Uwe Ommer, il fotografo erotico che spoglia i potenti di tutto, tranne che della maschera...

Nato in Germania nel 1943, ma parigino d'adozione da ormai 46 anni, Uwe Ommer è uno dei fotografi più conosciuti del pianeta. E noi abbiamo avuto l'onore di dialogare con lui per presentare a voi lettori il suo affascinante lavoro. Avvicinatosi al mondo della fotografia a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta, Ommer ha iniziato a collezionare premi prestigiosi sin da subito. Negli anni Ottanta era ormai una star internazionale, tanto che, nel 1984, venne scelto per rilanciare il celeberrimo calendario Pirelli dopo 10 anni di sospensione delle pubblicazioni.

Ommer è conosciuto soprattutto come artista erotico (tra le sue raccolte di fotografie più famose si ricordano, ad esempio, "Black ladies" e "Do It Yourself"). Si tratta di un lavoro particolare, in cui realtà e leggenda si confondono completamente agli occhi dei non addetti ai lavori. E allora Ommer ci aiuta a capire qualcosa di più.

La libertà fotografata nuda in Israele: quando il dito indica la luna, il saggio guarda il culo

Parlando di sessualità e di libertà è semplice cadere nel tranello di trasformare in facile eroe chiunque sia colpito dalla sessuofobia dominante. Per esempio il discount erotico online SexyPrivé che, vistasi impedire la distribuzione gratuita di 6mila oggetti erotici per le vie di Parigi per - addirittura! - ragioni di ordine pubblico, ha pensato bene di inviare ai parlamentari d'oltralpe un pacco natalizio con sex toy, tanga e preservativi [le Parisien]. Raccogliendo due piccioni con una fava (di plastica): ha denunciato il provvedimento avverso e, soprattutto, ha ottenuto una pubblicità mondiale a costi davvero contenuti.

Distribuire orgasmi, magari con cinque ritmi di vibrazione, per la pubblica via sarebbe senza dubbio un gesto profondamente rivoluzionario (anche se già realizzato, proprio a Parigi, il giorno di San Valentino di quest'anno)... se non fosse per l'intento puramente commerciale e promozionale che ci sta dietro. E una vera rivoluzione sessuale, come ben ci insegna Bruce LaBruce con i suoi film (ad esempio "Otto; or Up with Dead People"), non può che passare attraverso il superamento degli stili di vita consumistici.

Libertà di religione: promossa l'America, bocciato il Medio Oriente. E l'Europa arranca...

La buona notizia è che quasi la metà degli stati del mondo pone poche o nessuna restrizione alla libertà religiosa. La cattiva notizia è che non si tratta degli stati più grandi, ma di un gruppo numeroso di stati piccoli che, tutti insieme, raccolgono appena il 15% della popolazione mondiale. Gli stati in cui le limitazioni sociali o politiche alla libertà di culto sono forti, al contrario, sono un terzo del totale, ma raccolgono ben il 70% degli esseri umani.

No, non sono dati confortanti quelli del rapporto sulle restrizioni globali alla religione del centro di ricerca Pew. Il paradiso della libertà religiosa è San Marino, uno degli stati più piccoli. Giganti come Cina e India, al contrario, appaiono come inferni. Nella cartina in alto, visibile in dimensioni più ampie con un clic, vi mostriamo una nostra sintesi visiva del rapporto, con i paesi più virtuosi (verdi), quelli con alcune limitazioni (gialli), con seri problemi di libertà di culto (arancioni) e privi di reale libertà (rossi).

Terrorismo alla milanese? Basta nuotare per risollevarsi e vivere in pace

Si rientra a casa. Giornata strana questa, cavalcando l’onda di cambiamenti perenni, eterni ad attendermi per rovistare tra le pieghe di un equilibrio mal messo. Il freddo attanaglia tutto e tutti, corpi gelati attorcigliati tra cappotti e sacchetti delle compere di Natale. Ultimi acquisti, primi regali, l’economia galoppa con loro sfottendo il mai estinto Keynes, il buon vecchio John M.

La Vergine è beata, ma il povero Giuseppe... I cattolici contro il cartellone "osé" degli anglicani

"Povero Giuseppe. Dio fu una legge dura da seguire!" recita il cartellone e subito ci si interroga sul senso di quell'aggettivo (hard, duro), dal momento che l'immagine ritrae un San Giuseppe dalle guance accaldate disteso nudo e triste accanto ad una Maria corrucciata e vestita solo di un velo, la quale, evidentemente, non ha nessuna intenzione di rinunciare alla propria beata verginità. E allora... povero Giuseppe!

Certo, il cartellone non nulla a che vedere con il Cristo in erezione di Terence Koh, ma è comunque un modo un po' particolare per cercare di convincere la gente a pensare di più al vero senso del Natale. Festa che certo celebra non "un dio maschile spirituale che getta giù il suo sperma per far nascere un bambino", ma "il potere dell'amore in mezzo a noi", come spiega l'ideatore del cartellone, Glynn Cardy, arcidiacono anglicano di Auckland (Nuova Zelanda).

Silvio piange sangue: il corpo di Berlusconi è solo un campo di battaglia per amici e nemici

"7 punti!". "Macchè, almeno 10!". Così gongolavano stamattina l'edicolante e un cliente guardando la prima pagina del quotidiano col volto insanguinato di Silvio Berlusconi. Il riferimento non era ai punti di sutura, ma ai ben più importanti punti di consenso guadagnati nel prossimo sondaggio. "L'hanno trasformato in un martire e la storia insegna che andrà tutto a nostro beneficio!".

Le porno-prof americane? Un'ottima scusa per non parlare dei mali della scuola italiana...

Tericka Dye insegnava scienze ed educazione fisica a Paducah, nel Kentucky. Nel 2006 venne licenziata perché si scoprì che nove anni prima, con lo pseudonimo di Rikki Anderson, aveva girato alcuni film porno commerciali [Wikipedia]. Invece per il licenziamento di Tiffany Shepherd, insegnante di biologia in California, in aprile sono bastate delle fotografie che la ritraevano in bikini durante una festa sexy. Allontanata da qualsiasi scuola, Shepherd ha deciso di intraprendere il percorso inverso a Dye e di passare dalla scuola al porno, trasformandosi in Leah Lust [Daily News].

L'ultimo dei casti è stato... segato! Tutti i ragazzi consumano pornografia, senza eccezioni

Ecco, ti distrai un attimo per farti una masturbazione veloce e loro, senza neppure avvisarti, si sono già definitivamente estinti. Gli scienziati canadesi li hanno cercati in lungo e in largo, per mari e monti, ma non ne hanno trovato più neppure un esemplare. Nessuno tra le migliaia di giovani ventenni del paese dell'acero ha potuto affermare di non aver mai visto un film porno. Nessuno. Zero.

Simon Louis Lajeunesse, sessuologo e sociologo dell'Università di Montreal, voleva confrontare le abitudini dei giovani consumatori abituali di pornografia con quelle dei loro coetanei ancora "pornograficamente vergini", ma di fronte all'evidenza dell'estinzione totale del secondo gruppo ha dovuto cambiare il tema della propria ricerca, puntando banalmente a inquadrare come i ragazzi utilizzino la pornografia per scoprire quella che ormai è acqua calda (i ragazzi, in media, iniziano a consumare pornografia a 10 anni, guardano film tramite internet 3 volte alla settimana, ecc...) [The Sun].

I dog sitter dei gay: a Milano i City Angels scorteranno gli omosessuali anche nei battuage

Pestaggi, omicidi, insulti... Le persone omosessuali in Italia sono proprio sotto tiro e i giornali finalmente iniziano a parlarne. In Italia sembra essere scoppiata in questi mesi l'emergenza omofobia (per la transfobia ripassare più tardi, grazie...) e pazienza se in realtà è scoppiata già da qualche secolo. Suvvia, mettiamo una pietra sul passato e pensiamo all'oggi. Presentare una storia millenaria di violenze come la novità del momento, d'altro canto, conviene un po' a tutti.

Conviene ai giornali, che con quattro righe sull'ultimo pestaggio e magari una bella foto di un occhio nero, si lavano con poco inchiostro la coscienza e fanno pure la figura dei progressisti. Conviene alla classe politica, la quale, con ancora meno inchiostro, potrà in ogni momento fingere di rispettare i diritti umani e gli obblighi costituzionali con una bella carfagnata o con un'estensione alle persone omosessuali della legge Mancino sui crimini d'odio e chiudere la partita.

La bellezza quieta del mondo: persone, veli e crocifissi nel tempo congelato di Erin Mulvehill

Erin Mulvehill può congelare il tempo, o almeno così afferma nel nome del suo sito web in cui raccoglie alcuni dei suoi più interessanti lavori fotografici. Per presentarla, vi lascio direttamente alle sue parole e ad alcuni particolari delle sue immagini di grande evocatività.

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Erin, come ti presenteresti ai nostri lettori?

Ho 21 anni, sono una nomade ma al momento vivo a Brooklyn, New York, sono buddista, felice, alta più di 1,80, bilancia, non uso le maiuscole, parlo spesso di alieni, sono appassionatissima di scienza e fisica, amo leggere, scrivo poesia e credo che la bellezza salverà il mondo!

Mangia merda che ti passa: diario culinario di una coprofaga alla scoperta della reale realtà

Sentite, io lo confesso, ma non fateci troppo caso. La prima volta che ho mangiato la merda non ne avevo proprio voglia. Mi ero persino giurata che non avrei mai mangiato quella roba marrone e puzzolente. Ma poi mi sono lasciata convincere dalle necessità della situazione. "Meglio mangiar merda una volta, inghiottirla subito e poi il sapore passerà" mi son detta.

E, fattomi coraggio, ho introdotto lo stronzo in bocca, ho masticato un po' e ho deglutito. Gli altri commensali mi hanno guardata con compiacenza, mi hanno fatto discreti gesti di approvazione. Mi hanno fatta sentire parte di un gruppo, del loro gruppo. Della loro elite.