Panza, peli e rossetto: la sociologo Javier Sáez e l'elogio degli orsi maschioni ed effeminati

Continua il nostro dibattito sulla cultura bear, avviato con l'intervista al più importante studioso americano del tema, Les K. Wright, e proseguito con numerosi e ricchi interventi che possono essere letti lungo il nostro ___fil rose___ dedicato alla cultura ursina. Oggi discutiamo con il sociologo e psicanalista spagnolo Javier Sáez (nella foto), autore di libri e di saggi molto significativi sulle tematiche queer e bear (alcuni dei suoi scritti possono essere letti sulla rivista elettronica Hartza.com, da lui stesso fondata nel 1995), oltre che attivista per i diritti umani e antimilitarista.

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Qual è la relazione tra l'estetica bear e la mascolinità? Wright denuncia il "regime della mascolinità", mentre per gli Orsi Italiani la mascolinità esteriore può convivere senza problemi con la femminilità interna... L'esaltazione della mascolinità è un problema? O forse il problema vero è quello della riproposizione dello schema duale stereotipato del genere?

Dal mio punto di vista, gli orsi si trovano in una situazione paradossale. Da un lato siamo stati capaci di rompere lo stereotipo secondo cui tutti i gay sono effeminati, esaltando la mascolinità - e la villosità... e l'obesità... - come qualcosa di sexy. Dall'altro lato, però, questo processo ha generato una "naturalizzazione" della mascolinità. Invece che mostrare come tanto la mascolinità quanto la femminilità siano identità performative, non basate su qualcosa di ineluttabile o di naturale, stiamo rinforzando la vecchia idea machista del cosiddetto "uomo vero", un modello assolutamente omofobico e conservatore.

A dirla tutta, in molti forum e in molte feste bear troviamo dei discorsi che quasi incitano all'odio nei confronti dei gay efebici e effeminati: secondo me questo è un atteggiamento molto stupido! Comunque, la cultura bear è una specie di nuovo armadio dove nascondersi, dal momento che possiamo farci passare per eterosessuali e in questo modo siamo più accettate dei gay efebici e dei finocchi. Ma io non ho voglia di camminare mano nella mano con il mondo eterosessuale e con i gruppi omofobi per dar fuoco alle checche!

Ovviamente questa è solo una parte della cultura bear. E' giusto precisare che molti orsi non si comportano così, ma questa naturalizzazione della mascolinità è, secondo me, una questione importante sulla quale interrogarsi. Anche perché sul tema della mascolinità sto notando qualche cambiamento negli ultimi anni...


Che tipo di cambiamento?

Nei concorsi di Mister Bear e nelle feste ursine vediamo sempre più orsi muscolosi e giovani - ragazze che potremmo definire "belle" nel senso tradizionale - e sempre meno persone grasse e mature. E' come se stessimo tornando ad un canone di bellezza tradizionale, proprio a quel modello che noi orsi apparentemente volevamo sfidare! Negli ultimi tre anni sono stata membra della giuria di Mister Bear Spagna (l'ultimo concorso ha avuto luogo lo scorso weekend a Madrid) e sono stata la sola membra ad aver votato per un orso con la pancia... Negli ultimi tre anni i vincitori di Mister Bear Spagna sono state delle bodybuilder!


Nel corso delle nostre discussioni sulla cultura ursina, abbiamo raccolto opinioni molto diverse sull'estetica bear: aiuta gli orsi ad accettare la propria omosessualità, è una limitazione alla libertà di esprimersi, crea comunità, crea nuove categorie di esclusi... Tu cosa ne pensi?

Non penso che l'estetica bear sia così limitata e chiusa. Anche se nelle riviste e nei film esiste un "modello bear", gli orsi si sentono piuttosto libere di creare la propria estetica. O perfino di abbandonare del tutto qualsiasi idea di estetica. Credo che per persone grasse, pelose e mature la cultura ursina sia un contesto utile per socializzare e trovare amanti in un ambiente caloroso. Non credo che creare nuove identità e culture possa essere una "limitazione alla libertà": le persone sono libere di unirsi alla cultura bear o di abbandonarla se lo desiderano.


Si è anche detto che concentrarsi sul conformismo della cultura bear potrebbe essere una forma di razzismo, dal momento che ad essere conformista è l'intera cultura gay...

Io non penso che la cultura bear sia più conformista di quella gay o di quella etero. L'importante è poter trovare piccoli spazi di contro-cultura all'interno di tutti questi contesti. In molti paesi ci sono orsi radicali che danno vita a attività, libri, performance, film, ecc... coalizzandosi con altri gruppi lesbici, transgender e queer. Ovviamente siamo una minoranza, ma lo stesso discorso vale per la società etero. Io mi impegno da 25 anni in gruppi queer e gay radicali e mi piace farlo, ma so che la maggioranza della società è conservatrice e quindi non mi sorprende il fatto che molti orsi siano altrettanto conservatrici.


Anche il matrimonio tra persone dello stesso sesso rientra in queste tendenze conformiste?

Sì. Dal mio punto di vista, il matrimonio è un'istituzione obsoleta e tradizionale e io non sono interessato al matrimonio come parte della mia agenda politica. Capisco come per molte persone il matrimonio sia uno strumento decisamente utile per ottenere molti diritti sociali e civili, ma credo che i gay siano capaci di creare nuovi modelli di affettività e di solidarietà che vanno oltre il matrimonio.

Ad esempio, la maggior parte delle coppie di orsi che conosco sono coppie aperte, con la libertà di fare sesso con altre persone: credo che si tratti di un cambiamento importante rispetto al modo tradizionale di intendere una coppia.


Continuando il nostro discorso sul conformismo, al Pride di Milano alcuni slogan puntavano sul concetto che le persone *qtlgb sarebbero "sane": cosa ne pensi?

Questa è un'idea molto conservatrice. Non mi piace l'idea di sanità. Mi fa venire in mente i discorsi tradizionali sulla normalità, l'ordine, la famiglia, la purezza, eccetera. Conosciamo il pericolo potenziale di questi vecchi valori.

Immagino che questi slogan cercassero di controbattere allo stereotipo omofobico che vede i gay come malate, sieropositive, mentalmente "insane", eccetera... Ma la risposta non può essere quella di abbracciare il discorso sulla sanità, la bontà, la felicità, l'amore, eccetera... Io avrei preferito un messaggio più minaccioso e scorretto: "Sì, siamo pericolose e vogliamo ridurre in cenere il vostro sistema e i vostri valori". Ma immagino che le principali associazioni lgtb non avrebbero apprezzato il mio slogan, eh eh eh!


Torniamo un attimo alla questione del genere. L'esaltazione della mascolinità come avviene nel filone principale della cultura bear mi ricorda la stereotipizzazione dei ruoli di genere promossa da molte persone transessuali... Le persone con il maggiore potenziale per la decostruzione del genere, come gli orsi e le persone transessuali, sono diventate i nuovi paladini dei ruoli di genere?

Questo è un tema delicato, perché non è così chiaro il fatto che le persone transessuali vogliano decostruire alcunché. Le persone transessuali soffrono pesantemente l'esclusione sociale e la discriminazione e la maggior parte di loro desiderano solo sentirsi a proprio agio nella proprio identità sessuale e di genere. Capisco che questa possa sembrare una posizione tradizionalista, ma cercare di sopravvivere è forse più importante dei giochi fatti sulla carta da alcuni intellettuali.

So che la teoria queer ha usato il transessualismo come esempio di decostruzione del genere - ad esempio Judith Butler nel suo primo libro -, ma dobbiamo tenere a mente che la forte pressione sociale sui ruoli di genere viene esercitata su tutti, incluse le persone transessuali... e allora si riesce a capire come molte di loro credano nei ruoli di genere.

D'altra parte, c'è un movimento di transgender queer che sfida il binarismo del genere, l'identità sessuale, eccetera: stanno facendo un importante lavoro per aprire nuove possibilità. Ma non possiamo parlare di culture trans come di un semplice gruppo, ci sono tanti approcci e tanti punti di vista trans e io cerco di capirli tutti. Dalla nostra posizione di gay maschie, bianche, della classe media e intellettuali è molto facile chiedere alle persone transessuali di "decostruire il genere", ma la loro realtà è più difficile e complessa.


E se invece torniamo a guardare solo gli orsi e il loro rapporto con il genere?

Allora concordo con te sul fatto che stiamo diventando paladine dei ruoli di genere. Come ho detto prima, gli orsi stanno rinforzando un ruolo maschile molto tradizionalista, con valori come la vera mascolinità, la forza, la virilità, il machismo, la maschilità naturale... Certi orsi mi ricordano mio nonno!

Secondo me, una condotta sovversiva da parte degli orsi sarebbe quello di mescolare insieme i due atteggiamenti, femminilità e mascolinità, usando un'estetica mascolina e allo stesso tempo adottando un modo di fare camp o effeminato. Nelle interviste e nelle conferenze sono solita parlare di me al femminile: "Los osos somos muy masculinas". Questo tipo di frasi mettono in corto circuito il sistema del genere: un orso mascolino che parla di "se stessa"! Oppure uso anche la parola "mascolino" nella forma femminile: maschia, virila, maschila, mascolina...

La cosa divertente è che questo eccesso di mascolinità che alcuni orsi ostentano secondo me è qualcosa di camp, qualcosa di artificiale esattamente come uno spettacolo di drag queen. Conosco degli orsi che sono capaci di giocare con i ruoli di genere e questa è una situazione, per me, molto eccitante e sorprendente, una cosa che mi fa impazzire. Un omone mascolino e peloso con un certo non-so-che di effeminato mi fa eccitare!


Little Prince(ss)

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2 commenti:

  1. A chi ha fatto quello slogan a Milano: sono fieramente insano!

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Il grande colibrì