Mia mamma mi ha detto che... I draghi mangiano i migranti di Lampedusa e il nostro cuore

Mia mamma mi ha detto che si sono tanti grandi e tanti bambini, così tanti che neppure lei che sa tanti numeri li potrebbe contare, che hanno attraversato il mare e non avevano neppure i braccioli, ma solo tanta paura di annegare e tanta speranza di fare un vita migliore, e alla fine del mare sono arrivati su una piccola isola dell'Italia. Mia mamma mi ha detto che i capi dell'Italia li stanno lasciando tanti giorni su quell'isola, dove non hanno una casa e neppure da mangiare e non possono fare niente e l'isola è troppo piccola e stanno tutti stretti, che non hanno più neppure un posto per sedersi e dormono in piedi.

Io ho chiesto a mia mamma se i capi dell'Italia sono tutti matrigne, visto che sono così cattivi. Mia mamma mi ha detto che i capi dell'Italia sono draghi con la pelle verde e il cuore di pietra e la lingua come quella dei serpenti, che ha due punte ed è velenosa e non dice mai la verità. Mia mamma mi ha detto che i capi dell'Italia sono orchi, come quello di Pollicino, che non hanno pietà di nessuno, neppure dei bambini. Mia mamma mi ha detto che anzi i capi dell'Italia sono peggio degli orchi, perché almeno gli orchi mangiano per fame e invece i capi dell'Italia mangiano grandi e bambini solo per continuare a fare festa nei loro castelli.

Una geometria di peni e di ossessioni: le dimensioni del sesso maschile nel mondo

Se alla parola "superdotato" il pensiero corre subito a Rocco Siffredi e non ad Albert Einstein un motivo c'è: quella delle dimensioni del pene è l'ossessione più diffusa e più forte nella popolazione maschile di tutto il mondo. Si inizia da ragazzini a tormentarsi con il dubbio di essere "minidotati" e con il passare degli anni questo dubbio a volte tende a farsi persino più angoscioso, arrivando, in alcuni casi, a compromettere la vita sessuale e relazionale di alcune persone.

L'ossessione è talmente forte da colpire un po' tutti: spesso persino chi ha un organo sessuale decisamente più grande rispetto alla media della popolazione continua a ritenersi poco soddisfatto e, se avesse una bacchetta magica, si allungherebbe volentieri il pene di una decina di centimetri... C'è poi chi quella bacchetta magica la intravede in interventi e rimedi di varia natura, spesso pubblicizzati su internet: anche nei rari casi in cui non si tratti di vere e proprie truffe, i risultati sono comunque sempre inferiori alle aspettative.

Nontiscordardiloro (se non ora... quando?): Roberto Recchioni e Valerio Pocar

Sotto l'intensa vignetta realizzata per la campagna NONTISCORDARDIME da Roberto Recchioni, uno dei migliori autori del fumetto italiano (tra l'altro, ha creato John Doe e Detective Dante e oggi è uno dei più penetranti "interpreti" di Dylan Dog), pubblichiamo oggi l'intervento del sociologo Valerio Pocar, presidente onorario dell'Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti e importante esponente del Movimento Antispecista e dell'associazione Libera Uscita per il diritto a morire con dignità (la cui presidente, Maria Laura Cattinari, è già intervenuta nei giorni scorsi).

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Care concittadine, cari concittadini,

Mia mamma mi ha detto che... Oggi la nube radioattiva dal Giappone e a giugno il referendum

Mia mamma mi ha detto che sta arrivando in Italia una nuvola tossica, che è una nuvola tutta brutta e viola e puzzolente. Io è tutta la mattina che guardo il cielo, ma ancora questa brutta nuvola viola non l'ho vista. Mia mamma mi ha detto che questa nuvola tossica viene dal Iapone, che è il paese di Dragonbol e Naruto, e che la colpa è di una centrale tonica che è scoppiata. Una centrale tonica è una grande palla in cui ci sta una cosa brutta e pericolosa che serve a fare l'elettricità che serve a fare la luce per le case.

Mia mamma mi ha detto che però, se la palla della centrale tonica scoppia, questa cosa pericolosa che ci sta dentro inizia a fare la cattiva, fa tremare la terra e fa coprire tutte le case con il mare. Infatti in Iapone è successo tutto questo e ora i iaponesi arrabbiati con la centrale tonica ci buttano sopra l'acqua, perché dicono che non è giusto che le loro case sono finite sotto l'acqua e invece la centrale cattiva è rimasta tutta asciutta.

Leccare il culo sì, baciare le mani no: la posizione autoassolutoria della sinistra verso Gheddafi

Ma un baciamano è davvero la fine del mondo? Sembra che nella politica estera berlusconiana nei confronti della Libia sia stato questo gesto ("da guascone", dice il premier) il vero elemento imperdonabile. Il resto? Dettagli, in fondo. Per questo gesto sarebbe giusto martellare sulla vergogna del voltafaccia riservato da Silvio al "caro amico Muammar" e sulla disumanità di una Lega che rimane fedele all'antico alleato solo per non ritrovarsi sulle strade qualche "negher" in più. Il resto? Dettagli, in fondo.

Il "dettaglio" su cui più si sorvola è il fatto che la presunta "politica estera berlusconiana" (chiamata anche "diplomazia degli affari") nei confronti della Libia abbia, temo, ben poco di berlusconiano. Si tratta piuttosto di una politica nazionale, promossa con entusiasmo e convinzione dalla gran parte delle forze politiche e industriali italiane, semplicemente declinata in chiave berlusconiana. Per dirla in parole povere: Berlusconi ha aggiunto il baciamano e qualche altra "guasconata", qualche barzelletta e qualche consiglio sul Bunga Bunga, ma il cuore della politica estera italiana verso la Libia è rimasto sostanzialmente inalterato.

Nontiscordardiloro: Marco Cappato e Katia Zanotti per il testamento biologico

Mentre il tema del testamento biologico sembra aver perso importanza nel circo mediatico che tutto mastica e sputa senza mai digerire nulla, continuiamo a proporvi nuove riflessioni, legate alla campagna NONTISCORDARDIME, per cercare di capire davvero di cosa si sta discutendo in Parlamento. Oggi ospitiamo Marco Cappato, segretario dell'Associazione Luca Coscioni e tra i più noti attivisti radicali, e Katia Zanotti, deputata della Repubblica dal 2001 al 2008 prima nei DS e poi in Sinistra Democratica.

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Cara concittadina, caro concittadino,

le scelte sulle cure sono sempre scelte difficili. Quelle alla fine della vita sono anche drammatiche. Proprio per questo è importante impedire che qualcuno decida al posto nostro senza il nostro consenso. Il testamento biologico serve a impedire abusi e violenze. Va difeso da questa legge contro il testamento biologico.

Marco Cappato

Mia mamma mi ha detto che... E' scoppiata la guerra in Libia: i capi del mondo contro Gheddafi

Mia mamma mi ha detto che il capo del paese dall'altra parte del mare è un signore cattivo che si chiama Cheffai. Mia mamma mi ha detto che questo signore cattivo non è solo cattivo, ma anche strano, perché vive in una tenda e si veste tutto strano, ma mia mamma non guarda tanto la tv perché deve andare al lavoro e quindi non sa tante cose: ad esempio, non capisce che questo signor Cheffai deve essere un indiano e che per gli indiani è normale abitare nelle tende e vestire strani, con i copricapi fatti di penne d'uccello.

Mia mamma mi ha detto che il signor Cheffai era il miglior amico del capo dell'Italia e per questo lo invitava nella sua tenda dove si raccontavano le storie e le barzellette e il signor Cheffai spiegava al capo dell'Italia tanti passatempi nuovi che il capo dell'Italia poteva fare nelle sue ville. Ho chiesto a mia mamma quali passatempi erano, ma mia mamma mi ha detto che non sono cose per bambini e pensava che io non capivo, ma io non sono così piccolo da non capire: l'ho visto in tv che i capi indiani fumano la pipa della pace, anche se fumare fa male, puzza e non è cosa per bambini.

Pioggia di oppressione, pioggia di libertà

Madre, ti ricordi le favole che mi raccontavi, quando stavi seduta sull'orlo del mio letto e mi portavi nei sentieri del sonno, non so se più con le tua voce dolce o con il tuo profumo? Ti ricordi di quelle favole anche ora, mentre spii il clamore di questa tempesta da uno spiraglio della finestra, mentre spii il mio sonno simulato dall'alto dei mille anni che ti sono piombati addosso in questa notte con troppa luce e troppo rumore?

Vorrei sentirle ancora, quelle favole, vorrei sentirle ancora, non con le orecchie, ma col cuore. Vorrei sentirle ancora, vorrei crederci ancora in mezzo a questi tuoni e a questi lampi. Vorrei dormire ancora, madre, di quel sonno vero e silenzioso e non fare finta di dormire, come fanno finta le bambole, che neppure di notte sanno chiudere gli occhi. Vorrei poterti chiamare, toccare, annusare, senza la paura di vedere questo terrore nei tuoi occhi.

Nontiscordardiloro: Maria Laura Cattinari, Massimo Cozza e Enrico Proserpio

Continuiamo oggi a pubblicare gli interventi di esponenti della società civile legati al nostro appello NONTISCORDARDIME. Le riflessioni che vi proponiamo qui sotto sono quelle di Maria Laura Cattinari, presidente dell'Associazione Libera Uscita, attiva a difesa del diritto a morire con dignità; di Massimo Cozza, segretario nazionale della FPCGIL Medici, il cui appello è segnalato nel testo della lettera della nostra campagna; e di Enrico Proserpio, scrittore e blogger.

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Care concittadine, cari concittadini,

l’articolo 32 della nostra Costituzione, alla quale bisogna guardare per fare le Leggi, parla chiaro: noi abbiamo due diritti fondamentali: il diritto alla salute ed il diritto all’autodeterminazione, il diritto cioè di accettare o rifiutare qualunque terapia anche se salvavita. Nessuno può obbligarci a delle terapie se non per salvaguardare il diritto alla salute degli altri. Questo è quanto afferma la nostra Costituzione, ma per rivendicare il rispetto di questo Diritto c’è voluto il coraggio di eroi del nostro tempo come Welby, come Beppino Englaro. Ci sono volute sentenze e decreti della Magistratura.

Nontiscordardiloro: Sergio Rovasio, don Gallo e Fabio Pellegatta per il testamento biologico

Cara concittadina, caro concittadino... L'appello NONTISCORDARDIME, lanciato da NoirPink - modello Pandemonium, cerca di rilanciare un dialogo tra pari, tra cittadini che possono avere idee e impostazioni etiche, filosofiche e religiose anche opposte, ma riconoscono gli uni agli altri pari legittimità. In quest'ottica di leale e rispettosa convivenza, nessuna imposizione morale può essere accettabile e ognuno deve poter esprimere pienamente la propria idea di vita e di morte. Perché, in un dialogo tra pari, in un dialogo tra cittadini, il rispetto verso sé stessi e il rispetto verso gli altri coincidono perfettamente.

Oggi vi proponiamo alcune riflessioni di Sergio Rovasio, segretario dell'Associazione Radicale Certi Diritti, di don Andrea Gallo, il sacerdote che ha fondato la Comunità di San Benedetto al Porto di Genova, e di Fabio Pellegatta, responsabile della Sezione cultura dell'Arcigay di Milano. Nei prossimi giorni pubblicheremo gli interventi di altre concittadine e di altri concittadini.

Mia mamma mi ha detto che... C'è un'Italia buona che abita dentro l'Italia: per questo si festeggia

Mia mamma mi aveva detto che in Italia il capo è un signore egoista, che pensa solo a fare i soldi per sé e a spendere i soldi per fare delle feste dove invita solo lupi e cappuccetti rossi e in queste feste i lupi mangiano i cappuccetti rossi e invece le nonne no, perché loro non sono invitate. Mia mamma mi aveva detto che sono gli italiani che hanno scelto questo signore egoista come capo, anche se non ho capito bene perché.

Mia mamma mi aveva detto che dall'altra parte del mare ci sono tanti bambini e anche grandi che non solo non hanno la Playstation e i giocattoli e le caramelle e il cioccolato, ma neanche la pasta e i pomodori per fare il sugo e neanche i piatti e le pentole; però a volte hanno la pasta e il sugo e i piatti, ma i loro capi, che però non hanno scelto loro perché non sono stupidi come gli italiani, non li fanno giocare e andare in giro e essere felici.

Testamento biologico, perché sottoscriverlo? La risposta di una cittadina ben informata...

Giuliana Michelini è una delle persone più esperte in Italia sul tema del testamento biologico - ed è grazie a lei che abbiamo raccolto gli interventi di Mario Riccio, il medico anestesista di Piergiorgio Welby, della costituzionalista Marilisa D'Amico e di Mina Welby. Giuliana, però, preferisce una definizione molto più modesta: "Sono una cittadina qualunque che ha sottoscritto da anni un documento recante le sue volontà in merito alle cure che vuole o non vuole le siano prestate se non sarà più cosciente (ovvero 'Direttive anticipate di trattamento')". E allora sentiamo cos'ha da dirci questa cittadina qualunque...

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Hai sottoscritto un testamento biologico?

Mina Welby: "Legge sul testamento biologico: perché non posso decidere come essere curata?"

"Morire non è uno scherzo" fu una delle ultime frasi rivolte da Piergiorgio Welby alla moglie Mina, una donna che da anni ha trasformato il suo grande amore in una grande battaglia per la libertà e la dignità umana. Da anni attivista dei Radicali e dell'Associazione Radicale Luca Coscioni, Mina Welby è una delle testimoni più assidue e decise a favore dell'autodeterminazione della persona sulla propria vita e sulla propria morte.

Questa donna, insomma, per certa retorica "pro-life", dovrebbe essere una sorta di paladina della morte. Eppure basta vederla e ascoltarla per pochi minuti (come nell'intensissimo intervento a "Vieni via con me" di Fazio e Saviano), per percepirne la grande pacatezza e l'altissimo senso morale che la muove. Non è un caso che la sua battaglia per l'autodeterminazione del malato comprenda anche la possibilità di ricevere assistenza e cure adeguate e mezzi idonei a poter svolgere una vita autonoma. Temi su cui tanti autoproclamati "pro-life" non hanno da spendere né parole né soldi...

NONTISCORDARDIME: una campagna per la libertà di cura, l'autodeterminazione e il rispetto

Con gli interventi, in corso di pubblicazione, di Mario Riccio, Marilisa D'Amico, Mina Welby e Giuliana Michelini, NoirPink - modello Pandemonium torna ad occuparsi della questione del testamento biologico.

L'invito è quello di copiare, incollare e inviare a parenti, amici e conoscenti il testo sottostante per sensibilizzare la cittadinanza e per aiutare la diffusione degli appelli già lanciati in questi mesi da più parti. Al testo si può anche allegare l'immagine sottostante.

Testamento biologico, dignità della persona e idratazione artificiale: l'emendamento di Moro

Dopo aver scoperto con Mario Riccio come il ddl Calabrò in discussione in Parlamento utilizzi un linguaggio scientificamente infondato, oggi vi proponiamo l'analisi giuridica di Marilisa D'Amico, ordinario di Diritto Costituzionale alla Facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Milano, sempre attenta ai temi della laicità e dei diritti civili.

La professoressa D'Amico, ad esempio, ha presentato ricorso alla Corte Costituzionale a proposito della legge sulla fecondazione assistita, vedendone riconosciuta l'incostituzionalità di alcuni articoli. Sempre lei ha presentato anche un fondamentale ricorso alla Corte sostenendo l'incostituzionalità delle leggi nell'interpretazione volta all'inapplicabilità alle coppie omosessuali delle disposizioni in tema di matrimonio.

Il pezzo è stato raccolto con il contributo di Giuliana Michelini.

La terminologia della bioetica: parole generiche e prive di riscontro scientifico nel ddl Calabrò

In questi giorni si parla molto, in Parlamento e nelle nostre case, negli uffici e nelle scuole, di testamento biologico. Il livello della discussione, per colpa di interventi precisamente mirati a questo, rischia però di sprofondare sempre più nella rozzezza e nella confusione. Per questo vogliamo proporvi alcune interessantissime riflessioni raccolte per NoirPink - modello Pandemonium da Giuliana Michelini, una delle persone più esperte in Italia a proposito di questa materia che ci aveva illustrato tempo fa con incredibile chiarezza espositiva.

Riprendiamo allora il filo del discorso, per cercare di fare emergere qualcosa di chiaro dalle valanghe di rozzezza e di confusione in cui vorrebbero sommergerci. Per prima cosa spazziamo via le parole cattive, quelle finalizzate non all'espressione di concetti e di idee, ma al nascondimento. Lo facciamo con Mario Riccio, il medico anestesista rianimatore che, di fronte al rifiuto del paziente di continuare ad essere collegato con il respiratore (trattamento che aveva subito anni prima in condizioni di incoscienza), "fece la volontà di Piergiorgio Welby".

Crisi dell'inserimento mirato: nella retorica imperante produttività non fa rima con disabilità

Il governo ce lo ripete da tempo, ma ne è convinta pure parte dell'opposizione e ne sono sicurissimi persino alcuni sindacati: il problema più grande dell'Italia è la produttività della forza lavoro. Il Paese ha bisogno di giovani di sana e robusta costituzione (quella con la "c" minuscola, sia chiaro) che pranzino in fretta, evitino di fare pipì troppo frequentemente e non pensino neppure di potersi ammalare (del verbo "scioperare", invece, è meglio che non conoscano neppure il senso).

Ora si riformerà pure la Costituzione (quella che, per adesso, ha ancora la "c" maiuscola): l'iniziativa economica privata dovrà essere liberata da lacci e lacciuoli, a partire da tutte quelle pappardelle sull'utilità sociale, la sicurezza, la libertà e la dignità umana. Formule da cancellare, poco importa se dietro quelle formule ci sia la vita dei cittadini - e anche dei cittadini diversamente abili. D'altra parte è da anni che il sostegno nelle scuole è tagliato con l'accetta perché i soldi vanno investiti in qualcosa di più produttivo, no? Da qui alla retorica di inizio Novecento sui "mangiatori inutili" il passo non sembra così grande...

L'Egitto, tra rivoluzione, Internet e omosessualità: anche il blogger gay IceQueer in piazza Tahrir

Abbiamo sentito raccontare le rivoluzione del Nord Africa da esperti (spesso presunti), da leader politici, da ideologici, da professori universitari. Sentirsela raccontare da chi quella rivoluzione l'ha fatta nella strada, con le idee della strada, fa tutto un altro effetto. E ci permette di capire davvero la rabbia e la gioia, la paura e la speranza, l'incertezza e la sicurezza e soprattutto la fede assoluta nel popolo e in Internet che sono state in grado di muovere le masse e di abbattere i dittatori.

Dopo che Rachid, rappresentante in Italia dell'associazione lgbt clandestina marocchina KifKif, ci ha raccontato le rivolte in Marocco, ora il più noto blogger gay egiziano, IceQueer, ci racconta gli eccezionali giorni che l'Egitto sta vivendo. Ce li racconta con gli occhi di un semplice amante della libertà che, senza alcuna esperienza di politica, come lui stesso ammette, ha vissuto la straordinaria esperienza di scrivere la storia in piazza Tahrir...

Il grande colibrì