Vorrei solo vedere i suoi sonni, se riesce a dormire... se fossi nella camera da letto di B.

Lui sul letto, addormentato. Io su una sedia, poco distante. In silenzio. Fisserei il suo corpo, ogni suo movimento, ogni sussulto, ogni spostamento, provando a indovinarlo nelle ombre della notte - o forse dorme con la luce accesa? Chiuderei gli occhi un momento, anche se tutto fosse spento, per concentrare la mia mente sui suoni, i rumori, il ritmo dei respiri, degli sbuffi, delle ronfate.

Poi, in punta di piedi mi avvicinerei, allungherei una mano davanti al suo naso, per far scorrere il suo alito caldo sulle mie dita, sul palmo della mano, sul profilo del pollice. E me ne andrei così, dopo aver solo sfiorato il suo fiato, dopo aver solo osservato il suo corpo con attenzione, pazienza, curiosità. Dopo aver compreso il senso che ha di sé. Dopo aver sceverato le ombre del suo abbrutimento dalle ombre della notte.

La corruzione come sistema: Silvio il bifolco e l'abisso nascosto del cattivo governo

Io non so quale sia la verità, ma so riconoscere le cattive parole dalle buone parole. Io non so se una parola è giusta, ma so riconoscere se è solo un detrito di una noiosa cantilena o se è l'infioritura di un pensiero vivo. Io non so se una parola è sbagliata, ma so riconoscere se essa mi lega e immobilizza o se mi fa crescere e pensare. Io sono so se nella mia bocca germogli il giglio o l'orchidea, ma so riconoscere da dove provengono i semi delle mie parole.

Io non so se Berlusconi sia un corrotto e corruttore dal punto di vista penale, ma so che ha fatto della corruzione - come pervertimento di ogni regola, come esaltazione dell'immoralità, come ridicolizzazione dell'innocenza, come ostentazione della volgarità - la cifra della sua politica. E ha usato la sua ridicola cafonaggine, la sua pomposa rozzezza, i suoi modi da chiassoso bifolco, il suo essere caricatura degradata di se stesso per nascondere le sue azioni agli occhi di un popolo che non chiedeva altro che essere accecato.

Il giallo dei diritti scomparsi: arriva il 1° marzo, sciopero degli immigrati e di chi difende i diritti

L'Italia senza le immigrate e senza gli immigrati andrebbe incontro al collasso economico? Lo sanno proprio tutti, ma per troppi è più conveniente far finta di niente. L'Italia senza immigrati e senza immigrate vivrebbe una crisi civile, sociale, culturale ed umana ancor più grave dell'attuale e irreversibile? Su questo punto, anche se altrettanto vero e altrettanto importante, già c'è minore consapevolezza.

I diritti fondamentali (la casa, il lavoro, la libertà di culto e di espressione, la sicurezza, l'istruzione...) devono essere garantiti a tutti gli esseri umani, al di là delle conseguenze che ciò comporta? Questa è la base del concetto di democrazia liberale, ma è questione ormai dimenticata, additata come slogan per pericolosi estremisti o per ancor più pericolosi idealisti.

Meno male che c'è il principino: il televoto di Sanremo oscura il voto illegale alle Regionali

L'Italia trema. Poteri forti sono in agguato. Il paese è nei guai. Il dubbio essenziale e atroce non fa dormire la notte e viene lanciato e rilanciato da chi crede davvero nella democrazia: e se il televoto di Sanremo fosse stato truccato? Truffe, intrighi, sabotaggi, complotti, oscure trame e maneggiamenti maligni: le persone di buona volontà evocano gli scenari più furfanteschi e cospiratori.

E si spera che abbiano pure ragione, pur di non arrendersi all'idea orrorifica che agli italiani possano davvero piacere le stonature reazionarie del principino (ah, cari vecchi tempi in cui per andare in tv si doveva almeno fare lo sforzo di dare via il culo...). Il dramma democratico del televoto-sì/televoto-no invade prime pagine e schermate dei giornali e dei blog di sinistra, l'angoscia si raggruma nero su bianco in analisi politiche, sociologiche e filologiche.

Adriatico, Corbelli e il sesso confuso nell'era dell'Aids - La malattia e i suoi nemici (4° parte)

L'introduzione all'inchiesta:
* Dialoghi Hiv-correlati tra la vita e la vita

Giovedì 18 febbraio a Roma verrà presentato alla stampa "+ o - Il sesso confuso" di Andrea Adriatico e Giulio Maria Corbelli, documentario che racconta il mondo che ci circonda nell'era dell'Aids. Il film, che sarà proiettato per la prima volta per il pubblico venerdì 26 febbraio in occasione del festival "Visioni Italiane" di Bologna, è una polifonia di testimonianze per raccontare, al di là di dannose semplificazioni e moralistici "dico non dico", che cos'è l'Aids e come ha cambiato il mondo. I registi mi hanno contattato per intervistarmi nel film. E ora tocca a me il piacere di intervistare loro...

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Come nasce, da quali esigenze nasce il vostro documentario?

Siamo nati entrambi nel 1966. Questo significa che abbiamo vissuto la scoperta del sesso, da adolescenti, esattamente negli anni in cui scoppiava l'epidemia di Hiv/Aids. E' stato quindi un fenomeno che ha profondamente segnato la nostra vita. Ma non solo quella della nostra generazione. Anche chi è nato in anni più recenti è stato condizionato da questo virus negli aspetti più intimi della propria vita e, alla fine, tutta la società ha subito dei mutamenti che in qualche modo sembrano riecheggiare le paure suscitate dall'epidemia di Hiv.

Le rivolte di via Padova: quando la complessità dell'immigrazione è trasformata in problema

I problemi non esistono: vi sono situazioni più o meno complicate che possono essere affrontate con più o meno decisione e volontà di risolverle. Tuttavia, il persistere a voler vedere problematicità di fronte a complicatezza non fa altro che aumentare la difficoltà. La differenza non è tanto sottile.

Un problema richiede di ri-analizzare la situazione in modo tale da renderla comprensibile, si frappone alla soluzione di un compito ostacolandolo non con complessità ma con confusione: un problema nasce con la psicologia, non con i dati di realtà, ed ostacola il raggiungimento di una soluzione ponendola sopra una vetta irraggiungibile.

"Nel mio paese la mia sessualità è reato": in un libro gli omosessuali perseguitati nel mondo

Un autoritratto, poche parole, un articolo di legge. Basta poco per raccontare il dramma e lo scandalo della criminalizzazione degli omosessuali nel mondo. Il giornalista francese Philippe Castetbon ha raccolto questo "poco" per creare una piccola grande opera di testimonianza, il libro "Les Condamnés". Libération ha pubblicato alcuni estratti, che riportiamo tradotti in italiano qui sotto.

Cristo indossa i guantoni: le chiese evangeliche americane a caccia di fedeli a colpi di pugni

Le strade del Signore sono infinite, ma quelle del mercato un po' di più. E quindi non sorprende che i servi del Signore, pur di fare incetta di quante più anime possibile da salvare, siano diventati sempre più spesso dei veri e propri professionisti nell'accaparrarsi la "clientela", soprattutto negli Stati Uniti, culla ideale del marketing religioso grazie alla cultura profondamente mercatista e alla forte concorrenza tra le innumerevoli chiese cristiane. Ma se prima si faceva a gara a chi offriva i canti più belli e le prediche più incisive, ora il gioco si è fatto decisamente più duro...

Le quotazioni di ogni singola chiesa seguono spesso andamenti da montagne russe nel cristianesimo made in Usa: i cattolici, ad esempio, riescono a sottrarre i fedeli più conservatori a quelle chiese protestanti che ora accettano donne prete e matrimoni gay, ma registrano la forte fuga di quei credenti sotto shock per lo scandalo reiterato dei sacerdoti pedofili. Questa instabilità, con una facilità di passaggio da una chiesa all'altra neppure immaginabile in Italia, spiega l'affannarsi continuo per scovare la trovata più efficace per riempire il proprio tempio e il colpo più basso per svuotare il tempio altrui.

Niccky e l'Hiv come stimolo a vivere col sorriso - La malattia e i suoi nemici (3° parte)

L'introduzione all'inchiesta:
* Dialoghi Hiv-correlati tra la vita e la vita

Minimale, schietta e senza problemi: Niccky si presenta così nel suo blog. Un blog che, simile a un diario, raccoglie esperienze di vita, pensieri momentanei, informazioni prese dai giornali da ritagliare e conservare. Il tutto con appunto uno stile lineare e scorrevole, che lascia passare il suo messaggio in modo chiaro e conciso. Specie perché l'argomento trattato, la convivenza con l'Hiv e il mondo che circonda questo virus, è spessissimo preda di modalità erronee di presentazione, condite a volte con vittimismo, altre con criminalizzazioni velate.

Nel suo blog, Niccky raccoglie per l'appunto fatti, notizie e pensieri su questo tema, attraverso la sua lente piena di sensibilità e voglia di vivere, mettendosi in prima persona. Per questo motivo, abbiamo pensato di intervistarla con qualche domanda sul tema della convivenza dell'Hiv. Lei ci ha risposto nel suo modo dolce e deciso.

Enrico Fusco: "Un inarrestabile cambiamento per rilanciare un'Arcigay inconcludente"

"Ma il congresso non è ancora stato celebrato e i delegati non hanno vincolo di mandato". Non è piaciuta la nostra intervista a Paolo Patanè, in vista del congresso nazionale di Arcigay che si terrà dal 12 al 14 febbraio a Perugia, ai promotori della mozione "Inarrestabile Cambiamento". Non è piaciuto, in particolare, il fatto che, registrando il dato che Patanè è l'unico candidato ufficiale e che la sua mozione "Essere futuro" ha ottenuto un'ampia maggioranza di voti da parte dei soci, abbiamo definito "praticamente certa" l'elezione di Patanè alla guida della più grande associazione *qtlgb italiana.

Nel clima avvelenato che appesta Arcigay e che le si propaga attorno, la nostra intervista è stata forse interpretata come una mossa al servizio di una "campagna elettorale" che però, se esiste, ci vede completamente estranei. A dirla tutta, anzi, siamo decisamente preoccupati per le sorti di un'associazione che, dopo la pessima gestione di Aurelio Mancuso, si credeva potesse solo migliorare. E invece la luce in fondo al tunnel appare ancora molto lontana in un'Arcigay che sembra impegnarsi più nello scontro tra correnti e individui che nella progettualità e nello svelenimento reale dei rapporti.

Con la speranza di sbagliarci e augurando sinceramente ad Arcigay di riuscire ad uscire da queste sabbie mobili - anche perché, nonostante il pessimo spettacolo offerto all'esterno, è costituita anche da decine di volontari che portano avanti iniziative importanti -, cerchiamo di capirne di più intervistando Enrico Fusco, personalità importante dell'Arcigay barese e mariniano nel Pd pugliese, primo firmatario della mozione "Inarrestabile Cambiamento", alternativa a quella di Paolo Patanè.

Trovare l'anima gemella? Per la matematica è molto improbabile, ma l'amore vince i numeri

"Ma perché sono ancora single?" si deve essere chiesto una mattina Peter Backus, appassionato, sembrerebbe lecito supporre, di matematica più che di donne. Stufo di giornate solitarie e di nottate masturbatorie - ancora supposizioni, sia ben chiaro -, ma mai stanco di fronte alle sfide offerte da numeri ed equazioni, ha deciso allora di provare a capire quante donne esistano al mondo con cui potrebbe nascere del tenero.

Sospettando che trovare una fidanzata sia cosa addirittura assai più rara che scoprire una civiltà extraterrestre evoluta, Backus è partito dall'equazione con cui l'astronomo Frank Drake ha stimato il numero di civiltà altamente evolute nella Via Lattea (circa 10mila, per la cronaca) e l'ha modificata per stimare le sue possibilità nell'universo dell'amore [University of Warwick]. Con un esito sconfortante.

Se un pompiere ti incendia l'anima... Chi potrà spegnere il mito erotico del vigile del fuoco?

"Non è solo l'uniforme a rendere affascinante il pompiere. E' lui l'eroe dei nostri giorni, il principe azzurro di oggi che salva donne e bambini dalle fiamme". Anche Teresa, 48 anni, subisce il fascino del pompiere e ha molto chiaro il perché proprio quella del vigile del fuoco sia stata prescelta come professione più sexy da una giuria femminile [Repubblica]. Coraggiosi, forti, belli, muscolosi, maschi, incoronati angeli del bene dopo l'11 settembre: chi può davvero rivaleggiare con i pompieri?

Le più fortunate e più invidiate hanno avuto l'occasione di frequentare uno di questi "principi azzurri di oggi" e di esserne, a volte, più che soddisfatte: "Ho conosciuto questo pompiere ed è stato bellissimo, l'uomo ideale. Se poi ci aggiungi la divisa e il fatto che fa un lavoro bellissimo..." racconta Nicoletta. Certo, non tutti i vigili del fuoco sono sexy come quelli che appaiono in posa sui calendari, non tutti sono eroici come quelli dei film... "Sono stata a letto con un pompiere e, a dire il vero, non è stato diverso da qualsiasi altro uomo" ricorda Pamela.

Il grande colibrì