Geografia femminile - L'antica arte del cunnilingus (1° parte)

Dove eravamo rimasti...
* Introduzione

1° parte - Geografia femminile

L’ossessione è una gran brutta bestia. Ammazza il desiderio e lo infila dentro binari morti, popolati da vagoni fantasma. Generalmente, il culto vaginale crea questo effetto. Tuttavia, per parlare di cunnilingus, occorre tirare indietro la testa, non solo in senso figurato.

Spesso identificata come la parte più importante dei genitali femminili, la vagina è in realtà solo una parte del complesso genitale della donna, il quale può essere visto più specificatamente come un insieme di organi aventi ciascuno una sua funzione. Anatomicamente, è possibile dividere l’apparato genitale femminile in interno, corrispondente alle ovaie, alle Tube di Falloppio e alla vagina, ed esterno, ossia un’area verticale che parte dal monte di Venere, situato sopra l’osso pubico, per arrivare al perineo, un lembo di pelle a metà strada tra l’orifizio vaginale e l’ano. La parte esterna prende in definitiva il nome di vulva, ed è questa la zona cui ci si riferisce principalmente durante il sesso orale femminile. La vulva è infatti una zona ricca di centri nervosi altamente sensibili.

La vulva nasce per l’appunto dal monte di Venere, per proseguire con il prepuzio clitorideo, un lembo di pelle che ricopre il clitoride quando questo non viene eccitato, la clitoride stessa, l’orifizio uretrale e l’orifizio vaginale. A coprire questa zona ci sono le grandi labbra, due pliche cutanee contenenti molte ghiandole sebacee e sudoripare, e le piccole labbra, due sottili lembi di pelle che formano un’area triangolare, il vestibolo, il quale contiene l'orifizio uretrale. Le piccole labbra contengono una grossa quantità di terminazioni nervose e vasi sanguigni: ciò comporta per ogni corpo sensazioni diverse, che possono andare dal piacere intenso a sensazioni fastidiose. Fuso con la parte inferiore delle grandi labbra si trova il perineo, un’altra zona estremamente ricca di centri nervosi ed estremamente sensibile.

Più di tutte, comunque, la clitoride è la parte specializzata nel procurare piacere. Essa è costituita nella base interna da due radici, le quali salgono medialmente per ricongiungersi nel corpo della clitoride, una struttura composta da tessuti erettili, la quale termina esteriormente nel glande, ossia la porzione che, se stimolata nel modo corretto, procura l’orgasmo clitorideo. Il glande è, a sua volta, circondato inferiormente dalle piccole labbra che si ricongiungono a formare il frenulo, altra zona che permette il raggiungimento dell’orgasmo. Tuttavia, è utile ricordare che una stimolazione diretta della clitoride può provocare anche sensazioni fastidiose, data l’alta concentrazione di nervi in uno spazio ristretto. Per questo, occorre procedere gradualmente e secondo il ritmo di piacere della partner.

Infine, la vagina è un canale che parte dall’orifizio vaginale per estendersi fino all’utero. Particolarmente controverso è il dibattito circa l’esistenza o meno del Punto G, una zona molto sensibile situata, secondo il suo scopritore Grafenberg, all’interno del canale, fra la parete anteriore della vagina e la parete posteriore della vescica. Il Punto G sarebbe una zona di tessuto prostatico che, se stimolata, sarebbe in grado di procurare un orgasmo più intenso rispetto a quello clitorideo, ossia l’orgasmo vaginale. Tuttavia, secondo alcuni ginecologi, il Punto G non esisterebbe e il piacere derivato da quella stimolazione non sarebbe altro che un’intensificazione del lavoro delle ghiandole di Skene, ossia una versione ancestrale della prostata femminile che ha funzione di secernere durante la fase di eccitazione un fluido viscoso deputato alla lubrificazione, ma anche di permettere l’eiaculazione femminile, sebbene anche questa in ambito medico risulta essere pressoché inesistente.

Da un punto di vista fisiologico, la cavità interna è abbastanza acida, con un pH che si aggira intorno a 3.8 e 4.5, a seconda dell’azione degli estrogeni e delle fasi del ciclo mestruale. L’ambiente acido, provocato dall’azione dei lactobacilli, oltre a dare un sapore e odore pungente e salino, permette alle pareti interne una pulizia costante dai batteri. Per questi motivi anche la pulizia manuale dovrebbe essere effettuata con saponi che rispettino il pH vaginale. Inoltre, essendo la bocca meno igienica, sarebbe consigliato per chi pratica il cunnilingus una pulizia precedente con del colluttorio. Certo diventerebbe buffa la corsa al lavandino più vicino, ma anche un alito al sapore di menta in questo caso ha effetti ancora più stimolanti sulle pareti della vulva.

Come si vede, sono molteplici le zone femminili genitali che, se opportunamente stimolate, possono portare la partner a provare orgasmi differenti e di intensità variabile. Scoprire le varie possibilità e combinazioni fa certamente parte del gioco. La stimolazione può quindi avvenire secondo diverse parti genitali, senza fissarsi unicamente su un punto. Anche per questo, occorre essere in sintonia con il corpo di lei e muoversi di pari passo. Senza troppa fretta di arrivare al “dunque”: si perderebbe tutta la parte più piacevole. Lasciare a casa il biglietto per la Tav sarebbe già un gran passo avanti.

Milesmood

Il prossimo capitolo:
* 2° parte - Femminismo, autocoscienza del corpo e di genere e letteratura

Leggi anche:
* Il decantar del piacer e passioni vaginali

3 commenti:

  1. insomma dopo 4 miliardi di anni la figa è ancora un mistero.
    forse allora non fanno bene i bruti che ne sono attratti e basta, l'assalgono senza tanti perchè, la espugnano, e fuggono verso altri fiori?
    e in fondo se nemmeno le donne si capiscono, non è meglio rifletterci poco e seguire gli istinti?
    e poi perché le femmine preferiscono i bastardi?

    30 maggio 2009 9.22

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  2. iperio fai paura!
    intanto non siamo un mistero!!
    c'é chi si conosce e anche bene e legge tante stronzate sul mistero della donna, del suo corpo e del punto G...
    alcuni sono ignoranti e male informati, ma questo non vuol dire che piú ti informi e meglio fai l'amore/sesso. vuol dire che se le cose non le sai dovresti tacere!! (tu generico, non iperio)
    in questo concordo... se fai sesso devi abbandonarti agli istinti!
    un'ultima cosa, sempre per iperio: se cerchi le femmine vanno coi bastardi... prova a cercare le donne!!

    a proposito dell'articolo: mi piace, anche se alla fine é solo un piccolo trattato di anatomia... ma parla di cose interessanti, soprattutto quando parla di tempi e ritmi della donna. saper ascoltare le reazioni del partner e non andare per la propria strada é la chiave di un buon sesso, sia orale che di altre 'forme'!!

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Il grande colibrì