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Dove eravamo rimasti...
Dove eravamo rimasti...
Parlare di "vacanze gay" potrebbe sembrare, a prima vista, qualcosa di assolutamente banale. Gli omosessuali viaggiano? Che scoperta! Viaggiano da soli, con gli amici, con la famiglia, con il partner? Che novità! Liquidare il tema concludendo che le vacanze sono vacanze e non ci sono differenze tra viaggiatori etero e viaggiatori gay suona molto sensato, molto politically correct ed è quindi una tentazione forte. Dall'altra parte, rimane altrettanto forte il rischio di enfatizzare in modo eccessivo possibili differenze, facilitando derive ghettizzanti o l'affermazione di identità monolitiche.
Continua negli Stati Uniti il braccio di ferro tra l'esercito e il governo sul principio del "Don't Ask, Don't Tell", per il quale una persona omosessuale può far parte delle forze armate americane a patto che non riveli a nessuno il proprio orientamento sessuale. Ora il Pentagono ha fatto circolare un questionario in cui si chiede ai soldati se avere un capo o un collega gay o lesbica non possa avere effetti negativi sullo spirito di gruppo, sul morale, sulla capacità di combattimento... E poi, si domanda, a te piacerebbe dormire o farti la doccia con un collega omosessuale? [Testo integrale]
La Spagna ha già vinto i mondiali, un vero e proprio trionfo. L'Olanda deve accontentarsi del secondo posto. Beautiful People ha lanciato un sondaggio sulla bellezza di tutti i calciatori di tutte le squadre che hanno partecipato ai Mondiali sudafricani ed il verdetto è proprio questo: in cima alla classifica (voto medio 5,8) gli spagnoli, seguiti dagli olandesi (5,4). I più bravi, insomma, sembrano essere anche i più belli...
Manganelli sulle teste di terremotati che manifestano pacificamente, la maglietta sediziosa "Ricostruiamo L'Aquila e il suo territorio" insozzata dal sangue, "La sinistra usa i terremotati per scatenare la guerriglia" e "Di Pietro sparge odio da una piazza all'altra" titola Il Giornale. E' sedizione, insomma. E intanto a Montecitorio un parlamentare dipietrista, Franco Barbato, viene circondato da un drappello di colleghi berlusconiani e preso a pugni.
"Atlantide Entertainment è una società nata due anni fa grazie ad un gruppo di giovani imprenditori con la passione per il cinema. Cerchiamo di produrre opere di giovani autori sui quali ci sembra il caso di rischiare, considerando le leggi del mercato italiano". Cosimo Santoro descrive così la casa di produzione di cui è capo acquisizioni e distribuzione. Una casa di produzione coraggiosa, che merita di essere conosciuta più da vicino.
Il protagonista (questa volta si chiama Lars ed è interpretato da Thure Lindhardt) entra in un gruppo di sbandati ed emarginati (questa volta sono naziskin), inizia una storia d'amore impossibile con il ragazzo che inizialmente più lo avversava (questa volta è David Dencik nei panni di Jimmy), abbandona il gruppo, ritorna, progetta il riscatto per sé e il suo innamorato, ma - guarda te che inaspettata sorpresa! - proprio all'ultimo minuto qualcosa va storto e si arriva al tragico finale (che ha almeno il pregio di denunciare come la follia della violenza e dell'odio non abbia solo un colore o solo un odore).
E' rasserenante vedere come certe cose non cambino mai. Il sole sorge all'alba e cala al tramonto, la forza di gravità spinge le cose verso il basso e le deportazioni di massa avvengono sempre allo stesso modo: donne uomini e bambini ammassati in vagoni metallici, senza aria né luce, senza acqua né cibo, con i vestiti laceri o senza vestiti, con la puzza del sangue del piscio della merda e della paura, con la memoria e la prospettiva di bastonate, manganellate, stupri, degradazioni a non finire.