Questa settimana su Facebook io chi sono? Sara Mago e le donne che raccontano storie di donne

Ma le partigiane, sabato a Milano, avrebbero preferito manifestare la mattina con gli eritrei per denunciare lo stupro, la tortura e l'uccisione anche di tante donne africane respinte dall'Italia e finite nei lager libici o nell'inferno del Sinai... o avrebbero preferito manifestare il pomeriggio con la sciarpa bianca per denunciare l'andirivieni di escort dalle case del premier? E, al loro tempo, salivano sui monti perché Mussolini era fascista o perché il Duce aveva l'amante?

Sinceramente mi suscita un senso di smarrimento - e anche di inquietudine, per dirla tutta - l'idea che Silvio Berlusconi possa cadere per i suoi "peccati" - e reati - nelle mille e una notte di Arcore e non per la sua politica eversiva nei confronti della Costituzione e genocida nei suoi connotati razzisti. E mi suscita un senso di smarrimento e di inquietudine vedere come per abbattere la sua visione della donna come oggetto si passi il tempo a sviscerare i dettagli del bunga-bunga e a discettare se sia linguisticamente più corretto parlare di "escort" o di "puttane"...

La rivolta egiziana dietro lo schermo di un PC: riflessioni su potenzialità e limiti di internet

Nelle strade del Cairo non ci siamo. Possiamo sapere e vedere solo quello che ci mostrano in tv, che ci raccontano sul web. E a volte viene il dubbio che questo semplice fatto, questa lontananza, questo osservare la realtà da dietro uno schermo possa in sé, senza che dietro ci siano volontà esplicite, deformare il nostro sguardo, mandarlo fuori pista. E allora forse è il caso di farsi qualche domanda, sapendo che ogni risposta sarà difficile perché non siamo nelle strade del Cairo. Anzi, forse è il caso di farsi qualche domanda proprio per capire questo: che ogni risposta sarà difficile e che non siamo nelle strade del Cairo.

I giornali e le tv raccontano di una rivolta partita e gestita attraverso il web. Raccontano di un popolo che continua a riempire di testi e di immagini e di video Facebook, Twitter e migliaia di blog. Di un regime che corre ai ripari bloccando i social network e l'accesso a internet. E qui già le cose si fanno ingarbugliate: se non si può accedere a internet, se non si può scrivere su internet, se non si può leggere da internet, come fanno le masse, per altro già riversatesi per strada, a organizzarsi attraverso internet?

Non è una scuola per negri: Kelly, la criminale che pretendeva un'istruzione migliore per le figlie

Kelly Williams-Bolar vive a Akron, nell'Ohio, in quegli Stati Uniti ammirati da tutto il mondo per avere eletto un presidente nero. Anche Kelly è nera, ma non vive in una Casa Bianca: vive nelle case popolari. E anche le due figlie di Kelly sono nere e anche loro vivono nelle case popolari. Kelly, però, ha dichiarato che le due bimbe abitano con il nonno, poco distante da lì, ma abbastanza distante da rientrare in un altro distretto scolastico.

E così Kelly riesce a far frequentare alle figlie la scuola pubblica del quartiere più ricco della città: una scuola frequentata dai bianchi della classe media (dai ricchi no, quelli scelgono le scuole private), tranquilla, con buoni insegnanti, strutture sicure. Così diversa dalla scuola del quartiere delle case popolari, una scuola fatiscente, mal funzionante, per la quale la città investe il minimo indispensabile - anzi, molto meno: tanto è destinata ai neri...

Immigrazione e omosessualità, tutti i colori della pelle nello stesso arcobaleno: parla Dell'Amico

Se ne vedono di tutti i colori in questi giorni per le strade delle nostre città. Tutti i colori della pelle, tutti i colori dell'arcobaleno. L'Italia - la squallida, retrograda, provinciale Italia di cui tutti ci lamentiamo - può essere una promessa di paradiso, una garanzia di vita per tante persone che fuggono dalle torture, dalle guerre, dalle persecuzioni politiche e religiose. E anche dalla condanna penale (dal carcere alla pena di morte) dell'omosessualità.

E questa è una grande sfida. Una grande sfida per chi fugge per cercare di raggiungere l'Italia e di richiedere asilo e poi tenta di integrarsi. E per chi abita già questo paese, che deve scegliere se essere amico delle vittime o complice dei carnefici. E' una sfida anche per la comunità *qtlgb e per le associazioni, poste sul bivio tra il rinsecchire come puro gruppo di interesse a difesa della posizione di una categoria e lo sbocciare come motore per la diffusione del rispetto di tutti i diritti per tutti gli esseri umani.

Identità malleabili (per sopravvivere alla rigidità) - Il curioso caso dell'etero curioso (4° parte)

Dove eravamo rimasti...
* Nord, sud, ovest, est: disorientamenti sessuali? (1° parte)
* Una sola etichetta per tutti: quella del rispetto (2° parte)
* Quando il marito si "scopre" omosessuale... (3° parte)

Identità. Cioè assoluta uguaglianza. O, perlomeno, coincidenza di tutti gli elementi ritenuti rilevanti. E' attraverso questo meccanismo che ci sentiamo parti di un gruppo, di un'entità più grande di noi: una famiglia, un paese, un genere, un credo, una specie animale. E' attraverso questo meccanismo che sentiamo gli appartenenti ad altri gruppi (altre famiglie, altri paesi, altri generi, altri credi, altre specie...) come, appunto, "altri", diversi da noi per alcune caratteristiche fondamentali o in toto.

Questa relazione tra appartenenza e non appartenenza implica inevitabilmente una serie di norme, di prescrizioni positive e negative, più o meno complesse, più o meno stringenti. Non esiste identità senza norme. Perché sono proprio queste norme a costituire la colonna dorsale dell'identità. Tradire le regole del proprio gruppo di appartenenza significa tradire la propria identità. Abbandonare un'identità significa abbandonare le sue norme.

Bunga-Bunga 43, Pilu 17: in un sondaggio il nuovo trionfo di Berlusconi, re del sesso 2010

"I sondaggi puniscono Berlusconi" titolano i giornali. Dimostrando quanto siano davvero comunisti. Il nostro sondaggio decreta al contrario un nuovo, clamoroso trionfo del Cavaliere: per il 43% dei nostri lettori, infatti, il nostro amatissimo (e fidanzatissimo) Presidente del Consiglio è stato il protagonista dell'anno appena passato nell'ambito della sessualità. Il Bunga-Bunga, insomma, paga (e paga profumatamente, a quanto sembra).

Neppure il Partito du Pilu, che pure macinerebbe spettatori nei cinema italiani, riesce a resistere: la vagina è stata prescelta solo dal 17% dei votanti. Insomma, l'organo femminile per eccellenza neppure sfiora il numero di preferenze raccolta dal (testa di) fallo. E si fa quasi raggiungere dai preservativi (15%). La pornografia gay ottiene solo il quarto posto, con il 10% dei voti, mentre in fondo alla classifica si registra l'ex aequo tra le bambole e il turismo, fermi al 6%.

Quando il marito si "scopre" omosessuale... - Il curioso caso dell'etero curioso (3° parte)

Dove eravamo rimasti...
* Nord, sud, ovest, est: disorientamenti sessuali? (1° parte)
* Una sola etichetta per tutti: quella del rispetto (2° parte)

"Finti etero", "gay repressi", "bisessuali ipocriti"... Sono tante le etichette che vengono scagliate con la massima faciloneria contro quegli uomini che si definiscono eterosessuali pur avendo una vita sessuale, reale o anche solo immaginata, con altri uomini. Etichette usate come armi contundenti senza tenere conto che le stesse etichette "originali" (etero, omo, bisex...) hanno confini instabili, ambigui, difficili da cogliere e da definire. Per questo, nel rispetto della libertà di ciascuno di auto-determinarsi e di auto-definirsi, sarebbe più corretto sostituire ai giudizi le domande, alle certezze i dubbi.

Peccato, però, che l'auto-definirsi non sia un processo che trova inizio, sviluppo e fine unicamente nella sfera intima della persona, dal momento che coinvolge, direttamente o indirettamente, altre persone. Un uomo che si auto-definisce eterosessuale magari cercherà una compagna di vita, la sposerà, creerà una famiglia in senso "tradizionale"; lo stesso uomo, se si definisse gay, forse cercherebbe un compagno di vita, con cui difficilmente potrebbe progettare matrimoni o paternità...

Una sola etichetta per tutti: quella del rispetto - Il curioso caso dell'etero curioso (2° parte)

Dove eravamo rimasti...
Nord, sud, ovest, est: disorientamenti sessuali? (1° parte)

Alcuni uomini hanno rapporti sessuali con altri uomini e tuttavia si percepiscono e definiscono come eterosessuali. Questo atteggiamento provoca spesso accese reazioni da parte di molti omosessuali, che attribuiscono questo fatto al cedimento a pressioni sociali omofobe e quindi lanciano accuse di ipocrisia, codardia... e chi più ne ha più ne metta.

In realtà, come abbiamo notato nella prima parte di questa inchiesta, il confine tra eterosessualità, omosessualità e bisessualità è molto sfumato e ambiguo e quindi non si capisce perché dovrebbe prevalere la volontà di chi decide di tracciare una linea netta e collocare gli altri di qua o di là sulla libertà di ciascuno di collocarsi dove preferisce.

E' come dire che ciascuno dovrebbe decidere come vestirsi, se indossare una maglia a maniche lunghe o una t-shirt, in base al freddo o al caldo che sente. Certo, poi forse c'è qualcosa che non va se la necessità di mostrare i muscoli scolpiti in palestra ti spinge in canottiera sotto la neve o il ricordo delle raccomandazioni di tua madre sulle terribili correnti d'aria ti stringe la sciarpa di lana intorno al collo anche sotto il solleone ferragostano...

Nord, sud, ovest, est: disorientamenti sessuali? - Il curioso caso dell'etero curioso (1° parte)

"Sono etero, ma a volte mi piace il cazzo"
Simone, 25 anni, Milano

Chi è Simone? Un eterosessuale, un omosessuale, un bisessuale, un gay represso, un “finto etero”, un “bisessuale che non sa di esserlo”? Un “ipocrita”, un “simbolo della repressione sessuale e dell'eterosessismo”, “il peggiore nemico dei gay”, un confuso, un rivoluzionario, un reazionario? Quale etichetta sta meglio addosso a Simone tra quelle proposte a commento della breve inchiesta su quegli uomini che, pur definendosi eterosessuali, cercano rapporti sessuali con altri uomini?

Esiste un’etichetta adatta a Simone o a Stefano, 27enne bresciano (che racconta: "Mi incuriosisce il bel cazzo, lungo e dalla cappella bella grossa, da prendere in mano, segare e vederlo sborrare nella mia mano... Non sono gay, a me gli uomini mi fanno cacare, ma il cazzo è proprio bello... Secondo me è abbastanza normale: anche se non si dice, il cazzo piace a tutti")? O agli altri "eterosessuali forse solo leggermente bisex" ai quali abbiamo dato voce nella nostra breve inchiesta?

Lo sguardo della civetta

- Non hai visto niente?

- No, niente.

- Proprio niente di niente? Sicuro?

- Sì, niente di niente.

- E come hai fatto a non vedere niente?

- Beh, era notte!

- E cosa c'entra che era notte?

- Beh, di notte non si vede! Di notte è buio e non si vede!

2010 odissea nel sesso: chi è stato il protagonista dell'anno nell'ambito della sessualità?

Un anno è finito e un altro è appena iniziato. Ed è, come sempre, tempo di bilanci e di classifiche. E allora oggi, in omaggio alla più buona e meno sexy di tutte le feste, la generosa e racchia Befana, vi proponiamo di scegliere con noi il protagonista del 2010 nell'ambito della sessualità.

Le nomination, proposte qui sotto in rigoroso ordine alfabetico, spaziano dalle bambole alla vagina, da Silvio Berlusconi e il suo Bunga-Bunga ai preservativi, dal turismo sessuale al preservativo. Ovviamente siete tutti chiamati a fare ulteriori proposte, aggiungendo un commento a questo post. Con un augurio di un nuovo anno felice e godereccio!

L'erotismo degli "uomini comuni": Michael Kirwan presenta i suoi disegni pornografici gay

Nani, ciccioni, uomini scheletrici, amputati, punk, baby gang, vecchi, ragazzi sulla sedia a rotelle. E anche ragazzi "normali", ma quasi sempre lontani mille miglia dal canone di bellezza classico, predominante, anche grazie al tratto quasi deformante che gonfia i visi e i corpi, ai colori spesso allucinati, ai coloriti a volte giallognoli, itterici. Sono questi gli uomini che popolano le intricatissime illustrazioni di Michael Kirwan, un disegnatore pornografico di New York tra i più interessanti al mondo.

I suoi personaggi si muovono in un mondo lontano dalle insegne scintillanti dei locali gay, lontano dalle romanticherie delle coppie omosessuali dei film per la tv. Si masturbano nei vicoli, dietro i bidoni della spazzatura. Battono i bagni pubblici, dove danno vita a immense orge. Si pisciano addosso in qualche scantinato. Si incontrano in appartamenti arredati con estrema modestia, con i mobili della nonna (non con le gaissime creazioni di Ikea), a volte con un certo gusto kitsch, lontanissimo dalla raffinatezza un po' snob di certe "ziette".

Il grande colibrì