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Questa settimana su Facebook io chi sono? Sara Mago e le donne che raccontano storie di donne

Ma le partigiane, sabato a Milano, avrebbero preferito manifestare la mattina con gli eritrei per denunciare lo stupro, la tortura e l'uccisione anche di tante donne africane respinte dall'Italia e finite nei lager libici o nell'inferno del Sinai... o avrebbero preferito manifestare il pomeriggio con la sciarpa bianca per denunciare l'andirivieni di escort dalle case del premier? E, al loro tempo, salivano sui monti perché Mussolini era fascista o perché il Duce aveva l'amante?

Sinceramente mi suscita un senso di smarrimento - e anche di inquietudine, per dirla tutta - l'idea che Silvio Berlusconi possa cadere per i suoi "peccati" - e reati - nelle mille e una notte di Arcore e non per la sua politica eversiva nei confronti della Costituzione e genocida nei suoi connotati razzisti. E mi suscita un senso di smarrimento e di inquietudine vedere come per abbattere la sua visione della donna come oggetto si passi il tempo a sviscerare i dettagli del bunga-bunga e a discettare se sia linguisticamente più corretto parlare di "escort" o di "puttane"...

Panza, peli e rossetto: la sociologo Javier Sáez e l'elogio degli orsi maschioni ed effeminati

Continua il nostro dibattito sulla cultura bear, avviato con l'intervista al più importante studioso americano del tema, Les K. Wright, e proseguito con numerosi e ricchi interventi che possono essere letti lungo il nostro ___fil rose___ dedicato alla cultura ursina. Oggi discutiamo con il sociologo e psicanalista spagnolo Javier Sáez (nella foto), autore di libri e di saggi molto significativi sulle tematiche queer e bear (alcuni dei suoi scritti possono essere letti sulla rivista elettronica Hartza.com, da lui stesso fondata nel 1995), oltre che attivista per i diritti umani e antimilitarista.

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Qual è la relazione tra l'estetica bear e la mascolinità? Wright denuncia il "regime della mascolinità", mentre per gli Orsi Italiani la mascolinità esteriore può convivere senza problemi con la femminilità interna... L'esaltazione della mascolinità è un problema? O forse il problema vero è quello della riproposizione dello schema duale stereotipato del genere?

Se mi tradisci ti sposo: tra cuckold e bull, come vivere per sempre cornuti e contenti (o no?)

La violence qu'on se fait pour demeurer fidèle
à ce qu'on aime ne vaut guère mieux qu'une infidélité
François de La Rochefoucauld

"La fedeltà è un raro ospite: se ti capita in casa, non lo lasciar più uscire" dice un proverbio italiano. E dice bene: la fedeltà è davvero rara, come ci insegnano gli scandali sempre più frequenti e soprattutto le statistiche. A quanto dicono gli studi più recenti, se metà dei matrimoni naufraga in un divorzio, nell'altra metà la fedeltà non è di casa: meno di un terzo delle persone sposate non ha mai commesso adulterio.

Nonostante tutto, la nostra cultura vede ancora, a torto o a ragione, la fedeltà sessuale come un elemento imprescindibile dell'amore sentimentale. E così i rapporti al di fuori della coppia vengono interpretati come un sintomo di mancanza di amore o per lo meno come la dimostrazione che qualcosa non funziona: l'adulterio, così, rientra culturalmente e simbolicamente nell'ambito del patologico, mentre i dati delle ricerche statistiche lo dipingono come un fenomeno decisamente fisiologico.

La rivoluzione bear è andata in letargo: Les K. Wright e la cultura degli orsi gay (2° parte)

Dove eravamo rimasti...
La 1° parte dell'intervista!

Continua il nostro dialogo con il più importante studioso della cultura bear americana, Les Kirk Wright: che fine ha fatto la rivoluzione ursina?

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Quello di cui abbiamo parlato nella prima parte di questa intervista è in netto contrasto con la libertà dalla bellezza che la cultura bear sembrerebbe promettere, no?

Se osservi i primi numeri della rivista Bear, non si era ancora sviluppata un'estetica così chiara e conformista. Jack Radcliffe è stato il primo a incarnare questo nuovo canone di bellezza bear. Insomma, proprio come i gay in generale si sono assoggettati personalmente e reciprocamente allo stesso sistema di bellezza che ha storicamente oppresso le donne, gli orsi hanno allegramente abbracciato le proprie icone bear, vale a dire quelle che i media ursini sono stati capaci di vendere con così grande successo.

Miss Italia, le trans e il mercato della paura: le lacrime di Alessia Mancini non sono un'offesa

"Hanno detto che sono una trans. Che di per sé non è una cosa brutta, massimo rispetto per loro, ma io non lo sono!". E' questo il concetto espresso al Corriere della Sera da Alessia Mancini, la giovane concorrente di Miss Italia "additata" come transessuale da certa stampa scandalistica. Le stesse cose le aveva già dette in diretta tv, scoppiando a piangere: "Io rispetto le trans, ma io non lo sono".

Parole e lacrime che ora dovrà pagare care: una parte della comunità glbt, con alcuni suoi rappresentanti in testa, ora addita Alessia come transfoba. Ci vanno giù pesante, con accuse gravi, toni astiosi e offese a tutto spiano: "cretina", "poveretta", "oca", "stronza", persino "travona" (viva la coerenza!)... Se la ragazza piange e vive come un trauma l'essere finita sulle prime pagine dei giornali perché "presunta transessuale" - è il ragionamento - lo fa perché disprezza le persone transessuali. "Io piangerei se mi dessero del mafioso o dell'assassino, non della transessuale" dicono in molti.

Lo specchietto retrovisore non serve a rifarti il trucco (come Cota non serve a governarti)

Dal 1938 ad oggi ne è passata di acqua sotto i ponti. E la "condizione femminile" è senza dubbio migliorata. Certo, l'uguaglianza sociale tra donne e uomini è ancora lontana e la cultura in cui cresciamo risente fortemente di influenze misogine. Influenze che hanno imparato a mimetizzarsi, tranne che nelle battute di qualche premier particolarmente ossessionato.

Per questo rileggere i consigli dati da una rivista americana del 1938 [Inner, El Pendejo; vietato minori 18 anni] alle ragazze che dovevano affrontare il loro primo appuntamento può essere molto più educativo di tante filippiche. E poi rispetto alle sparate di Roberto Cota [l'Unità] la misoginia senza veli d'antan ha almeno un piccolo pregio: oggi fa piegare dalle risate.

Little Prince(ss)

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Vestiti nel tuo boudoir per mantenere il tuo fascino. Sii pronta ad uscire quando arriva l'accompagnatore: non farlo aspettare. Accoglilo con un sorriso!

Porpora Marcasciano: "Non si perda la bussola!" - Matrimonio gay? Sì, lo voglio! (6° parte)

L'introduzione all'inchiesta:
In nome dell'uomo, questo matrimonio s'ha da fare!

Esisteva un tempo - che poi era l'altroieri, in fondo - in cui si diceva che l'immaginazione doveva andare al potere. C'era chi questa frase la proclama e basta - e in genere è finito al potere per reprimere l'immaginazione delle generazioni future. E chi invece l'immaginazione l'ha portata davvero al potere - magari non al potere dell'intera società, ma al potere della propria vita senza dubbio.

Tra queste individualità fuori dal comune, regine dell'immaginazione governate dall'immaginazione stessa, spicca la sociologa Porpora Marcasciano, vice-presidente del MIT (Movimento Identità Transessuale), autrice di capolavori (da "Tra le rose e le viole" a "Favolose narranti", passando per "AntoloGaia", una sorta di autobiografia di un decennio, gli anni '70), una delle personalità più ariose e originali del movimento *qtlgb italiano. L'abbiamo intervistata.

Il latte del capezzolo di papà: anche gli uomini possono allattare al seno i propri figli

Allattare al seno i neonati ha un'infinità di benefici, dicono i medici: fa bene alla salute della madre e del figlio, rafforza il rapporto tra i due ed il latte materno è l'alimento più completo e adatto per il nutrimento del bimbo, almeno nei primi mesi di vita. L'esaltazione dell'allattamento materno, replica qualche studiosa femminista, in realtà è una trappola per imprigionare le donne nel loro ruolo di custodi del focolare, tutte prese a crescere i figli nel privato mentre gli uomini si occupano della vita pubblica, del lavoro, della politica...

Non è facile capire dove la scienza inizia ad essere inquinata dall'ideologia e dove l'ideologia inizia a diventare anti-scientifica. Fatto sta che, in un caso e nell'altro, tutti sembrano ignorare l'esistenza di un fenomeno che, per quanto strano e raro possa apparire, esiste: l'allattamento da parte dell'uomo.

Il caso più conosciuto è quello di un padre di Walapore, nello Sri Lanka: i media di mezzo mondo raccontarono nel 2002 la storia di quest'uomo che, avendo perso la moglie durante il parto, da mesi ormai allattava al seno le due figliole. Un fatto strano per tutti, ma non per il padre, che raccontò con la massima naturalezza l'inizio della sua esperienza: "Mia figlia maggiore rifiutava di essere nutrita col latte in polvere dal biberon. Una sera ero così affranto che, pur di farla smettere di piangere, le offrii il mio capezzolo. Allora mi resi conto che ero in grado di allattarla al seno" [Iol].

Brenda e le migliori armi del delitto: le parole

Le parole sono le migliori armi del delitto.
Amelie Nothomb

Titoloni da prime pagine internettiane trasformate in vetrine da cronaca nera per un giorno. Lei, Brenda, morta, ne diventa ancora vittima. Non ne basta la morte atroce, il fuoco che le ha distrutto il corpo carbonizzandolo. Non si tratta nemmeno delle ennesime parole declinate al genere sbagliato per martoriare ancora più una morte che assume i contorni di mandanti organizzati.

E' morta nel giorno stesso del suo ricordo, 20 novembre 2009. Oggi, giornata mondiale di commemorazione di tutte le vittime di transfobia nel mondo, si tiene il Tdor (Transgender day of remembrance), evento laico che ricorda quanto sia ancora difficile poter disporre del proprio e personalissimo corpo.

Necrotizzazione di parole. Non sono evidentemente bastate le storie su cui si speculava sopra, costruendo ipotesi, intravedendo scandali che non esistono. Al riparo, nascosti dietro schermi, si consumava tutto, in silenzio. L'Italia che diventa complice mandante, creatrice di un finto sistema culturale che non esiste perché non ha più vita. In cui si ha bisogno di morte per giustificare l'esistente. Questo lato inquietante è lo specchio dell'oggi.

Brenda uccisa all'alba del Tdor: continua la strage di persone transgender e l'Italia se ne fotte

Hanno pure scelto il giorno giusto. Proprio oggi, 20 novembre, si celebra il Transgender Day of Remembrance (Tdor), la giornata mondiale in ricordo delle vittime di transfobia. Ricorderemo anche lei, Brenda [Unità], tra il luccicare triste delle fiammelle di tante candele, una per ogni vittima di una "pulizia etnica" che vede l'Italia in prima fila nel mondo, nel silenzio di un popolo che mangia pasta e pregiudizi, reclama solo marciapiedi liberi e bianchi Natali [Repubblica] e del resto se ne fotte.

Marrazzo e lo scandalo "dei" trans: quando il giornalismo è solo transfobia e stupro simbolico

Gallias Caesar subegit, Nicomedes Caesarem

Che Giulio Cesare amasse farsi inculare da Nicomede IV detto il Filopatore era cosa risaputa: "Cesare ha sommesso la Gallia e Nicomede ha sottomesso Cesare" cantavano i soldati durante i trionfi dell'imperatore soprannominato "la regina di Bitinia". Malcom X, raccontano le biografie [Guardian], si prostituì per alcuni anni della propria giovinezza. Bill Clinton si divertiva a infilare sigari nella vagina di una stagista.

E come non citare le feroci polemiche sui prostituti frequentati in Thailandia dal ministro francese Frédéric Mitterand, le quali, una volta chiarito che si trattava di ragazzi giovani ma non minorenni, si sono concluse con il pieno sostegno del Presidente della Repubblica Sarkozy, leader di centro-destra?

Cara stampa, non ti sopporto, ma mi mancherai: il cattivo giornalismo ai tempi della censura

Non mi si apre la pagina di Repubblica.it in queste ore. Neppure quella di Corriere.it. Problemi di rete, forse. Certo che in questo periodo di allarme rosso per la libertà di stampa trovarsi di fronte lo schermo bianco del browser non fa un bellissimo effetto. Mi consolo col fatto che ilGiornale.it, invece, si apre che è una meraviglia.

Aspetto di poter leggere le versioni web dei due principali quotidiani italiani e intanto sfoglio d nuovo "la Repubblica" cartacea. Pagina 9: "Garimberti porta il caso Minzolini in Cda". Un tizio va in onda per mostrare il proprio volto e presentarsi al pubblico italiano: "Salve, sono Augusto Minzolini, professione leccaculo". E scoppia lo scandalo. Io lo trovo invece un gesto di grande chiarezza e trasparenza.

Ama te stesso come il prossimo tuo: orgoglio, libertà e rispetto sfilano al Genova Pride 2009

Sia chiaro: non credo che ci sia nulla di cui essere orgogliosi nell'omosessualità. Né in altri orientamenti sessuali, come, allo stesso modo, non penso ci sia nulla di cui essere fieri in una qualsiasi delle tante identità di genere espresse dagli esseri umani. E però durante il Pride, nella sua marea enorme - ancora più enorme quest'anno a Genova - l'orgoglio si fa sentire eccome.

Ma è un orgoglio che con la "mera omosessualità" ha ben poco a che fare. E' l'orgoglio di saper ascoltare e rispettare i desideri della propria mente ed i bisogni del proprio corpo. E' l'orgoglio non di vivere fuori dagli schemi, ma di saper vivere dentro i propri schemi. E' l'orgoglio di rispettare se stessi e anche i propri limiti, perché solo in questo modo può nascere un rispetto sincero e totale nei confronti degli altri e anche dei loro limiti.

Femminismo, autocoscienza e letteratura - L'antica arte del cunnilingus (2° parte)

Dove eravamo rimasti...
* Introduzione
* 1° parte - Geografia femminile

2° parte - Femminismo, autocoscienza del corpo e di genere e letteratura

Come ogni arte, anche il cunnilingus ha una tradizione che affonda le proprie radici nell’antichità. In più, come qualsiasi altra cosa, il suo valore resta intrecciato con quello del linguaggio. Infatti, fu proprio il movimento femminista a svelare il rapporto patriarcale che si nasconde dietro il significato di certe parole, il cui uso rende manifesti certe modalità di pensiero o schemi mentali.

Ad esempio, si può prendere come riferimento il cinese cantonese. A livello ufficiale, i termini che descrivono i genitali sono yum per il genere femminile e yaung per quello maschile. Le parole si combinano poi con altre a formare specifici organi, ad esempio yum-to (vagina), yum-ti (clitoride), yeung-kui (pene) e così via. L’origine di tale forma linguistica deriva da antiche tradizioni religiose, cioè il noto yin e yang.

Tuttavia, queste parole vengono utilizzate solo nella terminologia medica. In questo modo, l’antico valore metafisico dedicato al sesso si è trasformato in un approccio più inquadrato. Di conseguenza, le persone snobbano queste parole, preferendo al loro posto termini come ha tai (la parte bassa), xi chu (la parte nascosta), shun shun (labbra labbra), e così via. Un linguaggio più pudico per riferirsi ai genitali femminili, diventando lo specchio di una società prettamente maschilista come è quella cinese di oggi.

Festival Mix Milano, 23° edizione: il grande schermo si illumina dei colori dell'arcobaleno

Un festival di cinema che non si ferma al cinema. Un festival *qtlgb che sa parlare a tutti e di tutti. Organizzato dal Centro d'Iniziativa Gay - Arcigay Milano, giunge alla sua 23° edizione il Festival Mix Milano, dal 4 all'11 giugno al teatro Strehler in largo Greppi 1.

Con lo slogan "Lasciati immaginare", il festival rimane un momento in cui cinema, musica, teatro e letteratura diventano occasioni per parlare di identità, orientamenti e generi... e in cui identità, orientamenti e generi diventano pretesti per fare cinema, musica, teatro e letteratura.

Transgender, lesbiche e gay in Indonesia: l'omofobia si nasconde dietro la lotta al porno

"Ho promesso a tutti i miei figli che avrei accettato loro e i loro problemi, non importa quali fossero, basta che non mi nascondessero nulla. E così ho accettato anche la sessualità di mio figlio". Forse Prita non è proprio orgogliosa del "problema" di suo figlio, della sua omosessualità. Ma alla fine ha avuto il coraggio di andare a parlarne pubblicamente.

Ci vuole coraggio a parlare pubblicamente dell'omosessualità propria o dei propri cari in un paese musulmano, anche nella contradditoria Indonesia. Siamo lontani dalla pena di morte iraniana, dalla prigionia algerina o dalla condanna ai lavori forzati della Guinea Bissau, ma comunque anche qui la società discrimina e non è facile trovare casa e lavoro. Molti genitori, poi, hanno reazioni decisamente più negative di Prita di fronte al coming out dei figli. Essere transgender è anche più difficile: non ci si può nascondere e nel 70 per cento dei casi si finisce per ricorrere alla prostituzione per sopravvivere.

Rosso, giallo, verde e... rosa: in Danimarca fallisce la battaglia contro i semafori maschilisti

"L'idea, profondamente radicata, che uomini e donne non sono uguali ci viene presentata già da quando siamo bambini" afferma Manu Sareen, della Sinistra Radicale (Det Radikale Venstre) di Copenhagen. Ed è difficile contestare quanto dice.

Seguiamo allora questo politico di origini indiane nel suo percorso logico. Dunque: ai bambini viene proposta un'immagine discriminatoria dei generi. Quale soluzione adottare? Interventi nelle scuole? Incentivi per la realizzazione di cartoni animati sulla parità? Azioni positive per l'empowerment delle donne e la promozione delle loro carriere? Facilitazioni per i congedi di paternità?

No, no... Manu Sareen vuole andare alla radice del problema: "Possiamo fare un piccolo passo avanti se i bambini vedranno entrambi i sessi sui segnali di attraversamento pedonale". E quindi propone di mettere la gonna a qualche abitante dei semafori pedonali della capitale danese.

La municipalità, però, risponde picche. Non tanto perché la gonna renderebbe più difficile capire se il personaggio è fermo in piedi o sta camminando, come fanno notare dalla Direzione del Traffico, quanto perché le priorità sul fronte della parità sarebbero altre [Copenhagen Post].

Come possono esistere priorità al di fuori degli omini (e delle donnine) dei semafori? Speriamo che le nuove candidate alle Europee del Popolo della Libertà (dalla letteronza Barbara Matera ad Angela Sozio del Grande Fratello) sappiano portare avanti questa fondamentale battaglia di civiltà in tutto il continente [Repubblica].



Leggi anche:
* 8 marzo: auguri? Sì, di buon dialogo
* Trasformismo calendarista
* Mara Carfagna, Silvio Berlusconi ed il macho che c'è dentro di noi

Antony e il diverso - Antony è diverso - Noi siamo diversi


MI SONO INNAMORAT* DI UN RAGAZZO MORTO

Ti trovo con lacrime rosse negli occhi
Ti chiedo come ti chiami
Non mi dai risposta
Prima dovrei chiamare un dottore
Ho paura che tu possa essere morto
Invece mi stendo accanto a te
E ti tengo la mano

Mi sono innamorat* di te
Ora sei mio, solo mio
Perché per tutta la vita sono stat* così triste
Ma in quell'istante hai esaudito i miei sogni

Ora dirò a tutti gli amici
Mi sono innamorat* di un ragazzo morto
Ora dirò alla mia famiglia
Mi sarebbe piaciuto farvelo conoscere

Ora mando lettere in Australia
Ora getto bottiglie in mare
Sussurro il segreto alla terra
Nessuno ti porterà via da me

Mi sono innamorat* di un ragazzo morto
Oh, un ragazzo così bello
Mi sono innamorat* di un ragazzo morto
Oh, un ragazzo così bello

Oh, un ragazzo così bello
Mi chiedo
Sei un ragazzo o una ragazza
Sei un ragazzo o una ragazza
Sei un ragazzo o una ragazza

Sei un ragazzo
Sei una ragazza
Sei un ragazzo
Sei una ragazza
Sei un ragazzo




MANCIATA D'AMORE

Ero stes* nel mio letto l'altra notte
E fissavo un soffitto pieno di stelle
Quando all'improvviso ho capito
Che devo solo farti sapere come mi sento

Viviamo insieme in un fotogramma di tempo
Guardo nei tuoi occhi
E i mari si aprono davanti a me
Ti dico che ti amo
E ti amerò per sempre
E so che tu non puoi dirmelo
So che non puoi

Così non mi resta che raccogliere
Gli indizi, i piccoli segni della tua devozione
Così non mi resta che raccogliere
Gli indizi, i piccoli segni della tua devozione

E sento i tuoi pugni
E so che non è amore
E sento la frusta
E so che non è amore
E sento i tuoi occhi ardenti fori ardenti
Che trapassano il mio cuore
Non è amore
Non è amore

Accolgo e colleziono sul mio corpo
I ricordi della tua devozione
Accolgo e colleziono sul mio corpo
I ricordi della tua devozione

E sento i tuoi pugni
E so che non è amore
E sento la frusta
E so che non è amore
E sento i tuoi occhi ardenti fori ardenti
Che trapassano il mio cuore
Non è amore, ooh hoo
Non è amore

Dammi un amore un po' più serio
Dammi un amore più completo
Sii pieno d'amore

Pugni, pugni, pugni pieni di amore*...

* intraducibile gioco di parole per assonanza tra il titolo fistful of love [manciata d'amore] e fists full of love [pugni pieni d'amore]

Vedi anche:

*
Antony And The Johnsons

Il grande colibrì