Andrea Savarino e la ricerca per eradicare l'Hiv - La malattia e i suoi nemici (2° parte)

L'introduzione all'inchiesta:
* Dialoghi Hiv-correlati tra la vita e la vita

Andrea Savarino, medico ricercatore presso il reparto di malattie dell'Iss (Istituto superiore di sanità), non è certamente una persona che si arrende di fronte alle difficoltà. Nonostante siano in molti a credere nell'impossibilità di una cura per una infezione che cambia faccia in modo repentino, egli, al contrario, è da anni impegnato nella ricerca volta a trovare un rimedio all'infezione da Hiv.

Le sue ricerche si stanno concentrando sulla barriera principale alla eradicazione del virus, vale a dire il risveglio di cellule del sistema immunitario che contengono l'informazione virale in memoria senza che vi sia la replicazione del virus stesso. Infatti, se con la terapia antiretrovirale il livello di virus presente nel sangue diminuisce a bassi livelli, quello contenuto in queste cellule di lunga durata, chiamate reservoir, rappresenta il magazzino dell'infezione.

Il problema rimane quindi l'attivazione di queste cellule memoria in modo da rendere suscettibile il virus latente all'azione dei farmaci, cosa che, sebbene possa sembrare semplice, diventa estremamente difficile.

Roberto Recchioni e il totalitarismo di Mater Morbi - La malattia e i suoi nemici (1° parte)

L'introduzione all'inchiesta:
* Dialoghi Hiv-correlati tra la vita e la vita

Non so come si chiamino quei due ragazzi - lui un po' skin, lei un po' punk - che ho incrociato davanti all'edicola della stazione di Genova Pegli, poco dopo Natale. Non gliel'ho chiesto, nonostante l'impulso fosse forte. Condividere un nome, un cognome, quattro parole: nulla di fronte all'intimità che oggi ci lega - noi, ancora e per sempre sconosciuti - grazie a quell'albo di Dylan Dog che avevano appena comprato.

Io quell'albo lo avevo già letto - e riletto e ancora sfogliato e ancora riempito di ammirazione e dolore e ricordo e dell'esultanza della vita - sui treni che mi avevano portato lì, ad incrociare quei due ragazzi in quella stazione. Per chiedere loro il nome, illudermi di condividere qualcosa con loro, essere certo che in un dopo indefinito (quando l'avranno letto?) avremmo vissuto la stessa grande esperienza di vita. Per strappargli quel fumetto di mano: "Ma cazzo, siete sicuri? Siete pronti?". Per non fare nulla, alla fine, come era prevedibile.

Dialoghi Hiv-correlati tra la vita e la vita - La malattia e i suoi nemici (introduzione)

C’è poco da fare. Anche se quella che è l’unica certezza della vita è la morte, dirlo equivale a beccarsi in faccia tutta una serie infinita di insulti, offese, accuse di pessimismo, nichilismo, manicheismo, depressione cronica.

La morte non è qualcosa per tutti: è riservata a pochi eletti perché tanto io morirò nel sonno, tra 80 anni, in tranquillità, senza sofferenze e patemi: cederò solo quando il mio povero cuore non avrà più l’energia sufficiente per battere. Morirò da vecchio, per cui ho tutta la vita davanti, tempo per commettere errori, ripararli e continuare nella mia esistenza, bella o brutta che sia. Anzi, meglio di merda che fa più cool, in perfetto maudit style.

Paolo Patanè, candidato presidente dell'Arcigay in crisi: "Voglio una politica a tutto tondo"

Arcigay si prepara a celebrare il suo 13° congresso nazionale che si terrà dal 12 al 14 febbraio a Perugia. Il presidente uscente, Aurelio Mancuso, non si ricandida, stretto dalle critiche per i risultati indubbiamente scarsi e dal proliferare di organizzazioni e iniziative alternative che spesso, implicitamente o esplicitamente, fondano la propria esistenza in una volontà di contrapposizione con "mamma Arcigay".

Certo, tutto questo subbuglio di rivolta contro la principale associazione lesbica e gay italiana lascia spesso il tempo che trova, ma è comunque un indice evidente del profondo disamore creatosi tra Arcigay e la comunità *qtlgb, come testimoniano anche i congressi provinciali celebrati per eleggere i delegati nazionali: dove non ci sono state polemiche roventi (il clima da guerra civile del congresso romano si commenta da solo), spesso a farla da padrone è stato un impressionante astensionismo (17 voti espressi in tutta la provincia di Napoli, 7 in quella di Firenze, solo per fare due esempi).

Una risata vi ecciterà: i mille colori della gayezza nelle divertenti foto erotiche di Karim Konrad

L'erotismo sembra essere diventato un affare davvero serio. La pornografia e la tv ci hanno abituati a donne e uomini che si accoppiano con espressioni professionali, a volte persino gravi e severe. Si piange sempre più mentre si fa sesso, tra dungeon sadomaso, frustini e simulazioni di stupro. E se il Corriere ci ammonisce che sorridere è vivamente sconsigliato nel gioco della seduzione, evocare la risata nell'erotismo diventa davvero una bestemmia.

E allora Karim Konrad, con le sue immagini colorate di colori e di ironia e di comicità, è davvero un bestemmiatore. Anzi, di più: è un iconoclasta, impegnato in una costante opera di sconsacrazione di tutti i simboli dell'ortodossia pornografica. Nato in Germania occidentale, a Heidelberg, "una bellissima e idilliaca cittadina universitaria", cresciuto tra "l'umorismo di mio padre, l'amore di mia madre e la creatività dei miei fratelli", oggi Konrad è uno dei fotografi omoerotici più famosi del mondo. E, probabilmente, il più divertente in assoluto. Lo abbiamo intervistato.

Il latte del capezzolo di papà: anche gli uomini possono allattare al seno i propri figli

Allattare al seno i neonati ha un'infinità di benefici, dicono i medici: fa bene alla salute della madre e del figlio, rafforza il rapporto tra i due ed il latte materno è l'alimento più completo e adatto per il nutrimento del bimbo, almeno nei primi mesi di vita. L'esaltazione dell'allattamento materno, replica qualche studiosa femminista, in realtà è una trappola per imprigionare le donne nel loro ruolo di custodi del focolare, tutte prese a crescere i figli nel privato mentre gli uomini si occupano della vita pubblica, del lavoro, della politica...

Non è facile capire dove la scienza inizia ad essere inquinata dall'ideologia e dove l'ideologia inizia a diventare anti-scientifica. Fatto sta che, in un caso e nell'altro, tutti sembrano ignorare l'esistenza di un fenomeno che, per quanto strano e raro possa apparire, esiste: l'allattamento da parte dell'uomo.

Il caso più conosciuto è quello di un padre di Walapore, nello Sri Lanka: i media di mezzo mondo raccontarono nel 2002 la storia di quest'uomo che, avendo perso la moglie durante il parto, da mesi ormai allattava al seno le due figliole. Un fatto strano per tutti, ma non per il padre, che raccontò con la massima naturalezza l'inizio della sua esperienza: "Mia figlia maggiore rifiutava di essere nutrita col latte in polvere dal biberon. Una sera ero così affranto che, pur di farla smettere di piangere, le offrii il mio capezzolo. Allora mi resi conto che ero in grado di allattarla al seno" [Iol].

Uk, ergastolo al nudista: l'attivista del naturismo resterà in carcere a vita pur di rimanere libero?

Attraversare l'isola di Gran Bretagna da sud a nord è una gran faticaccia e richiede quattro-cinque mesi. Steve Gough, però, di tempo ce ne mise molto di più nel 2003. E non perché fosse un cattivo camminatore, anzi. Il fatto è che la sua decisione di compiere l'impresa vestito solo di calze, stivali, zaino e cappello gli costò ben 15 arresti, per un totale di 140 notti trascorse in carcere.

Ma Steve non è tipo da arrendersi per così poco. Ripeté l'impresa a cavallo tra il 2005 e il 2006, con la sua fidanzata Melanie Roberts, collezionando questa volta oltre una ventina di arresti e altrettanti giudici furibondi e scandalizzati da quell'uomo che rifiutava di indossare vestiti perfino dinanzi alla corte. Perché a Steve piace stare nudo e anche in prigione rimane con le chiappe al vento.

Braccio di ferro sui diritti nel Mediterraneo: ma i diritti sono degli individui, non dei gruppi!

In Italia esiste una campagna di aggressione e violenza contro gli immigrati e le minoranze arabe e musulmane, denuncia il ministro degli esteri egiziano Aboul Gheit [L'Unità]. Innegabile di fronte alle immagini di Rosarno. Ma guardate come loro trattano i cristiani: li fanno fuori tutti, ribatte Umberto Bossi [L'Unità]. E non ha certo torto considerando la strage di copti dei giorni scorsi.

E però, se andiamo oltre la tragica cronaca e proviamo ad interpretarla con lo sguardo alto della politica, conviene guardare meglio dietro lo scontro tra clan affacciati sul lago mediterraneo che provano ad inscenare un ministro di un governo per nulla democratico e un politico che sul razzismo più becero e sull'ignoranza ostentata ha fatto la propria fortuna. Conviene riconoscere che chi trasforma il tema dei diritti in pure pretese da sbattere in faccia all'altro, in merce di scambio tra gruppi ("io li do ai tuoi solo se tu li dai ai miei") è sempre un nemico dei diritti stessi.

Considerate se questo è un uomo, considerate se questa è una donna. O vi si sfaccia la casa

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per un pezzo di pane
Che muore per un si o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.

Primo Levi

Almeno non toglieteci la mafia: se i cattivi sono quelli che si ribellano a schiavitù e criminalità...

"A Rosarno c'è una situazione difficile come in altre realtà, perchè in tutti questi anni è stata tollerata, senza fare nulla di efficace, un'immigrazione clandestina che ha alimentato da una parte la criminalità e dall'altra ha generato situazione di forte degrado" - Roberto Maroni, ministro dell'Interno, Lega Nord

"I fautori di quell'idea [la cittadinanza breve] dovrebbero chiedere scusa e darsi pubblicamente, usando il lessico di Fini dicitore, degli emeriti stronzi" - Giancarlo Lehner, deputato, Popolo della Libertà [Repubblica]

Faccia da coglioni e portafogli da ricconi: welcome in Italy, tra oblio e razzismo

Il fatto che le condizioni del passato fossero peggiori di quelle degli emigranti del suo tempo, diceva Edmondo De Amicis, non giustificava nulla. E come dargli torto visitando l'interessantissima mostra "La Merica!", allestita presso il Museo Galata del Mare di Genova fino al 10 gennaio? Si sente forte il senso di oppressione sostando nelle camerate - letti a castello su letti a castello - ricostruite nelle otto grandi sale della mostra...

Si sente forte il senso di oppressione già così, e manca la puzza di sudore e di urina, i corpi accatastati uno o due su ogni posto letto, il mal di mare e il vomito, l'insofferenza di una convivenza forzata lunga settimane, il totale annullamento della propria intimità, il morbillo e altre malattie che facevano strage di bambini e di adulti... Manca anche il terrore e l'umiliazione di Ellis Island, dove se un medico credeva di scorgere uno strano colorito nei tuoi occhi o trovava un po' stramba la tua risposta a una delle decine di domande sparate a raffica ti rispediva a casa.

Manca l'essenziale, insomma, e il nostro senso di oppressione rimane lontano mille miglia - lo spazio infinito di un oceano, potremmo quasi dire - dalla violenza subita dai nostri avi partiti sognanti per le Americhe e spremuti come limoni dall'avidità delle compagnie navali e dalla ferocia idiota delle burocrazie e acquista invece il gusto amaro, ma forse un po' sciocco, delle lacrime di chi ricorda un dolore senza averlo vissuto. Di chi, nel migliore dei casi, sente con forza che nulla giustificava quelle condizioni, come diceva De Amicis.

Il grande colibrì