E se capita una sbandata? - Non c'è due senza tre e il condom vien da sé (4° parte)

Dove eravamo rimasti...
* Introduzione - Un manuale per le coppie aperte
* 1° parte - Prevenzione per le coppie sieropositive
* 2° parte - Prevenzione per le coppie sieronegative
* 3° Parte - Prevenzione per le coppie sierodiscordanti

4° parte - E se capita una sbandata?

Hugo: "Dopo che una sera, quando ero ancora studente, ero sbronzo ed ebbi una prima 'sbandata', mi ero promesso di non avere più rapporti a rischio, avevo avuto troppa paura. Da allora in poi, anche con il mio nuovo ragazzo, Kader, ho continuato a usare il preservativo. Dopo un po' abbiamo deciso di non usare più il preservativo dopo aver avuto la conferma che eravamo entrambi sieronegativi e poi una volta, preso dall'eccitazione, ho fatto una stronzata senza preservativo con un ragazzo".

Kader: "E' stato uno choc per me quando Hugo mi ha detto che aveva fatto una cazzata con una delle sue trombate, visto che ne avevamo parlato e ci eravamo impegnati a fare attenzione se uno di noi si vedeva con altri".

Hugo: "Avevo paura che Kader mi lasciasse, che non mi amasse più o che non avrebbe mai più avuto fiducia in me perché, in quell'occasione, mi ero comportato malissimo".

Dopo un attimo di silenzio, Hugo continua: "Avrebbe potuto scaricarmi, è vero, ma anche se è stato davvero difficile, ho fatto bene a parlargliene subito e a non far finta che non fosse successo nulla con il rischio di contagiare Kader se avessi avuto la sfiga di essermi beccato qualcosa. Siamo andati subito al pronto soccorso, mi sono sottoposto a un trattamento post-esposizione e, per fortuna, non ho avuto nulla, anche se il periodo del trattamento è stato molto difficile".

Kader aggiunge: "Sul momento, non ero arrabbiato con Hugo, ma ero triste per quello che era successo. E' vero, non c'era da brindare, ma volevo solo una cosa, che lui non avesse niente, avevo paura per lui, perché lo amo. So che deve essere stato difficile, ma il fatto che me ne abbia parlato subito e che ha voluto proteggere la mia salute informandomi di quello che era successo mi ha commosso. Siamo tornati al preservativo durante il periodo del suo trattamento fino ai risultati dei test".

Hugo conclude: "In due siamo stati più forti per affrontare la situazione! La nostra coppia ne è uscita più forte".

* * *

Nessuno è immune dal rischio (rapporto anale non protetto, sperma in bocca o incidente col preservativo) con un partner dallo stato sierologico sconosciuto o differente dal proprio.

Si sa che ci sono delle situazioni che favoriscono il correre rischi senza volerlo:
- un incontro sessuale mal preparato;
- un'eccitazione sessuale troppo forte;
- uno stato depressivo, anche passeggero;
- l'assunzione di droghe o il consumo di alcool;
- la convinzione erronea che un partner occasionale sia sieronegativo...

Ma, per gestire il problema se hai corso un rischio, ci possono essere due eventualità:

1) Hai corso un rischio meno di 48 ore fa? Il trattamento post-esposizione (TPE) permette di diminuire i rischi di contagio dopo un'eventuale esposizione all'Hiv. E' assolutamente necessario andare al pronto soccorso dell'ospedale più vicino a te preferibilmente entro 4 ore dal rischio (anche di notte) e al massimo entro 48 ore. Un medico ospedaliero valuterà il rischio corso e l'interesse a prescrivere o meno il trattamento, della durata di un mese. Il TPE è a carico del Servizio Sanitario Nazionale.

2) Hai corso un rischio più di 48 ore fa? In questo caso, un primo test di rilevazione dell'Hiv può essere effettuato dopo almeno 15 giorni dall'occasione di rischio e un test di rilevazione con esito certo dopo sei settimane dal rischio.

In ogni caso, informa il tuo partner stabile dell'incidente e proteggetevi in modo sistematico in attesa dei risultati dei test. Che l'incidente abbia avuto luogo durante un rapporto esterno alla coppia o durante un incontro a tre con il tuo partner stabile, non bisogna minimizzare il pericolo e le eventuali conseguenze negative o gravi che l'aver corso quel rischio comporta.

In una relazione stabile, è importante che il partner che ha corso un rischio all'esterno della coppia abbia un comportamento responsabile per evitare una possibile trasmissione dell'Hiv o di altre malattie sessualmente trasmissibili al proprio partner.

Poter affrontare una situazione che può avere conseguenze sulla propria coppia o sulla salute della persona con cui si condivide la vita è anche una prova d'amore verso il proprio compagno.

Non bisogna esitare, in questi casi, a farsi assistere dal proprio medico, dal personale ospedaliero e da tutte le persone qualificate per affrontare e gestire questa situazione.

In ogni caso, anche se il rischio è stato corso molto tempo prima o un trattamento post-esposizione non è più possibile, non è mai troppo tardi per affrontare questa situazione, informando il proprio partner, sollecitando il proprio medico e agendo di conseguenza.

testo realizzato da IPSR © e SNEG ©
e tradotto da Little Prince(ss)
per NoirPink - modello Pandemonium


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* La malattia e i suoi nemici - Inchiesta in 4 parti
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1 commento:

  1. Occhio a questo morbo che semina vittime in ogno dove.

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Il grande colibrì