L'uoma morta che sculetta: se l'omofobia ti condanna a morte... vivi in faccia all'omofobia!

Cara omofobia, che tutte le gioie porti via, quanta triste mestizia riversi sul nostro addolorato paese! Quanto rendi deprimenti le vite degli omofobi, costringendoli ad una vita di odio, livore e disgusto che li priva di ogni piacere carnale e spirituale! E quante persone gay e lesbiche e trans* rendi infelici! C'hai addosso una puzza di funerale e di morte che non è molto chic, e scusa se te lo dico con schiettezza. Beh, forse è inevitabile, visto che sei una cultura di morte.

Morte fisica, a volte. Ma soprattutto morte civile, morale, sociale, affettiva, sessuale... Per questo gioisco per la bocciatura della "legge Concia": se fosse passata, infatti, sarebbe stato il tuo trionfo. Perché avrebbe permesso ai rappresentanti (?) del popolo italiano, in aperta violazione della Costituzione italiana, di continuare a uccidere civilmente, moralmente, socialmente, affettivamente e sessualmente queer, lesbiche, transgender, gay e bisessuali, presentandosi allo stesso tempo come i paladini della tolleranza. "Di che vi lamentate, froci e lesbicacce? Vi distruggiamo sì, ma senza ammazzarvi!".

Perché applaudire un ceto politico che si limita a salvaguardare la tua incolumità fisica (e ci mancherebbe altro!), mentre continua a negare la dignità e la ricchezza sociale tua e dei tuoi legami affettivi e sessuali? "Grazie, signor negriero, perché mi costringe a lavorare nei campi di cotone da quando sono nato, non mi permette di sposare Sua figlia e neppure di sedermi sull'autobus nei posti a Voi riservati, però almeno non mi tortura! Grazie di cuore!".

Insomma, cara omofobia, se tu sei una cultura di morte e vuoi vedere tutti noi "non-cittadini non-eterosessuali" come dei condannati a morte (morte civile, morale, sociale, affettiva e sessuale... non fisica, Dio ce ne scampi!), sai che ti dico? Vai a farti fottere - e scoprirai com'è divertente! Tu mi vuoi vedere come una persona condannata a morte, come un "uomo morto che cammina"? E io invece sono un'uoma morta che sculetta: la mia vita si basa sulla mia voglia di vivere, certo non sulla tua voglia di ammazzarmi!

Altri preferiscono i silenzi, le fiaccole funebri, i de profundis? Liberi di farlo, ma ho come l'impressione che mentre lo fanno - mentre si immedesimano nel ruolo che tu hai assegnato loro - tu te la sghignazzi sotto i tuoi baffetti, cara omofobia. Invece io no, non gioco il tuo gioco, vecchia furbona.

Certo, scenderò in piazza, ma per sbeffeggiarti, per prenderti per il culo - e farti godere e nel godere trasformarti. Dovrai vedere che io non sopravvivo, ma vivo e vivo come mi pare, come è giusto per me. Magari con ancora la saliva della mia compagna sulle labbra vaginali o lo sperma di un partner occasionale che mi si secca tra i capelli.

Perché "l’anima, il pensiero, le vicende e, soprattutto, il dolore che [...] contrassegna la vita" di queer, lesbiche, gay e trans sono elementi importanti sì, come dice Annamaria Bernardini De Pace sul Giornale, ma ancor più importante, nel contrassegnare una vita - qualsiasi vita -, è proprio la vita stessa: l'anima quanto la carne, il pensiero quanto l'istinto, il dolore quanto la gioia. E certamente si piange, ma ancor più certamente è più bello ridere e gioire.

E allora forse un movimento che celebra la libertà di esprimere se stessi dovrebbe trovare il proprio senso nell'offrire motivi per gioire insieme (magari con un bel "nonostante tutto", se non se ne sa proprio fare a meno) più che per incupirci insieme.

Poi ognuno è libero di fare come vuole, come se la sente: qui si parla soltanto, si dà qualche spunto a chi lo vuole. Ogni espressione di rabbia o di dolore è ovviamente meritevole di dignità e di rispetto, essendo espressione di vita. Basta evitare censure e moralismi.

Perché, cara omofobia, c'è chi vorrebbe contrastare i tuoi moralismi con i suoi moralismi, i tuoi stereotipi con i suoi stereotipi. E finisce per accusare di "codardia" chi non viene alla sua manifestazione e di "individualismo e cecità" i locali dove i gay - ah, razzaccia bighellona e dissoluta! - fanno festa ("cantine forse meno squallide dei battuage degli anni ‘60" dove si cercava un "rapporto con uno sconosciuto in un postaccio"...) [Milk]. E mi sa che allora il tuo ghigno, cara omofobia, diventa aperta risata...

Little Prince(ss)

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11 commenti:

  1. argomentazioni patetiche

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  2. Passivo Torino15 ottobre 2009 21:37

    Leggo il commento dell'anonimo e mi deprimo. "Patetiche" descrive bene le sue parole, non vi pare?

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  3. @ Passivo Torino:
    Più che patetiche trovo le motivazioni di anonimo estremamente sintetiche...

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  4. hai perfettamente ragione ma il vittimismo paga molto di piu'

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  5. ma chi vi paga per fare sempre la figura dei froci miserandi? forse l'arcigay? chiunque sia mandateli a fare in c*lo, prima vi mettono in ridicolo sulla pubblica piazza, e poi vi spennano per bene nei loro club

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  6. ormai lo sanno tutti che il pretesto dell'omofobia è il piede di porco che introdurrà matrimoni e adozioni gay, e con il tempo anche la decriminalizzazione della pedofilia (troppi bambini scompaiono ogni anno in Italia): allora potremo chiederci non solo "e se fosse tuo fratello?", ma anche "e se fosse tuo figlio?"

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  7. @ Anonimo 1:
    Come darti torto?

    @ Anonimo 2:
    Non un euro passa da Arcigay a noi e neppure da noi ai suoi club. Ecco perché l'economia ristagna!

    @ Anonimo 3:
    Troppi cervelli scompaiono ogni anno in Italia. E solo una piccola parte perché fugge all'estero...

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  8. il solito pasticcio in salsa PD: e il paradosso è che per affossare la legge contro l'omofobia ci si richiama alla costituzione

    La bocciatura della legge sull'omofobia ripropone nel PD i tormenti sulle strategie politiche

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  9. post di una lucidità straordinaria

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  10. Io avrei voluto la legge Concia... :)

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  11. Non domandarmi perché NoirPink ma questo post mi ha fatto pensare subito a una A cerchiata! Sei anarchico eheheheheh

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Il grande colibrì