La prevenzione le ferie non le fa mai - In vacanza sull'arcobaleno: guida ai viaggi gay (3° parte)

Dove eravamo rimasti...
* 1° parte - Un, due, tre... si parte!
* 2° parte - Un gran bel tuffo nella libertà

Viaggiare è un'occasione eccezionale per scoprire cose diverse, per sperimentare nuovi modi di vivere, per vivere importanti momenti di libertà. E' un'occasione imperdibile per rompere routine, abitudini, schemi mentali, per abbandonare le solite regole comportamentali e mettersi alla prova con regole nuove, come abbiamo ricordato nella seconda parte di questa inchiesta.

Ovviamente tutto questo può essere estremamente positivo se serve ad aprire prospettive di cambiamento e di miglioramento nella propria vita, ma può avere conseguenze molto negative se l'abbandono delle regole diventa un obiettivo in sé, senza fare distinzioni tra regole e regole.

Un gran bel tuffo nella libertà - In vacanza sull'arcobaleno: guida ai viaggi gay (2° parte)

Dove eravamo rimasti...
* 1° parte - Un, due, tre... si parte!

La cosa più bella del viaggiare è il sentirsi liberi. Entrare in contatto con realtà diverse dalla propria, infatti, è come guardare attraverso una porta a vetri nuove occasioni, nuove possibilità, nuovi percorsi da far intraprendere alla propria vita... e scoprire che la porta a vetri è aperta, spalancata, può essere varcata davvero e non solo nei sogni. Il viaggio, allora, o è un inutile e dispendioso spostamento del proprio corpo in un luogo dove replicare la propria vita quotidiana o simulare forme stereotipate di libertà o è uno straordinario spostamento della propria mente in un un luogo dove sperimentare cose nuove.

Sperimentare cose nuove significa anche sperimentare nuovi modi di vivere e, quindi, anche nuove regole. Partire significa già rompere i confini del proprio spazio quotidiano e allora non c'è nulla di male - anzi! - nel vivere una vacanza come momento in cui abbandonare le proprie routine, i propri schemi, le proprie inibizioni... Jeff confessa: "Oserei qualcosa in più... Se viaggio, mi faccio più esperienze... perché il tempo stringe". Ovviamente solo gli sciocchi e gli schiavi pensano che la vera libertà e la vera responsabilità siano concetti antitetici...

Un, due, tre... finalmente si parte! - In vacanza sull'arcobaleno: guida ai viaggi gay (1° parte)

Parlare di "vacanze gay" potrebbe sembrare, a prima vista, qualcosa di assolutamente banale. Gli omosessuali viaggiano? Che scoperta! Viaggiano da soli, con gli amici, con la famiglia, con il partner? Che novità! Liquidare il tema concludendo che le vacanze sono vacanze e non ci sono differenze tra viaggiatori etero e viaggiatori gay suona molto sensato, molto politically correct ed è quindi una tentazione forte. Dall'altra parte, rimane altrettanto forte il rischio di enfatizzare in modo eccessivo possibili differenze, facilitando derive ghettizzanti o l'affermazione di identità monolitiche.

Ci troviamo, insomma, al centro del classico dibattito sull'opportunità di annullare le differenze o di enfatizzarle fino a separare il più possibile la dimensione spaziale, sociale e simbolica omo da quella eterosessuale. E così ecco chi dice di voler fare vacanze "assolutamente normali", il più lontano possibile dai circuiti commerciali dell'intrattenimento gay, e chi invece da anni prenota solo pacchetti vacanza specializzati per il pubblico omosessuale e passa l'estate nei locali di Torre del Lago, sulle spiagge di Mykonos, a bordo di qualche crociera per soli uomini...

Attesa

era seduto lungo il fiume e aspettava di veder passare il cadavere del Nemico
io, accanto a lui, desideravo solo buttarmi nel fiume, lavarmi, rinfrescarmi, nuotare

non è ancora tempo, diceva lui, fissando immobile lo scorrere del fiume
sta per riprendere a scorrere il tempo, diceva lui
e la lancetta dell'orologio davvero sembrava trepidare, pronta al movimento, ma poi restava immobile

Vignetta: Tent(or)acoli


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* Vignette: 23 maggio 1992-2010, i 18 anni della strage di Capaci

L'omosessualità nelle forze armate: su soldati gay e stupri nell'esercito non chiedere, non dire

Continua negli Stati Uniti il braccio di ferro tra l'esercito e il governo sul principio del "Don't Ask, Don't Tell", per il quale una persona omosessuale può far parte delle forze armate americane a patto che non riveli a nessuno il proprio orientamento sessuale. Ora il Pentagono ha fatto circolare un questionario in cui si chiede ai soldati se avere un capo o un collega gay o lesbica non possa avere effetti negativi sullo spirito di gruppo, sul morale, sulla capacità di combattimento... E poi, si domanda, a te piacerebbe dormire o farti la doccia con un collega omosessuale? [Testo integrale]

Il Pentagono, che al "Don't Ask, Don't Tell" è particolarmente affezionato, sembra voler dimostrare che la possibilità di avere coming out all'interno delle forze armate pregiudicherebbe l'efficacia militare e la coesione dell'esercito più potente del pianeta. Insomma, il dichiararsi omosessuali potrebbe, a giudicare dalle paure di certi generali, avere quegli effetti nefasti per la sicurezza statunitense e globale che neppure Bin Laden e Ahmadinejad sono riusciti ad ottenere.

Tutti pazzi per i calciatori: la bellezza degli spagnoli e le sexy promesse dei tifosi

La Spagna ha già vinto i mondiali, un vero e proprio trionfo. L'Olanda deve accontentarsi del secondo posto. Beautiful People ha lanciato un sondaggio sulla bellezza di tutti i calciatori di tutte le squadre che hanno partecipato ai Mondiali sudafricani ed il verdetto è proprio questo: in cima alla classifica (voto medio 5,8) gli spagnoli, seguiti dagli olandesi (5,4). I più bravi, insomma, sembrano essere anche i più belli...

Fernando Torres, attaccante della Selección [foto in alto], vince il titolo di reginetto (voto 7,9), ma gli spagnoli conquistano anche la medaglia di bronzo, con il terzo posto di David Villa (7,4). Se poi ci aggiungiamo anche la quarta posizione, con Iker Casillas (7,3), il quadro del trionfo spagnolo è completo. Per il secondo posto, poi, non ci spostiamo di molto, dal momento che Cristiano Ronaldo (7,4) è portoghese.

Con amore se possibile, con forza se necessario: manganelli, terremotati e la "fine" di Berlusconi

Manganelli sulle teste di terremotati che manifestano pacificamente, la maglietta sediziosa "Ricostruiamo L'Aquila e il suo territorio" insozzata dal sangue, "La sinistra usa i terremotati per scatenare la guerriglia" e "Di Pietro sparge odio da una piazza all'altra" titola Il Giornale. E' sedizione, insomma. E intanto a Montecitorio un parlamentare dipietrista, Franco Barbato, viene circondato da un drappello di colleghi berlusconiani e preso a pugni.

Immagini da fine impero, dicono in molti e quasi tirano un sospiro di sollievo: sarà dura, ma si vede la luce in fondo al tunnel. Berlusconi e i suoi hanno perso la testa, hanno perso il controllo, dicono eminenti commentatori. Senza domandarsi come interpretare i fatti di ieri nel quadro della strategia del "panem et circenses" berlusconiano: possibile che un potere politico così fondato sul consenso abbia preferito la violenza contro quei terremotati che hanno fatto piangere l'Italia intera invece che lasciarli manifestare e nascondere tutto nel silenzio dei tg, come già fatto - e con successo! - tante altre volte nei mesi passati?

Queer Frame di Atlantide Entertainment: anche in Italia il continente sommerso del cinema gay

"Atlantide Entertainment è una società nata due anni fa grazie ad un gruppo di giovani imprenditori con la passione per il cinema. Cerchiamo di produrre opere di giovani autori sui quali ci sembra il caso di rischiare, considerando le leggi del mercato italiano". Cosimo Santoro descrive così la casa di produzione di cui è capo acquisizioni e distribuzione. Una casa di produzione coraggiosa, che merita di essere conosciuta più da vicino.

Atlantide ha prodotto "Diari" di Attilio Azzola, film-laboratorio realizzato con la partecipazione diretta dei giovani protagonisti, che hanno frequentato, prima delle riprese, una serie di seminari in cui è stato insegnato loro come si produce un film, passo dopo passo. Il film ha vinto il Grand Prix Ecran Juniors al Festival di Cannes nel 2008 e, dopo un buon risultato nelle sale, uscirà in dvd il 18 luglio.

"Fratellanza - Brotherhood" di Nicolo Donato: la minestra riscaldata dell'amore gay tra naziskin

Il protagonista (questa volta si chiama Lars ed è interpretato da Thure Lindhardt) entra in un gruppo di sbandati ed emarginati (questa volta sono naziskin), inizia una storia d'amore impossibile con il ragazzo che inizialmente più lo avversava (questa volta è David Dencik nei panni di Jimmy), abbandona il gruppo, ritorna, progetta il riscatto per sé e il suo innamorato, ma - guarda te che inaspettata sorpresa! - proprio all'ultimo minuto qualcosa va storto e si arriva al tragico finale (che ha almeno il pregio di denunciare come la follia della violenza e dell'odio non abbia solo un colore o solo un odore).

Questa, in sintesi, la storia raccontata da "Fratellanza - Brotherhood" di Nicolo Donato, regista danese di origini italiane. La pellicola è osannata ed acclamata, ha anche vinto il premio come miglior film al Festival del cinema di Roma 2009. La trama è la stessa vista e rivista in chissà quanti film da festival del cinema gay, si sono sostituiti solo i vari ladruncoli, eroinomani, prostituti, vandali e sbandati di svariata natura delle vecchie storie con i naziskin di questa, e subito i critici cinematografici si sono sperticati in lodi per un film che, dicono loro, sarebbe originale e rifuggerebbe gli stereotipi.

Le deportazioni non cambiano mai: gli eritrei respinti in Libia, gli interessi elettorali in Italia

E' rasserenante vedere come certe cose non cambino mai. Il sole sorge all'alba e cala al tramonto, la forza di gravità spinge le cose verso il basso e le deportazioni di massa avvengono sempre allo stesso modo: donne uomini e bambini ammassati in vagoni metallici, senza aria né luce, senza acqua né cibo, con i vestiti laceri o senza vestiti, con la puzza del sangue del piscio della merda e della paura, con la memoria e la prospettiva di bastonate, manganellate, stupri, degradazioni a non finire.

Certo, cambiano le vittime e cambiano le motivazioni che dobbiamo inventarci per giustificare tutto questo. Gli ebrei son passati di moda (non del tutto, ma vabbè), con i loro nasi sporgenti, la loro natura di strozzini e la loro voglia di rubarci le ostie per fare riti strani. Ora al mercato della paura e della sicurezza sono quotati gli eritrei: nasi schiacciati da africani, natura di violentatori da negri e voglia di farci tutti musulmani (e se Wikipedia dice che sono per metà cristiani mente di sicuro).

"Do começo ao fim" di Aluisio Abranches: l'incesto gay tra fratelli e l'amoralità dell'amore


Ti amo perché per capire il nostro amore
dovrebbero mettere a soqquadro il mondo.
Ti amo perché tu potresti amare
un'altra persona, e invece ami me. Solo me.

Il film fino a quel punto è stato bello, intenso, emozionante. Poi arriva quella dannata domanda: "Perché mi ami?". Oddio, è il tuo primo pensiero, ora arriva il vento freddo della banalità o, forse persino peggio, il vento gelido di qualche astratta frase da Bacio Perugina. Oddio, è il secondo pensiero, tra poco rimpiangerai il prezzo del biglietto. Il corpo ti si accascia sulla poltrona del cinema, ormai rassegnato al peggio...

Il grande colibrì