"L'omosessualità nel calcio non esiste!". Ma tra spirito cameratesco e repressione omofoba...

"Non ci sono gay nel calcio perché un gay non giocherebbe a calcio: è uno sport da uomini": le parole di Giovanni, 18 anni, giovane promessa sportiva di Milano spiegano da sole perché si faccia tanto chiacchiericcio intorno alla foto di Zlatan Ibrahimovic e Gerard Piqué, due giocatori del Barcellona, che si tengono per mano appoggiati ad un auto. Il mondo del calcio mostra da tempo atleti e allenatori che si affannano a negare l'esistenza di un solo omosessuale tra i colleghi, mentre negli altri sport - compresi quelli più virili come il rugby - i coming out stanno iniziando a diffondersi senza tanti problemi.

Il negazionismo omofobo nel mondo del calcio rasenta spesso il ridicolo, come quando i calciatori cercano di allontanare da sé l'idea di essersi fatti immortale in fotografie gradite al pubblico omosessuale, come se certe pubblicità in cui appaiono allegramente in gruppo e smutandati non evocassero più scene da film porno gay che imprese sportive. Ma pazienza: son tutti eterosessuali, sia chiaro, e ci tengono a farlo sapere.

Poi certo, sotto le docce e negli spogliatoi lo spirito cameratesco è quel che é: "Sotto la doccia si fanno commenti: ‘Cazzo, sei fornito’, ‘Stai scarso, amico' oppure 'Se tu fossi una donna, io con quel culo...’. Frasi del genere, per scherzare: i linguaggi dei maschi sono così" racconta Tiziano, 21 anni, calciatore dilettante - e ovviamente eterosessuale - di Milano.

E Giuseppe, 22 anni di eterosessualità pura e dura, di Torino, aggiunge: "Le erezioni sotto la doccia sono una cosa abbastanza comune a tutti, anche perché magari si parla di figa. Ma siamo tra uomini, è una cosa normale!". Certo, normalissima. E' normale farsi i complimenti sui gioielli di famiglia, è normale farsi una bella doccia tutti insieme appassionatamente con i piselli ritti al vento: si è tra uomini e i linguaggi dei maschi sono così. Invece tenersi per mano, magari un po' teneramente, no, non è proprio "normale": è roba da froci. E i froci nel calcio non esistono.

O meglio, non esistono nella testa di quegli sportivi che, chissà perché, hanno il terrore di vedere accostare l'omosessualità alla propria passione o professione. Gianni, 36 anni, fino a pochi anni fa nelle serie minori, vive più serenamente la propria vita e la propria sessualità e per questo, pur essendo eterosessuale, non ha difficoltà a vedere qualche particolare in più: "Negli spogliatoi succede di tutto: schiaffi, pacche, risate… e qualcuno secondo me usa malizia. C’era poi qualcuno belloccio e dubbio che durante gli spostamenti in pullman si addormentava sulla spalla del compagno di sedile...".

Ecco, forse con Gianni ci stiamo avvicinando alla scontatissima verità: di gay nel calcio ce ne sono, ma non si dichiarano per paura della reazione degli altri. Un esempio? Maurizio, 22 anni, piemontese. Lui non solo è omosessuale, ma è insieme a un suo compagno di squadra: "Siamo molto attenti a non farci scoprire dai compagni, anche se secondo me non avrebbero problemi". Chissà quando, dopo aver preso tante volte a calci la palla, i calciatori daranno finalmente un calcio anche ai pregiudizi...

Little Prince(ss)

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5 commenti:

  1. vero... che poi di aneddoti su storie omosessuali nel calcio è pieno... come di aneddoti sul sesso e altro in generale... dovrei mandarvene una fila :D

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  2. secondo me il negazionismo non ha niente a che fare col calcio ma semplicemente con la vita sociale di tutti i giorni. è la classica questione del comig-out.
    e capisco anche quelli che dicono che nel calcio non esiste l'omosessualità: probabilmente sono stati in squadre di soli etero o con omo non dichiarati, perchè no?

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  3. @ Lavega:
    Tanti dicono di non conoscere alcun gay, nel calcio e fuori. Quello che sorprende (ma neppure tanto) è il fatto che si dichiara che nel calcio non possono esserci gay. E che si senta la necessità di ribadirlo così spesso. Mentre poi si strizza l'occhio al pubblico "frocio" per le campagne pubblicitarie e, soprattutto, negli spogliatoi ci siano atteggiamenti un po' "dubbi" (per usare l''espressione di Gianni). Ma questa è una vecchia storia, tipica di tanti ambienti "machi"...

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  4. il "non possono esserci" e le pubblicità sono solo l'ipocrita dire e fare di chi non vede oltre il proprio naso e che vede solo quello che gli fa comodo.
    e che ci puoi fare: certe persone sono incorreggibili...

    mi chiedo cosa li spinge a dire certe cose. e mi rispondo che è la classica ignorante paura del diverso, la paura che il solo conoscere un omosessuale metta a rischio il proprio deretano.
    quindi, per esorcizzare la paura, si mettono il prosciutto sugli occhi e vivono felici.
    e che ci puoi fare: certe persone sono incorreggibili...

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  5. E' il classico esempio della concezione della sessualità nei paesi mediterranei, la cosa va bene finche non se ne parla ma quando lo si fa bisogna negare tutto per non perdere la faccia.

    la stessa cosa in un altro contesto è accaduta qualche anno fa quando una rete televisiva soppresse le repliche del cartone animato "Lady Oscar" perchè i bambini di oggi ormai super informati potevano suppore che la protagonista fosse un transessuale.

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Il grande colibrì