perdere troppe parole su oggetti che di parole ne offrono ben poche (a parte quel saccente di Fra' Indovino) e di immagini tante.

E allora vi segnaliamo "Bad Behaviour 2009", dei fotografi australiani Ross Brownsdon e Travis de Jonk, per le sue immagini dai colori super-saturi molto ironiche e divertenti sul mondo dei feticismi gay. Costa 34,95 dollari australiani (circa 19,50 euro) comprese le spese di spedizione in Italia, ma le immagini (sia quelle dell'edizione 2008 che quelle della nuova edizione) le potete vedere e scaricare dal sito stesso del calendario.


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Clovis Trouille: un neo-Rinascimento kitch libero, insolente, a tratti blasfemo

"Non ho davvero mai lavorato per vincere un premio in una qualsiasi biennale di Venezia, ma piuttosto per meritarmi dieci anni di carcere ed è questa la cosa che mi sembra più interessante".
Clovis Trouille (La Fère 1889 - Parigi 1975) non è un pittore francese molto conosciuto in Italia. Ma la sua fama (che si è guadagnato senza mai rincorrerla) è in pericolo anche Oltralpe, tanto che 33 artisti si sono riuniti per ricordarlo con una mostra tenutasi a Auvers-Sur-Oise e conclusasi proprio oggi.
Inizialmente vicino al surrealismo di Dalì e Aragon, rivendicherà poi un ritorno al Rinascimento. Un ritorno stilistico (anche se, in realtà, il suo stile rimane più legato al kitch), non certo tematico. Perché Trouille esalta nelle in coloratissime e dissacranti opere il proprio spirito anarchico e la propria fede nel sesso come unica fonte di "salvezza". Per questo artista, traumatizzato dal servizio militare prestato durante la Prima guerra mondiale, il militarismo e il clericalismo (sua la definizione della religione come una "impostura") rappresentavano i due principali nemici dell'umanità.
Un artista da (ri)scoprire.

Little Prince(ss)

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Il grande colibrì